Recensitemi Dio…. DOMENICA Va di PASQUA C-2019

Unknown

Ho comprato uno zaino sul famoso sito di acquisti on line e subito mi chiedono come mi son trovato col prodotto ed il venditore.

Oppure vi è mai capitato, prima di scegliere una pizzeria: si consulta tripadvisor per vedere come si son trovati i clienti precedenti…

Le recensioni ormai sono fondamentali: ci aiutano a fidarci e scegliere. L’esperienza che l’altro ha fatto è fondamentale; il “come” si è trovato, che esperienza concreta ha avuto è importante, ci permettono di dare credito e coinvolgerci.

Solo chi ha qualcosa da raccontare ne ha fatto esperienza, risulta credibile e autentico, altrimenti è un chiacchierone vuoto…

Che ne pensate? Lo facciamo tutti…

Oppure chiedo ad una coppia che festeggia l’anniversario di matrimonio come si fa ad andare d’accordo per tanti anni e mi raccontano pagine belle e faticose, come hanno imparato ad andare d’accordo, sopportarsi, continuare a scegliersi, che esperienze condivise li hanno rinforzati e fatti crescere.

  Mi domando se questo valga anche nella fede: si, eccome, ed è indispensabile. Ad esempio…se un non credente dubbioso, in ricerca, ci chiedesse di fare la nostra recensione di Dio?

Sapremmo giustamente recensire parrocchie, parrocchiani e soprattutto preti: (sarebbe interessantissimo provarci!) ma su Dio? Cosa potremmo raccontare della nostra esperienza di Lui? che ho fatto tante cose per lui (messeconfessioni, preghieredevozioni, lavoriinparrocchia) ma Lui a me cosa ha dato? di quali capitoli è composta la nostra storia? è davvero stato per me onnipotente, glorioso, salvatore, redentore, padre buono? ne sono convinto?

Ma non è quello che in qualche modo ci chiede Gesù nel vangelo?

Che sensazione vi lascia la frase “come io ho amato voi”: allora sarebbe molto sano, pertinente ed opportuno chiederselo e raccontarselo…come mi hai amato?? cosa sappiamo raccontare della nostra vita di fede? Come Gesù ci ha amato in questi anni? che esperienza abbiamo fatto di Lui? del suo perdono, della sua pace, della luce che viene dal vangelo, della speranza delle sue parole o del conforto che il suo stile…

Penso a Leonardo che decide di farsi battezzare a 30 anni perché riconosce diversi segni della presenza di Dio nella sua vita e ne ha come sete, affascinato dal vangelo. O a Elisa che dopo anni sceglie di accostarsi alla riconciliazione sentendo che tante volte dietro quel pensiero c’era un bisogno di perdono e di pace da parte di Dio stesso. 

Penso alle testimonianze di tante persone che sanno raccontare esperienze semplici ma incisive di fede in cui si siano sentite accolte, preziose, in comunione, rinforzate e rassicurate.

Quante volte qualcuno mi ha detto “non me ne accorgevo ma ora vedo che il Signore era presente e mi accompagnava, faceva strada con me”. Credo che la vita cristiana di ciascuno sia chiamata a riconoscere come realmente il Signore si sia fatto presente perché solo così lo potremo recensire…altrimenti ne parleremo solo e sempre per sentito dire, in 3a persona, in modo formale e anonimo, come un argomento non una persona viva.

Solo questo ci può far vivere da risorti, come i due discepoli di Emmaus, aiutati da Gesù stesso a rileggere nel loro cuore la sua presenza. Per fortuna solo questo conta davvero: quel che gli ho permesso di fare per la mia vita non quello che io ho fatto per gli altri…Credo che il confronto con un padre spirituale, una persona di fiducia, il riflettere in silenzio, il rispecchiarsi sereno in una pagina di vangelo potrebbero aiutare molto a lasciar emergere in noi non sensi di colpa o di dovere, meriti o prestazioni, ma segni delicati e preziosi di una storia reale tra me ed il mio Signore che profumino di vita sacra e di amore speso…in tanti modi.

Questa sarebbe la più bella recensione da offrire a chiunque, l’unica testimonianza a renderci credibili: come io ho amato voi, così amatevi gli uni gli altri..allora non uno sforzo volontaristico ma un’esperienza di restituzione di una vita bella, una fede autentica e un amore condiviso e liberante.

Chiediamo al Signore l’umiltà di tacere davanti a Lui e ascoltare la storia fatta assieme, come ci abbia accompagnato nell’amore, per poterlo recensire con serenità e gratitudine.

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DOMENICA Va di PASQUA C-2019

 

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In ascolto del Santo Vangelo secondo Giovanni 13, 31-33a.34-35

Quando Giuda fu uscito, (dal cenacolo) Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

Glorificare… prima è al passato, poi al futuro. Significa forse “riconoscere”, accogliere, rinforzare, confermare. Ti do gloria cioè mi stupisco e ti ringrazio. Nulla sta accadendo a caso. Nulla sfuggirà. Nulla lascia in sospeso o indefinito.

