IIa Domenica di Avvento – B

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

 

 

In Ascolto del Santo Vangelo secondo Marco 1, 1-8
Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. 
Come sta scritto nel profeta Isaia:
    Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
    egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto:
    Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. 
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. 
E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. 
Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Marco ci accompagnerà in questo nuovo anno pastorale: il suo vangelo, il primo dei 4, composto attorno al 60 d.C. quindi molto molto presto; probabilmente in un contesto dove ancora erano viventi dei testimoni oculari dei fatti legati al Nazareno. 14 capitoli, stile asciutto, diretto, discorsivo e giornalistico. Marco è preciso, essenziale. C’é quel che serve, lo puoi leggere tranquillamente tutto d’un fiato. Male non fa, ti dà la visione di insieme (Bignami, abstract…) di quanto è accaduto e perché. Trovo sempre, nel mio cammino, qualcuno che si fregia di avere letto i vangeli apocrifi (vorrei proprio sapere se è vero, ma..) ma non ha mai letto nemmeno Marco, il primo e più breve dei canonici. Sempre sospettosi sulla chiesa….tanto da evitarne con cura, a priori, i testi ma molto orgogliosi ed emancipati nel dirti, come fossero loro gli unici furbi al mondo, che a loro non la si fa..perché hanno letto gli apocrifi e non riconoscono i canonici (che gli avranno fatto di male questi ben 4 testi?) …almeno per par condicio leggiamo anche Marco…(almeno!)
La parola “vangelo” nel primo versetto è davvero bella: inizio… sa di “ In principio”, come in Genesi: in effetti siamo di fronte ad un nuovo inizio; vangelo cioè buona notizia.
Inizio di una buona notizia. Una persona è questa buona notizia: la sua identità…Gesù, il falegname single bamboccione trentenne di Nazareth che viveva ancora coi genitori…
Cristo…il suo stile, unto, scelto, eletto, il Messia cioè il salvatore, quello atteso da una vita che finalmente…be, non proprio così ce lo aspettavamo ma intanto è arrivato.
Figlio di Dio…lo “status sociale”: ontologia e missione. Dio ha un figlio? quello la coi capelli lunghi? si. Quello che si mette in fila coi peccatori dall’austero Battista per farsi (LUI!) battezzare.
Marco in una riga dice tutto quel che serve. Poi inizia il racconto, dopo questa cruda e sbalorditiva ouverture …
Si para le spalle citando Isaia…molto natalizio; e poi cita un testimone attendibile, il Battista stesso, che tutti riconoscevano per fama e capacità, testimone attendibile.
Si mette anche a descriverlo, in quel modo buffo come lo immaginiamo, tra il serio ed il faceto…
eppure poi siamo travolti dalla sua determinata umiltà: è lui il primo a vivere concretamente quello che raccomanda a tutti. E lo fa poi facendosi voce, portavoce anzi dello Spirito Santo.
Testimone e salvato. Non serve che ci vestiamo così anche noi e nemmeno che mangiamo miele selvatico e cavallette…al limite per depurarci dopo le feste natalizie.
Ma che sentiamo che il battesimo che custodiamo nel cuore ha un valore immenso.
Di quel buona notizia ha bisogno la mia vita?
Annunci

Prima Domenica di Avvento – B

In Ascolto del Santo Vangelo secondo Marco 13, 33-37

In quel tempo, Gesù disse ai suo discepoli: “Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!”.

Avvento, venuta, attesa, vigilare, vegliare.
La solita storia di ogni anno. Quando facciamo l’albero?
Dove andiamo a muschio? Hai fatto i regali?
Cosa mangiamo alla vigilia? Dove andiamo a pranzo a Natale?
Cosa fai l’ultimo?
Aspettiamo davvero qualcosa o Qualcuno? e perchè?
Ci siamo per caso addormentati?
Abbiamo ancora la capacità ed il desiderio di attendere?

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo – A

(Tempo di lettura previsto: 6 minuti)

 Pieter Brueghel, il giovane: le 7 opere di misericordia..

 

In Ascolto del Santo Vangelo secondo Matteo, 25, 31-46

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna”.

