Domenica IIIa T.O. – B

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

Vocazione di San Matteo – Caravaggio- particolare 

 

In Ascolto del Santo Vangelo secondo San Marco 1, 14-20

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva:
«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini».
E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò.
Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Mentre gettavano le reti, mentre nella barca riparavano le reti….
Gesùbbbbbello non aspetta mai: né che si sia pronti né bravi. Non passa per le parrocchie, i seminari, gli oratori, le chiese. Predilige i luoghi di lavoro (cfr. Matteo Levi al banco delle imposte).
In quello che vivi il Signore ti chiama, avrebbe detto il mio caro amico Nicola…quanto mi manchi!
Abbiamo perso da un pezzo la sfida con la vocazione. Abbiamo perso la vocazione dalla nostra fede e dalla mentalità. Abbiamo ridotto una cosa fondamentale (Il Signore chiama ciascuno alla felicità..) a qualcosa che riguarda solo pretifratisuore…. io non ho mica la vocazione, mi son sentito dire… beato te che hai la vocazione….. mi è venuta la vocazione….
e il battesimo non da nessuna vocazione? e il matrimonio?
abbiamo tolto Dio dall’orizzonte spazio temporale. Ne resta una società o una fede senza orizzonte… senza un prima o un dopo. Vocazione vuol dire che Qualcuno ti chiama, cioè ti ha pensato (origine), ti accompagna, ti guida, ti attende ..che quello che cerchiamo di fare e vivere non è a caso o moralistico-volontaristico ma una risposta…vivo in ascolto per rispondere a Lui e con Lui… che ho un dopo… paradiso… senza vocazione io son qua a caso, galleggio nel tempo, il resto non lo so e rischio di vivere la vita terrena o da schiavo o come viene..se non alla deriva..e Dio è un optional..
non so se sono riuscito a spiegarmi…. ma credo sia importante.
Il Signore non fa differenze: chiama tutti attraverso il battesimo ad una vita pienamente umana, bella, eterna, cioè di buona qualità… le forme con cui questo si realizza poi cambiano…. chi nel matrimonio, chi nella consacrazione, chi nell’offerta di quello che è……
chiediamogli di lasciare le nostre reti con cui teniamo strette certe idee e di prendere il largo con lui..facciamolo salire a bordo della nostra vita.
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“Domande infinite: di che siamo fatti..” – Omelia IIa TO B 2018

 

Che cosa cercate?
Le prime parole di Gesù che il Vangelo di Giovanni ci offre sono una domanda. È la pedagogia di Dio, che sembra quasi dimenticare se stesso per mettere in primo piano quei due giovani, quasi dicesse loro: prima venite voi. L’amore vero mette sempre il tu prima dell’io: si fa silenzio, premura, attesa, ascolto, accoglienza. 
Anche all’alba di Pasqua, Gesù si rivolgerà a Maria Maddalena con le stesse parole: Donna, chi cerchi? Le prime parole del Gesù storico e le prime del Cristo risorto, due domande uguali, rivelano che il Figlio di Dio non vuole imporsi, non gli interessa stupire, abbagliare o indottrinare, ma desidera solo mettersi a fianco, in ascolto, rallentare il passo per farsi compagno di strada, navigatore satellitare di ogni cuore in ricerca.
Che cosa cercate? Con questa domanda Gesù non si rivolge all’intelligenza, alla cultura o alle competenze dei due discepoli che lasciano Giovanni, o della Maddalena, ma alla loro più autentica umanità. Si tratta di una domanda alla quale tutti sono in grado di rispondere, dotti e ignoranti, laici e consacrati, giusti e peccatori, indifferenti o praticanti. 
Perché Lui, il maestro, fa le domande scomode, apparentemente facili ma che fanno vivere: si rivolge innanzitutto al desiderio profondo di ciascuno. 
Come quando camminerà a fianco dei due di Emmaus, delusi e arrabbiati… chiedendo loro che cosa avessero…
Che cosa cercate? significa: qual è il vostro desiderio più forte? Cosa volete più di tutto dalla vita? 
Gesù, vero maestro ed interprete del desiderio, ci insegna a non accontentarci, a non lasciarci anestetizzare da risposte facili e superficiali, a non continuare a bere da fonti che non dissetano, come dirà alla samaritana al pozzo, nemmeno a confondere bisogni e desideri, diritti e capricci. A guardare la luna, non il dito. 
Ci salva dalla noia, dalla superficialità, dalla banalizzazione sistematica, da tutto quello che è luccicoso ma evanescente. E che ci logora dentro.
Con questa semplice domanda: che cosa cercate? Gesù fa capire che la nostra identità più umana è di essere creature in ricerca e di desiderio. 
Perché a tutti manca qualcosa: infatti la ricerca nasce da una assenza, da un vuoto che chiede di essere colmato. 
Cosa mi manca? Che cosa recrimino? Perché non so stare da solo, perché senza cellulare o connessione mi sento vuoto e sperduto?
E’ questa consapevolezza che ci fa ricordare che non “basta la salute..” importante certo, ma non basta. C’è in ciascuno di noi una vita nello spirito che pretende altro. 
Quanta gente sana, è molto triste e sopravvive o si toglie la vita: aveva tutto, si dice sconcertati, eppure…eppure cerchiamo l’essenziale!
E’ la parte sacra di noi, che ci rende come “domanda” di fronte a Dio o all’assoluto, all’infinito o al nulla.
Se è vero che siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio significa anche che è normale sentirsi incompiuti, 
perché saremo completi o meglio completati e compiuti, solo in cielo, a casa nostra, ritornando alla pienezza dell’amore di Dio.
Vado a prepararvi un posto, dirà ai dodici, vi prenderò con me…perché dove sono io siate anche voi ..e voi conoscete la via..
Se noi siamo domanda, Gesù è la risposta: via verità e vita, ci rassicurerà.   
Venite e vedrete, sia l’invito ad affidarci a lui, ricentrando su di Lui e la strada da fare assieme, la nostra fede e il cammino delle nostre comunità.

