VIIIa T.O. – Anno A

“Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi.”
Ernest Hemingway

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In ascolto del Vangelo di S. Matteo 6, 24-34
Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro.
Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena.

Dio non è contro la ricchezza, ma contro il suo uso idolatrico.. servire la ricchezza.. cioè mettersi a servirla, mettere la propria vita (energia, risorse, coscienza, realizzazione..) in funzione del guadagno, dei “schei”, del profitto. Mettere questo al primo posto e far cadere tutto il resto.
Il guadagno, la sicurezza economica, l’accumulo perchè non si sa mai, l’accaparrare sottile perchè è gratis o perchè meglio approfittare..
Ai figli, alla salute, ai miei cari, a mio marito, ai miei spazi, ai miei tempi.. penserò più avanti..
Papa Francesco ha detto cose illuminanti a questo proposito parlando della cultura dello scarto e dello spreco.

Quali sono i bisogni fondamentali e imprescindibili che sento sgorgare piano dentro di me?
Riesco a riconoscerli, a chiamarli per nome? Provo a offrirli al Signore perchè mi dia ciò che cerco e sento più importante? Riesco a pregare per questo? A mettere ordine nei miei affetti disordinati e li dove mi ritrovi un cuore attaccato a cose.. meno utili di altre?

Per il resto non ditemi servono commenti.. sono solo immagini da assaporare piano, come un torbato, da far scendere nel cuore..
È una pagina molto gettonata anche nei matrimoni, come inno alla Provvidenza. Al lasciar fare a Dio, al fidarsi di Lui, che non farà mancare quel che davvero serve.. non quello che ci va.
Riconoscere che non siamo davanti a un bancone di un negozio, ma al Padre.
Cercare innanzitutto il Regno di Dio, lo stile con cui Dio vuole essere in relazione con noi per aiutarci ad esserlo con gli altri.. tra fratelli e sorelle nel suo nome.. riconoscendoci figli.
Qual è la giustizia del Regno di Dio? Il merito? Il punteggio? Il risultato?

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Ma io vi dico.. – Omelia VIIa T.O. 2014 – Anno A

Siate perfetti? Ma nessuno é perfetto, si sa. Sappiamo invece che ci si ammala di perfezionismo.. ansia, nevrosi, stress, manie..

Come si fa ad essere perfetti? Solo Dio lo é, no? Mica siamo Dio.. si dice e fin qua tutto giusto, ma proseguiamo nel ragionamento e chiediamoci: ma in cosa Dio é perfetto? Non sbaglia mai? Uno perfetto per noi é uno che fa tutto giusto. Dio fa tutto giusto, tutto bene, alla perfezione. Ma cosa fa? E poi non dice “quanto”, quantità.. ma “come”.. siate perfetti come.. la qualità..
Allora le cose si fanno interessanti e possiamo abbassare un po’ la guardia. Dio perfetto. L’unica cosa che Gesù ha cercato in lungo e in largo, a costo della vita, di annunciarci é che Dio é padre e le nostre idee e immagini di Lui devono essere evangelizzate. Un padre.  Ma un padre in cosa é perfetto? Nell’amore ai propri figli, no? Dio allora é perfetto nell’amore.

Cos’è sto amore? Sono gesti. Amare é uno stile da avere, non una prestazione (quantità) da erogare. Gesù lo spiega come ama Dio.. il resto son idee nostre.
Amore significa misericordia, perdono, unione, carità, premura..

Voi dunque siate perfetti, dice Gesù. Qualche settimana fa ci scosse dicendoci “siete” il sale della terra e la luce del mondo! Come coscienza e responsabilità. Oggi un “siate”, cioè un desiderio da avere, un orizzonte verso cui tendere. Essere perfetti..amare alla nostra massima possibilità. Siamo perfettibili, cioè tendiamo al portare al nostro massimo possibile quel che siamo!  E’ difficile? Certo, é la nostra missione di ogni giorno. Non vive così, del resto, un genitore? Ogni giorno dobbiamo riscoprirci padri e madri.. come pure figli che vogliono crescere in questo amore.

Ma in quel “siate” Gesù oltre ad un desiderio e a un orizzonte ci offre anche sostegno e una guida. Parla al plurale ai discepoli e a ciascuno di noi. Quel siate trova nella chiesa la propria origine e il proprio fine. Vi viene in mente nulla?

Pensate a quel passaggio della preghiera eucaristica, poco prima del Padre nostro.. quella frase che cerco sempre di scandire piano perchè fa bene al cuore pronunciarla e sentirla dire: ”ricordati Padre della tua chiesa, diffusa in tutta la terra.. rendila perfetta nell’amore.”
Rendila perfetta nell’amore!

