29 febbraio 2004… Un giorno in più?

Un giorno in più…

Forse non ci avete fatto neanche caso, forse sono io ad essere solo un inguaribile maniaco dei dettagli..

Un giorno in più, ogni quattro anni..e ne facciamo quel che ci va..ma non sprechiamolo!

Magari non ci avevate neanche mai pensato….CIALTRONI CHE NON SIETE ALTRO

Un giorno in più per fare una liste delle cose che ci piacciono e ci fan stare bene, che ci danno sapore, che ci lusingano o per fare la lista dei nostri amici, di quelli che ci stanno sulle palle ma che non vale la pena..un giorno in più per riascoltare un vecchio cd, per pensare a chi non c’è più, a chi se n’è uscito dalla tua vita..ed è stato meglio così, a chi non c’è mai neanche entrato..e lo capisci poi, a chi se n’è uscito e non te la sei ancora messa via, per chiamare chi ormai non senti da tanto tempo, un giorno in più per giocare coi propri figli e per prenderli sul serio, per guardare chi ami e ripeterglielo almeno 5 o 6 volte, per stupirlo, per fargli qualcosa di davvero speciale, per farlo impazzire e sudare, per fargli mancare il respiro, un giorno in più per giocare a calcetto, per bere una birra scura con qualcuno che abbia gli occhi dello stesso colore, un giorno in più per leggere il giornale, per un buon film, per una discussione interessante, per scrivere qualcosa sul proprio diario, per trovare qualcuno per strada e stavolta salutarlo davvero, per guardarsi allo specchio e dirsi che ci si vuole bene, un giorno in più per non pensare sempre a se stessi, un giorno in più per amare, per perdonare, per dimenticare e rimpiangere, per provare nostalgia, per riguardare le vecchie foto, per mettere i nostri pantaloni preferiti, per mangiare i nostri piatti preferiti, per fermarsi a guardare il tramonto, il volo degli uccelli, per giocare col cane, per scrivere una lettera o una mail, per fare una sorpresa a qualcuno, per farsi un regalo, per non farsi paranoie inutili, per andare in cimitero, per provare a scrivere una poesia, per andare a correre, per stappare una bottiglia di quello buono, per fare i conti con se stessi….dove eravate 4 anni fa? ERA IL 29 FEBBRAIO DEL 2OOO….come eri e con chi? Cosa facevi? Io ero a Camposampiero e sul mio fido quaderno di cui sono andato in cerca, mi definisco infelice e solo..e mi chiedo di “rallentare”….

