Domenica XXVIIIa t.o. -A ’23

“Banchetto nuziale” 1568, P. Bruegel il Vecchio.

Dal Vangelo secondo Matteo (22, 1-10)

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. 
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. 
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali».

Una cosa che mi fa un po’ sbuffare (pura perifrasi) è quando mi presentano a qualcuno e appena sanno che sei un prete hanno il bisogno compulsivo di dichiararsi e soprattutto giustificarsi perché non vengono tanto a messa, o “non mi vede spesso in chiesa” o cose simili… Ma chi ti ha chiesto niente, penso sempre tra me. Eppure mi fa riflettere: la sola presenza del “ministro del culto” fa emergere subito il bisogno di prendere posizione ed etichettarsi… Come fossi li a giudicarli. E per quanto io faccia di tutto a livello verbale, para verbale e non verbale…niente! Magari continuano a volermi spiegare anche i motivi. Uff. A volte, forse un po’ troppe, qualcuno poi cerca di dirmi che ovviamente è migliore di quelli che vanno a messa tutte le domeniche. E che magari anche frequentava: poi siccome ha visto gente frequentare pur razzolando male…non è più venuto in chiesa. La cosa simpatica è che Dio non c’entra mai nulla né una propria scelta di fede. E soprattutto che non hanno capito che è proprio perché razzoliamo tutti male(primo chi scrive) che abbiamo bisogno di venire in chiesa e chiedere misericordia, luce, forza e accoglienza per ripartire. Ma, al di là di questo, penso al fatto che evitando in blocco l’ascolto della Parola, del Vangelo-buona notizia, uno rischi di autosoffocarsi di stupidaggini che si crea da sé sulla religione e la fede ecc. ecc. Ad esempio se fossimo venuti a messa nell’ultimo mese ci saremmo sciroppati sempre un Gesù che ci parla per ben 4 domeniche di vigne e vino…non è bellissimo? Della gioia e del lavoro connessi, della festa; fino ad arrivare ad oggi. Basta vigne, viti e vino ma un banchetto, una festa di nozze di quelle a 5 stelle. Ma perché abbiamo perso la capacità di vivere la festa, come comunità cristiana? Dove abbiamo smarrito la gioia, barattandola per austera serietà per un dio barboso e permaloso di fronte al quale stare sempre ineccepibili e seri, a muso duro e testa bassa, mani giunte ecc. ecc. Che noia… Preoccupati a non toccare l’ostia con le mani o indaffarati dietro l’ultimo santone o miracolismo o a leggere i vangeli apocrifi (ma non quello normale!) o ad accendere candeline, ad affannarci per custodire a fatica parrocchie molto pro loco o a girare meme inguardabili fatti di Gesù foto modello palestrato o di angeli e santi di cartoncino dallo sguardo suadente. Che noia. Eppure dobbiamo condividere le colpe storiche di tutto questo… Si può tranquillamente essere cattolici senza essere cristiani, “tanto di chiesa” senza conoscere una pagina di vangelo, tanto devuoti senza riconoscere la propria vita come salvata, salvabile… fare tante catechesi e attività religiose, proposte ma senza alcuna domanda di senso o orizzonte di significato da frequentare o avere….. Gesù forse teme che lo si continui ad uccidere, nel senso di buttarlo fuori dalla porta delle nostre vaghe certezze sicurezze, delle nostre abitudini religiose. Auguriamoci tutti continui a rientrare dalle finestre per illuminarci ancora.

