
Almeno a Natale…! (oggi ce lo sentiremo sbuffare contro o lo diremo tra i denti…)
possiamo stare un po’ assieme, rivedere nonna, andare dagli zii, sentire i cugini, mangiare con calma e concederci il bis, non mi trattare così, metti via quel cellulare, spegni la play, vai a messa, non litighiamo, giochiamo in compagnia, chiudi quel tablet, ci sentiamo al telefono e non solo e sempre per messaggio, non pensare al lavoro, non si parla di politica a tavola, fammi un complimento, non rispondermi male, ringrazia, non mi umiliare, dimmi come stai… Almeno a Natale… ma che vuol dire?
1) In genere è invito deciso a sforzarsi di fare qualcosa di buono, ad es. una buona azione. Ok, pensiamoci…ma che male c’è?
Chi la riceve ne sarà comunque felice e allora? Ne potrà godere, stare bene, sentirsi gratificato…vogliamo negarglielo? Chi ha bisogno ha sempre diritto a ricevere, soprattutto se riceve poco o mai, vogliamo negarglielo solo perché è Natale e non ci dobbiamo sprecare? Quello è un problema nostro, ma chi riceve una buona azione ne gode e basta, magari anche solo quella volta.
Se uno ha fame o freddo non credo vada per il sottile, ma accoglie e riceve il dono, se è abituato ad essere trattato male, almeno quella volta si sentirà considerato con umanità, con rispetto. E poi, scusate, significa solo sforzati di fare o anche, tra le righe,
2) Almeno a Natale…prova ad essere diverso; può significare cioè datti il permesso, per una volta, di cambiare, la possibilità, la speranza di provare ad essere nuovo per gustare con sorpresa che sei migliore di quel che pensi, non devi fare sempre la tua parte da… puoi andarti un po’ oltre, sei capace di amare, se ci provi magari ti accorgi che non eri solo quel tuo giudizio severo e disincantato su te stesso, son fatto così, ma che ti ha lasciato un dubbio dentro: posso essere altro, non “sempre il solito”, più buona, più attenta, più libero da me stesso e mentre lo faccio mi sento fiera di me, felice, appagato, leggera, utile…e dovresti privarti di queste scoperte su di te solo perché è Natale? Come ci fosse un tempo in cui non posso prendere in mano la mia vita, lavorare sulla mia crescita personale…
3) Almeno a Natale? No, non va, non si deve fare così!
Lo condanniamo come sinonimo di ipocrisia, ci scagliamo contro la retorica del Natale e dei buoni sentimenti… rischiando così di buttare via il famoso bambino con l’acqua sporca…non bisogna essere ipocriti, io odio chi è ipocrita, non ha senso… ecc. ecc.? Ma scusate: chi di noi è senza peccato scagli per primo la pietra, siamo tutti in qualche modo spesso ipocriti e allora? Crediamo davvero che Dio non lo sappia? Che Gesù “venendo ad abitare in mezzo a noi” fosse così ingenuo e stupido da non conoscere il genere umano? Egli dirà che anche solo un bicchier d’acqua nel suo nome è sufficiente. Io credo che a Dio Padre poi, basti quella singola buona azione per lasciarmi dentro, nella coscienza, l’eco della sua pace, la sensazione che facendo il bene mi son percepito a mio agio, diverso e questo può mettermi in crisi. Che ve ne pare? Vi sentirete ipocriti? Va be e allora? Pazienza…Gesù mica è venuto per i perfetti, i puri, gli autentici ad oltranza, a premiarli per quanto sono bravi e sempre disponibili, mica è venuto per chi è già risolto; è venuto a salvare e guarire, lì dove siamo, per farci fare un cammino di verità e liberazione. Partiamo allora dalla nostra ipocrisia? E perché no? Se ho solo quello…glielo offro!
Gesù ci ricorda che ai suoi occhi, secondo me, detta in veneto, siamo… come i maiali e di noi non vuole buttare via nulla, nemmeno l’ipocrisia, perché ai suoi occhi, tutto di noi è sacro, anche i peccati, come luogo di invocazione, comunione, come inizio di risalita, e poi pensiamo davvero di essere puri e perfetti? In ogni nostra azione avvertiamo in maniera naturale il desiderio di essere ringraziati, di farla perfettamente, di non essere dati per scontati, di risultare efficaci..e allora? Per noi questo è un giudizio, sono ipocrita quindi non vado bene, meglio non far nulla…per Dio invece è un inizio: lo so che sei ipocrita, per questo ti raggiungo e inizio a salvarti. Quel giudizio sommario su noi stessi, per Dio è benedizione, perché solo Lui è in grado di trasformare l’ipocrisia in grazia, far del bene anche attraverso il male, scrivendo giusto tra le nostre righe storte, trasformare acqua sporca in vino buono, pane e pesce per tutti, il tradimento in responsabilità, la morte in vita. E allora piuttosto di vivere comodamente paralizzato nel tuo “son fatto così” o evitando di agire, perché vorresti essere perfetto o ti vergogni o ti condanni come ipocrita…fregatene e agisci, perché l’amore che non agisci tu andrà sprecato, quello che non ami, resterà non amato, perché è solo facendo che ti scoprirai diverso, solo così farai esperienza che Dio ti ha creato per amore, solo provandolo, pur sentendoti falso, ipocrita ecc….scoprirai che lo sei ma questo non ti impedisce che il bene fatto sia bene… e Dio forse userà proprio questo, nella tua coscienza per sussurrarti: bravo, hai visto? Non ci voleva tanto, fidati baucco, anche di te, e intanto ama, poi ti purificherai, intanto ama poi imparerai ad essere diverso; impara a riconoscere che “ti basti la mia grazia”, dirà S. Paolo nella 2a lettera ai Corinzi.
Non è questo, scusate, quanto ci insegna il Natale? Gesù non ha scelto le condizioni ideali per nascere; 2024 anni fa non andava tutto bene, non erano tutti a posto, perfetti e ineccepibili ma è nato per quello, proprio in quel contesto di schiavitù, occupazione nemica, invasioni, guerre, povertà, fazioni opposte, divisioni tra vari credenti…ed è nato per condividere, illuminare, mettersi in cammino e accompagnare…come il bel pastore.
E allora almeno a Natale, fallo, fallo lo stesso, qualsiasi cosa sia; potresti scoprirti a tuo agio con te stessa, sentirti inedito, riconoscere che davvero siamo stati creati per amare, perché fatti, ricorda Genesi, a Sua immagine e somiglianza e allora?
Papa Francesco ieri sera ha chiesto ai cristiani “Alziamo la voce, la speranza non è quieto vivere!”. Basta una volta e può iniziare a cambiarti la vita, metti in atto un modo di fare tuo diverso dal solito, fai quello che l’altro non si aspetta perché non è da te, scegli la pazienza, la cortesia, la premura, la giustizia, la carità, le tenerezza, anche se ti senti maschio alfa… solo una volta, ma la butteremo via perché magari è la prima volta o perché ti pare ipocrita? Ma va la…io mi darei fiducia, fai pace con l’autostima, fregatene del tuo brutto carattere o della timidezza, della paura,
Gesù si è dato totalmente per noi, senza aspettare fossimo pronti a riconoscerlo e allora prova a fare della tua vita un dono, diamoci credito, doniamo qualcosa di quel che siamo.
Almeno -o intanto- a Natale.
don Matteo, cane del Pastore – Fiera, Selvana & CEIS