Un giorno in più…per fare qualcosa di utile, per fare una passeggiata, per andare in montagna, per togliersi uno sfizio, per uscire con gli amici, per pensare al tempo che passa, per fare programmi o per farne saltare qualcuno, un giorno in più per perdonarsi qualcosa che ormai fa solo male e basta, per farci i complimenti, per darci un taglio….per pretendere meno da noi, per coccolarci, per rileggere qualche pagina di un vecchio libro, un giorno in più per dormire e rilassarsi, un giorno in più per imparare a farci gli affari nostri, per non giudicare e non dire cazzate, per guardare la tv o ascoltare un po’ di musica al buio, magari con le cuffie, per uscire a cena, per correre in autostrada e andare in autogrill, per il mare d’inverno, per fare foto a ciò che ci va, un giorno in più per ascoltare senza pretese o senza sbuffare, senza guardare l’orologio, per fare a botte con don Stefano, per dire oscenità con Satana e Osceno, per fumare la pipa con la Mu, per giocare con le Coccinelle scout, per fare i bans, per ascoltare l’organo in chiesa, per andare ai mas-ci a Busiago coi tosi dea classe, per fare la gara dei rutti, o far pipì in compagnia da qualche parte, per programmare un campo mas-ciò, per passare più tempo con mamma, per andare a Fietta da Moreno e giocare con Balin, e consumarsi gli occhi a furia di guardare il panorama, per prendere in braccio Ale che mi sorride, per fare i compiti di religione con Tommi, per cantare a squarciagola, per raccontare una favola, per giocare a Taboo sdraiati per terra alle 5 del mattino, per inviti clamorosi, per fare tardissimo, per vedersi in seconda serata, per bere infusi..o farseli preparare, per cenare da Alfieri, per giocare a biliardo, per urlare Friiisiii, per fare le imitazioni, per chiudersi dentro alla Casetta Rossa a bere con Sancho, per comperare libri, per ubriacarsi, per ridere finchè ti manca il respiro e ti viene il singhiozzo, per fare il pendolo in macchina con Fabri, per pensare ai tempi del liceo, per un discorso con Baby Zuno, per suonare la chitarra con frère Mc, per parlare con Stoppiglia, per partire per un inter-rail, per prendersi per mano, per bere spritz da Furin, per fare foto con Pilo, un giorno in più per pensare al 29 febbraio del 2008, per fumare un sigaro, per smettere di fumare, un giorno in più per essere vulnerabili, per sorridere delle proprie manie o difetti o paure ..per non prendersi poi così sempre tanto sul serio, un giorno in più che è come una parentesi per fare e dire qualcosa che altrimenti si insomma sarebbe meno intenso, per gustare il sapore delle cose, degli sguardi, il profumo di chi ci sta vicino, il sapore dolciastro dei rimpianti, per prepararsi un caffè in santa pace, annusando a lungo la polvere dentro il vaso, per non dire parolacce..o per urlarne un paio con qualche complice..e fare a gara a chi ne dice di più..o di peggiori…per fare un dolce, o per mangiarne due fette, per fumare un sigaro coi tosi, per giocare a ping-pong, per bere Guinness, per farci una doccia più lunga o un clamoroso bagno caldo con tanta schiuma, un giorno in più per guardarsi negli occhi o per restare a fare a gara con lo sguardo con un estraneo/a per strada..a chi gira lo sguardo per primo, un giorno in più per suonare la chitarra..o quel che è, un giorno in più per nascondere il dolore, per chiedere perché o per rinunciare a voler capire, un giorno in più per non mettere la sveglia, per abbracciarsi, per dire quel che ci va a chi ci va e come ci va, per mandare a quel paese, per leggere poesie o dedicarle a qualcuno, un giorno in più per relativizzare tutto, per sentirsi grati per la vita, per dare una buona notizia, per dedicare qualcosa di bello che so una canzone o un paesaggio a qualcuno a cui tieni proprio ‘na cifra.., per andare a vedere una mostra, per scrivere parole interessanti con Kekko su una tovaglia di carta, per riordinare la propria camera, per fare un disegno o provare a dipingere, per fare una telefonata folle, ardita..o per fare gli scherzi telefonici, per suonare i campanelli delle case e scappare, per finire i petardi di capodanno, per rinunciare ai messaggini e spendere i soldi per una telefonata come si deve, per non impazzire, per rallentare in macchina o per fare un giro in moto, per ballare o recitare, un giorno in più per tagliarsi le unghie, per spazzolarsi i capelli, per andare a trovare i parenti o i genitori, per cercare il silenzio e restarci fino a che non siamo abbastanza placati..placati da cosa poi,…per prendersela comoda, ….per girare nudi per la propria stanza o per la casa, per radersi con calma, per mettere la panna sul caffè, per bere un whisky liscio…

Un giorno in più può essere una condanna…o una benedizione..sarà semplicemente quel che è..di quel che vogliamo che sia, cioè un dono, cioè il presente, il presente di una occasione, una possibilità !!

E visto che cade di domenica………..dies domini…un giorno in più per pregare, per provare a dare del tu a Dio, per chiacchierarci, per lodarlo, ringraziarlo, chiedergli quel che ci va, anche se Lui per fortuna non ascolta sempre le nostre preghiere ma mantiene sempre le sue promesse..un giorno in più per ricominciare da capo e dargli magari un’altra possibilità, per andare in chiesa o a messa e viverla con calma, come una visita di qualcuno che ci aspettava da tempo, per restare in silenzio ed ascoltare quel che ci vien su dal fondo di noi, per fare un po’ di luce, per provare, per leggere il Vangelo..o per lasciarsi leggere dal Vangelo..un giorno in più per pensare a tutti gli auguri di Buon Natale e Buon Anno che abbiamo scritto, mandato, detto..e pensare a come sta andando , se quel che abbiamo augurato o che ci hanno augurato..sta succedendo..o se ci stiamo almeno sforzando di realizzarlo..così magari saremo più sobri e reali per gli auguri di Pasqua, visto che ridendo e scherzando siamo già in Quaresima….

Un giorno in più..cacchio…..e magari pioverà…….macccchissenefreeeega!!!! un dono, inatteso e gratuito..un bonus che ci viene dato ogni quattro anni, come a rimediare da tutte le ore perse in quattro anni..una specie di conguaglio di vita….