“Io ho amato voi?” davvero? come? quando? cosa posso narrare di mio in proposito?

Avete: manca la r. Sarebbe avrete…no? cioè non adesso ma quando saremo pronti, buoni, meno in ansia, con più tempo e pazienza mi metterò se mi va ad amare tutti. Eppure non è un errore…il verbo è proprio al presente…avete. Adesso.

Mi domando come sto avendo amore per chi mi è vicino…e con cosa faccia rima concretamente sto benedetto amore…

Mi domando “chi viene da fuori” cosa respiri quando vede noi cristiani nelle nostre parrocchie, indaffarati e.. mi domando se possa dire “Da questo”… e gli venga da chiedere…c’è posto per me?

 

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SSSSSSSSSttttt…Omelia IVa Pasqua C-2019

 

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Dio non ha bisogno di alzare la voce. La mitezza del bel pastore ci raggiunge sempre attraverso un tono sicuro, convincente e pacato, un mormorio di vento leggero, come quello che sentì Elia. 

Le pecore ascoltano quella voce e si sentono conosciute: bellissimo! significa accolti, compresi, presi sul serio, di casa! 

>>La nostra esperienza di Dio che possiamo raccontare, è così?

Pensate ad un malato grave, che non riesce a comunicare, ma solo a sentire la voce dei suoi cari…e sgorgano lacrime dai suoi occhi, sorrisi dalle labbra, mani che si stringono…la voce..

  Le pecore seguono Gesù non perché “bisogna” o per dovere ma perché si son sentite scoperte e apprezzate. Il profeta Geremia direbbe “sedotte“. Strepitoso. Gesù è seducente per noi? cioè ci viene voglia di seguirlo, lasciando le nostre fragili certezze e le solite scuse, per vivere con Lui da risorti?

  La voce di un vangelo che ti spoglia di false certezze e ipocrisie bigotte su Dio, il credere e su una religiosità insipida della legge e del merito per rivestirti della dignità del figlio amato. La voce della coscienza che ti sussurra il bene possibile qui e ora, la voce del creato che ti affascina, dei più poveri che ti chiede giustizia e comprensione, la voce dei vicini che ci chiedono di accorgerti.

Dio non ha bisogno di alzare la voce per influenzarci o conquistarci. Per fortuna. Lascia siano altri ad urlare e invaderci.

Stiamo attenti! Viviamo ormai sempre connessi e il rischio c’è. Siamo continuamente esposti davanti a monitor e video (tv, computer, smartphone) in cui lo stile comunicativo non è come quello del pastore ma dei lupi…

Lo fanno i cosiddetti influencer cioè fanfaroni imbonitori di sé stessi, cioè nulla: chi vuole influenzarti, ti garantisce il godimento, ma non ti rende mai fecondo. Ti spaccia emozioni, ma non ti fa crescere. Ti anestetizza il pensiero ma non ti fa ragionare.

Il vero maestro per diventare fecondo a volte ti chiede di rinunciare al godimento. E guardare più lontano dell’ombelico del tuo interesse o dei tuoi presunti diritti.

Ma siccome il digitale (e non solo lui) ci ha abituati che conta solo il presente mettiamo “like” e “follow” ai  tanti influencer pensando che siano più utili dei veri maestri. 

Anche troppa politica è così: chi vuole influenzarti ha più successo dei maestri o di chi abbia qualcosa da dire. Tutto sembra social. Annunci, polemiche e scontri politici si svolgono ogni giorno a colpi di tweet o di post su FB. E chi ottiene più like e condivisioni pensa di avere vinto. Tutto è urlato. Tutto è per forza lotta, offesa, denigrazione. Tutto è proclama. Va bene tutto ed il suo contrario.

Non saprebbero discutere e confrontarsi in maniera costruttiva per il bene comune, perché forse perderebbero voti e consensi. 

Sanno solleticare la pancia ma non la testa né il cuore della gente.

A furia di essere esposti a tutto questo lo facciamo anche noi, nelle nostre religiosissime parrocchie con le nostre chiacchiere, leoni della tastiera sul web, commenti, lamentele, sospetti e accuse.

Dio invece non è così. La sua voce sa come raggiungerci perché conosce i nostri bisogni, non impone i suoi!

Oggi ci racconta che niente e nessuno ci strapperà dalle sue mani. Lo ribadisce due volte. Nulla di quanto vi possa accadere mi impedirà di esservi a fianco. Immagine bellissima. Siamo in Dio perché Dio è già in noi battezzati. Questa certezza ci entri dentro, con voce leggera e continua; ci addomestichi…noi e le nostre “non sono un bravo cristiano, non sono a posto, non vengo a messa tutte le domeniche, “: pensate a S. Paolo che ai Rom. dice chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati… 

Dio non ha bisogno di alzare la voce. Ringraziamolo perché sempre delicatamente ci rivolge la Parola. Chiediamogli l’umiltà di ascoltarlo davvero e riconoscerci in questo, conosciuti e unici ai suoi occhi. Rinforzi in noi la fede che nulla e nessuno ci strapperà ci allontanerà dalla sua presenza e affidiamoci a Lui.