IV° – B

(Tempo di lettura previsto: 3 minuti)


280115

 Non ditelo a nessuno ma..
https://www.youtube.com/watch?v=vBecM3CQVD8

 

In ascolto del vangelo secondo San Marco 1, 21-28

In quel tempo Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava.
Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità,
e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
 La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

 

Gesù inizia subito con un esorcismo. Marco non parla del diavolo ma di uno spirito impuro. Che è in sinagoga a pregare.. ad ascoltare la lettura della Torah..
Insomma.. come dire.. alla messa delle 11.30! Interessante..
Impuro: non puro. Qualcosa non lo rende più puro.
Puro: come dovrebbe essere. Com’è in natura. Ecco la purezza.. come l’acqua in alta quota da un ruscello.
Appena esce o scende.. comincia a perdere purezza, ad essere impura.. ci sono delle cose che si mischiano con lei e la fanno diventare impura.
Impura quindi significa qualcosa che sarebbe puro ma che, a causa dell’ingresso di certi elementi .. diviene impuro.
Cosa rende impura una vita?
Una scelta, una decisione, un atteggiamento, uno stile di vita.. come diventano impuri? Cioè ci allontanano a poco a poco dalla verità di noi e della nostra libertà..
Una cosa utile sarebbe innanzitutto connettersi consapevolmente col proprio cuore, con la propria coscienza e percepire che siamo puri. Il battesimo ci ha già salvati cioè messo in grado di vivere da salvati, da liberi, da innamorati.
Rendersi conto, come un dono da chiedere e accogliere che siamo “naturali”. Naturalmente fatti per.. amare? Donare, volere, condividere, compatire..
Poi qualcosa si insinua e a poco a poco sporca tutto e ci convince che vada bene così.
Non è questa la più buona delle notizie? Peccato la fatica ad abbassare la guardia e accettarla..

 

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Pescatori rivoltanti.. – Omelia III° – B

Sono rivolti al Signore”. Bellissima questa frase, forse non ci abbiamo mai fatto caso: i nostri cuori sono girati verso di Lui.. c’è tutta la fede cristiana, cercare giorno per giorno di rivolgerci a Lui.. sia come cercarlo, sia nel senso di andare verso, in quella direzione..
Ieri sera ero a Caorle vicino al faro, con gli scout.. luce tra l’altro che parte dal campanile della bella chiesa. Pensavo a tutte le navi che in tante situazioni cercavano rivolte a quel faro il conforto di una direzione da prendere, una luce in cui confidare, la speranza del porto vicino, la sicurezza dell’essere giunti a casa.
E coi cuori rivolti a Lui, come lo incontriamo? Come si mostra a noi? Bello, sorridente, rassicurante..? No.. di spalle. Gesù ci da le spalle. Ci chiede di andare dietro e seguirlo. Mi ha fatto riflettere questa settimana: per due volte il vangelo ricorda che ci ha chiesto di andare dietro.. non “con” Lui.. sarebbe stato più normale e bellino.. dietro.. pensate anche a quando rimprovera aspramente Pietro, dicendogli che pensa come Satana.. vai dietro di me.. gli dice.
Non nel senso di un castigo ma di una posizione. Pietro stava dimostrando che con la sua mentalità voleva gestirlo.
C’è una parola che descrive per noi cristiani questa scelta: la parola “sequela”. Il cristiano vive la sequela, la chiamata a seguire Cristo.
Pensate a quando il Battista indica Gesù Agnello di Dio e i suoi due discepoli lo lasciano li per andare dietro a Gesù.. che chiederà loro.. che cercate.. ecc. ecc. o alle rive del lago di Galilea, nel vangelo di oggi.. come devono essersi sentiti guardare Andrea, Giacomo e Giovanni per lasciar li tutto e andare dietro di lui?
Dietro significa che la strada la fa lui. Io mi devo fidare, rispondendo con la fede di cui sono capace, giorno per giorno, riconoscendolo davanti a me.. capo cordata.
Dietro significa che la strada lui la vede per primo, che lui riesce a scorgere prima e un po’ più in là di quello che accade, devo accogliere che veda più in là del mio orizzonte, che ci sia una distanza.    Dietro significa che il quel cammino c’è tutta la vita cristiana come qualcosa di vivo, una relazione da costruire, su cui investire.. non contenuti e dottrine da sapere o pratiche e cose da fare per sentirsi bravi.. convertitevi e credete nel vangelo.. non al.. come fosse una idea.. nel..immersi nella relazione con Lui, coinvolti ed implicati con la nostra libertà.
Oppure quando Mosè, nell’Esodo chiede di vedere Dio e la sua gloria e gli viene detto che vedrà solo Dio di spalle, come fosse passato.
Ecco la pedagogia divina con noi. Le spalle.. come riconoscere che è passato, che ha lasciato le sue tracce che la fede è sempre anche ricerca e percorso, che dobbiamo non pretendere di possedere e gestire ma sapere andare un po’ più in là.. dove lui ci attende.
Restare con il cuore e lo sguardo rivolti a Lui insomma. La libertà di una fede che si propone.. non impone..
E’ solo per questo, perché sentiamo che questa relazione ci libera da tante idee sbagliate e malefiche di Dio che possiamo lasciare quelle zavorre che portiamo nel cuore e seguirlo.
Diventare pescatori di uomini. Immagine bella, quella di Gesù.
Non serve fare miracoli per essere quotidianamente cristiani ma fare nel suo nome quello che facciamo e sappiamo essere. Nel suo nome.
Siete pescatori? Diventatelo di uomini. La nostra vita è invitata a profumare di vangelo, con uno stile cristiano da scegliere e coltivare. Quello che siamo e facciamo va già bene.. iniziamo o continuiamo a farlo dietro di Lui e per Lui ed il regno di Dio è già in mezzo a noi.
I pescatori prendono i pesci dal loro luogo di vita e li fanno morire.. i pescatori di uomini fanno il contrario.. cercano di far passare dalla morte, cioè dalla non vita, dalla vita di basso profilo, dalla vita spenta, arida, sporca, rattrappita..ad una vita eterna, piena, di qualità bella e carica di senso e sapore, liberata e liberante.
Ecco cosa Gesù chiede alla nostra vita. Anche noi siamo chiamati ad essere pescatori di persone, nella misura in cui col nostro servizio parrocchiale o associativo, nei nostri luoghi di lavoro, in famiglia, nella politica cittadina, nella partecipazione attiva, nella capacità anche di indignarci e protestare per i veri diritti di tutti.. e soprattutto degli ultimi e degli esclusi.. sappiamo lottare per la qualità. Gesù ci chiama, li dove siamo inseriti a testimoniare che la nostra vita ha qualità cristiana.. stile e relazione con Lui.. e che è chiamata a offrire la stessa qualità alla vita degli altri.. a diventare luce del mondo, come Lui.. come quella che non deve essere nascosta ma vissuta. Diventiamo come dei fari allora, grazie ai nostri cuori rivolti al Signore con la voglia questa settimana, di seguirlo nelle strade delle nostra vita.