Ecco un giorno in più insomma e se siete arrivati al fondo di questo delirante flusso mentale di coscienza, un intero film..decine di fotogrammi di cose, immagini, persone, colori, profumi, ricordi, dettagli….allora grazie, perché mi avete permesso di vivere degnamente questo mio 29 febbraio in anticipo….nel modo migliore, cioè dedicando un po’ di tempo ad ognuno di voi…miei fidi coinquilini di mondo, …liste come queste..ce ne sono a migliaia in internet lo so..ma farne una nostra è una soddisfazione..o una palla..per qualcuno (chiedo venia)..comuque la possibilità di rallentare e passare qualche minuto assieme nel pensiero e nel ricordo affettuoso, anche solo dedicando un pensiero o gustando il vostro volto e tutto ciò che evoca in me..selezionando la rubrica…un pensiero a tutti e ciascuno..ed un abbraccio grande così. Sperando di non risentirci solo il prossimo 29 febbraio.

mt

29 FEBBRAIO 2020, UN GIORNO IN PIU’…tra quarantena e quaresima? (da Roma)

Quattro anni fa scendendo da un rifugio innevato sul Grappa, a notte (molto) ben inoltrata, dopo una cena pazzesca tra sconosciuti invitati a caso, si programmava il 29 febbraio 2020. 

Una nota nel cellulare da allora mi vedeva ogni tanto aggiornare idee, spunti, ospiti, inviti, dettagli. E non ero l’unico, mitica Cristiana, grazie! ad attendere e ideare questo evento. 

Mi sono riletto dall’omonimo blog i deliri targati 2004, 2008, 2016…quanto tempo e che vita! un diario pazzesco di quel che mi vibrava o rimbombava dentro, inumidendo gli occhi o scaldando l’anima.

Non saranno i Mondiali o le Olimpiadi ma oramai questa storia del giorno in più mi accompagna da almeno 20 anni. Da mesi avevo prenotato il mega palazzetto e chiesto ad alcune persone di contribuire alla festa con talenti e passioni. Si voleva riprendere la festa del 2008, con tanta gente, (i temi dei miei studenti da leggere, le poesie, le sorane in rosso, i balli popolari…)

Mai avrei pensato di non poterlo celebrare. Effettivamente la cosa mi è sovvenuta un po’ dopo i calcoli e i preparativi che mi hanno portato qui a Roma, da dove scrivo. ‘Azz! mi son detto, peccato! Ma certi treni passano e così, con Cri, abbiamo sospeso i nostri programmi e ho molto mestamente liberato la prenotazione del posto. 

Ma in questi giorni mi son chiesto, con sto benedetto corona virus e il blocco totale delle parrocchie, vuoi vedere che sul più bello avremmo dovuto farlo saltare? Pazzesco.

   Cari affezionati lettori o quel che è, non avevo voglia di scrivere ma piuttosto che perdere una tradizione….miodddio!

E allora grazie a tutti quelli che da stamattina e in questi giorni mi stanno scrivendo e chiamando per augurarmi un buon 29 febbraio o reclamando la presente mail di auguri. Il famoso “giorno in più” regalato dall’astronomia o quel che è e che forse proprio a causa di quarantene, embarghi e divieti è passato in secondo piano.

Ma noi non ci spaventiamo e per quelli che solo da poco si fossero sintonizzati, voglio ricordare che questo giorno in più ci viene gentilmente offerto per noi stessi, è totalmente gratuito: promemoria un po’ folle per invitare a non prendersi sempre troppo sul serio e per qualche ora mettere il pilota automatico o regalarsi qualcosa con cui celebrare la vita, le cose belle, il sapore di qualche relazione, togliersi qualche sfizio o anche semplicemente non dare sempre tutto per scontato. Insomma è una sorta di giorno “civetta” cui agganciare un memorandum per dare qualità diversa alla propria vita…apparendo magari matti o poco seri, perché son facezie, sciocchezze, stupidaggini per noi veneti, concreti, pragmatici o indifferenti. E allora?

Un giorno in più per un po’ di poesia nella nostra prosa quotidiana, per i dettagli che fanno rallentare, alzando comunque un po’ la testa e socchiudendo gli occhi.

Allora buon giorno in più a tutti, che ve ne siate resi conto o meno, che lo abbiate in qualche modo celebrato o festeggiato o almeno lo abbiate desiderato. 

Se ci avete provato, tranquilli, va bene lo stesso.

Al limite recuperate nei prossimi giorni: fate anche cose semplici ma per questo motivo!

