Solennità di Tutti i Santi – B

(Tempo di lettura previsto: 3 minuti)

291015

In ascolto del Santo Vangelo secondo San Matteo 5,1-12

Vedendo le folle, Gesù salì sul monte:
si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli.
Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi.
Qualcuno ha definito le Beatitudini come la “carta di identità” del cristiano.
Sono difficili, non c’è che dire. Al di là del finale.. ”insultati, perseguitati, diffamati..” che indispone un po’ tutti.
Sono fraintendibili ad una lettura (volutamente?) superficiale.. pare che Gesù stia stilando il manifesto della sfiga.. e che essere cristiani sia la quintessenza della negatività devota, compiaciuta e rassegnata.
Ma per fortuna sappiamo non essere così. In realtà oserei dire questa pagina è una scommessa incredibile; quella della fede e della vita.
Quella del dire e dirsi.. “ma io di chi mi fido? Io che immagine ho di Dio, in me? Cosa penso e come mi colloco nella mia vita?”
Quando sto vivendo un momento in cui mi verrebbe da dire che Dio si sia dimenticato di me.. (o anche peggio) avrò il CORAGGIO di dirmi beato proprio perchè sento che Dio non mi risolverà magicamente il problema ne che mi ha abbandoanto ma che (paradossalmente?) sarà accanto a me in quel che sto vivendo?
Sono beato non per quel che sto vivendo, ma perchè sono cristiano e quella non è l’ultima parola.. questa spetta sempre e solo a me e a Lui.
Si accettano scommesse.

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Domenica XXXa T.O. – B

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

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“Whislist” (Pearl Jam, tratto da Yield, 1998)

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In ascolto del Santo Vangelo secondo S.Marco 10, 46-52

In quel tempo, mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

“Che cosa vuoi che io faccia per te?”
Che io sia più paziente e mite,
che io sia più ironico e meno permaloso,
che io sia più disponibile e generoso,
che io sia meno cieco con i miei vizi e limiti, con le ingiustizie, con le tiepidezze, con i soprusi, con le illegalità,
che io sappia unire e non dividere,
che io sappia guidare e non sostituirmi,
che io sappia responsabilizzare e non primeggiare,
che io sappia lasciare liberi e non trattenere,
che io sappia diminuire e sparire.. non cercare consensi,
che io sappia lasciar perdere e non insistere,
che io sappia insistere e non lasciar perdere,
che io sappia dare sapore, non toglierne con abitudini e comodità,
che io sappia ascoltare ed essere empatico,
che io sappia pensare con la mia testa e vivere fino in fondo le mie emozioni,
che io sappia accettarmi per quello che sono, come sono, quando lo sono,
che io sappia meravigliarmi e stupirmi di tutto, sappia perdere tempo per le cose inutili, gustare i dettagli,
che io sappia compiere gesti che vede solo Dio,
che io sappia vivere con tenerezza e delicatezza,
che io sappia guardare come guarda Dio.. me stesso, la vita, il creato, i fatti, le esperienze, le persone.. solo come le guarda Lui.. e basta!
Che all’indomani del nuovo triplice incarico nelle mie/nostre nuove tre parrocchie (Paderno, Ponzano, Merlengo) io sappia
accogliere e rispettare, valorizzare e accompagnare,
che io sappia far andare d’accordo in modo reciproco e complementare,
che io sappia aiutare a scegliere le cose essenziali non quelle che abbiamo sempre fatto così bene,
che io sappia aiutare a restare in ascolto e discernere le priorità dalle urgenze, le tradizioni dai valori, il volontariato dal servizio,
le cose specifiche di una parrocchia da quelle di una pro loco.. che io sappia farmi ultimo e servo di tutti. Schiavo di nessuno.
Che io sappia portare pace, confronto, qualità,
che io sappia sorridere e far sorridere e ridere..
che io sappia vivere e indicare la verità che rende liberi,
che io sia un bravo cane da pastore che con il gregge sa seguire il Pastore per le strade della vita, non per quelle del passato mio o loro.. che io sia sintonizzato col Pastore per costruire qui da adesso quel regno di Dio da scovare, percepire, coltivare, vivere..
che io sappia dire a tutti.. CORAGGIO.. “non è tutto finito, ne vale la pena, andrà meglio, verrà un giorno talmente diverso da non avere domani..”
che io sappia dire a tutti ALZATI.. muoviti, ti aiuto io, siamo qua, tu vali, non sei morto, sei più ricco di quel che pensi o ti hanno abituato a pensare, alzati, risorgi, riprendi a camminare, vivere, sperare.. facciamo assieme,
che io sappia dire a tutti TI CHIAMA.. basta perdere tempo in pratiche inutili, basta alibi, giustificazioni, tradizioni, maschere e boiate,
ti chiama.. non sono valori, non è dio, non è valori o filosofie, idee o giudizi.. è Gesù Cristo, è storia, relazione, approccio, invito, compagno di strada, fratello nella solitudine e nella disperazione, fratello e amico nella gioia e nel benedire Dio per le piccole grandi cose saporite e luminose..
è Lui che ti chi.. ama..
…..
e poi.. certo..
che la Juve riprenda a vincere,
che abbia più tempo per leggere e studiare.. e più memoria e capacità intelligente di sintesi e critica,
che il carburante cali di prezzo,
che i capelli mi stiano meglio..