E’ un desiderio allora, un orizzonte ma anche una speranza che si fa preghiera. Chiediamo in tutte le messe al Padre di sostenerci, di essere una chiesa perfetta nell’amore. Vale a dire:

* ricordarci sempre che siamo qui come Chiesa e non come cristiani singoli o peggio ancora, come fazioni. Che la Chiesa prima di essere il vaticano, la gerarchia, siamo noi. Rischiamo sempre di vedere a Roma la sede del potere politico e religioso..a volte anche solo come delega o sospetto. Qui noi possiamo far cambiare un po’ le cose! Nel nostro cuore e nella nostra coscienza!

*Che l’unica cosa che caratterizza il nostro essere Chiesa é l’amore. Saremo giudicati sull’amore, cfr. Matteo 25.. “avevo fame, sete, ero forestiero, malato, nudo e .. vi siete presi cura di me”, oppure ancora Giovanni.. “se sarete uniti vi riconosceranno..” la chiesa resta unita quando si ama. Si ama per restare unita. Come in una famiglia, no? Quando inizia a mancare amore salta l’unità, arriva la divisione tra papà e mamma o tra genitori e figli.
E sappiamo quanto questo sia impegnativo.. questa perfezione perchè questo amore é tanto bella come parola quanto scomoda: amare fa rima con andare d’accordo, collaborare, perdonare, sacrificarsi, unire, perseverare, sperare.

E’ uno stile di vita da fare proprio e vivere giorno per giorno: non sono messe e preghiere o cose da fare. Nella 2a lettura Paolo ai cittadini di Corinto ricorda, che questo nostro stile agli occhi del mondo é stoltezza quasi a dire che da sempre essere cristiani non é ne facile ne compreso. Quanto é attuale. Avete inteso che fu detto.. ma io vi dico.. son due domeniche che il Vangelo ci ricorda che noi cristiani siamo chiamati ad andare oltre quel che intendiamo normalmente.. il “si dice, si pensa, fan tutti così, mi va bene, che male c’è.. alle mentalità più spontanee e immediate”.

Ma io vi dico.. certi valori e stili di vita, oggi, sono davvero solo cristiani.. e agli occhi di certa mentalità sono follia, stupidità, roba vecchia..
Eppure certe cose ad esempio sull’economia, sul lavoro, sulla distribuzione delle risorse.. la Chiesa le aveva dette anche cento anni fa.. o sull’educazione, il valore della vita e la famiglia almeno da decenni ma nessuno le ha dato credito, perchè é la chiesa e non deve permettersi di uscire allo scoperto e dalle sacrestie! Ma noi non ci spaventiamo! Paolo conferma i Corinti con una affermazione potentissima: “Ma voi siete di Cristo..” essere cristiani, carissimi, é questo.
Essere di Cristo. Non religiosi o credenti. Di Cristo! Non sudditi o dipendenti, ma liberi e liberati come fratelli e sorelle, in un rapporto adulto con Lui che ci da amore, forza, senso e direzione.

In forza di questo ci fidiamo e superiamo noi stessi nell’amore, da figli di quel padre perfetto, tutte le volte che cerchiamo di vivere questo stesso amore e siamo felici: accogliere i nostri nemici, salutare tutti, magari per primi, pregare per quelli che ci perseguitano, non voltar le spalle a chi ha bisogno, desiderare di perdonare.. questo sia il nostro stile. Questo sia il nostro desiderio, perchè noi siamo di Cristo. Lui ha dato la sua vita per noi e nell’eucaristia di oggi ci sostiene con la Sua Parola, ci perdona con la sua misericordia, ci nutre e riscalda con il suo corpo e sangue.. e mentre viviamo e celebriamo questa appartenenza ci scopriamo chiesa, comunità riunita nel suo nome, persone preziose, salvate, perdonate, accolte che solo per questo son chiamate a  portare salvezza, perdono, pace, unità.. siamo noi il cuore, lo sguardo nuovo, le mani con cui Cristo continuamente si rende presente nel mondo e tra la gente che, a volte senza nemmeno saperlo, attende una parola di speranza, uno stile nuovo per la propria vita. Siamo noi la chiesa, siamo noi di Cristo.

Preghiamo con fiducia e gratitudine allora perchè il Signore benedica e sostenga il nostro desiderio di essere perfetti, ma solo nell’amore, donandoci di sentirlo come nutrimento quotidiano della nostra esistenza, come suoi figli, fratelli e sorelle di Cristo.

