Gli occhi di Gesù e l’ossimoro della nostra fede… Omelia 1-1-26 Maria Madre di Dio

…”e il bambino adagiato nella mangiatoia.” Arrivano i pastori convocati dall’angelo e, dice Lc, dopo averlo visto…interessante!

Insomma, consideravo che…cioè le prime persone che gli occhi di Gesù, (a parte Beppe sempre silenzioso e la mamma sfinita dal parto, in condizioni non esattamente raccomandabili), insomma le prime persone su cui gli occhi di Gesù, cioè Dio in terra, si sono posati, …erano i pastori.

E poi? Andiamo un attimo sul Golgota, sulla croce: le ultime persone viste da Gesù Cristo, Dio in mezzo a noi, son state forse i due condannati a morte con Lui. 

Pastori: sporchi, puzzolenti, disprezzati ed emarginati perché impuri, non potendo frequentare il tempio e fare le necessarie pratiche religiose, maledetti perché pagani, esclusi e senzadio, forse anche ladri, nomadi, selvatici e poco raccomandabili.

Malfattori: duebriganti, due criminali, condannati a morte dai romani per chissà quale grave reato, tanto da garantire loro la peggiore delle esecuzioni, lì sospesi perché schifati dalla terra e dal cielo.   Ecco le prime e le ultime persone guardate da Cristo.

  Il Natale, il Vangelo, il regno di Dio, la fede cristiana stanno tutti dentro questi due sguardi. La vita di Gesù è iniziata subito con uno sguardo che -come un imprinting– lo ha abituato a capire da che parte avrebbe voluto e dovuto stare. Una certa predilezione per i non “come dovrei, come saprei, come sarebbe giusto essere..

 Lo spiega in maniera strepitosa Paolo nella 2a ai Galati: una frase che mi tormenta da mesi. “quando venne la pienezza dei tempi, Dio mandò suo figlio.” Ma che significa? In che modo i tempi erano pieni, cioè perfetti, ideali, giusti per iniziare la sua avventura sulla terra? Abbiamo l’idea di Dio che si affaccia e parla a Gesù..

e decidono insieme che è il momento ideale …. figurarsi…

Se pensiamo questo siamo schiavi di un’idea di Dio che non ci merita e che le nostre vite non ne sono oggi mai degne, mai a posto, mai adeguate. Invece pare proprio il contrario. Nè Israele, sottomesso ai romani, né il potere religioso colluso con essi, né Maria e Giuseppe erano davvero la pienezza dei tempi, cioè le condizioni ideali. Non esistono condizioni ideali, né sono mai esistite o esisteranno per fare esperienza di Dio, per lasciarci raggiungere da Lui che è venuto a prenderci, abitando in mezzo a noi. Nessuno può rimandare l’appuntamento con Dio perché ritiene di non essere abbastanza… chissà cosa…bo degno puro perfetto…

  Maria, madre di Dio, una sorta di ossimoro, è vicina tanto alla mangiatoia quanto sotto la croce. E queste cose le ha capite.

Viene per riscattarci dalla legge di una certa religiosità, continua Paolo, perché ricevessimo l’adozione a figli non una vita da schiavi del sacro. Ecco perché Gesù ci insegnerà a dire Padrenostro, per disinnescare in noi la paura di un Dio di fronte al quale doverci rendere presentabili per fare un’esperienza completamente e sempre nuova, diversa.

e che voi siete figli, insiste, Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del Figlio. Ecco. Noi funzioniamo così: abbiamo dentro una voce, lo Spirito, che ci spinge ad avvicinarci a Dio come Padre, facendo l’esperienza di Suo figlio. Maria che ha accolto suo figlio dentro di lei, ci guida a fare altrettanto. Siamo cristiani proprio quando iniziamo, come Maria ad essere tutti in qualche modo madri di Dio cioè a prenderci cura della Sua presenza in noi, dilatando, la nostra vita attorno a Lui,adattandola alla Sua parola, ad essere sua eco, cassa di risonanza di quanto lui ci annuncia proprio mentre una parte di noi lo rifiuta perché non si sente in pienezza…degna, adeguata, abbastanza. Queste sensazioni di disagio oggi sono totalmente dannose e ci avvelenano a qualsiasi età, soprattutto i più giovani, sempre in ansia e depressione per questo.

Maria ci accompagni con la sua caparbia e discreta tenerezza a coltivare questo desiderio, a far nostro questo suo sguardo sul figlio Gesù.  

Forse i tempi erano pieni nel senso che Dio ne aveva piene le scatole e ha preso l’iniziativa, come sempre da allora… prima con Maria, poi attraverso di lei e la sua famiglia, con ciascuno di noi. Sentiamoci contemplati da questo sguardo di Gesù che dalla mangiatoia, come nella lavanda dei piedi, continua a guardarci dal basso verso l’alto… per non far sentire nessuno mai più escluso dalla sua fraternità.

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