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Domenica XXVIXa T.O. – B

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

14102015

16 ottobre 1968

Tommie Smith e John Carlos si trovano sul podio dei 200 metri alle Olimpiadi a Città del Messico.
Pugni alzati, guanti neri (simbolo del black power), piedi scalzi (segno di povertà), testa bassa e una collanina di piccole pietre al collo (“ogni pietra è un nero che si batteva per i diritti ed è stato linciato”)

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In Ascolto del Vangelo secondo San Marco 10,35-45
Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
“Boannerghes”: cioè “Figli del tuono“. Così Gesù, in barba al vero nome di loro padre Zebedeo, chiama gli eroi di questa nuova pagina o goccia o avventura..
Figli del tuono, per il loro zero, per il carattere irruente cioè forse un po’ spiccio, passionale, focoso.. Giacomo e Giovanni  erano quelli che diranno a Gesù che se avesse voluto, loro avrebbero fatto scendere un fuoco dal cielo per bruciare i tizi che li stavano disturbando.. altro che porgere l’altra guancia. E sono tra i 12, i convocati! Quante volte qualcuno mi confida di avere un “caratteraccio”, un brutto carattere, di non andare bene, non essere santo o santa, di qua, di là.. ecc..ecc..
Domanda: ma perché non leggiamo il Vangelo ogni tanto? Perché non lo ascoltiamo con attenzione dopo decenni di messe settimanali ipnotiche o catatoniche? Quante cose ci perdiamo. Ascoltiamo più noi stessi e i nostri schemi mentali, le immagini etichettate che abbiamo di noi che il suo annuncio vivo su di noi e sui nostri presunti bilanci sospirosi. Insomma ascolteremmo e ci fideremmo di tutto tranne che di quell’unica buona notizia. Non ci andiamo mai bene.. e fingiamo non sia importuna, invece di fidarci che a Lui andiamo già bene così.
E cosa volete i nostri eroi vadano a fare da Gesùbbbbbello? Vanno a chiedergli i primi posti, Oddio.. di stare sul podio insomma: stare lassù con Lui ad agitare il pollice su o giù, Pollice verso🏻Pollice in alto🏼, giusto o sbagliato, buono o cattivo, promosso o bocciato, paradiso o inferno..
Quanto mi ci divertirei anche io: una poltrona comoda, lo sgabello per i piedi, la tuta e un paio di birre
Vita o morte, va bene o male, prosegui o riparti dal via, perdi un turno o vinci un premio.
Potrei fantasticare a lungo, “tergiversare” sarebbe il verbo corretto, perché fin qua siamo tutti d’accordo, ci facciamo un sorriso, un po’ sarebbe il desiderio di tanti, ma sappiamo che non avrebbe poi tanto senso, che non sarebbe giusto, che ciascuno in fondo ha le sue..
Ma non ho davvero voglia insomma di arrivare al fondo della pagina: ci sono quelle due paroline “servo”, addirittura “schiavo”! Su via Gesù bello che diamine la schiavitù è stata abolita nel 187.., dopo la guerra civile Americ.. abolita (?) nei libri di scuola, insomma.
Parole pesanti. Altro che il bisogno di riconoscimento compulsivo e rassicurante che spesso ci attanaglia.
E la nostra povera chiesa? La religione dei numeri, dei consensi e delle prime pagine? Come la mettiamo? Perché Papa Francesco sta riscuotendo successo? Perché lui è così o perché sta vivendo e proponendo di vivere con uno stile di cui almeno avremmo dovuto sentir parlare o aver letto qualcosa in questi anni? Il Vangelo ora pare più vicino è possibile. Forse. Il rischio è che ci facciano vedere e vivere questo Papa un po’ come un nonno buono d’altri tempi, che non vuole tanti primi posti, con il suo stile.. il rischio è che noi nipoti sorridiamo compiaciuti, quasi commossi, ci facciamo una foto e poi tanto la nostra vita è tutta un’altra cosa, o no? Lo fa lui che è Papa.. a confermarci che sarebbe bello, magari si potesse anche nel mio ufficio, per strada, in classe, a casa.. nella mia coscienza, tra i miei bisogni..
Abbiamo i tuoni dentro anche noi, come Giacomo e Giovanni, solo a pensarci..