Scout: noi a San Donà facciamo così! – Thinking Day 2014 – Anno A

Pare davvero di avere tutta l’America davanti da quella collina verde nel centro di Washitngton.
E’ il Campidoglio, sede del congresso degli USA: da li J.F.K., appena nominato presidente, pronunciò nel ’61, uno dei suoi discorsi più memorabili. Le parole conclusive son passate alla storia: “Non chiedetevi cosa il vostro Paese possa fare per voi.. ma cosa voi possiate fare per il vostro Paese.”
Anche se magari non le avete mai sentite, penso che stamattina voi scout le abbiate messe in pratica. Era per certi versi, la provocazione che il nostro sindaco Andrea aveva lanciato.
Si cercava un impegno concreto per alzare il nostro sguardo dall’ombelico e ricordarci del bene comune, educandoci ad una cittadinanza più attiva e consapevole.
Per dirla con don Milani all’“I care” o con don Puglisi al credere che “se ognuno fa qualcosa”..
I 4 gruppi scout della città hanno risposto sul serio: ecologia e raccolta differenziata, ridipingere i muri dello stadio, fare la mappa delle barriere architettoniche da abbattere in città. Modi concreti con cui bambini, ragazzi e giovani hanno detto assieme “ci pensiamo noi”, stimolati a sporcarsi le mani, sentendosi a casa propria nella nostra città.

Credo sia bello ricordarlo oggi per almeno tre motivi:

