“Voglio un corpo nuovo” Omelia 4a Avv. C-2024 durante Cristo

Concerto gospel? Molto di moda sotto Natale, bellissimi! Una sera a un concerto tutti che alzavano le braccia, si muovevano, andavano a tempo cantando e battendo le mani ma le stesse persone il mattino a messa erano rimaste ferme, immobili, serie. Battere le mani è da ragazzini, certe facce ogni tanto…

Eppure possiamo pregare con il corpo. Tutta l’Africa, l’America Latina, India, Asia.. vi si celebrano messe ben più movimentate, vivaci, piene di ritmo, vitalità, gioia, coinvolgimento.

Che questione sociale, religiosa e culturale è il corpo: nascosto, occultato coi veli, condannato o mercificato, esposto a volte con ostentata tracotanza, strumentalizzato, banalizzato, svergognato, pompato di steroidi, siliconi o cose chimiche, ingrassato o vomitato con le malattie, tragedie, dei disturbi alimentari.

  Eppure noi cristiani abbiamo un messaggio e una speranza uniche al mondo sul corpo perché noi crediamo di essere il nostro corpo non di averne uno da usare. Ma lo continuiamo a tradire. 

La risurrezione è profondamente diversa dalla reincarnazione. 

Noi conserviamo la nostra identità, a memoria di noi, cose belle e cose sofferte, la nostra storia sacra.

“Io credo risorgerò, questo mio corpo vedrà il Salvatore…”

Va bene, come dice qualcuno,,, per favore non fatelo, sa troppo di funerale… eppure poi durante il Credo diremo, coscienti o meno, di credere nella risurrezione della carne: nessuna anima, nessuno spirito, nessun fumetto che sale ma un corpo. I due saranno una sola carne, Genesi, nel matrimonio. Difficile, lo so. Per questo si chiama fede… ti fidi che se anche non hai compreso tutto al 100%, Dio non ti voglia fregare e quindi sia così e lo scopriremo solo vivendo, cioè proseguendo la nostra vita oltre la morte. Infatti nel vangelo di Giovanni, Gesù dice di andare a prepararci un posto. E anche se non siamo nelle culture che ho elencato, io credo che tutto il nuovo testamento sia molto esplicito nel chiederci di essere cristiani solo attraverso il nostro corpo. Eh già. Pensiamo alla seconda lettura, che mette in discussione, da 2000 anni il modo di credere ed essere religiosi. L’abbiamo profondamente tradita: no a sacrifici olocausti offerte…cioè tentativi di commerciare e gestire il rapporto con Dio…e i fioretti, e le candeline, e una forma non sana di ascesi…ci pensiamo?

E veniamo fregati perché messi davanti a una questione centrale: hai ricevuto un corpo e con questo devi essere cristiano cioè amare. Più facile saltare i dolci, o essere accoglienti coi nuovi condomini?  Accendere candele a una statua o accostarsi alla riconciliazione dal vivo? Fare la novena a qualche santo o donare tempo e aiuto a chi ne ha bisogno? Eppure poi andando alla comunione ci sentiremo dire che ci viene consegnato il corpo di Cristo, non i valori morali del bravo cristiano, e ci sarà stato detto “fate questo in memoria di me”, cioè fatti corpo, gesto, azione per gli altri… una presenza reale, un impegno pratico. Sul presepe metteremo la statuina di una persona, in carne e ossa, un corpo da adorare e di cui prendersi cura, ecco la fede cristiana, Penso a S Paolo “Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. 2Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto”. Romani 12

Corpo:  materiale, concreto, pratico. Quel che noi in genere non colleghiamo spontaneamente alla fede o alla religione che ci appare sempre come una cosa “spirituale” cioè eterea, ideale, … vuota… e prendiamo le distanze o giustifichiamo dicendo delle cose materiali, siamo concreti…vorremmo essere puri…

l’unico strumento che abbiamo per essere in relazione: lo sguardo il modo in cui ci guardiamo e valutiamo… quello è pericoloso, mi metto una mano al portafogli, quella collega è carina, mi raddrizzo e tiro in dentro la pancia, quella persona è intrattabile e già mi metto sulla difensiva..      i nostri sensi..

sapore… che sapore lasciano in noi certe azioni? sto bene, mi sento felice, ho resto felice qualcuno oppure mi sento in colpa, sono sbagliato, sempre il solito … 

il tatto…mi coinvolgo, abbracci, piedi che vanno verso, carezze, delicatezze, attenzioni premurose da avere..

sentire che parole uso? da quanto non dico brava, grazie, scusa, sei bello, ti amo, ti stimo, ci sarò sempre..imparare a usare parole belle.. Sei le parole che usi, diventi le parole che scegli. 

emozioni… che confusione.. sentimenti, idee, pensieri, emozioni, facciamo tutto un caos… chiediamo perdono per aver perso la pazienza o esserci arrabbiati ma provare emozioni non è peccato ma un nostro diritto ..non possiamo censurarci, siamo noi le nostre emozioni… guai a noi se le rimuoviamo o ce ne vergogniamo.

Certo se per causa di questa rabbia ho fatto male a qualcuno…ecco il peccato.

Benessere del corpo: su questo siamo bravi perché è ambito di impegno pratico, per far stare assieme, e penso ai più poveri…qualcuno si possa lavare, dormire al caldo e comodo, mangiare 3 volte al giorno, vestirsi dignitosamente e tanto altro.. è il lavoro ordinario delle nostre Caritas, centri di ascolto e di altre centinaia di associazioni più o meno note che si prendono cura delle persone e del loro corpo.. nessun consiglio, raccomandazione o carta di identità o appartenenza religiosa ma solo quel che è più urgente.

Penso alla lettera di San Giacomo…. terribile…A che giova, fratelli miei, se uno dice di avere fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? Se un fratello o una sorella sono nudi e mancanti del cibo quotidiano, e uno di voi dice loro: “Andatevene in pace, scaldatevi e saziatevi”, ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che giova? Così è della fede; se non ha opere, è per sé stessa morta.

Sorelle e fratelli, chiediamo al Signore per questo Natale di fare pace col nostro corpo e di sentirlo un dono prezioso, non solo per la salute ma per quello che ci permette di essere, fare, diventare, ci aiuti a godere dei beni materiali, immagine di quelli spirituali per essere davvero cristiani secondo il suo cuore, con la certezza di essere amati e amabili concretamente e soprattutto nella gioia.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.