XVII° T.O. – Anno A

220714

Cerchi di vita che crescono.. in un albero.

 

Ricordo che sono molto graditi commenti sulla Parola ascoltata: mi permetteranno un ascolto sinfonico della stessa per preparare un’omelia più aderente alla realtà! Cerca di crearti un attimo di silenzio per preparare il cuore.. per lasciarti incontrare da Gesù.
INVOCA LO SPIRITO SANTO perchè sia Lui ad aiutarti a sintonizzarti con la Parola.
Altrimenti sarà come leggere dei bei fumetti..
Prova a ripetere a mente alcune volte l’invocazione allo Spirito Santo “Vieni Santo Spirito.. prega in me”
Leggi almeno un paio di volte il brano e chiediti alla fine cosa ti colpisca, quale volto di Gesù ti offra, come tocchi la tua vita.. come questo messaggio possa diventare attuale nella tua esistenza.. come appello, impegno, speranza, conforto..

In ascolto del Vangelo secondo San Matteo 13, 44-52

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci.
Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi.
Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente,
dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?».
Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Regno dei cieli: perchè lo chiediamo nel Padre nostro? Cosa deve venire?
E’ la condizione nuova in cui entra chi accoglie la proposta delle Beatitudini.
E’ uno stile, una consapevolezza, un modo di sentirsi guardare da Lui, di guardarsi, di guardare attorno a sè.
E’ il mondo come il Signore lo ha sognato e lo vorrebbe realizzare.. e lo realizza..
Per certi versi è il mondo in noi e attorno a noi.. realizzatosi continuamente nell’amore, nel creato, nella misericordia..
Il risultato delle beatitudini, del decalogo (al positivo), del lavare i piedi, del samaritano, degli ultimi, della croce e della risurrezione.. dello stile di Gesù condiviso, del mondo che profumi di Vangelo..
Non solo una mentalità, ma una dinamica nuova che tutto e tutti avvolge e orienta.. nella libertà.
Non si esiti.. non si facciano troppe domande, scrupoli o altro..
E’ un dono gratuito: infatti per caso il contadino trova nel campo quel tesoro..
E’ ricerca appassionata che da senso e gioia: infatti il mercante cerca.. si impegna.

Abbiamo compreso tutte queste cose.. noi? E quindi?

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XVI° T.O. – Anno A

Con un semplice gesto…. due Regni.

14072014

Per favore.. in settimana regalatevi questo filmato proprio di C. Chaplin.. a questo proposito.. IMPERDIBILE.. quanti anni fa????

https://www.youtube.com/watch?v=kvYT0cY7zzY

 

Ricordo che sono molto graditi commenti sulla Parola ascoltata: mi permetteranno un ascolto sinfonico della stessa per preparare un’omelia più aderente alla realtà! Cerca di crearti un attimo di silenzio per preparare il cuore.. per lasciarti incontrare da Gesù.
INVOCA LO SPIRITO SANTO perchè sia Lui ad aiutarti a sintonizzarti con la Parola.
Altrimenti sarà come leggere dei bei fumetti..
Prova a ripetere a mente alcune volte l’invocazione allo Spirito Santo “Vieni Santo Spirito.. prega in me”
Leggi almeno un paio di volte il brano e chiediti alla fine cosa ti colpisca, quale volto di Gesù ti offra, come tocchi la tua vita.. come questo messaggio possa diventare attuale nella tua esistenza.. come appello, impegno, speranza, conforto..

In ascolto del Vangelo secondo San Matteo 13, 24-43
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio”».
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.»
Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!»

Continuiamo a seguire in maniera continuativa il 13 di Matteo. Gesù sta parlando coi discepoli. Abbiamo appena parlato del seminatore.
Che tipo di terreno eri, la scorsa settimana? Di chi legge con attenzione? Di chi ci prega? Di chi inoltra la goccia ad amici e parenti? O di chi salta o legge velocemente il vangelo, mormora che “ahn, si, queo..” e poi cerca subito incuriosito il commento? Ahi ahi ahi..
Il regno dei cieli. Ne parliamo così poco..e si che siam sempre pronti ad invocarlo nel Padre Nostro..
Segni, atteggiamenti, scelte, comportamenti delicati, leggeri, discreti, evocativi, simbolici, immediati, concreti.
La bontà, la pace, il coraggio, la libertà, la carità, la pazienza, la misericordia.. NON ESISTONO.
Non riempiamocene la bocca, non usiamo queste parole come contenitori o pass partout..
Esistono GESTI di bontà,
gesti di pace,
gesti coraggiosi,
gesti liberi e liberanti,
gesti di carità e premura,
gesti pazienti,
gesti e sguardi di misericordia.

Tu che gesto vuoi abitare questa settimana?

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Seminare come Van Gogh .. – Omelia XV° T.O. – A

Seminare come Van Gogh .. – Omelia XV° T.O.  – A

Chi si starà mettendo comodo per ascoltare meglio, chi si é già perso nei suoi pensieri, alcuni han già controllato l’orologio per vedere quanto andrà avanti stavolta.. qualcuno ha ascoltato accogliendo con attenzione il vangelo, qualcun’altro lo sta scordando, lo conosciamo da una vita, sappiamo come va a finire..

Sta accadendo esattamente quel che Gesù spiega nel Vangelo. I terreni di cui parla sono le persone in ascolto. Proprio come adesso qui per noi.  Mentre lo proclamavo, tutti in piedi ad accoglierlo, ciascuno ha ascoltato in maniera diversa, con fede, con fame o sufficienza, tenendo la guardia alta o le mani in tasca. Eppure tutti ci siamo segnati mente, bocca e cuore con un veloce segno di croce.. a chiedere al Signore ci conceda di accoglierlo con tutto noi stessi.

