Va Domenica di Quaresima – A

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

La resurrezione di Lazzaro, V. Van Gogh
per strappare un sorriso.. Zio Lazzaro: youtu.be

In Ascolto del Vangelo secondo San Giovanni 11, 1-45
 Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato.
Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.
Qualche domenica fa nel dialogo con la Samaritana Gesù si è dichiarato ACQUA VIVA…domenica scorsa di fronte al cieco nato, LUCE DEL MONDO… quasi una preparazione all’oggi, con un altro tratto molto lungo del vangelo di Giovanni, quando dice di sé di essere la RISURREZIONE E LA VITA.
Ci troviamo di fronte ad un’altra fonte di speranza e umanità a cui attingere…non certo solo cronaca (per alcune strane incongruenze…)
Lazzaro è stato rianimato: infatti non è qui con noi, poi è morto ancora. La risurrezione è altra cosa.
La morte tocca sempre le nostre vite in modo inatteso, scatenando di tutto in noi.
Personalmente non credo che il problema sia la nostra morte; forse nemmeno ce ne accorgeremo.
La cosa che sento più atroce e disumana è l’impotenza di fronte all’inevitabile morte dei nostri cari: saper di dover partecipare al funerale di un nostro caro e riprende a vivere senza quel genitore, quel figlio, quell’amico… ci devasta  dentro.
Il problema non è la nostra morte ma il dover accogliere e attraversare quella delle persone che amiamo. E reinventarci una vita senza di loro, se non con la lancinante nostalgia di essi….
Cosa ha da dire la fede cristiana di fronte a tutto ciò? Gesù non ha impedito la morte di Lazzaro. Sosta misteriosamente altri giorni…quasi ad aspettare che muoia davvero.
Non è sua intenzione impedire la morte biologica, ne interferire col decorso naturale della vita. Non è venuto per rendere eterna questa vita ma per introdurci in quella che non ha fine, il compimento di tutto. La vita terrena è destinata a finire.
IL cristiano non crede in una morte e poi in una risurrezione che avrà luogo alla fine del mondo. Crede che l’uomo redento da Cristo non muore. Questo è quello che Gesù ci ha assicurato. A noi resta solo la sospensione da attendere prima di vivere in modo definitivo nell’al di òà; la vita qui è continuamente soggetta a limiti, dolori, malattie, ignoranza, cattiverie, abbandoni, sofferenze, solitudini, incomprensioni. Questo non è definitivo. Invoca pienezza e compimento. Dobbiamo uscire da questo mondo per vivere in maniere piena e definitiva.
Molto di più non lo sappiamo, nessuno è mai tornato a raccontarci nulla, no? e se appunto….non fossero tornati a posta? da quanto bene si stanno trovando??
“Ciò che per il bruco è la fine del mondo, per il resto del mondo è una farfalla” (Lao – Tze)

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“L’essenziale è invisibile.. agli occhi.” – Omelia IVa Quaresima A-2017