Un giorno in più per sentire una persona che non senti da una vita e non mandarle sms o uozapp che tanto ormai abbiamo tutti “minuti illimitati” ma per farne che? Un giorno in più per fare le cose con calma, cambiare bagnoschiuma, finire quel libro ormai impolverato, ascoltare un genere di musica nuovo, lasciare l’ascensore per le scale e le scale mobili …per le scale e basta.

Un giorno in più per guardarsi dentro e scoprirsi fragili e soli. Per provare ad addomesticare i morsi della frustrazione, placare la rabbia, buttare il cuore più in là e chiudere l’agenda.

Per dire, con Vasco “e pensare che domani sarà sempre meglio”. E che “panta rei…nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, come diceva Lavoisier…e sentire che è l’unica cosa che hai capito o ricordi di 6 anni di liceo scientifico, di cui 4 sulla chimica…

Per camminare più piano e alzare la testa, tener dritta la schiena e darsi un tono diverso. Per non buttare in vacca i discorsi, aspettare prima di parlare, guardare negli occhi e prendere la mano. Per un abbraccio spontaneo e uno sguardo trattenuto con uno sconosciuto. Un giorno in più per le mani da tabacco kentucky piuttosto che da amuchina come pure per provare a togliersi la maschera piuttosto che scegliere la mascherina: la maschera del “io devo, io posso, io sono, io ho, io dimostro, io ho fatto, ho già capito…lo so” quella che ti impedisce di essere te stesso e farti raggiungere, sentire nudo, naturale, creatura volubile, fallibile o fallita, alle corde o in cordata.

Per essere cortesi, premurosi, miti o mitici! Per non far le vittime, per “imporsi” di essere generativi, non solo generosi. Persone che sanno con la propria umanità (abbiamo solo quella concessa dal buon Dio) sgangherata, scordata o puzzolente generare in modo creativo e appassionato, vita bella, cose saporite, relazioni diverse, sguardi inediti.

Un giorno in più per ricordare ciascuno i propri morti, sorridere loro con nostalgia ma magari con fede credere che in qualche modo un giorno saremo ancora uniti.

Un giorno in più per pensare a chi davvero non ci sarà, nel ’24!

Un giorno in più per allungare la strada per un panorama diverso, scrivere dei pensieri da qualche parte per non perderli o potercisi re-immergere, programmare una visita, una gita, un film con gli amici o un museo a km zero. 

Un giorno in più per arrivare trafelato e di corsa a Borgoricco e mangiare un toast pallido guardando catatonico il calendario del bar, per abbioccarsi sul Freccia con la bava alla bocca come un bulldog, ciucciare gli scampi spappolandoli impunemente, sputando ovunque le schegge per ridere (OU!), per le cene marittime, le birre notturne, i sigari sinceri fino alla fine.

Per andare a nuotare, per invitare qualcuno che non se lo aspetti a cena, passare per casa, andare a letto dopo pranzo, far colazione al bar e bere due caffè, un giorno in più per mangiare 3 Raffaello consecutivi ed estrarre altri numeri al folle lotto orientale del sushi e vedere che ti tocca mangiare ancora. Un giorno in più per avere nostalgia (quanto mi mancano le parrocchie!), sentirsi mordere dalla solitudine, percepire il rimbombo del tempo che passa con le sue voci, echi, sibili e suggestioni. E lasciare che sia. Tanto tutti parlano di tutto, di tutti, di te, di quel che sei o fai. Dipende solo da chi ha in mano il microfono, come sta, e se tu stai sentendo, sentirai o meno. Nulla che non si possa immaginare o smaltire. Per alcuni sei un eroe, per altri un pirla: dipende solo dal canale in cui sei sintonizzato. “Quante deviazioni hai?” (Vasco)

Un giorno in più per mordersi la lingua e non chiacchierare a caso, non giudicare, non mendicare commenti pur di sentirsi migliori. Per trattenere una battuta o anche mandare a quel paese qualcuno. Per sbattezzarsi o sbattersene. Un giorno in più per imparare a vivere diversamente gli altri giorni, o anche solo la settimana prossima. Per lasciarsi voler bene dagli altri come sono capaci di fare e accoglierlo con serenità e gratitudine. Perché poi…

Per permettere agli altri di essere premurosi con noi come pure per tracciare confini e spazi senza sentirsi in colpa di nulla. Per non ritenersi sempre indispensabili e dire “fasso mi” o eroi perché noi facciamo o martiri perché non possiamo andare a messa…che grande opportunità per il nostro battesimo poter essere preso sul serio e messo in gioco vista la forzata assenza dalle normali (e comunque necessarie!) celebrazioni liturgiche. Davvero credo che l’assenza possa provocare il desiderio. Ma forse abbiamo solo paura che se ci fermiamo, poi cadremo e sentiremo che magari…senza alcune “performance” religiose, mon dieu, staremo “bene” lo stesso? Che quel desiderio appassirà presto…Davvero non sappiamo essere provvisoriamente (almeno!) cristiani in modo diverso? Ci abbiamo mai provato? Tema scottante e delicato ma… stimolante.