III° – B

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

“Non aver paura che la vita possa finire. Abbi invece paura che possa non cominciare mai davvero.”
(J.H. Newman)


210115

 

In ascolto del vangelo secondo San Marco 1, 14-20

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva:
«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini».
E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò.
Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

 

Il tempo è compiuto.. quasi a dire: ok, cominciamo a fare qualcosa. Son stato 30 anni in silenzio a lavorare, ascoltare, decifrare, fermentare.. ora dopo essermi messo in coda coi peccatori e aver fatto arrabbiare mio cugino Giovanni Battista.. ma dopo aver fatto gioire papà Dio che sto iniziando a rappresentarlo e offrirlo come Lui apprezza..
Adesso cominciamo a lavorare, su..
E cosa fa?
Inizia a camminare tra la geografia scandalosa dei suoi paesetti lungo il lago di Galilea e dentro la storia delle persone: non farà tutto da solo, non si impegnerà in maniera individualista, non sarà un mago o un battitore libero..
Sceglie persone concrete, li dove si trovano, mentre fanno quello che hanno sempre fatto. Ecco la prima vocazione di ciascuno.
Il battesimo.. ci abilita alla risposta. La chiamata è dentro la nostra vita quotidiana. La “sequela” cioè andargli dietro.. seguirlo, far strada con Lui al nostro fianco è esattamente questo. Da pescatori a pescatori di uomini: chissà cosa avevano capito di questa frase. Non importa.
E’ bella. Sembra significare.. cosa sai fare? questo? Ti pare poco? Non importa.. fallo in modo “divino”..fallo con e per me, fallo nel mio nome.
Non ci chiede nulla di straordinario, non cala nulla dall’alto, ma valorizza e porta a compimento quello che già abbiamo iniziato e che siamo.
Ci chiede solo di offrirlo, fidarci, condividerlo, sognarlo in grande assieme a Lui.
Infine per due volte una certa sottolineatura fa notare come ci siano da lasciare.. reti e padre.. strumenti, certi affetti o immagini, o dinamiche.. paure, freni a mano..
fa pensare, riflettere, sperare.. partire.. cominciare a vivere davvero..
E tu, da dove sei, lo senti e come, questo invito?

 

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