Domenica VII t.o. C-2019

 

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Tempo lettura previsto: 5 minuti

In ascolto del Santo Vangelo secondo Luca 6, 27-38

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.

E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.

Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

“Ma a voi che ascoltate”…a voi che (mi) leggete…avete compreso cosa ci aspetta domenica questa a messa? pensavo, con un sorriso, a quante volte io mi senta raccontare da tante persone che cercano di “convincermi” o “spiegarmi” che sono brave cristiane….perché … e segue l’elenco classico-tradizionale di cose che si fanno: in genere la dimensione sociale, assistenzialistica,… delle nostre comunità o la vaghezza dei valori cristiani e della pseudo appartenenza cattolica da generazioni…

Mi piacerebbe la prossima volta, fare la faccia ingenua, aprire il vangelo alla pagina che abbiamo appena accolto e chiedere: molto bene, bravi..volete battezzare vostro figlio a…che ben, bravo, lei mi sta dicendo che riesce a vivere…   l’amore ai nemici? benedire chi vi maledice? pregare per quelli che vi hanno trattato male? ad essere misericordiosi? a non giudicare e perdonare? ecc. ecc.

Ve la immaginate la faccia dei genitori novelli o del classico iper impegnato in parrocchia con le tante solite iniziative? a cosa educhiamo? a cosa abbiamo ridotto il vangelo? a far del bene, a creare aggregazione, prendersi cura, far feste-sagre-carnevali-film?

Sono cattivo, lo so: ma ogni tanto credo ci faccia bene sapere il menù piuttosto che parlarne per sentito dire…

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Mi viene caldo al cuore… Omelia Va t.o. C-2019

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“Guarda gente che non c’ha niente da fare! ma cosa succede? non so, ascoltano quel tale, chissà chi è, ah sì, è quello di Nazareth, il figlio del falegname; che balle starà raccontando, forse ora fa il venditore; ma andate a far qualcosa invece di perder tempo, non c’avete da lavorare? solo noi pescatori qua a faticare sotto il sole, per niente poi! che rabbia, tocca sistemare ‘ste reti, notte schifosa, non abbiamo preso niente, solo freddo e sonno, neanche un pesce! Dove avremo sbagliato, il posto pareva buono, le reti in ordine ma…Era meglio se ascoltavo Giacomo e Giovanni, che nervi, come facciamo adesso. Siamo gli unici andati a vuoto, niente da vendere, gli altri stanno già tornando da Magdala col pesce pulito ed essiccato e noi qua a pulire come dei cretini.   (…)

   Cosa avrà da chiacchierare ancora il tipo coi capelli lunghi là, tutti gli pendono dalle labbra, son curioso: quasi quasi vado ad ascoltare…to! che mi abbia sentito? cosa vuole, si avvicina, chi lo conosce; come dici? lasciar qua il lavoro e …la barca? più in là? per parlare meglio? che sguardo, però, sembra simpatico, è gentile. Mi pare di conoscerlo da una vita. Va ben dai, così ti ascoltiamo anche noi poveri ignoranti, ma ci spostiamo solo qualche metro però…e cerca di far presto che non vedo l’ora di andare a casa a dormire, almeno quello, siamo stanchi noi, abbiamo lavorato tutta la notte. (e per niente…)

  Ma cosa dice? eh si! ha ragione, pare mi conosca da una vita, è vero, capita anche a me, bello, in effetti come dargli torto? Deve averle vissute ste cose…è molto profondo, magnetico, quante volte mi son sentito così, non ci avevo mai pensato, ha ragione. Mi vien da piangere ma mi sento bene, tutto giusto, pare stia parlando proprio per me. Ti legge dentro, continua ti prego…e quindi?

   Come dici? uscire adesso? al largo? ancora? dopo una notte così? in pieno giorno! son mica stupido, rideranno tutti e io che volevo solo andare a riposare. Son stanco morto…ma mi guarda, sorride, mi incoraggia senza parlare, come faccio a dire di no, mi fido…abbiamo preso solo freddo, è più matto lui a chiederlo o io ad accettare? 

Ma si, va ben dai, andiamo…mi fido, sembri in gamba, getterò le reti, tanto peggio di così, rideranno tutti, pazienza. Andiamo su, lasciate là, finiamo dopo, decido io, torniamo al largo! (….)

Ma cosa sto facendo? si sa che i pesci son sul fondo di giorno e le reti son corte, son stupido, è un falegname, non ne sa niente di pesce, faremo ridere, già lo immagino, son rimasti tutti a riva ad aspettare, magari per prenderci in giro.