Siamo cattolici ma non ricordiamo che milioni di nostri fratelli nel mondo non celebrano messa per mesi o anni. In alcune zone dell’Africa e dell’America Latina delle comunità cattoliche vedono prete e messa ogni 3 anni e son cristiani, tanto quanto noi che ci lamentiamo per fare 2 km per andare in chiesa, la “mia chiesa”e perché ci han spostato la messa di 15′. 

L’evangelizzazione della Korea è avvenuta attraverso i laici che hanno iniziato a leggere libri cristiani e quindi a poco a poco considerarsi tali! E il primo prete stabile lo hanno visto dopo quasi 60 anni per i primi sacramenti e la prima messa. Fa riflettere, se ne hai il coraggio. 

Un giorno in più per vivere da battezzati e scoprire sarebbe ben più che sufficiente intanto…per farsi domande scomode, per mettersi nella luce di Dio e guardarsi dal suo punto di vista, non solo e sempre dal nostro. Con quanto “noi stessi..io, io, io” continuiamo a ingombrare le nostre preghiere.

La quarantena viene imposta, la quaresima proposta. La Pasqua? appare così lontana.

Che ne abbiamo fatto della risurrezione dell’anno scorso?Abbiamo cercato di vivere da risorti?

Ci interessa? Rien ne va plus?

Un giorno in più per cambiare marca di whisky, fare il bis di dolce, fare quel che facciamo ma, lo ribadisco, con un senso diverso: di grato, di libero, sentendosi fortunati, amati, amabili, appassionati. Senza darlo per scontato ma nemmeno facendolo a caso. Un giorno in più pen pensare a un di più nei giorni.

Un giorno in più per provare il sorpasso in Ducati, fermarsi a fare una foto, per salutare con le due dita della mano sinistra chi viene dall’altra parte, per battere il tempo sul volante e programmare un viaggio. Un viaggio non è mai “in più!”

Un giorno in più anche se è il primo marzo, ma il numero 1 sa sempre di inizi, sfida, provocazione e semaforo verde. E molti di voi troveranno questo deliro quadriennale di lunedì, il 2 marzo. E se permettete magari aiuterà ad iniziare la settimana con un sorriso o un sospiro.

Cambierà qualcosa? no, lo sappiamo, ma almeno lo avremo sognato o sperato.

Un giorno in più per dire “Aooo’!” piuttosto che “ouh!”

Un giorno in più per “fumare che ti passa!”, per le MingiMungi, che “T’immagini”, per “quelli del radicchio.” Un giorno in più per dire “e perché no?” Dovete sapere che mi sto chiedendo, placida domenica sera romana umida e sonnacchiosa, se valga ancora la pena scrivere, spedire, raggiungervi. E perché no? La vita è fatta anche di piccoli gesti, di sputtanarsi senza pensare a come andrà, tanto di spam ne riceviamo tutti lo stesso…ma sentitela solo come una carezza da lontano o se permettete, da dentro, dal mio cuore.

Accoglierò sornione commenti, suggestioni, ritagli e dettagli sul vostro 29 febbraio o su quello che davvero non sarà stato in più ma bellissimo.

A tutti e ciascuno, uno sguardo e un occhiolino guascone.

vs

dmt

29 Febbraio 2016: un giorno in più..

 

29 febbraio

con 12 anni di ritardo.. meglio di niente, dai..

