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Perché oggi siamo qui, adesso? Oggi siamo qui riuniti, qui con sto caldo, a messa, due giorni consecutivi, due omelie e 2 messe da preparare, cori, sacrestia da sistemare, una parrocchia attorno per merito o colpa sua. Oggi, 20a domenica del tempo ordinario, in 5 continenti, dal Canada all’Australia, dall’Africa al Giappone fino alla Patagonia, si stanno “santificando le feste”, celebrando l’eucaristia, per merito o colpa sua. E questo accade da 2000 anni circa, ogni domenica, per merito o colpa sua. Di chi? Come di chi?… Di questa donna, la cananea. Altroché Eva e la mela!
Una battuta? Non lo so, ma è quello che accade nel vangelo. Nessuno di noi, nel mondo, non solo a Treviso, è mai stato né sarà parte del popolo di Israele. Nessuno di noi è ebreo, come lo era Gesù. (tema ed identità delicati, lo sappiamo bene).
È quello che dice infatti: non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa di Israele insomma mi devo occupare del mio popolo, eletto da Dio, Israele, le 12 tribù, liberati dalla schiavitù in Egitto e che ora sono occupati dai Romani.
Ma lei, la donna, non demorde. Non è ebrea, agli occhi di Gesù e dei discepoli, è pagana, impura anzi, in quanto Cananèa è maledetta perché idolatra, serve altre divinità. Peggio non si può.
Per quanto Gesù fosse in viaggio, in Libano, a Tiro e Sidone, (città oggi tristemente bombardate come niente fosse da Israele) è ben convinto di quanto dice ai discepoli, il loro messia.
Ma forse è meglio rivedere alcuni passaggi. La donna arriva, grida pietà, lo chiama Signore, si prostra …e lui? Guardate che non siamo abituati ad un Gesù così maleducato, sfrontato e insulso. Eppure… così umano anche in questo atteggiamento.
1– Intanto la ignora: nessuna empatia o compassione come tante altre volte. Non le rivolse neppure una parola, registra Matteo, forse stupito! I discepoli, altrettanto insofferenti, gli chiedono di intervenire, ma giusto per farla stare zitta, li sta infastidendo. Allora Lui 2– ricorda che il suo ministero è per le pecore di Israele. E quindi rifiuta gente come quella donna, la condanna ed etichetta. Non è dei nostri, non è eletta.
Ma lei non demorde, ancora, 3a volta e chiede aiuto. Gesù ora dopo averla ignorata e rifiutata, 3- la offende. Il pane ai cagnolini? Le sta dando della cagna, lui è lì per i figli mica per i cani sotto al tavolo. E lei, un colpo di genio, gli spiega che si accontenteranno anche solo degli avanzi, delle briciole che cadono dalla mensa abbondante dei padroni ebrei.
Io non so se riusciamo a comprendere la potenza di questa pagina. Forse sto banalizzando… ma Gesù cambia idea.
O meglio sta imparando a fare il messia…intuendo che Dio non fa differenze e offre a tutti la sua paternità, la salvezza che Gesù sta portando andrà offerta a quanti ne abbiano bisogno. Vede una madre che soffre, non più solo una Cananea. Inizia ad andare oltre l’evidenza e non tornerà più indietro. Sono i pastori impuri e pagani i primi a lodare Dio a Betlemme vedendolo nella mangiatoia, no?. Il mondo non sarà più diviso in puri o impuri, degni o sbagliati, in ebrei e pagani, cioè noi, ma in chi vuole essere figlio di Dio e lasciarsi salvare da Cristo risorto e chi no, chi resta a guardare.
Ripenso a parole potenti ed esplicite di don Lorenzo Milani:
Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri.
Mi verrebbe ora da chiedere, provocando:
Qual è la cosa che Gesù in quel momento ha deciso di non dire mai e mai più?
Dietro al quale ha smesso di nascondersi, per poter evolvere nella sua missione, aderire sempre più alle attuali necessità del mondo, per crescere come pastore, fidarsi e convertirsi.. e convertire i discepoli e quindi, da allora, tutti noi cristiani e farci così, da due mila anni, essere qui, per merito o colpa di quella donna?
Secondo me, lì, Gesù ha smesso di pensare e dire… che..….
… ABBIAMO SEMPRE FATTO COSÌ
