XXVIII a T.O. – Anno B

Le quantità si contendono lo spazio, le qualità si completano a vicenda. (D. Bonhoeffer, Resistenza e Resa)



Lettura dal Vangelo di GIOVANNI 6,24-35

In quel tempo quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!

A dire il vero non credo servano molti commenti, soprattutto scontati e immediati come i miei….
segni, segni, segni…mangiato e bevuto…come la cara bianca balena DC!!
una grande abbuffata di quel che vogliamo e cerchiamo noi…sottile ricatto ad un dio fatto ad immagine e somiglianza delle nostre panze e necessità…o delle nostre proiezioni…(come direbbe Feuerbach!)
quale è il cibo che rimane per la vita eterna, per cui darsi da fare?
ecco una bella domanda da farsi…
cibo: è qualcosa che ti fa vivere, anzi…VIVERE non sopravvivere…
cosa mi fa vivere?  personalmente…la fiducia, il sorriso, lo stare assieme, il cercare quel che unisce e non quel che divide, il portare pazienza, il giudicare meno possibile
lo stupirmi, il poter cambiare idea e prendermi in giro, il provare a fare assieme invece che perfettamente in fretta…, il ragionare e discutere, la voglia e la fretta di condividere delle cose belle a certe persone (libri, film, poesie, luoghi, incontri che non puoi assolutamente non consigliare a qualcuno!!) per assaporarle assieme, quasi in stereofonia…, uno sguardo di bontà, un gesto di cortesia, un parlare schietto ma anche ricercato, il provare ad esprimere con cura sentimenti ed emozioni, senza darli sempre e solo per scontati, provando a vincere l’analfabetismo emotivo… il provare a dimenticare, lasciar perdere, perdonare, il riposarsi vivendo, il gustare bene a fondo quello che sono e che ho….
certo non è facile…sarà per questo che …quel pane… ci verrà anche dato dal Figlio dell’uomo? come energia, determinazione, forza….

credere in Gesù…per compiere l’opera di Dio…penso alla legge scout… e alla promessa scout….conoscere meglio Gesù, frequentarlo…significa compiere il mio dovere verso Dio…e tanto altro…..
Basta parlare di Dio…mi verrebbe da dire…lasciamo stare…non ne siamo capaci… rimettiamo al centro Gesù…nudo e crudo…e faremo senz’altro
la più bella ed inedita, sconvolgente esperienza di Dio che sia possibile…
pura trasgressione…

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