 Come? No! senti qua, non ci credo, le reti tirano…tirano eccome, guarda che roba, senti che peso, non è possibile, non ci credo, qua cappottiamo la barca, chiamate gli altri, piano, si strappa tutto! guarda quanto pesce…è incredibile! E io che non volevo fidarmi, son sempre il solito testone! Lo cerco con lo sguardo, mi sta aspettando con gli occhi, sorride ma non mi sta prendendo in giro, mi vien da piangere, mai visto così tanto pesce, va’ che roba, siamo a posto altroché…tira su tutto, dai! ci guardiamo, sorride ancora, com’è bello, mi avvicino, mi vien da piangere, ho caldo al cuore, cado in ginocchio, mi mette una mano sulla spalla: Signore, va via, allontanati da me, son un disgraziato, malfidente, ti avevo giudicato male, sono un peccatore ma…è come se tu già lo sapessi, mi leggi dentro, mi fai sentire capito, come ci conoscessimo da sempre, mi abbracci con gli occhi, mi sento amato.     Come dici? io? pescatore di uomini, con te…cosa vuol dire? son solo un miserabile, sono una bestia, son bravo solo a pescare…Non devo aver paura di niente, tu sei con me…salvare le persone, ridare loro vita..io? con te..già non ho più paura e allora si, dai, andiamo, lasciamo qua tutto, pazienza, veniamo con te.”

       PAUSA LUNGA…

E allora si entra in seminario, ci si sposa consapevolmente, si dà disponibilità a fare qualsiasi servizio in parrocchia ma nel Suo nome, si riprende ad andare a messa, ci si rimette in discussione grazie ai sacramenti dei figli, a pregare davvero, riconciliarsi con consapevolezza, a leggere il vangelo, avere uno stile cristiano, si impara a volersi più bene e a voler il bene per l’altro e la giustizia per tutti, a chiedere ai colleghi di non bestemmiare, entrare in chiesa al silenzio ogni tanto; e allora si fa un’esperienza di fede che è un incontro-quotidiano di salvezza, misericordia, accoglienza, ci si sente conosciuti, amati, incoraggiati…da una persona vivente e in forza di questo si traballa nel cercare di testimoniare in tanti modi diversi il bene e la luce che si son ricevuti senza meriti, coi dubbi, le paure e le fragilità di sempre ma solo fidandosi gratis di Lui, come ha fatto Pietro; quello che deve aver vissuto è quello che siamo chiamati a vivere noi, nel nostro cuore; allora getti le reti anche se sei stanco e orgoglioso, ferito e assetato…perché è Lui a dare fiducia e a garantire che assieme sarà tutta un’altra cosa, tutta un’altra vita. Essere cristiano comincia e non può che continuare oggi, ad essere così.

Va Domenica t.o. C-2019

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Tempo lettura previsto: 5 minuti

In ascolto del Santo Vangelo secondo Luca 5, 1-11

Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Cosa significa oggi dire di sé che sei un “peccatore”: la riconciliazione è un sacramento culturalmente sempre più difficile e controcorrente. Ci si confessa poco, male, in maniera spesso automatica, scontata, con scarsissimo senso del peccato e tanto troppo moralismo. Si raccontano aneddoti, problemi relazionali con gli altri, fatiche ad accettare il proprio carattere…ma raramente dei peccati. Raramente la sensazione di essere al cospetto di Dio. Probabilmente dipende dal clero anche, ormai… certo.

Ma Pietro oggi ci insegna una cosa bella, bellissima: è una pagina molto nota, lo sappiamo tutti…. tutti ci siamo sentiti affaticati, nella notte…quando ci sembrava di essere in riserva di motivazioni e passione; tutti abbiamo provato a fidarci e riprendere il largo o abbiamo goduto della buona pesca. Ma vorrei fermarmi solo su Pietro, un dettaglio. Vede quanto pesce hanno raccolto, riconosce quindi che sto Gesù di cui tutti stanno iniziando a parlare e a partire da questo si getta ai suoi piedi, gesto plastico e potente e si riconosce peccatore. Guai a condannarsi da soli. È solo e sempre alla luce della Parola e del Suo amore che possiamo arrossire dei nostri peccati. È solo di fronte al Suo amore smisurato e gratuito che può nascere in noi, senza falsi moralismi, il desiderio di convertirci…quando avremo toccato il nostro fondo e vi ci saremo seduti comodi.

Altrimenti rischiamo di sentirci come dallo psicologo e riconoscere tutte le cose che in noi non vanno, gli sbagli, gli errori, ma non i peccati; quel su cui maturare non su cui convertirci..insomma rischieremo di farci del male, invece che sentire che Lui ci vuole attrarre a sé per convertirci nell’amore.

Non so se son riuscito a spiegarmi…ma mi pare una cosa profondamente diversa e molto, molto più umana e bella. Liberante…

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