Domenica IIIa di Avvento 2018-C

Dollarphotoclub_85341179.jpg

 

Tempo lettura previsto: 4 minuti

In ascolto del Santo Vangelo secondo Luca 3,10-18

In quel tempo le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Giovanni Battista non è Gesù, lo sa bene, può nemmeno slacciargli i sandali (immagine straordinaria!) eppure “evangelizza” il popolo. Il vangelo mica esisteva, Gesù deve ancora comparire in scena…anche in questa pagina. Mica è presente o parla Gesù. E’ bella la liturgia (e ancora il Nuovo Testamento) che ci parla di Lui quando ancora non c’è. Sta arrivando. I testi ovviamente sono scritti postumi…e hanno quindi sapore di ricordo e catechesi… Tre gruppi di persone si rivolgono al Battista. Mi piace notare che non ci sono né preti-suore, né catechisteanimatoricapiscoutcorisagreecc. ecc. insomma non ci sono gli “operatori di pastorale”..forse impegnati altrove? Può darsi. Qui il Battista ha a che fare con gli affamati …tre categorie diverse di persone, ciascuna riceve delle dritte scomode su come comportarsi. I pubblicani, esattori delle tasse che lavoravano con gli invasori romani facendo la cresta e odiati da tutti i loro compaesani; i soldati, forse corrotti, pronti ad approfittare e ricattare come può accadere…per dare sicurezza, evitare controlli ecc.; folla e popolo (bue?); la domanda risuona triplice quasi in dolby surround: che cosa dobbiamo fare? non è forse una domanda veneta ma esistenziale. La fede ed il suo riscontro sono pratici. Non sociali anche se è nel sociale che si misura tutto. Condivisione sincera e leale, giustizia nuda e cruda, non abusare del proprio potere,  bene comune da perseguire, sobrietà reale e luminosa. Insomma…accorgersi. Quanto mi piace questo verbo…accorgersi e agire di conseguenza. Buon avvvvvvvento. Un vento che spazzi via un po’ di zavorre inutili che rischiano di farci la sbornia di tutto tranne di quel che serve davvero.

COMMENTA

Annunci

Domenica Ia di Avvento 2018 – C

 

Unknown

Tempo lettura previsto: 6 minuti

In ascolto del Santo Vangelo secondo Luca 21, 25-28.34-36

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Come dire…sarebbe stato meglio iniziare in modo diverso: la prima domenica di Avvento uno già sente profumo di muschio nel presepe, zucchero a velo sul pandoro, mostarda e zampone ed invece…brrr… che colpo, alla famosa “magia del Natale”. Non ci sono angioletti, pastorelli, stelline e cose tenere ma parole dure e misteriose. Il genere apocalittico sconvolge sempre un po’. Ci vengono in mente forse una serie di film del genere “la fine del mondo è qui”; oppure pensiamo a profezie simili sempre smentite. Eppure «apocalittico» significa solo «rivelativo»: qualcosa che si manifesta per quello che è. Allora sicuramente un Gesù che parla di granelli di senape e vigne è più immediato e comprensibile. Ma vi invito ad ascoltare questo brano tutto d’un fiato, forse magari senza nemmeno fermarsi alle singole espressioni. Andrebbero contestualizzate. Gesù sta annunciando una nuova creazione, gli elementi di cui parla sono gli stessi di Genesi…ma è bellissimo, io me la metto in tasca, l’espressione “risollevatevi, alzate il capo”: svegliatevi insomma, guardate il mondo da un’altra parte, non state seduti su quel che pensate di essere, sapere, sulle sufficienze dei vostri giudizi o meriti: alzate gli occhi e cambiate punto di vista…la liberazione è vicina, è a portata di mano. E quindi dà una serie di attenzioni.

La nascita di Gesù insomma, va preparata…per non essere scontata. Non c’è spoiler che tenga… e prima di fare l’elenco del menù della vigilia, delle possibilità di capodanno, dei regali da fare…o dei buoni propositi per il 2019 (tutte cose molto buone) potremmo chiederci come riuscire a fare un po’ di spazio per lasciar emergere dal nostro cuore, dal nostro interno, dalla nostra coscienza la flebile voce di un bambino che ci annuncia che…

Che?  Buon Ad ventus..

N. S. Gesù Cristo Re dell’Universo -B-2018

images

La Verità?

 https://www.youtube.com/watch?v=skJ7nng6eUI

In ascolto del Santo Vangelo secondo Giovanni 18, 33b-37

Pilato allora fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

E mentre già ci chiediamo i programmi per Capodanno, iniziano a lampeggiare le lucette e i panettoni ci accolgono all’ingresso del supermercato ecco la festa di Cristo Re. Ci porta in un viaggio temporale strano in un’atmosfera che i più sanno essere Pasquale più che Natalizia…Gesù condannato a morte in dialogo col politico che governava la città e aveva potere… il dialogo è famoso e non facile; il vangelo di Giovanni che lo riporta poi…fa il resto.

La festa di Cristo Re non mi piace. Potendo, farei volentieri a meno di celebrarla. Non mi interessa. E’ invenzione umana, recente, qualche decina di anni, per rimarcare confini, superiorità, un certo tipo di fede, di volto di chiesa e di Dio che forse a quel tempo e nel preciso contesto storico di allora….al limite …poteva avere anche un suo perché.

Ma oggi… e poi è vero che oggi Gesù a Pilato risponde di essere re..ma quando nei vangeli lo nominavano (gli altri) re..quando “andavano a prenderlo per farlo re”…Lui sempre si dileguava. Ma noi invece, caparbi…a metterlo sopra gli altari con la stella nonchalance con cui lo schiafferemo tra paglia e muschio nel presepe. Non mi convince.

La lavanda dei piedi, il servizio, la carità, scegliere i disponibili: mi chiedo se oggi abbia un senso proclamarlo re, con tutto quello su Dio, chiesa, fede, clero che ne consegue. Se essere cristiani oggi sia come qualche decina di anni fa…o siamo irrilevanti? Al di là dei nostri microcosmi asfittici parrocchiali…cosa troviamo? Mi chiedo quale sia chiamato ad essere il sapore di una testimonianza cristiana oggi…che si impone, visibile, convincente, consensuale…oppure più evangelica? senape, fico, 12, piedi, Zaccheo; a me sembra che mai come oggi sia bello e gratuito annunciare il vangelo: ma abbiamo il coraggio di mettere in secondo piano tutto il resto? di fare verità di quello che conta veramente? di sopportare lo smacco della poca visibilità e presenza? del vangelo, insomma…quello vero, nudo e crudo!

COMMENTA