
(Lo slogan pubblicitario di questo azienda da 70 anni è proprio “Voi valete!”)
Raccogliendomi i capelli spesso cerco di contare quanti ne perdo…
Lo faccio per capire se sono sani o c’è un’incipiente calvizie mica perché mi senta Dio. Eppure pensiamoci: Gesù ci dice che Dio conosce il numero dei nostri capelli…immagine suggestiva e originale ma che significa? Pensate se uno avesse alzato la mano ascoltandolo e gli avesse detto: senti Gesù ma..e allora? Non c’ha nulla di meglio da fare l’Onnipotente che contarci i capelli? Non può prendersi un po’ più cura di questo mondo? Abbiamo sentito tutti obiezioni così:
“Ma se Dio è onnipotente perché permette che..perché non ferma la guerra, addomestica le cellule tumorali o devìa le auto impazzite?”
Quante volte questa parola, onnipotente, che la liturgia usa e che compare solo una volta nel Vangelo, ma mai in bocca a Gesù, ci ha scandalizzato e magari fatto allontanare dalla fede molti di noi.
Un’immagine naturale che ciascuno spesso ha di Dio in sé stesso che ci fa arrabbiare o deludere perché Lui non si comporta secondo il buon senso comune o le nostre attese. Gesù offrendola non ci parla di un potere coi capelli ma di una presenza. Anche se facciamo fatica a comprenderla. Tanto che, vi svelo una cosa, qualche versetto prima è scritta una stupidaggine.
Gesù parla dei passeri, del loro valore e per dire che Dio è speciale racconta che nemmeno un passero muore senza il “volere” di Dio.
Sembra un Dio che pur sapendo tutto, sia impotente. Pazienza per i passeri, ma qui il male continua ad assestarci colpi vigorosi: morte, malattie, violenza, ingiustizie, soprusi. Pare che, da come è scritto, Dio vi acconsenta, col suo volere o sia impotente. La traduzione però è traditrice. Nel linguaggio popolare si dicevano chicche come “non si muova foglia che Dio non voglia!”. Guai a fermarsi, spesso, sulle singole espressioni. Anche perché -testo greco originale alla mano- udite udite, quella parola, volere, nemmeno c’è. Strepitoso! I traduttori l’hanno messa forse perché non essendoci, veniva che un passero non muore senza Dio. Non col suo volere ma senza di Lui. Che se ci pensiamo cambia tutto. In realtà significa…senza che Dio ne sia coinvolto. Nessun passero muore solo. Nulla accade senza che il Padre ne sia coinvolto, nessuno gli è indifferente. Figuriamoci noi.
Ed ecco la frase che ci fa, se siamo sinceri, attorcigliare le budella… Perchè questo? Perché voi valete…Voi valete, noi valiamo. C’è qualcosa cui, in genere, come cristiani crediamo meno? Quello di valere agli occhi del Padre. (Quante scuse, giustificazioni, resistenze stai sentendo anche tu che leggi, suvvia, ammettilo.)
Si certo, Gesù è morto in croce per noi, ha dato la vita in riscatto per noi…ce lo hanno detto a catechismo ma questo come intercetta le nostre vite? Come dà significato alla nostra preghiera, che gusto alle scelte del nostro stile di vita, al modo in cui ci sentiamo guardare da Lui entrando in chiesa, mettendoci a pregare, venendo alla comunione, guardandoci gli uni gli altri, leggendo le pagine di cronaca, anche nera? Voi valete. Avete valore, siete importanti per me. Tutti. Anche quelli che non li riterreste meritevoli, degni, all’altezza e adeguati. Anche quando non vi interessa o state bene lo stesso.
Che bello questo verbo. Per Dio io valgo e tanto. Sono prezioso. Amato e salvato, nel rispetto dei miei tempi e della mia libertà. Voi valete. Non “vi meritate” ma valete, così. Un amore ad oltranza, infinito, smisurato. Come ci collochiamo di fronte a questa dichiarazione d’amore? facciamo pace con l’autostima?
Dopo una settimana in cui abbiamo provato a fare del nostro meglio, sopportato, corso, vissuto…in cui ci è pesato essere cristiani, ci ha stancato…c’è qualcosa di più bello che venire a messa e sentire, al di là di tutto…tu vali? che meraviglia, quanto è liberante. Io so tutto di te, nulla della tua vita mi è sfuggito, ti comprendo, tu vali… sei prezioso ai miei occhi, lasciati rifocillare dalla mia parola e dal mio corpo e sangue spezzati per te, sosta in comunione con me, tu vali, tutto di te ha valore ai tuoi occhi…nulla andrà perduto o sprecato, scrive il vangelo di Gv… anche se non ricordo il numero dei tuoi capelli, io sono al tuo fianco, lasciati amare e lavare i piedi. Al resto ci penseremo poi.