Domenica di Pentecoste -’24 B

Dal Vangelo secondo Giovanni 15,26-27.16,12-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

OMELIA

Ma come…quella persona era così e colà e guarda cosa ha fatto, chi l’avrebbe mai detto… non gli mancava nulla e invece.. un reato, un crimine, un suicidio… non ci si crede, eppure…

Vi è mai successo di fare qualcosa e sentire che non eravate in voi? Non mi riconosco, non so. E tra amici o nella vita di coppia…non sei più tu, non eri così…Quante volte forse abbiamo cambiato idea su noi stessi, gli altri; saltano relazioni, amicizie, matrimoni. Nessuno di noi può conoscersi davvero fino in fondo.

E per fortuna. Rimaniamo sempre un mistero a noi stessi. Ci dobbiamo fidare, credere e vivere di conseguenza. Non siamo contratti da firmare e garanzie da pretendere.

Per questo mi fa bene quella frase del vangelo in cui Gesù rassicura che “ha molte cose da dirci -che bello- ma per il momento non siete capaci di portarne il peso”.

Mi fa sentire rispettato, compreso, pesato per quello che sono.

Mi testimonia un Gesù che ha a cuore la mia vita e non ci gioca, che mi conosce, mi ama e preferisce custodire delle cose per quando sarà il momento. E questo non mi fa sentire inferiore, non mi umilia, né sminuisce. Mi fido di chi mi conosce meglio di quanto io conosca me stesso.  Del resto la fede è un’esperienza liberante, salvifica, seducente con il risorto, non un contratto da firmare con il sospetto ti vogliano fregare e la preoccupazione a leggere tutto, in particolare le frasi scritte in piccolo. 

Mi sembra sia molto bello. Non posso comprendere tutto, mi fido, faccio quel che posso ma mi sento rispettato e accompagnato in questo. Penso a certe trasmissioni televisive in cui c’è una vera pornografia dei sentimenti sbandierati, delle storie offerte a pagamento, la banalizzazione di quel che siamo e che pretendiamo di capire o meno. Si cerca di dimostrare, spiegare, capire ma…

  Con Dio è diverso. Si parte da quel che siamo e ci fidiamo che al momento giusto lui ci fa’ comprendere illuminandoci. Intanto vivo. Ci verranno annunciate le cose future. Non è un rapporto bello e finito quello con il Padre. Abbiamo tempo e vita da vivere nella fede. Guai a noi, poricani, quando pensiamo di aver già capito tutto e quindi… quando riteniamo che Dio non abbia nulla con cui stupirci, speranza, prospettive, margini di lavoro sui nostri affetti per cui re imparare a credere, sperare, vivere.

Lasciatevi guidare dallo Spirito, suggerisce Paolo ai Galati nella 2a lettura. Camminate secondo lo Spirito, insiste.

Pentecoste ci doni la consapevolezza di uno Spirito che già ci abita e al quale sarebbe bello potersi ….arrendere. Lo faremo?

Invocarlo tra i nostri pensieri quotidiani, pregando di ascoltarlo.

Desiderare come singoli e come comunità, gruppi attivi in parrocchia ecc. di sentirci responsabili di quei frutti di cui si parla… amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé…assieme all’unità, alla comunione, all’essere, diremo tra poco, riuniti in un solo corpo.

Senza la tua forza, nulla è nell’uomo,… abbiamo pregato nella bellissima sequenza. 

Il Signore ci doni l’umile consapevolezza di noi, l’audace certezza di Lui e la forza gioiosa e liberante, di arrenderci a questa sua verità.

Un pensiero su “Domenica di Pentecoste -’24 B

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.