Immacolata concezione della B.V. Maria 2019

 

 

Tempo lettura previsto: 3 minuti

In ascolto del Santo Vangelo secondo Luca 1, 26-38

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Chissà cosa è successo, poi… Sta di fatto che Dio prende l’iniziativa; la storia della fede, della chiesa, del cristianesimo ecc. ecc. Parte da qui… o meglio, dalla prima lettura, Genesi, ma qui prende una svolta improvvisa. Incarnazione. Maria: hai studiato, sei brava, sei perfetta? no. Sei intelligente? nella media. Sei curiosa e disponibile? SI.

Basta e avanza. Ecco la serva del Signore. Voglio servire a qualcosa di buono con la mia vita. Avvenga per me secondo la tua parola… che io sia riempita di cose belle e di grazie.

Forse il dogma dell’immacolata, dal 1854, nato in un contesto totalmente diverso un po’ ce la allontana e sicuramente ci divide come cristiani..

Maria invece è vicina, come noi, con dubbi, paure, curiosità, tentazioni e frustrazioni…

Tonino Bello ne ha fatto ritratti bellissimi, come donna dei nostri giorni.

Se anche noi … quei verbi…servire, avvenga, come è possibile proprio io…

Cominciassimo così la giornata…altroché…

Prima Domenica di Avvento – A

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“Ho cercato la mia anima, non l’ho trovata, ho cercato Dio, non l’ho trovato, ho cercato mio fratello e ho trovato tutti e tre!” William Blake.

Tempo lettura previsto: 3 minuti

In ascolto del Santo Vangelo secondo Matteo 24, 37-44.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.”

AHHHAAA cominciamo bene! Vien proprio voglia di attendere uno così, minaccioso, punitivo, selettivo, integerrimo. E pazienza se lo accoglieremo bambino paffutello e infreddolito…se poi una volta cresciuto ci tratterà così…

Dunque…pagina non facile: Matteo usa i toni rabbinici e apocalittici del tempo. Sicuramente sferzante. Non dobbiamo però mai dimenticare che siamo chiamati a riconoscere attraverso lo Spirito Santo la “buona notizia” per la mia vita, mentre ascolto la Parola. Potremmo distillare un appello alla vigilanza, tema classico del Natale, direi anche dell'”accorgersi”; verbo a me carissimo, ultimamente. Per farlo serve la meraviglia. Sappiamo oggi ancora rallentare e meravigliarci? vivere cioè con stupore..non dare per scontato, lasciarci stupire da quello che accade e scorgervi in filigrana la presenza performante di Dio? Ecco perché vale la pena attendere; abbiamo bisogno di ricominciare a stupirci e attendere davvero. Vivere lo stupore di un incontro che avviene non alle nostre ma alle Sue condizioni e modalità. Bambino, non autosufficiente, desideroso di essere lui accolto da noi.

L’immagine del ladro poi è molto forte, quasi antipatica. Credo personalmente che abbia solo il sapore di provocare disgusto e quindi reazione efficace. Dio non ruba nulla ma viene a salvare. Ma così resta impresso….

Alla fine questa pagina, se siamo onesti, fa meno paura di quel che sembra. Il Signore viene, il Figlio dell’Uomo..è un’espressione bella, concreta, inusuale e misteriosa. Tutti siamo figli di un “uomo”, (cioè di una storia d’amore uomo-donna) siamo creature..il figlio dell’uomo allora è come noi. Per farci come Lui sarà necessario stupirci e meravigliarci…senza tanto sbuffare, su!

 

Domenica di Gesù Cristo Re dell’Universo

Tiziano (1477 – 1576)
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In ascolto del Santo Vangelo secondo Luca 23, 35-43.

Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

E tu da che parte stai?

il popolo stava a vedere…occhio bovino, mani in tasca, curioso ma senza coinvolgersi, apatico e senza spirito critico. Gregge forse..avevano del resto gridato da poche ore “Barabba”…

i capi dimostrano di avere una loro teologia e un loro sistema di pensieri ed idee su Dio…Dio è uno che sa badare a sé stesso, salvarsi, l’elezione dà garanzie di potere e quindi di dominazione, cioè dimostrazione di chi ha ragione e chi no, di chi ha la verità in tasca e guarda tutti dall’alto in basso e chi no, di un Dio che strappa applausi, consensi, rassicurazioni… che genera una religiosità di chi è dentro e fuori, puro e impuro, di noi e contro di noi…vincitori e vinti, vincenti e sconfitti.

i soldati erano dei mercenari stranieri, un branco di bulli disumanizzato dal lavorare distante da casa, sradicati, senza nulla da perdere…probabilmente vedono i capi e li imitano…è la logica del prendersela sempre col più piccolo e debole, soprattutto se ti senti trattare così da altri più grandi di te..non vedi l’ora di rifarti sul primo che passa…

e poi c’è lui… gli dice solo “Gesù…”; né maestro, né rabbi, né signore… sembrano amici da una vita: che meravigliosa faccia tosta.

La festa di oggi è un ponte tra la fine del tempo ordinario e l’inizio dell’Avvento. Dalla mangiatoia alla croce. E’ come salire in quota e guardarsi indietro, al 2019…e chiederci:

Chi ha comandato nel nostro cuore quest’anno? chi è stato il re? il criterio di verifica, discernimento, ascolto, comportamento, scelta…noi e i nostri metri di misura o Lui e il suo vangelo? Chi comanda dentro di noi? siamo creature davvero o continuiamo a sentirci creatori?