Seconda stella a destra… Omelia Epifania ’24 -B

Epifania ’24 B

Seconda stella a destra, questo è il cammino e poi dritto fino al mattino, poi la strada la trovi da te… Edoardo Bennato nel 1980..

Davvero ..canzone bellissima di un album strepitoso… “Sono solo canzonette”

una stella da seguire, come fanno i Magi, senza sapere altro che quel che brucia loro dentro, un desiderio profondo di scoprire e fare esperienza, senza accontentarsi ne darsi per vinti.

Adoro la parola desiderio: deriva dal latino de-sidus. Sidus è stella (pensiamo alle distanze siderali delle stelle)…de, privativo, dice mancanza, privazione “decrescita, denatalità”. 

  Da sempre l’essere umano guarda il cielo trepidante per almeno 3 motivi: 1) stella cometa, croce del Sud, orientarsi quindi direzione 2) stelle, costellazioni, astrologia, oroscopo: futuro, 3) la bellezza e la poesia di un cielo stellato che ti rapisce con il naso all’insù.

Da sempre i nostri desideri più profondi, non i capricci o i fanta diritti, nascondono un bisogno umano ancestrale, comune di direzione, futuro: che ne sarà di me, dove devo andare per… e di bellezza. De-sidero perché ne sono privo…

I magi lo insegnano. Diversi per età e provenienza secondo la tradizione a dire tutto l’essere umano, da sempre, un desiderio infinito che caratterizza tutti e a tutte le età, sempre. Si mettono in cammino dietro ad una stella che li precede. Dettagli evocativi, non certo oggettivi o scientifici, con cui i vangeli ci suggestionano con queste figure che non sono credenti o religiose ma solo in ricerca autentica e quindi in cammino. Ma nel brano ci sono persone che vivono esattamente all’opposto dei magi. Il testo è bellissimo perché ci mette in guardia, additandoli con discrezione, dai professionisti della religione; il palazzo di Erode ne è pieno…sanno citare a memoria la Scrittura ma poi non lo vivono. Dicono tante cose devuote ma non ne sentono il gusto né danno loro significato, restano solo filastrocche compulsive, un lexotan spirituale. Ripenso a De Andrè, il testamento di Tito:

Non dire falsa testimonianza e aiutali a uccidere un uomo. Lo sanno a memoria il diritto divino, e scordano sempre il perdono

A volte le nostre parrocchie sembrano un po’ quel palazzo, dove Gesù sembra un dazio da pagare tra le tante attività e poi arrivano persone che sono in cammino, in ricerca e hanno letteralmente fame di Dio, del suo perdono, della sua luce, della buona notizia.

  E il re Erode? Anche lui è curioso ma non si fida, non vuole metterci la faccia, manda avanti i Magi, chiede loro poi di tornare, informarlo…quanto è meschino. Crederà se lo faranno anche gli altri, cerca garanzie, aspetta conferme. Ecco le malattie oggi della religione. Parole vuote, direbbe Gesù, sepolcri imbiancati e ipocrisia. Tradizioni che non sanno tradurre il vangelo in vita. Gesù per Erode è un ostacolo che gli farà ombra, non permettendogli di fare come vuole lui, di essere quel che vuole lui. Oggi diremmo di credere a modo mio, non importa quel che dice il vangelo…io faccio quel che mi pare, come mi hanno insegnato.

  E noi da che parte stiamo? Ci fa bene confrontarci con entrambe.

Chiediamoci però quale sia il desiderio più profondo che abita la nostra vita cristiana, quali siano le nostre stelle in cielo.

Curioso, pensateci, tra poco staremo col naso all’insù forse, cercando nelle scintille luminose del pan e vin, e nella loro direzione, il nostro futuro: vi ricorda qualcosa? 

Abbiamo atteso questo Natale preparandoci con presepe, attività e riflessioni; poi lo abbiamo accolto come un dono, che ci chiede solo disponibilità, mangiatoie accoglienti per lasciarci stupire, come un salvatore che ci salva da noi stessi chiedendoci di prenderci cura di Lui. Ci salviamo, salvandolo. Bisognerebbe ricordare questa dinamica. Perdendo la propria vita la ritrovi, dirà Gesù nel vangelo, come il chicco di grano. Ed è la legge dell’amore. Di chi non pensa solo e sempre a sé stesso ma anche agli altri perché sa che in realtà, rendendoli felici, sarà felice lo stesso e forse di più, senza perdere nulla. L’inganno di Adamo ed Eva. Il bambino della mangiatoia ci aiuti come i Magi a metterci in discussione, lasciare qualche sicurezza, metterci la faccia come non vuol fare Erode, soprattutto se ci sta facendo ristagnare in una fede tiepida e formale, per ritrovare il brivido di un salvatore a cui stiamo a cuore, ci prende sul serio e vuole accompagnarci nella vita…lo abbiamo sentito anche attraverso l’annuncio della Pasqua..quante occasioni il tempo nella liturgia ci darà per vivere da figli salvati, amati, preziosi, proprio per quello che siamo, senza meriti, ma solo coi nostri desideri di vita piena, bellezza, direzione e orientamento. Tutto questo non ci trovi comodi e sicuri nel palazzo ma desiderosi di fare esperienza della sua salvezza nelle nostre stelle… attraverso i desideri che portiamo in noi e per noi… altrimenti avrebbe avuto ragione Bennato, erano davvero solo canzonette…e dopo la seconda stella non abbiamo trovato nulla.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.