“Siamo maiali, no se butta via niente…” Omelia XXIIa to ’24 durante Cristo

Com’è il proverbio sul maiale? Che non si butta via niente, anzi, se avesse le ali sarebbero buone pure quelle. Quanta saggezza!

Ma non tutti la pensano così: se abbiamo avuto contatti con fratelli o sorelle musulmane o ebrei, abbiamo scoperto che hanno rigidi protocolli e precise restrizioni sui cibi…devono essere kosher e halal…alcuni animali sono vietati per motivi religiosi, culturali.  Per noi non è così. Nella lettera a Tito, S. Paolo ricorda che tutto è puro per i puri. Che significa un po’ di più di mangia quello che vuoi: quello che Gesù spiegherà e cioè che quanto ci circonda, che Dio ha creato per noi è buono, basta saperne usare. Ma andiamo con ordine: lo provocano, i saggi della religione, dicono per 2 volte, che i suoi discepoli non rispettano la tradizione degli antichi, degli uomini, cioè il doversi purificare perché hanno toccato cose impure. Cioè ci sono al mondo cose impure, che sanno di morte, di sporco, di sbagliato.

Come vedete il vecchio adagio piuttosto di cancellare una tradizione meglio bruciare un paese… è tristemente antico.

I paladini della tradizione oggi condannano il Papa, cercano la messa in latino, il prete-padrone custode del sacro che dia loro ancora le spalle e altre cose che meglio mi fermi… Gesù dice, con grande trasparenza, che il rischio è di rendergli culto invano… non so se mi spiego, come quando dirà al povero Pietro che se non si fosse lasciato lavare i piedi non avrebbe avuto parte, cioè starai fuori dai giochi!     Una pagina potentissima e sempre attuale questa: si trascura il comandamento di Dio e ci si limita, illudendosi, che sia sufficiente fare cose religiose…come le abluzioni, i fioretti o altro che una vecchia religiosità ha cercato di imporre…barattandola però proprio con quel comandamento di Dio. “Questo popolo mi onora con le labbra…” non chi dice Signore signore… Gesù condanna l’ipocrisia di quei credenti che credono di rendersi credibili solo con pratiche esteriori, devozionistiche, autoreferenziali…i primi posti dei farisei, i meriti dei benpensanti indaffarati a salvare il mondo…regole e norme. Quanta gente si è allontanata, nostri figli e nipoti, colleghi e amici, proprio per questo? Ci interessa? Pensate a quando l’Epifania leggiamo che i magi chiedono a Erode notizie della nascita del re e i suoi religiosi sapienti a palazzo gli citano a memoria la scrittura, che sanno bene sta per nascere il messia… ma mica vanno a cercarlo, se ne stanno sul divano di Erode a chiacchierare e giocare a carte.

  Ma poi Gesù, percependo che la cosa è davvero importante, confondere le rassicuranti tradizioni umane piuttosto che il comandamento di Dio, come un allenatore riprende ancora la folla e gli dice il discorso del cuore: non c’è nulla dall’esterno che lo renda impuro, sporco, sbagliato. Ma è da dentro al cuore che nascono…e fa l’elenco. Personalmente mi pare molto realistico e naturale: nel mio cuore c’è la tendenza e la capacità di attuare questo male… sia verso di me (stoltezza, superbia, dissolutezza…) sia verso gli altri (malvagità, furti, omicidi…)

Il cuore è dove noi decidiamo, giorno per giorno, chi vogliamo essere o meno e perché, il luogo dove scegliamo come comportarci, lo stile e le abitudini che vogliamo avere. Significa che siamo cattivi? anche… cioè possiamo diventarlo se ci lasciamo vivere. Ma così dimentichiamo che siamo battezzati cioè abbiamo in noi la presenza dello SS, ne siamo dimora, cioè casa. La vita del risorto è in noi, lo SS vive in noi, come se fossero sul fondo del nostro cuore, in cantina.. se poi noi ci lasciamo illudere e sedurre da tante cose, le mettiamo sopra soffocando quella voce di Dio in noi solo per illuderci da soli di poterci salvare…compiendo cose impure, cioè che non ci daranno mai vita piena, gusto e significato. Nel nostro cuore poi noi possiamo riconoscere anche il gusto di quei gesti che facciamo spinti dall’amore che ci fanno sentire veri, liberi, belli, leggeri. Acc. Sp, Riconc., discernimento…. sono strumenti pratici fondamentali…

Ecco perché è importante comprendere cosa vogliamo viva in noi, nel nostro cuore. E come essere fedeli, non religiosi a partire da ciò.. Quante persone, anche giovani, dicono ancora che vengono ad ascoltare la messa…si siedono, commentano omelia e durata della celebrazione e sono a posto… ma nella 2a abbiamo sentito.. Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi

E continua: Religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: visitare orfani e vedove nelle sofferenze e non lasciarsi contaminare da questo mondo… Ecco il comandamento di Dio che non dobbiamo trascurare non solo pratiche ma mettere in pratica quanto ti sei sentito amato, avendo a cuore la qualità  e la cura delle relazioni, in particolare coi più bisognosi, i poveri di attenzione, amore, appartenenza, dignità, riconoscimento ….

Così, ci assicura Gesù, noi saremo puri, cioè fedeli a quello per cui siamo stati creati, alla nostra umanità, anche più ferita e fragile e tutto quello che potremo fare spinti dall’amore ci renderà strepitosi, liberi e autentici,….saremo anche noi come i maiali,..non butteremo via nulla di noi, perché tutto quel che avremo offerto di noi, (peccati, croci, sofferenze, cose di noi che non accettiamo e di cui ci vergogniamo…) nel nome di Cristo risorto, ci donerà definitivamente la vita eterna.

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