IIa Domenica t.o. A- 2020

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Tempo lettura previsto: 5 minuti

In ascolto del Santo Vangelo secondo Giovanni 1, 29-34

Il giorno dopo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: «Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me». Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: «Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo». E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Quando a messa iniziamo a scambiarci il segno di pace, magari aggiungendo qualche saluto o augurio, ad un certo punto siamo come interrotti da un “coretto” che parte spontaneo e ci fa dire “Agnello di Dio che togli i peccati del mondo”; avete presente?

Altre volte dopo un allegro “motivetto” sulla pace canticchiato volentieri…lo stesso Agnello… da richiamare, in maniera spesso lugubre e sbuffando, quasi interrompesse l’atmosfera un po’ hippie… Spesso mi chiedo il grado di consapevolezza che abbiamo di fronte a tutto questo che la liturgia ci propone. In effetti il Vangelo appena accolto, in cui vediamo Giovanni Battista “reagire” davanti all’arrivo di Gesù ce lo possono spiegare o ricordare. Infatti durante la messa, mentre questo coretto parte, il sacerdote sta “esibendo” e spezzando il Corpo di Cristo, l’ostia consacrata; la tiene tra le mani e la spezza sopra il calice del vino. La liturgia ci sta chiedendo di fare altrettanto, come ha fatto il Battista, prima di farci casa di quell’ospite che vuole continuare ad abitare in ciascuna delle nostre umanità. Agnello perché Lui con il suo stile e la scelta libera di procedere nella Sua missione attraversando la croce, ha scelto di essere l’ultimo sacrificio da fare per Dio. Non serve più fare sacrifici. Misericordia infatti, dirà di volere, non più sacrifici. Lo riconosciamo per tre volte come Colui che toglie il peccato dal mondo e lo mangiamo, ce ne nutriamo. Che senso può dare tutto questo alla nostra vita? almeno comprendendo un po’ la dinamica alla quale la liturgia stessa ci richiama. Alla fine chiediamo di donarci la pace. “Dona a noi la pace”. Espressione che sorge quasi spontanea, audace, immotivata, imbarazzata, bellissima.

Donaci la pace che accogliendoti consapevolmente nella nostra vita, come volto diverso di un Dio desiderabile, le cose avranno una qualità diversa.

Domenica IVa Avvento 2019-A

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In ascolto del Santo Vangelo secondo Matteo 1, 18-24

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

“Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele
che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.”

“prendere con te” e “dare il nome”; pensavo… ma Diobuono… non poteva arrangiarsi? schioccare le dita e mandarci un superGesù già impacchettato? tutto pronto? già trentenne, figo, preparato e a posto? Farlo scendere da un’astronave o dal cielo, dall’acqua… oppure: perché non ha preso uno bravo e raccomandabile e l’ha unto re, come in tutto l’Antico Testamento? Un po’ di scena, di pathos, emozione, applausi, consensi e lacrimoni; perché ha voluto fare tutto sto casino di presepe inguaiando i due poveri qui sopra? per un presepe, ci si poteva arrangiare, insomma…

Niente: bastian contrario. Ha voluto fare le cose per bene e far fare al figlio tutta la lurida gavetta del caso. Prendere una ragazzina di 13, uno di 15 ( a quel tempo le età per il matrimonio erano grossomodo queste) e far tutto sto casino. E’ vero, ne ha guadagnato la storia dell’arte con tantissimi quadri e pure la letteratura, i teologi si son sbattuti la capa sui misteri più astrusi…e allora?

Niente.. il nostro Dio è collaborativo ad oltranza, vuol sempre e solo aver bisogno di noi e coinvolgerci in qualsiasi cosa ci riguardi. Ci tratta sempre con responsabilità. Ci fa sporcare le mani. E così gesù bello non è certo venuto qui come un raccomandato, dicendo che era il figlio del capo e senza curriculum …

Si è fatto gavetta, esperienze e curriculum sul campo, vivendo in diretta, dal vivo e sulla propria pelle tutta la nostra storia umana concreta, biologica, fisica, psicologica.

La placenta, lo svezzamento, i capricci, la cacca, le pappe, il gattonare, i tanti “perché?” ai genitori, l’adolescenza, la pubertà, le compagnie, gli amici, gli amori, chissà… e poi il lavoro, la sinagoga, le feste, i casini, le relazioni, i parenti, le incomprensioni…

Se ne avesse fatto a meno, se avesse in qualche modo saltato la fila, gli avremmo potuto dire: “E tu che ne sai…raccomandato”…ed invece non è così. Uno di noi, sudato, arrabbiato, innamorato, acciaccato…ecc. ecc. ecc.

Ecco il Natale. Ecco perché Maria e Giuseppe sono importanti. Per il suo imprinting, la sua umanità, la sua immersione umana nell’umano divino. Dal basso verso l’alto. Come la gloria.

Che meraviglia.

Immacolata concezione della B.V. Maria 2019

 

 

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In ascolto del Santo Vangelo secondo Luca 1, 26-38

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Chissà cosa è successo, poi… Sta di fatto che Dio prende l’iniziativa; la storia della fede, della chiesa, del cristianesimo ecc. ecc. Parte da qui… o meglio, dalla prima lettura, Genesi, ma qui prende una svolta improvvisa. Incarnazione. Maria: hai studiato, sei brava, sei perfetta? no. Sei intelligente? nella media. Sei curiosa e disponibile? SI.

Basta e avanza. Ecco la serva del Signore. Voglio servire a qualcosa di buono con la mia vita. Avvenga per me secondo la tua parola… che io sia riempita di cose belle e di grazie.

Forse il dogma dell’immacolata, dal 1854, nato in un contesto totalmente diverso un po’ ce la allontana e sicuramente ci divide come cristiani..

Maria invece è vicina, come noi, con dubbi, paure, curiosità, tentazioni e frustrazioni…

Tonino Bello ne ha fatto ritratti bellissimi, come donna dei nostri giorni.

Se anche noi … quei verbi…servire, avvenga, come è possibile proprio io…

Cominciassimo così la giornata…altroché…