Gesù nella parabola ci vuol far prendere coscienza di come ci mettiamo in ascolto. Di quanta fame abbiamo della sua Parola di salvezza, di quanto sappiamo confidare davvero innanzitutto in Lui per ristorarci (come domenica scorsa).  Se siamo cristiani che vivono in ascolto di Lui o del nostro orgoglio e delle rassicuranti paure.

Potremmo perfino farci aiutare da questa parabola mentre preghiamo la sera riguardando un attimo la giornata trascorsa in un piccolo esame di coscienza per ringraziare e ripartire.

Tutto questi lo fa con questa immagine del seminatore e dei terreni. Custodiamola in noi con cura e affetto. Perchè prima che aiutarci a comprendere meglio quanto effettivamente sappiamo ascoltarlo, cioè fidarci di Lui, di quel che ha da sussurrare per il nostro bene alle nostre esistenze.. Gesù sta parlando del seminatore. Del Padre!

Cosa possiamo cogliere dietro questa precisa immagine?

Penso ad un famoso quadro di Van Gogh, intitolato “Il seminatore al tramonto”: il contadino viene dipinto in modo molto scuro, possiamo così concentrarci solo sul gesto e la postura. La mano destra si allontana dal corpo per spargere il seme abbondante, in maniera quasi solenne, maestosa. L’altra pare sul cuore. Sta camminando dritto nel solco del campo e il corpo appare in movimento, in un equilibrio precario ma bilanciato tra le gambe e le braccia. Sembra stia danzando la vita che viene sparsa da lui. Lo sguardo é sulla mano aperta e generosa, quasi a contemplarne l’azione, con speranza, trepidazione ma anche timore.

Seminare: totale investimento di fiducia in un futuro che verrà. Nessuna certezza o garanzia. Come nell’educare o nel credere.
Lo fai perchè.. non ne puoi fare a meno. Come per sperare. Tieni in pugno la semente.. le tue passioni, i tuoi valori, quel che senti, i desideri di bene e di giustizia che ti pompano nel cuore, i bisogni di esserci e credere che ti abitano, sogni, speranze, la voglia di indignarti e innamorarti di tutto, quel che hai ricevuto, goduto e non sai trattenere, quel che hai patito, sofferto e che vuoi far girare in maniera opposta, farlo magari diventare.. educazione o solidarietà.
E semini e sprechi, e butti.. senza calcolo o attesa, se non che cambi qualcosa. Anche se non ci sarai, se non ti diranno “grazie, bravo, ancora!”.. anche se non ne vedrai i risultati o nessuno se ne accorgerà.
Seminare è accettare di perdere. Quante volte Gesù ci ha messi in guardia dal voler salvare la propria vita; come pure dall’essere tiepidi o indifferenti, bravi solo a parole e consigli, ma mai coi fatti e la responsabilità di un “ora tocca a me”. Chi lo sa se ne guadagnerai. Ma intanto scegli di non accumulare ne trattenere, scegli di alzarti e buttar fuori, buttarti dentro, buttarti perchè.. seminare è permettersi di sbagliare e fallire. E’ libertà. Seminare è investire, scommettere, affidarsi.
Semino tutte le volte che ho il coraggio di uscire da me e mettermi in gioco. Sapendo-sperando ne valga la pena.
Semino il mio tempo, la mia fede, la passione, il desiderio, la voglia, la follia.. il mio spazio vitale e le mie risorse ed energie. Forse per questo poi nel quadro di Van Gogh un altro dettaglio non certo secondario ci appare evocativo: il sole del tramonto appare bello rotondo, giallo carico e il pittore lo posizione esattamente sopra la testa del seminatore come fosse una aureola. Forse per ricordarci, Van Gogh era credente, figlio di un pastore protestante, si stava anche lui avviando alla carriera ecclesiastica.. che la santità quotidiana, che ci rende così simili a Dio la viviamo nel continuare il Suo desiderio stesso, attraverso di noi, di donare vita e seminare speranza. Seminando anche noi come Dio siamo creatori. Non possiamo farne a meno, siamo suoi figli, creati per quello, creati per creare. L’amore non si trattiene mai. Non è che creazione continua di bene e vita.  Dio ci sta dicendo da un lato il rapporto di custodia e rispetto che siamo tenuti ad avere per il Creato (non Natura..) perchè é per tutti noi, dall’altro che lo ha affidato a noi.
Dio continua a seminare, creado vita, affidando questa vita.. anzi.. la qualità di questa vita a noi. Anche noi siamo chiamati a seminare e donare vita.. ad essere fecondi nella misura in cui sappiamo uscire da noi stessi per accorgerci degli altri. Ricordiamoci che creando siamo creati.. amando siamo amati, donando si riceve. Tutto il vangelo parte e ritorna qui. Il servire, il farsi prossimi, l’essere buoni samaritani, o sale e luce della terra, il fate questo in memoria di me che ci invita a farci pane, a lasciarci per certi versi mangiare dagli altri, non divorandoli avidamente. Ad essere persone che sanno dare ristoro a chi ci incontra, come accennavamo domenica scorsa. Doniamo vita tutte le volte che ci dedichiamo in tanti modi diversi alla qualità della vita degli altri. Servire, nella chiesa, parte da qui.
Seminiamo nel Suo nome allora, la nostra missione quotidiana, con la consapevolezza che quel che facciamo per e con Lui é già miracolo e potenza di vita. Siamo certi di quanto annuncia Isaia nella prima lettura: come la terra e la neve, non tornerà indietro senza aver avuto effetto, senza aver compiuto ciò per cui sono state mandate.

La nostra santità ordinaria, come per Van Gogh, inizia proprio da qui.