Domenica XXa to -A 2023 durante Cristo

Dal Vangelo secondo Matteo 15,21-28

In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. 
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». 
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Il tutto sembra un po’ paradossale: per cominciare, che ci fa Gesssùùùbbbelllllo a Tiro e Sidone? Attuali città del Libano, ma già allora mete extra confine… ben distanti dal tepore religioso ebraico in cui stavano a ribollire coi discepoli e tutta la Legge prevista, e da quanto abbiamo sentito, era destinato. E poi, in un secondo passaggio, è ovvio che lì mica sei in mezzo ai devoti connazionali e che quindi puoi trovare gente pagana, dove per “cagnolini” si tratti proprio di un eufemismo, quasi quanto la traduzione (soprattutto il tentativo maldestro di edulcorare un Gesù così poco mite). Detto questo, lasciamoci sempre affascinare da un Gesù assai poco cattedratico e “imparato” che sembra cambiare idea e lasciarsi educare, quasi “insegnare il mestiere” di Messia, dalla donna pagana. I discepoli se ne lamentano solo perché infastiditi, mica son spinti dallo zelo pastorale, fa fare loro brutta figura girare con la pazza che strilla… e nemmeno Gesù ce lo aspetteremo così…. come? Così…. (poi mi denunciano se lo scrivo…) mentre per due volte risponde piccato e scocciato, dando quasi della cagna a .. va be.. ma mi sembra ci possano fare molto bene questi tratti non convenzionali e poco affini alle nostre immagini divine e “devuote”, così stereotipate di Dio e del Suo figlio… inedite e quindi liberanti. Dio è più grande del nostro cuore, scrive la prima lettera di Giovanni, parafrasando… la Trinità è anche oltre i nostri conti, attese e abitudini. Lasciamoci stupire da un Gesù che impara il mestiere, impara a stare vicino, impara che attenzioni avere e con chi per prendersi cura e come… Mi affascina ecco: uno che così facendo ci insegna l’attenzione sbilanciata sull’altro, sul diverso da te, sul non essere troppo sicuri di noi stessi e delle quattro cose che riteniamo indispensabili e definitive. Uno che pare ricordarci che possiamo sempre imparare qualcosa di più e di diverso, soprattutto quando meno ce lo aspettiamo. Coltivare simile consapevolezza di poterci meravigliare. Ha cambiato idea anche Lui, con umiltà si è messo in ascolto, si è lasciato forgiare ed evangelizzare Lui stesso dalla realtà che lo interpellava… come ci suona tutto questo tenendo non trattenendo tra le mani la nostra storia?

XIIIa Domenica t.o. A-’23 durante Cristo

Dal Vangelo secondo Matteo 10,37-42

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: 
«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. 
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. 
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

Il bicchier d’acqua alla fine ci vorrebbe anche solo per deglutire la saliva che si è bloccata leggendo i versetti precedenti. Genitori, figli e vita personale non vanno disprezzati (suvvia, basta con le interpretazioni letterarie banali) ma in qualche modo accordati con Lui. Bisogna giocare di sponda come nel biliardo: gestirò bene queste relazioni nella misura in cui le riesca a vivere alla Sua luce, confidando sia Lui la verità, la vita e la via per farle rendere al meglio non trasformandole in vicoli ciechi asfittici o palestre di narcisismo o peggio. E più sentiremo che stiamo perdendo pezzi più forse saremo nella direzione giusta. Mi affascina quel verbo “perdere” legato alla propria vita. Cosa significa in concreto che io perda la mia vita? Mica mi uccidono, mica è un mazzo di chiavi che perdo per strada…ma allora? Perdo forse sensibilità, consapevolezza, ruolo, funzione, autoreferenzialità? Perdo forse tempo e il potere alla disponibilità di me, perdo il controllo di quel che sono coi miei criteri di utilità, bontà, validità, merito, risorse? Quante volte mi pare di perdere tempo con alcune persone: i soliti problemini, le solite sciocchezze ingigantite, i classici scrupoli, le “seg…” mentali, e ti metti a pensare quante cose potresti fare di maggiormente utile e performante; come al fatto che si stia parlando per convenzione o per passare il tempo, che se non parlassero sarebbe lo stesso, sei solo un diversivo. Ma mentre lo fai, per fortuna poi …io mi immagino Dio seduto sulla poltrona mentre ascolta le pigre preghiere che gli riesco a biascicare magari sbadigliando o distratto…e lo immagino scuotere bonariamente la testa, carezzarsi il barbone bianco con la manona e sussurrare alla trinità…”ma non si stanca mai questo di dire ste robe, son sempre le solite promesse?” Una cosa così insomma: Lui “perde” tempo con le nostre filastrocche, con il nostro compulsivo “sprecare parole come i pagani” e noi con le persone che riteniamo…. Ma mi fa molto bene pensarlo, mi rimotiva a rimettere al centro gli ultimi, quelli che nessuno ascolta, quelli che ti fanno poi magari proprio perdere il tempo ma che poi cosa avevi da fare?