
Dal Vangelo secondo Giovanni 15, 9-17
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
“Io sono credente, io sono ateo, io che dico un rosario al giorno, io che credo a modo mio, io che dovrei essere un cristiano migliore, io che con dio ci capiamo, io che sono andato a “Megiugori”, io sono meglio di quelli che vanno a messa tutte le domeniche in primo banco, io sono praticante, io ho fatto un sacco di cose in parrocchia, io, che se c’è da dare una mano in parrocchia o al prete, ci sono sempre! io che da ragazzino andavo in oratorio, io che son cattolico, io che ho una zia suora e da piccolo io, ho fatto il chierichetto… io che vado a messa, dico le preghiere, io che mi comporto bene, io che non faccio nulla di male, io che …palle! I..O…I..O… l’asino fa Hi-Ho… “Io ho scelto voi”. MA..una bella avversativa..non voi ma io ho scelto voi. Se non metti a poco a poco questa consapevolezza a monte di qualsiasi cosa, penserai di essere quello che si è fatto da sé. Alla base ci sia questo dono gratuito, immotivato, insperato, MISTERIOSO, che ti fa sentire innanzitutto scelto, amato, raggiunto, perdonato e compreso, unico, prezioso, amabile, responsabile, già salvato e continuamente recuperabile, rimotivabile,…. Noi voi avete scelto voi… pare così ovvio da darlo per scontato. Noi pensiamo di scegliere, venire a messa, dire, fare, baciare, lettera e testamento, si..la morte della nostre fede. Ci salviamo da soli. Ma è Lui ad averci già salvati, immergendoci nel battesimo nella sua morte e risurrezione. Lui non è sceso dalla croce perché ci ha scelti. Ha scelto noi, non sé stesso. Ricordiamocelo. E ripensiamo a tutto quello che ho scritto all’inizio, che non ha senso se non è premesso da questo senso stordito di un’anticipata e infinita gratitudine. Quindi prima di dirlo o sentirlo come curriculum, geolocalizziamolo in Cristo! Sono stato scelto, amato, creduto, inviato, mandato. Lì dove sono. E porto frutti. Non sono un bonsai, non mi son fatto da me ma sono unito alla vite. Amen.