Affamato… si va bè…il cartoncino con su scritto che hai fame con cui mi vieni incontro per strada o mi guardi passare dal basso del marciapiede…mette sempre sospetto.
Le mense Caritas e non solo lavorano eccome… ma son così distanti da noi, che poi magari cambiamo marciapiede o ci giriamo dall’altra parte…
Così pure per gli assetati..anche se purtroppo spesso alcuni poveri affogano nell’alcool tante rogne ed il rischio concreto è che il nostro obolo finisca in un bicchiere…
Nudo e vestito…le nostre strutture non sanno più come fermare l’emorragia di vestiti che arriva dalle nostre case ai cambio armadi…tanta nostra superflua generosità fa sì che si faccia fatica a darci il giro…anche se è vero che più che vestiti sarebbe opportuno dare lavatrici, saponi da indumenti e condizioni per maturare autonomie..non buttare abiti sporchi. Forestiero? i mòri… no comment… situazione complessa….
In carcere? non è facile andare (nemmeno per chi lo “merita”!!) …e nemmeno tanto gratificante, al di là dell’effetto “anno misericordia”. E non so se poi, nel mondo esterno, i nostri pregiudizi per un carcerato misterioso (chissà poi perchè ci è andato) troverebbero ristoro.
Gli ammalati li vediamo, lo siamo, li visitiamo…ok…
Pagina affascinante, questa non c’è che dire. Genere letterario apocalittico. Non è una parabola. Gesù non fa esempi ne allegorie. Anzi. Cita antico testamento e non solo.
In realtà non credo volesse dimostrare cosa succederà concretamente. Un Dio sul trono col pollice che sposta destra sinistra e dice o dentro o fuori. No.
Questo è quello che immaginiamo noi e che si è incrostato nelle nostre mentalità, di pensare che Dio ragioni con la nostra logica umana…meritocratica: bene male, giusto sbagliato, merito, colpa, premio, castigo. No. Dovremmo stracciare tutto il resto dei vangeli, in primis quello di Luca che si sbraccia per annunciarci un Dio di assoluta misericordia.
Credo che qui Gesù, ricordandoci in maniera pesante per 3 volte l’elenco delle opere di misericordia tradizionalmente presente ( e più antico di Gesù stesso) voglia solo annunciare che saremo giudicati senz’altro sull’amore. Ma in particolare che queste opere, questo stile di amore, è quello che siamo chiamati a svolgere giorno per giorno.
E non in attesa o per paure del giudizio.
Affamato, assetato, nudo, forestiero…ecc.   insomma… le conosciamo queste opere.. tentiamo di attualizzarle?
Lo sfigato, che ci fa fare sempre qualche risata di commiserazione, in classe, in studio, in azienda o nella compagnia…nessuno lo “caga”… pesante da sopportare…
Quello pesante, lagnoso, che appena lo incontri deve lamentarsi di tutto, assillarti,
Quella isterica che deve svuotarti il suo umido personale esistenziale…e farti perdere un sacco di tempo, a te non interessa ma…
Quello che sta vivendo al ribasso, perchè si accontenta e nessuno ha voglia di stargli vicino e sostenerlo
Quello che vive o patisce una dipendenza…. di tutti  i tipi, anche non da manuale ..anche affettiva…
Quello da solo, di cui nessuno si accorge nel pianerottolo o nel condominio…
Amare ..fosse anche solo il “perdere tempo”…accogliere e ascoltare con un sorriso, un incoraggiamento, una promessa vera, un complimento.
A volte una parte di me guarda l’orologio e pensa…”ti sta facendo perdere tempo-non ti riguarda-non puoi farci nulla-siamo alle solite…” eppure poi il buon Dio mi fa venire in mente che anche Lui forse… con me…ha la sensazione di perdere tempo…con le mie preghierine tiepide e scontate, con i miei buoni propositi da anno nuovo, con le mie poco convinte idee di fare, essere, cambiare, maturare, scegliere…
Noi imitiamo Dio che ama anche quando come Lui “perdiamo tempo”….
Non aspettiamo Natale per sentirci buoni e nemmeno il giudizio universale.
Gesù ci giudica dalla croce: dal suo trono speciale a ricordarci che siamo umani se amiamo… quello è il metro di misura.
Non come cosa da fare ma come modo di vivere. Perchè essere stati creati a “immagine e somiglianza di Dio” non vuol dire con la barba bianca..
ma messi in grado di trovare senso compiuto e definitivo alla propria esistenza solo amando, accorgendosi dell’altro e senza suonare tante trombe o far pubblicità.
Love, love, love…dicevano alla radio.