Seconda domenica Avvento -A ’25 durante Cristo

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».
E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

Come se adesso, in un’intervista, uno se la prendesse direttamente coi vescovi della CEI ed il collegio cardinalizio…. parlando di fede e di religione. Gli farebbero fare un TSO e lo sbatterebbero in psichiatria… ma il Battista non le risparmia a nessuno. Inoltre è così inclusivo… mette in guardia dal sentirsi a posto, sul carro dei vincitori, che dicono pigramente “abbiamo Abramo per padre” cioè siamo bravi, abbiamo sempre fatto i bravi, siamo nati bravi, religiosi, abbiamo fatto i chierichetti da piccoli, studiato in collegio dalle suore, frequentato l’oratorio dei salesiani, dato sempre una mano al parroco e fatto tante esperienze estive, vado a messa, recito le preghiere… insomma Giovanni vuole scardinare il curriculum da religioso che spesso usiamo come “comfort zone” e preparare il nostro cuore a un incontro dirompente. Quello che anche lui sarà costretto a fare quando Gesù stesso, suo cuggggggino, gli chiederà di battezzarlo nel Giordano, dopo esser stato in fila coi peccatori e con quella gente da cui spesso magari vorremmo stare distanti. Come è iniziato questo avvento? tra quanti giorni inizierai a dire che “ah io quest’anno Natale proprio non lo sento” oppure “già Natale? mi sarebbe piaciuto fermarmi, pregare, meditare, andare a riconciliarmi…” e se cominciassi stasera con qualcosa di nuovo da fare? è Lui che ci viene a prendere, non noi che lo mettiamo tra i nostri impegni…