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Per un sorriso sull’ “amarsi” dagli anni ’90!
In ascolto del Vangelo secondo San Matteo 22, 34-40
Allora i farisei, avendo udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
Amare.
Quanto ne parliamo. A volte così tanto da svilirlo, facendolo restare come una grande scatola vuota. Bella da fuori ma vuota dentro, perchè ognuno ne ha come “rubato un pezzo”.
Ognuno lo tira dalla propria parte. Il desiderio diventa spesso, ahimè, diritto.
Vogliono contestare Gesù anche su questo, ponendogli questa domanda.. a partire dalla Legge..
Il comandamento: siamo ancora nelle “cose da fare”, nel “dovere”..
“Legge, comandamento..” a pelle danno un po’ di orticaria, a tutti penso.. facciamo fatica con l’autorità.. soprattutto oggi, in questo tempo allergico a relazioni non “emotive” e poco spontanee.
E quanto sembra assurdo o contraddittorio parlare di amore come senso di un comandamento.
La prostituzione è un’altra cosa. Posso comprare un corpo o una prestazione ansimante e sudaticcia ma non l’amore.
Nessuno può essere obbligato ad amare ne ad essere amato.
Allora Gesù con questa risposta sta “resettando” tutto: religiosità, purezza, immagine di Dio, percezione di me nei suoi confronti, morale..
Sta portando l’amore al centro. Forse per la prima volta. (E l’ultima?)
E’ bello poi come, quasi con l’abbondanza straripante dell’amore stesso.. alla richiesta di un comandamento, Lui ne aggiunga un altro.
Ci offre questa sintesi bellissima.. tuo prossimo come te stesso. Ahi..
Con pochissime parole ci offre questi due “polmoni” indivisibili. L’uno garanzia dell’altro. L’uno pronto ad autenticare l’altro.
Immediato riferimento alla continua verifica matura della nostra coscienza di amati.. per amare.
Àmati o amàti?
Imperativo o passato? O meglio tutti e due?
E poi quel terzetto un po’ misterioso.. cuore, anima, mente..
Pensate se non ci fossero tutte e tre che confusione..
Se ci fosse solo il cuore.. emotivismo caldo e fusionale, intimistico.. privato..
Se ci fosse solo l’anima.. piritualismo disincarnato, avulso dalla realtà, inutile!
Se ci fosse solo la mente.. sottile ragionamento, giustificazione, concetto, formule rassicuranti, idee e speculazioni, parole e concetti vuoti.
Invece le mette tutte e tre: non può essere a caso.
Ci ritroviamo inseriti in un unico movimento tra noi, Dio e gli altri; continuo, circolare, famigliare. Un unico flusso d’amore che si gioca e alimenta su questa correlazione reciproca. Dare, avere, ricevere, gustare, riconoscere, celebrare, compromettersi..
Non se ne scampa. E quanto è bello..