Domenica IIa T.O. – B

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

 

In Ascolto del Santo Vangelo secondo Giovanni 1, 35-42

Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Che cercate?
Quando andiamo a messa e ci sediamo sul banco, ci fermiamo a pregare per conto nostro la sera, portiamo i bambini a scuola in auto, entriamo in una chiesa;
quando ci accostiamo (o facciamo accostare i nostri cari) ad un sacramento… che cerchiamo?
quando ci mettiamo a leggere la Goccia o un’omelia..che stiamo cercando? quando parliamo di Dio, della chiesa, della fede, di papa Francè… che cerchiamo?
quando apriamo un vangelo o un sussidio simile o abbiamo in casa o in auto o addosso un segno sacro…crocifissi, santini, statuine, orecchini, collanine, braccialetti… che stiamo cercando?
Questa è la prima domanda del vangelo di Giovanni: “che cercate?”…sono le prime parole che Gesù dice, che Giovanni gli fa dire, nel suo vangelo.
Non può essere un caso. Sono parole pesanti, che ti inchiodano, all’inizio del vangelo stesso e del cammino che ti farà compiere dietro di Lui in questo testo…
i discepoli iniziano a seguirlo come un lettore inizia a leggerlo.
Giovanni vuole aiutare il lettore a prendere consapevolezza di quello che lo sta muovendo nel profondo, delle motivazioni per cui vuol seguire Gesù: fede, devozione, tradizione, bisogno, abitudine, speranza…
Che cerchi, che stai cercando… un po’ come i magi dell’altro giorno o i tanti personaggi che cercheranno Gesù nel vangelo, cercandovi pane e pesce a sbaffo, guarigioni, miracoli, curiosità varie, magie, consigli, pareri…
Credo sia una domanda che ci fa molto bene riproporci spesso, a cui imparare a rispondere sempre con maggior precisione o meglio..maggior aderenza a noi stessi, a quello/quanto stiamo vivendo in quell’istante…raffinare con la domanda le motivazioni.
“Sono in ricerca”..si giustifica spesso qualcuno: cosa buona e giusta ma non eterna. Altrimenti sai che brutta vita si fa..abbiamo bisogno anche di piegarci un po’, fidarci, abbandonarci e abbandonarsi.. altrimenti la ricerca, molto privata e individualistica, diventa alibi raffinato e giustificazione intellettuale…ma di fondo ..non hai voglia di metterti in gioco, di scendere dal trono dove ti sei messo.
E metterti per strada, seguirLo. Gesù chiede di fare strada con Lui, di andare a trovarlo “dove abita-dimora”… noi ne abbiamo fatto paccottiglie di valori e prestazioni liturgiche spasmodiche a cui partecipare in apnea per poi dire che ci sono stato e sono apposto…. mmmmm…. visite al museo della fede e dei credenti imbalsamati o zombie…
invece qui ci ricorda che è un cammino. E si impara a camminare, camminando. A poco a poco, certo…
Penso a Battiato…..”e ti vengo a cercare”:.. cantava….bellissimo.
Ciascuno di noi possa vivere la consapevolezza di questo percorso, come la grazia di un “erano circa le quattro” per dire una certa capacità di riconoscerlo effettivamente e affettivamente accanto.
Discreto, delicato ma deciso… e via così!