Forse ci è capitato, in presenza di bambini, di abbassare la voce per dire cose che credevamo difficili per loro… Oppure penso a quando da piccoli qualcuno ci ha detto che tanto non avremmo capito, eravamo piccoli, erano cose “da grandi”.
Forse i discepoli, in questa pagina di Giovanni, si son sentiti trattare così, loro che i bambini li allontanavano da Gesù;
Magari l’evangelista ricordava benissimo questa espressione, tanto gli era rimasta indigesta:“Molte cose ho ancora da dirvi ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.”
Ma come si permette? E che siamo bambini?
E a noi che effetto fa? Ci sono delle cose che non possiamo sapere? Ma figuriamoci: basta chiedere ai nuovi oracoli divini Google o ancora meglio all’intelligenza artificiale di riassumerci tutto quel che sa di Dio. A noi cui basta ormai un tutorial su YouTube o il potere di recensire e guardiamo come alla verità a qualche sito che ci dà ragione e che consultiamo per dirimere questioni…te l’avevo detto, è scritto su internet….
Forse la Trinità va colta proprio da qui: per quanto la si frequenti..il segno della croce, il gloria, il credo…ci fan dire di un Dio Padre, di Suo Figlio e del loro Spirito Santo faticheremo a comprenderne sia il senso (3-1) sia il significato per noi e la nostra vita. E così perdiamo due volte…
Non so voi ma a me fa bene leggere questo versetto, non sento che manchi di rispetto alla mia intelligenza o al mio orgoglio.
Mi fa sentire protetto, custodito, non devo aver capito e scoperto tutto per fidarmi e credere. Sento che Dio non mi vuole fregare e non mi sta nascondendo nulla, che non ci siano frasi in piccolo sotto che non hai voglia di leggere prima di firmare. Che Lui mi conosca, mi rispetti e abbia a cuore la mia vita, prendendo sul serio quel che sono ma anche quel che Lui, loro, sono. Mi fa sentire il rispetto dei tempi e che si può vivere il vangelo accontentandosi di quel tanto che già ci è stato annunciato. Una buona notizia e delle cose future che a suo tempo, non importa quando, scopriremo insieme. Questa frase parla di Dio e del suo punto di vista su di noi. Non serve né essere indifferenti, né permalosi. Quanto è bello ogni tanto, sentire che qualcuno ti rassicura dicendoti: ci penso io, tranquillo, non preoccuparti, andrà tutto bene, sei a casa, abbassa la guardia.
A me fa bene: mi fa sentire di famiglia. La Trinità è il nome che ci ricorda che il nostro Dio è una famiglia. Che quando diciamo Dio in realtà è come se fosse il cognome, poi c’è un Padre, un figlio e uno Spirito Santo. Siccome sul campanello di casa scriverlo era troppo lungo e non ci stava, scrivono Dio o Trinità, non mi ricordo.
Noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo scrive Paolo ai Romani… come si fa a non fidarsi di Gesù e della Sua vita? Il rapporto con Lui ci fa fare pace con Dio e direi spesso anche con la religione e le sue malattie.
La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. continua Paolo… quello dono che abbiamo celebrato domenica scorsa con Pentecoste.
Tutto quello che pensiamo di sapere e credere su Dio, la religione, la chiesa e la fede…è bene continui a lasciarsi bonificare da una visita alla Trinità, suonando il campanello giusto ed entrando piano piano in questa prospettiva. Siamo tutto quel che siamo Nel suo nome..nel nome del PFSS… innestati e circondati da una relazione d’amore e libertà che danno le vertigini e di fronte al quale saremo, garantisce Gesù, “guidati a tutta la verità” di chi siamo, come funzioniamo, a che serve credere, cosa sia davvero importante e quando è un bellissimo programma oggi, in cui tutto (notizie, foto, video, audio) può essere falso, distorto, fake, strumentalizzato e banale…che ansia.. servono umiltà e fiducia.
Sono in tre a nostra disposizione ma noi… cosa siamo disposti a perdere per tutto questo?