 

Fuori ha smesso di piovere ed in cielo qualche fremito celeste sembra alzare la cresta contro le nuvole pallide. Mi sono tolto le scarpe e messo la tuta. Sentirsi a casa per me inizia da qui. Camminare scalzo e avere pantaloni larghi.
Con stupore sto ricevendo messaggi di auguri per questo 29 febbraio e diversi mi chiedono.. che stai facendo? Cosa ti sei concesso? Oppure si son messi a dire i loro..”un giorno in più per”. Questa cosa è fantastica. Mi pare che questo sia diventato come il mio secondo compleanno.
Sorrido, sornione e carognesco.. non è il mio compleanno, ma la festa di chi si fa coinvolgere ed emozionare da tali dettagli.. quindi buon 29 febbraio a tutti, con quel che rappresenta e per quel sapore in più, come un armonico, che può dare alle vostre giornate.
Nel frattempo mi hanno segnalato articoli dell’Ansa e applicazioni, test e sondaggi per cogliere qualcosa di questo giorno in più.. Cri mi ha segnalato che avrei dovuto brevettarlo per oggi, riscuotere diritti d’autore, visto che è da una dozzina d’anni che questa storia va avanti.
Il 29 febbraio, un giorno in più, ormai lo sento comunque -come dicevo-quasi come il mio compleanno, grazie alla simpatia e complicità di tanti di voi. Ma credo che sia un giorno provvidenziale per accorgersi, mettersi in disparte, valutare e ripartire.
Non importa, credo, fare qualcosa di speciale, ma solo pensarci e non dare nulla per scontato.
Ci fossero anche solo due persone che per questo 29 febbraio avessero alzato la testa dalla vita ordinaria e si fossero tolte uno sfizio.. andrebbe bene. Perchè poi, vedete, la questione non è togliersi uno sfizio, andare in ferie.. o fare follie. Ma trovare il modo di vivere un 29 febbraio tutti i giorni. Un po’ come il Natale: chi se ne frega di essere buoni sotto le feste, non è quello.
E’ la qualità delle nostre vite a dover profumare di altro. E’ un approccio diverso. E’ scegliere di avere più tempo per fare quanto ci fa più Vivere, ci dà più qualità..
Travolto dalla nostalgia mi son rimesso a rileggere i miei precedenti “29 febbraio un giorno in più
Quanto ho scritto.. ma la sensazione che fossero bellissimi, lo ammetto, continua a pervadermi. Mi ci ritrovo e rivedo ancora, dopo otto, dodici anni.. allora o non mi son più evoluto o son davvero.. così! E scusate la poca modestia.
Quattro anni fa abbiamo fatto una festa: decine e decine di persone, diverse per provenienza, età, esperienze.. hanno risposto ad una mail, si son ritrovati a Treviso, ascoltato poesia, ballato pugliese, letto, mangiato, discusso. Quest’anno.. lo ammetto, avrei voluto rimettermi in ballo e fare altrettanto.. ma mi è mancata la lucida follia ed un po’ di tempo. E si che sapevo che sarebbe arrivato il giorno ma.. sapevo sarebbe anche arrivato il quotidiano amarognolo pentimento per non averci creduto fino in fondo. Ringrazio chi ha fraternamente protestato e chi era più folle e motivato di me nel volermi offrire generose mani per l’organizzazione. Vedremo per il 20. Già, perchè forse non ci avete pensato ma il prossimo 29 febbraio sarà nel 2020. Due volte venti! Ed è di sabato!
Un giorno in più per crederci, per non vergognarsi, per non prendersi troppo sul serio e dire che abbiamo già troppe cose da fare, un giorno in più per fermarsi a guardare gli altri giorni. Un giorno in più per non fare quelli che non hanno tempo e son sempre di corsa, son pieni di impegni.. ma che magari soffrono a vedere i buchi bianchi in agenda, coltivano amari sensi di colpa perchè non si sentono indaffarati e quindi utili. Fanculo. Ho “sposato” un’agenda, nel senso che dipendo da lei (cioè da me e..), a lei devo sempre chiedere se e quando posso.. ma coltivo la sana libertà dello spazio bianco e della riga grigia antracite di traverso su una sera o su una mezza giornata.
E mi metto in tuta. Un giorno in più per un sorriso, ricordando quanto è vero.. che è un giorno in più. A noi che ci lamentiamo di non avere mai tempo e ci vorrebbero le giornate più lunghe.. da musoni viziati.. ci danno 24 ore in più e che facciamo? Sbuffiamo seri e brontoloni come Mr. Scrooge e diciamo che queste son frivolezze, nemmeno tanto poetiche o cosa da nulla.
Sarà.. ma 24 ore son sempre 24 ore. E, ripeto, non sono le 24 ore ma l’approccio alla vita. Darsi tempo per ricordarsi di celebrare.. vivere imparando a sostare.. a Feltre c’è una scritta: So-stare?
