
Dal Vangelo secondo Giovanni 10,1-10
In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».
Magari sono io troppo fetente; o forse mi attacco a qualsiasi dettaglio pur di trovare qualcosa da dirvi… Eppure ho controllato. Gesù qui, secondo Giovanni, prima conduce fuori, nel senso che vengono descritte quasi con poesia le azioni che fa il bravo pastore: parla alle pecore, loro lo ascoltano rapite, le chiama per nome, le conduce fuori… Ma poi, quasi gli scappa a Giovanni, segnala che in realtà… le spinge: quando le ha “spinte tutte fuori”. Non so voi, ma mi dà la sensazione che ste pecore non avessero poi tutta sta voglia di uscire, di prendere il largo, di vedere il mondo. Non mi metterò certo a dire, adesso, qui… che non è cambiato ed era già tutto previsto, figuratevi. Mai mi permetterei di riconoscere che sembra proprio il normale svolgersi di una riunione in parrocchia in cui si propone qualcosa di nuovo ma tutti hanno tempo solo di fare quello che abbiamo sempre fatto. Non mi permetterei mai, no, non lo farò. E quando il cane del pastore e altre persone di olfatto fine, intuiscono qualcosa anche solo da sperimentare… non dirò mai quanto difficile sia non solo spingere ma perfino provare a spiegare certe cose…. come nel film GLORIA visto ieri sera. Perché poi siamo tutti d’accordo che è cambiato il mondo, e che c’è bisogno di pace…si, ce n’è così bisogno che è meglio se … ci lasci in pace. E quanto era bravo Papa Francesco uno di noi… ma poi mica mi interessa quanto chiedeva ai cristiani, alla pastorale delle parrocchie, ai parroci, alla collaborazione coi laici. No, quello no, basta il santino. In questi tempi in cui tutti parlano di pace e vogliono la pace, mi pare che si persista a voler essere, come cristiani, in parrocchia e non solo, lasciati in pace…