Per dare a tutti speranza, stimolarci e per scuotere con forza le nostre coscienze cristiane toccate in primis dal vangelo.
E’ l’unica cosa che ci può educare: passare da una mentalità passiva, supina, da spettatore.. al protagonismo di chi sa  pensare globalmente e agire localmente.
E’ anche quello a cui ci provoca Gesù nel vangelo. Per due volte annuncia “avete inteso che”.. ma io vi dico. Sta descrivendo la speranza e la responsabilità che il cristiano può e deve far nascere dentro al cuore e nella propria coscienza. Il poter passare da quel che ci circonda, subìto passivamente a quello che io scelgo e desidero. Quello a cui il Signore qui e ora mi chiama per essere strumento di qualcosa di più grande e bello. Come scout si dice “servire”. Allora nasce la speranza. Quando inizio a credere all’alternativa possibile. A partire da quanto io voglia per primo, cambiare me stesso. Perchè tocca anche a me.Avete inteso che.. per certi versi é tanta nostra cultura, le mentalità del “dicono tutti così”, parlando per sentito dire, frasi fatte e luoghi comuni, il più delle volte anche sui giovani..
Vivendo placidamente di deleghe, alibi e giustificazioni. Da spettarori.Ma io vi dico é invece la Parola con cui Gesù ci fa alzare lo sguardo e andare oltre. E’ la presa di coscienza che il cristiano, (quindi lo scout), é chiamato a vivere e ragionare in maniera differente nel mondo. Anche S. Paolo nella 2a lettura ricorda quanto già a quel tempo essere cristiani fosse considerato stolto o insensato.. come oggi chi si impegna, chi voglia essere credibile, chi scelga di impegnarsi. Ma ci offre anche una sicurezza potente e profonda: quando dice: “Ma voi siete di Cristo! Lo spirito abita in noi. In noi c’è la forza dello Spirito Santo dalla cresima che ci permette di avere coscienza critica e cuore appassionato per scegliere chi e come essere.
Lottare per il bene difficile contro il male facile..
Ma voi siete di Cristo: non schiavi o dipendenti, ma liberi e liberati come fratelli e sorelle, in un rapporto adulto con Lui che ci dia amore, forza, gusto e direzione. Anche il nostro scoutismo si fonda, nella sua promessa, sull’aiuto di Dio. E fa della buona azione quotidiana fino alla scelta di servire, i suoi strumenti educativi per eccellenza.
Sono giorni difficili questi.. per l’Italia e per il mondo: la gente é in strada.
Manifesta, protesta, dimostra.. basta guardare il tg3: Verona, Vicenza, Mestre.. i Forconi e poi naturalmente l’Ucraina, il Venezuela e non solo. Saper dire “no”, é fondamentale. Ma domenica scorsa don Ciotti ha ricordato in un suo intervento a cui molti qui hanno partecipato, che bisogna saper passare anche dai “no” al “noi”. Non aspettiamo allora che inizino gli altri, fidandoci di quel “ma io vi dico”. E’ un vangelo bellissimo perchè ci richiama al profilo alto dell’educare cristiano e scout, in una società come la nostra, in cui si sceglie spesso volontariamente di non educare ne sperare. In cui sembra che l’unica preoccupazione sia quella di aprire sale per il gioco d’azzardo o legalizzare le droghe leggere, o dare i numeri al genitore 1 o 2..
Risposte facili.. scorciatoie da paese dei balocchi. Specchietti per le allodole di una certa politica da troppo tempo in balia di lobby economiche e manovre così miseramente ideologiche da essere evidentemente idolatriche. Di quell’idolo per cui tutto si può sacrificare e tutti.. scartare che é il denaro.
“Impedisci che io prenda abitudini che rovinano la vita”..
Ma io vi dico.. siate perfetti, dice Gesù. Qualche settimana fa ci scosse dicendoci “siete” il sale della terra e la luce del mondo!  Oggi un “siate”.. cioè un desiderio da avere, un orizzonte verso cui tendere. Essere perfetti,  portare al massimo possibile la nostra capacità di amare! Come il Padre, dice, non quanto, attenzione! Non quantità, ma qualità. E un padre é perfetto solo nell’amore per i figli. Quell’amore che si manifesta nell’educare e con lo stile che ha con loro.. le cose si fanno interessanti.. educare come Lui..
In quel “siate” Gesù ci offre anche sostegno e una guida. Parla al plurale. Quel siate trova nella Chiesa la propria origine e il proprio fine. Vi viene in mente nulla?
Pensate a quel passaggio della preghiera eucaristica, poco prima del Padre nostro.. quella frase che cerco sempre di scandire piano perchè fa bene al cuore pronunciarla e sentirla dire: ”ricordati Padre della tua Chiesa, diffusa in tutta la terra.. rendila perfetta nell’amore.” Rendila perfetta nell’amore!
E’ un desiderio allora, un orizzonte ma anche una speranza che si fa preghiera. Chiediamo in tutte le messe al Padre di sostenerci nell’essere una Chiesa perfetta nell’amore. E’ anche la nostra promessa scout! È la formula con cui due sposi diventano marito e moglie! E l’amore si perfeziona educandosi, ci si educa ad amare.. se no lo confondiamo con un’emozione passeggera di cui cadere in balia. Spesso con effetti devastanti.
L’ho detto qualche mese fa: oggi la prima strada percorribile per la speranza di un futuro migliore é educarsi. Noi cristiani e noi scout protestiamo educando.
Penso ad un altro fiore all’occhiello della nostra città: il presidio locale di Libera, l’associazione nazionale che si impegna a favore della legalità e della giustizia, contro la criminalità organizzata e le mafie. Nato nemmeno due anni fa é tenuto in piedi da 8 o 9 giovani tutti sotto i 27 anni. Venerdì proporranno un incontro sulle mafie qui al nord. Sarebbe ora si parlasse di criminalità organizzata e illegalità anche qui a San Donà.. nella veneziana, nel nostro litorale. Possiamo dirlo. Il problema c’è e da un pezzo. Anche questo é un impegno concreto che vede Libera, assieme a tanti giovani, protagonisti nel non accontentarsi supinamente del “avete inteso che é così”.
Insegnami a comportarmi lealmente. .quando nessuno mi vede!
Ma io vi dico.. con Gesù, significa saper dire di no a certi messaggi e si a certe decisioni da prendere. Servire a San Donà era lo slogan di questa nostra iniziativa scout.. forse oltre al bene comune e alla cittadinanza attiva serve anche che ci guidiate cari giovani al far nostra una cultura più onesta, trasparente e legale. Non si ruba ne si é disonesti solo a Roma.. o al sud! Questi sono solo alibi.. è il “avete inteso che..”
Cari cristiani, prendiamo fiducia allora e speranza dall’impegno di questi giovani, sentiamo vigore e forza da questo vangelo che ci invita ad essere perfetti nell’amore amando come un Padre che insegna ai figli a riconoscersi fratelli e sorelle nel suo nome. Ma anche a riconoscere e denunciare il male e perseguire con forza e a testa alta il nostro bene. E questo con e per amore! Allora saremo oltre che credenti.. credibili!
Apriamo gli occhi e cerchiamo anche noi strade per dire con la nostra vita che quel “ma io vi dico” mi riguarda. Un vecchio proverbio indiano diceva che “Il mondo non lo abbiamo ricevuto in eredità dai nostri padri, ma in prestito dai nostri figli.”
Lasciamolo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato.
Questo sia quello che, con le parole di Kennedy, vogliamo fare e faremo per il nostro Paese e per il regno di Dio.