Un giorno in più per la fetta di dolce, per un capitolo in più del mio librone sul comodino, per non mettere la sveglia e per andare a nuotare. Fatto!
Un giorno in più per tre telefonate che non faresti, ma che sai saranno graditissime, per andare a teatro, rallentare in auto e guardare il panorama, alzare il volume a palla e scegliere i cd della giovinezza più metallica e scapigliata.
Un giorno in più per cambiare bagnoschiuma, mettere gli aromi balsamici nella vaschetta del termosifone, per comprare birre nuove e guardare i sigari nella loro nuova fantastica casetta nera di cedro spagnolo (humidor), per tifare juve con la sottile e mal celata soddisfazione (al cardiopalmo) che tutto sommato, tu lo sapevi e lo avevi sempre detto, che avevamo solo preso la rincorsa.
Un giorno in più per regalare un libro via posta, per qualche sms gratuito, per non sbuffare per la pioggia perchè “è tutta neve in montagna”, per bere un buon torbato e condividerlo con chi lo capisce, per una bruschetta col tartufo, per un cena di crudo da Nicola, magari coi Marittimi, un giorno in più per non dire sempre e solo “no”. Un giorno in più.. dicendo “e perchè no”??? Che problemi ci sono? Solo festeggiare.. appunto, per mettere su Vasco, per suonare la chitarra, per mettere su un inutile gruppo uozap e farsi 4 risate, per camminare tanto, per guardare le foto, per estrarre libri a caso dalla libreria e riviverli un po’, un giorno in più per la Gazzetta con calma, per far finta di niente e sorridere, per festeggiare il compleanno di nonna con una gran bella cena-rimpatriata in cui c’erano tanti parenti che ogni tanto è pure bello rivedere e ripartire.. un giorno in più per Leo cresciuto e non più lupetto come 12 anni fa, per Tommy in giro per il mondo, Ale adolescente, Ange che non gattona più e Giovanni già ometto, un giorno in più per sognare una trasferta-cugini, chissà..
Un giorno in più per depositare su carta i pensieri, le emozioni, sogni e disagi, per riordinarli e guardarli neri di inchiostro, perchè stretti tra le righe grigie del taccuino, hanno un’altra dimensione, come se li avessi messi in gabbia e potessi addomesticarli.. placarli o farli sentire a casa.. tua.
Un giorno in più per mettersi davanti al mac, come sto facendo performativamente adesso e scrivere quel che mi va e me ne frego del tempo.. che ansia dover sempre preparare testi che devono stare dentro i 9 minuti, 2 cartelle di times new roman 18.. le omelie e guai ad alzare la testa dal foglio, se no il tempo si moltiplica, ti scappa qualche espressione futurista e perdi di vista l’orizzonte.
Un giorno in più per non pensare ai destinatari.. ma farlo per chi lo vorrà.
Un giorno in più per i miei jeans preferiti, le clark portate come mocassini, la crostata di frutta col latte bianco tiepido, la moka della juve che quando è pronta suona l’inno della squadra, mia mamma che mi dice con rammarico che ho 40 anni e i capelli bianchi (ma folti e lunghiiiii, ghigno io..), per il clero di Treviso, per le 3 nuove parrocchie 3×2, i 3 asili, i bambini che mi fanno i disegni e le foto assieme, per chi ci tiene ancora a fare le sorprese, a chiamare al telefono, a scrivere lettere e bigliettini con carta e penna, mandando buste con francobolli..
Un giorno in più per indignarsi, per innamorarsi, per bruciare di passione e degluttire, per sentirsi fragile, vulnerabile, impotente, per dire.. tocca solo a me, ma non sono mai solo, per sentirsi servi inutili e strumenti da accordare.. che c’entra con il cuore, bellissimo,  per provare a pensare con la mia testa, per informarsi meglio e di più, per continuare a credereobbedirecombattere.. e coniugateli come vi va.
Un giorno in più per alzare la testa e abbassare la guardia, per volere bene e dirlo in faccia, senza darlo per scontato o temere di apparire un po’ melenso o fuori luogo.. cha’sinefotte..
Per non aspettare sempre la malattia, la morte, la distanza o le ricorrenze per guardare in modo struggente una persona più o meno cara e dire, pensare, temere, gemere.. che quando quella persona non ci sarà più (e magari sai non manca tanto o..) ti mancherà davvero molto e la tua vita dovrà a poco a poco diventare diversa… per emozionarsi, commuoversi, intenerirsi… litigare con le proprie emozioni e i ricordi.. come dice Spadàro.. uso i miei ricordi, ma non permetto ai miei ricordi di usare me… per preparare coppie al matrimonio, sconvolgendoli, genitori ai battesimi, disturbandoli ed inquietandoli (evangelicamente)..
