
(cari genitori, pensate ai vs figli/e.. cosa vorreste, avete voluto per loro?)
Abbiamo fatto la volontà di Dio, questa settimana, ci siamo chiesti all’inizio? Quella che durante il Padre nostro, chiediamo sempre “sia fatta”. Da come rispondiamo, possiamo intuire che immagine di Dio abbiamo dentro: uno che se non la fai si arrabbia perché è permaloso? Se la fai male te lo rinfaccia? Un dio esigente che ti farà il pelocontropelo per dire se l’hai fatta bene ma che potevi anche farla di più e meglio?
Quanto spesso siamo incastrati in dinamiche simili, dal punto di vista psicologico, ben più di quanto siamo in grado di riconoscere.
Ma la preghiera inizia dicendo Padre ed è quella che Gesù ha insegnato ai discepoli che gli chiedevano come pregare.
Io non son genitore ma mi chiedo: che volontà hanno per i propri figli i genitori? Direi che siano felici… e poco altro, anche più della famosa salute, che spesso, pensiamoci, non basta ne garantisce alcuna felicità.
È bellissimo questo volto di Gesù: lui è lì coi discepoli e la folla ad annunciare il vangelo; lo accusano di essere fuori di testa, indemoniato e perfino posseduto da spiriti impuri, 3 accuse.
Da un lato la folla non lo lascia nemmeno mangiare da quanto essa stessa è affamata di buone notizie, parole belle e saporite… i discepoli, gli scribi e perfino la madonna, sua madre, lo accusano. Io non so se riusciamo a concepire la cruda realtà che ci è stata descritta. La differenza tra chi desidera fare esperienza di Dio e chi, siccome dice cose che non rientrano nel già noto, e sconvenienti lo accusano. Accade oggi? Si…lo dice il modo in cui facciamo formazione senza voglia in parrocchia e il modo in cui l’evangelizzazione raggiunge chi si ritiene lontano…
E lui come ne esce? dicendo che chi fa la volontà di Dio Padre è per lui fratello, sorella e madre. Ma ci rendiamo conto?
Gesù ci fa saltare la fila… ci elegge suoi fratelli e sorelle, addirittura madre! se facciamo la volontà del padre. Credo sia bellissimo pregare per questo e accoglierlo come buona notizia sulla mia vita, su quello che penso di me. E qual è questa volontà? Lo abbiamo accennato, quella di un padre per i propri figli, che siano felici. Quando con le mie attenzioni e scelte concrete io cerco di rendere felici gli altri, farli stare bene, quando mi prendo cura delle relazioni … io sto facendo la volontà di Dio, sto dicendo di appartenere a un regno in cui siamo fratelli e sorelle nel Suo nome. Fai agli altri quel che ti piacerebbe fosse fatto a te, dice il cap. 7 di Matteo… Senza cercare consensi o mendicare applausi, mettiti in gioco per curarti degli altri con quello che fai, dimostrando che il battesimo, che ci rende figli, fratelli e sorelle, inizia proprio così… se glielo permettiamo…
Chiediamo al Signore, come singoli credenti e come comunità, di voler coltivare questa attenzione missionaria per chi si avvicina alle nostre parrocchie, mostrando loro un volto inedito ma coinvolgente di chiesa, di chi sente che sta incontrando un fratello e una sorella e questo lo rende figlio e quindi..felice…