
Una spada e un mazzo di chiavi. Affido a questi due oggetti l’omelia di oggi; sono quelli con cui in genere vengono rappresentati nell’arte i santi Pietro e Paolo. Vediamone brevemente il significato simbolico e qualche applicazione per la nostra vita di credenti e come comunità cristiana. Ok?
La spada: tutto inizia dalla lettera agli Ebrei, cap. 4… “Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa PDD penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore”. Espressione potente: quando leggiamo la Bibbia o ascoltiamo il vangelo, abbiamo tra le mani una cosa viva, non un libro di raccontini e aneddoti, qualcosa che interpella, provoca, ci fa fare esperienza di sé, è lei che ci legge dentro… non ci lascia passivi, ma scuote. È viva.
Ma ne abbiamo consapevolezza? Pensate al vangelo: Gesù mette i dodici spalle al muro, la prende larga, chiedendo loro cosa dice la gente, come ragionano, i discorsi da bar ma poi li inchioda.
Ma voi che mi seguite, mi siete accanto…”chi dite che io sia”, cioè che esperienza state facendo di me, cosa avete capito, che avete da raccontare del nostro rapporto; quante volte per noi esser cristiani è un’etichetta del passato (questa è la mia parrocchia, qui ho fatto tutto, fin da piccolo, come era bello)… e poi? a parte il pedigree del cattolico ? Ora da adulto? Chi è Gesù per me adesso?
Come singolo credente… mi interessa percepire la Parola di Dio come una spada che nel mio animo divida e mi aiuti a riconoscere pensieri e sentimenti che mi avvicinano o allontanano dal Padre?
Che mi dona libertà da tante zavorre, penso a quante volte curando frutta o verdura, togliamo parti marce, guaste, che non danno gusto: nel nostro cuore, potremmo fare lo stesso? Tenere e custodire quel che è più buono, sano e fresco… stare in Ascolto!
Pensiamo a quanto Paolo ancora scrive a Timoteo nella 2a lettura: Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno. Le sue esperienze…
Come comunità… quanto la Parola di Dio e non l’abitudine o il fare a testa bassa ispira il nostro agire pastorale? Ci interessa che sia il vangelo a orientare le nostre verifiche e decisioni in parrocchia? Siamo capaci di porci in ascolto di Lui e non di quel che pare giusto e scontato a noi?
Le chiavi: siamo soliti pensarle come quelle del paradiso.
Se siamo stati bravi, S.Pt ci fa entrare. Eppure il testo è piuttosto preciso: son quelle del regno di cieli. E le due azioni che Gesù affida son reperibili già ora sulla terra: legare e sciogliere. Assicurare e lasciar andare. Nel PN tra poco chiederemo che venga il tuo regno, qui sulla terra. Consapevoli o meno, ne vorremo fare esperienza. Del mondo come Dio lo ha voluto, creato e ce lo ha affidato. Che venga, si realizzi anche attraverso di noi.
Non basta dirsi cristiani, per abitudine o inerzia, in maniera statica, da zombie… qui veniamo provocati ad un ingresso, a un primo passo da fare per fidarci di una promessa, serve mettersi in cammino, entrare, credere ne valga la pena.
Il regno dei cieli, come il mondo, si realizza e cambia con il nostro esempio, non con le nostre opinioni.
Come singolo credente.. Sono disposto a vivere la mediazione della chiesa, il magistero del Papa e dei vescovi al di là del tifo per uno o l’altro Papa? Mi fido delle loro chiavi per entrare in questo regno che non è a mia misura ma respira con lo Spirito nella comunione? Come una password per entrare in una fede adulta, più matura, libera, responsabile…
Come comunità… Riconosciamo la chiamata a creare condizioni nelle nostre parrocchie per scoprire oggi come legare o sciogliere: tener unito, in comunione o lasciar andare, evitare…sono esempi.
Spada e chiavi, per questi due santi che oggi celebriamo, così diversi per formazione, cultura, provenienza, a ricordare che non c’è un modello di apostolo, di discepolo, di credente, ma siamo tutti innanzitutto creduti. Che la loro intercessione e testimonianza, illumini il nostro cammino come figli del Padre e fratelli e sorelle in Cristo nello Spirito Santo.
