“Annunciazione Incarnazione” di Riccardo Paracchini (2011)

CONSIGLIO L’ASCOLTO DELLA CANZONE DI LUCIO DALLA “SE IO FOSSI UN ANGELO”
Dal Vangelo secondo Luca 1,26-38
Quella dell’Annunciazione è una pagina molto rappresentata nella storia dell’arte, Giotto, Leonardo, BeatoAngelico, Lotto…tra i più famosi, ciascuno ha provato in tanti modi diversi la figura dell’angelo, del messaggero che Dio manda a Maria per annunciarle la più sconvolgente delle notizie: non solo Dio ci raggiungerà sulla terra, nel qui e ora della sua vita ma le chiede di accoglierlo, collaborando al suo piano di salvezza. Dio vuole avere bisogno di noi, non è un burattinaio che domina a piacimento la realtà e noi non siamo burattini in balìa dei suoi gusti. Questa è una prima cosa fondamentale da considerare.
La parola “angelo” ha origine dalla parola greca ἄγγελος (traslitterazione: ággelos; pronuncia: ánghelos),e significa “messo”, “messaggero”, “servitore”. Gabriele…forza di Dio, uomo forte…
A volte si dice “parlare del sesso degli angeli” per dire…di non voler perdere tempo… o che c’è un angelo custode…
un angelo caduto in volo, cantava Battisti in “Mi ritorni in mente”
Ma stando alle scritture allora questi angeli hanno qualcosa da dirci. Il CCC al n.329 La parola “angelo” designa l’ufficio, non la natura… è spirito per quello che è, mentre per quello che compie è angelo ». 411 In tutto il loro essere, gli angeli sono servitori e messaggeri di Dio. Allora questo forse ci riguarda. Noi non siamo chiamati, fin dal battesimo a servire Dio nel senso di far qualcosa nel Suo nome, provocati e motivati dai valori del vangelo?
Lucio Dalla… gli dedica una canzone, si chiede..Se io fossi un angelo. E lo fa in maniera meravigliosa…
-Un angelo che parla con Dio, in confidenza, che ci discute, litiga, rompe le scatole, cerca di capire, contestare, accogliere
che vuole amarlo…a modo mio.. non a testa bassa.
-che rifiuta gli stereotipi delle nostre rappresentazioni anche artistiche…piume, ali, biondi puri… ok
delle scatole dei presepi e delle processioni
e si prende cura della gente, riconosce il male nel mondo lo condanna… e si accorge che il mondo è pieno di angeli.
Non me ne voglia l’Immacolata…se non parlo direttamente di lei, ma vorrei che come un angelo, ciascun di noi oggi le potesse parlare. Per renderci conto che ciascuno di noi non solo ha un angelo custode, la chiesa lo riconosce… ma è chiamato ad esserlo.
Essere angelo, messaggero, custodi di una buona notizia.
La nostra vita è una buona notizia?
siamo felici di essere cristiani? da cosa lo dovrebbe verifica chi ci incontra? siamo consapevoli di essere amati da Dio? come lo potremmo raccontare a chi ci incontra? ci sentiamo fortunati, ci percepiamo salvati dal salvatore dentro e con i nostri peccati, le nostre storie, le pieghe della nostra esistenza?
ecco come essere una buona notizia, per noi stessi innanzitutto, renderci conto di ciò che Dio ha compiuto e sta compiendo in noi? che gli permettiamo di essere, suoi strumenti, che poi è la risposta di Maria… ecco la serva del signore, avvenga per me secondo la tua parola … Che bello, il modo in cui ci prendiamo cura delle persone le provochi a volersi affidare al Dio di cui parliamo o testimoniamo loro… procurare la voglia di mettersi al suo servizio come fa Maria. Lei che poi si è presa cura di Gesù, chi chiede di fare altrettanto, di essere angeli, messaggeri, come il vangelo…buona notizia. Più lo drequensto più lo vivo e lo trasmetto.
facciamo nostro questo suo desiderio, per diventare angeli, non con le ali sulle spalle ma con le ali nel cuore, per volare in alto da Dio e per proteggere il nostro prossimo, per testimoniare che siamo tutti una buona notizia di Dio gli uni per gli altri.