Pensiamo alle 3 chiese della nostra collaborazione: hanno una cosa in comune, anche a tante chiese vecchie o antiche: sono orientate a est, dove nasce il sole, secondo un senso di fede, la luce che è Cristo nuovo giorno. Venire alla luce, nascere. Oriente, nasce il sole, la luce del mondo, Cristo. Orientarsi, orientamento vorrebbe dire quindi indirizzare la propria vita nella giusta direzione, non perdersi più, vedere la luce del risorto. Bello.
“...passando vide un uomo cieco dalla nascita”, la cecità non era considerata un’infermità, ma un castigo, una maledizione inviata da Dio per le colpe degli uomini. Per non incolpare Dio dei mali, (mica si poteva dirgli di essere cattivo)…si accusava l’uomo. 
  Perché esiste il male? Perché l’uomo è cattivo, ha commesso un peccato, e il Signore lo castiga. E gli sta bene…
“…e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?»”, quindi che la cecità fosse una conseguenza del peccato, era indubbio, il problema era sapere se avesse peccato già l’individuo, o i suoi genitori. 
Il vangelo, la buona notizia di Gesù è tutta qua: dove loro, discepoli e poi scribi e farisei vedono colpe, peccati e castighi…Lui vede la persona. Vide un uomo. Gesù guarda sempre prima alla persona, poi a quel che è: samaritana, adultera, ladro, indemoniato, pubblicano…Esclude tassativamente alcun rapporto tra il male, il peccato e il castigo divino. 
 Che effetto fa a noi che ancora abbiamo voglia di dire che “abbiamo meritato i tuoi castighi…” questa frase?
Dice: non “ha peccato né lui, né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio”. Altroché castighi…
  Gesù continua l’azione creatrice del Padre e, a quest’uomo, dopo aver detto che lui è la luce del mondo, “fece del fango con la saliva, lo spalmò sugli occhi”, sono gli stessi gesti che ha fatto Dio in Genesi, nella creazione del primo uomo; Gesù continua quell’azione creatrice. Poi lo manda nella piscina di Siloe, famosa a Gerusalemme, significa, sottolinea l’evangelista, l’“Inviato”, perché? Andando verso l’inviato, Gesù, che ha detto di sé: sono la luce del mondo, si recupera la vista. Infatti “Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva”.
Rileggiamo la vita di Gesù e della chiesa in questi duemila anni: una continua e appassionata opera di creazione e redenzione. Continua…con tanti limiti, infedeltà e tradimenti ma è questa. 
Lui è stato inviato a noi da Dio proprio solo per questo. Recuperare vista. Gesù combatte contro la prima causa di cecità, che è il peccato: quando uno pretende di sapere e quindi si rifiuta di cercare … 
Tutto questo vangelo, strepitoso nella sua struttura narrativa, vuole evidenziare che non basta avere occhi buoni…per vedere correttamente; si rischia di presumere di vedere bene..
Solo se la nostra vita è illuminata da Gesù, luce del mondo, noi vedremo bene, vedremo cioè come Dio; la 1a lettura, lo ricorda: l’uomo vede l’apparenza, il Signore vede il cuore. Bellissimo.
Quando stiamo pregando o veniamo alla comunione, sentiamo che Lui guarda al nostro cuore e ci conosce e ama come siamo?
Gesù lo ha dimostrato, guardando all’essenziale di quella persona. Non servono occhi ma cuore. Come quando ne “Il piccolo principe” famoso libro del francese Saint’Exupèry …la volpe dice al protagonista: “non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”.
Gesù sole e luce del mondo ci insegni a guardare la realtà e a noi stessi dal suo punto di vista, con il suo sguardo: orientando a Lui le nostre vite ci dia nuova consapevolezza e speranza. Per non essere ottusi e ciechi come quei farisei. 
Ci faccia sentire che chi volta le spalle al sole, non vede che la propria ombra.

IVa Domenica di Quaresima – A

(Tempo di lettura previsto: 7 minuti)


U2.. in una città che..  youtu.be

In Ascolto del Vangelo secondo San Giovanni 9, 1-41
Passando, vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». 
Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.
Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».
Scommetto che non hai letto tutto il vangelo perché troppo lungo e sei venuta..venuto a leggere subito il commento…
A cercare insomma effetti, applicazioni, spiegazioni, qualche spunto efficace per riflettere. E poi?
Spesso si confonde, nel parlare comune, la riflessione con la preghiera. Si pensa, sostiene che credere sia fermarsi a riflettere tra sé e sé, passeggiando da soli, cercando silenzio, solitudine ecc.
Ma riflettere è stare tra sé … da soli con sé stessi, cosa di cui spesso c’è assoluto bisogno (posto il fatto di avere il coraggio di mettere i nostri smartphone in modalità aereo)..
pregare invece è percepirsi alla presenza: il che vuol dire che un cristiano non è mai solo. Ma sempre alla presenza del Padre, con Gesù a fianco e lo Spirito Santo che gli gira attorno e lo provoca da dentro il cuore e la coscienza.
Ecco cosa significa credere in un Dio trinità…(Nel nome del Padre e del Figlio e dello SS) essere immersi in questo abbraccio…allora non sei mai solo, e ..riflettere è pensare alle tue cose; pregare è guardare alla tua vita assieme a loro.
Sono due cose totalmente diverse. Quando davanti ad uno specchio io mi ci rifletto…vedo solo me stesso per quello che sono. Non male, certo.
Ma la preghiera e l’ascolto della Parola… mi fanno guardare a me stesso come Dio mi guarda….
cambia tutto. Luce e buio.. vedere e non vedere, chi crede di vedere in realtà vede niente o quel che vuole vedere… chi non crede di vedere, impara a vedere con occhi nuovi.
Io sono la luce del mondo, ci ha detto Gesù: lasciamoci illuminare.
Rileggi il vangelo…almeno 3 volte…gustalo, immergitici… e lascia stare i miei commenti.

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