
Giovanni Battista lo ricordiamo: austero, radicale, intransigente. Locuste e miele selvatico. Minacciava castighi, invocando conversioni a tutto spiano e raccontando un Dio fustigatore dei peccatori, la cui ira imminente era inevitabile, chiamava Sadducei e farisei “razza di vipere”, annunciando che Dio con la scure avrebbe tagliato gli alberi morti che non portavano frutto, cioè quei credenti troppo sicuri di sé nel dire “noi tanto abbiamo Abramo per padre” (abbiamo sempre frequentato, fatto i chierichetti da piccoli, dato una mano in parrocchia, studiato teologia, siamo consacrati…)
E figurarsi, parlando del Messia, sarebbe stato più forte di lui tanto che non se la sarebbe sentita nemmeno di slacciargli i sandali. E cosa succede? Se lo ritrova davanti, in fila coi peccatori, uno qualunque, con i reietti impuri, i falliti, gli sbagliati, quelli che non combinano mai nulla di buono, mai all’altezza di niente, inadeguati per il senso comune…con chi voleva purificare la propria vita, riconoscersi fragile nei propri disastri e ricominciare.
Che faccia avrà fatto?
Il Messia, il Salvatore, l’Unto del Signore, l’Atteso da secoli e annunciato dai profeti, il perfetto e puro, gli si para davanti: sporco, mezzo nudo, testa bassa, capelli davanti agli occhi e mani giunte, a chiedergli il battesimo di conversione. Vorrei vedere voi!! Cose incredibili, le gambe che ti tremano, a bocca aperta non sai che fare, mica te lo aspetti…questo doveva salvare il popolo eletto di Israele, guidarlo in cima al mondo, convertire tutti, cacciare i romani, potente e vincente nel mettere tutti d’accordo sotto di sé ….e se lo ritrova là, così, in acqua.
E allora si sarà chinato, piano, sconvolto, commosso e prendendo un pugno d’acqua, il cuore in gola, avrà poggiato la sua mano, aprendola poi come una carezza, su quella testa, raccolta in preghiera, pronta a cominciare come tutto da capo. E proprio lui, uscendo dal battesimo vede squarciarsi i cieli e scendere lo spirito, ascolta la voce dal padre. È il primo destinatario di questa Rivelazione, lui che, a differenza del Battista, battezzerà in Spirito Santo. Questo dono chiude definitivamente l’era precedente del Battista, fa da cerniera tra antico e nuovo testamento, inaugura il tempo compiuto della nuova ed eterna alleanza, della salvezza definitiva, la definitiva vittoria sul peccato. Una gavetta di 30 anni in silenzio, quella di Cristo, in modo che nulla di tutto quello che è umano gli potesse più essere estraneo o distante. Ma anche per iniziare a raccontare che tutto quello che è divino ora sarebbe stato completamente diverso, per tutti e per sempre.
Quello spirito è stato offerto a ciascuno di noi, battezzati, salvati, resi continuamente salvabili…se glielo permettiamo e se scegliamo di crederlo attuandolo. Ecco il figlio di Dio, non serve nemmeno dirlo…assomiglia tutto a suo Padre.
Inizieremo a dargli credito davvero e a volerlo imitare?