Un giorno in più per le patatine con la maionese,  per la pizza alta, per la cacioepepe, per tirar fuori la moto e pulire il giubbyno di pelle; per il “pretame” fraterno, solido, solidale, appassionato.. presente!
Un giorno in più per programmare un nuovo viaggio e qualche svaccata quotidiana, per non perdere il vizio, per una pizza con la birra media.. per il frère bi-papà, per Lolita e Paola, per gli amici storici di SML, sempre W75 e i nostri primi 40 anni, per i messaggi di speranza profonda col Rufo, per le pizze delle elementari con la Vanny e per quelli che c’hanno sempre altro da fare, per la combriccola del Blasco a Padova e Sanmartin, per la MM quanto ben con tutti i numeri di sto mondo, per Phoebe che avrà guardato il telefono a lungo mani sudate fossette contratte, testa piegata dolcemente a sinistra come la ragazza di Vermeer, in custodia cautelare, per la 5a C del Liceo e le nostre memorabili rimpatriate, per Zuno e Scap che non sento più.. e chi l’avrebbe mai detto, per gli amici in giro per i 5 continenti, per A. ed il suo matrimonio.. a cui ho partecipato.. e non solo, per Cristiana ed il suo spettacolo, per Ale a Roma in aeroporto, per le nottate alcoliche con Edo, per il frico alle 7 del mattino col Pasqua e per le nostre preghiere notturne in tenda all’Unico Maestro, per Filippo e Vale prossimi genitori, per chi ti invita a cena davvero, magari suonando la chitarra, per.. chi mi ha voluto e dimostra davvero.. il bene, grande, profondo, sincero, genuino, .. per l’80 di SML, per Camposampiero, Casale sul Sile, Dosson, San Donà… quanto mi manca la Piave e tutto il resto, per la rattatuja di Maino, per il Museo dei Sogni, per Mauro in accappatoio bianco con la birra che mi dice “myfrieeeend” e Fabri e i suoi progetti, i suoi occhi che si illuminano, per le coppie sposate, accompagnate, separate. Un giorno in più per dire Ou e sesesesese, un giorno in più per tutto quello che mi sto dimenticando..
Un giorno in più per leggere “un giorno in più”..
Per le persone con cui ho pianto, per quelle accompagnate in silenzio o al pub o in ospedale, verso la morte.. balbettando fragili consapevolezze e sogni di paradiso.
Un giorno in più per la presenza discreta e fondamentale di Pant, super web master, deus ex machina del sito, della goccia, del profilo di FB e tantissimo altro.. sempre in debito di tutto.
Un giorno in più per scendere sotto, dentro, per lasciarsi placare le acque e assaporarsi tutto sommato fortunato e felice, in pace e a casa.. non in tuta ma.. a casa dentro di me.. anche se a volte sto alla finestra, o apro la porta per cambiare aria, o vorrei prendere lo zaino rosso ed andare..
Un giorno in più per quel che vi va, se siete arrivati a leggere.. perchè, lo avrete capito, io andrei avanti col flusso di coscienza ed emozioni fino a domani.. ma non voglio passare un giorno in più davanti al mac.. lo voglio vivere.. e non solo stasera, che mi son tenuto libero, ma domani.. con la gratitudine di averlo avuto, di essermene accorto, di averlo celebrato e bene-detto..
Amen.
Fuori ha ripreso a piovere, si è fatto buio, mi state continuando a fare auguri e gestacci simpatici via sms.. sono davvero felice e fortunato. Grazie. Parentesi come queste (che parentesi non sono e non siano!) fanno proprio bene al cuore. Grazie.
Buon 29 febbraio 2016 a tutti quelli che ci credono e sorridono.
Nel 2020, giuro, facciamo un macello!

Ps: ieri non ho potuto inviare questo messaggio per mancanza di connessione, mancanza provvidenziale che mi ha permesso questo secondo ps..

Ps: a quelli della neve sotto i piedi e del rifugio tutto per noi.. del silenzio ovattato, delle storie narrate e dei sentimenti condivisi.. beauty schiacciati, vaschette di fagioli avanzati, menù alpini, gatti in macchina e volti che si illuminano a vicenda, in punta di piedi, sorrisi genuini, amabili follie quotidiane condivise.
Ho rischiato l’infarto.. il cuore è troppo piccolo per contenere assieme troppe persone a cui voglio troppo bene tutte assieme contemporaneamente.. ma forse è solo questione di allenamento!!