Xa Domenica T.O – B

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

In Ascolto del Santo Vangelo secondo San Marco 3,20-35

Entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare.
Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

Ma come, pure il commento volete? rileggete la pagina, qua sopra, che ogni volta lo scrivo sgammo qualche ignavo che viene subito a spulciare direttamente il commento saltando il vangelo…somari!!
Pure il commento, volete? non vi basta un vangelo così? alcuni passaggi andrebbero contestualizzati, altri spiegati ma…
chi sono i protagonisti?
i suoi…cioè i suoi cari, quelli a lui vicino, amici, discepoli forse…..quelli che più gli vogliono bene: per loro è impazzito.
Quante volte anche nelle nostre parrocchie le persone a Lui più vicino, pensando di essere nel giusto e volergli bene…in realtà fraintendono tutto? e fanno danni, pur in buona fede? vivono di buon senso, di tradizione, di “come ci hanno insegnato”..ma non di vangelo. Mai una buona notizia…da loro..
Poi ci sono gli scribi … quelli studiati, gli addetti ai lavori, quelli che sanno tutto e partono perfino da Gerusalemme… per vedere cosa succede ciò!e dicono non che è fuori ma posseduto, indemoniato, il nemico insomma…. per cosa poi?
Infine, dulcis in fundo, arrivano mamma e famigliari..cugini parenti vari…esigendo che esca. Bellissimo.
Un caso di stato ha tirato su, Gesùùbbbeeelllo.
Vogliamo parlare della risposta? si, parliamone. Ci riguarda. Sta parlando anche di te che stai leggendo questa Goccia…
come ci si sente a sentirsi guardare così? la tua vita, pur vagamente appassionata del vangelo e della sua volontà..vale più di Maria e dei suoi famigliari…
interessa?
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Can no magna can: Corpus Domini 2018

Ma a Vicenza li mangiano ancora i gatti? Secondo un mio vecchi amico, si…Come distinguere se stai mangiando coniglio o gatto? Se stai mangiando cane in un sospetto ristorante cinese? Si dice dandone un assaggio all’animale vivo in questione, che lo dovrebbe rifiutare. Da qui forse il proverbio veneto “can no magna can”? 

  Chi mangerebbe carne umana? Il cannibalismo è un grave reato, un folle oltraggio. Non mangio quello che sono. Rifiuto istintivo, ancestrale, un tabù, come l’incesto.

  I primi cristiani, quasi 2000 anni fa, primi tempi della chiesa, venivano accusati di tale pratica perché dicevano di nutrirsi del corpo di Cristo, il fondatore di quella loro nuova strana religione; in genere ci si nutre di altro da sé, per essere meglio sé stessi. Il cibo che mangio, diventa parte di me, mi tiene in vita, mi ricrea. Lo assimilo, diventa simile a me, diventa me stesso. L’eucaristia oggi, proviamo a coglierla da qui. 

Il rapporto che abbiamo col cibo è cambiato tantissimo in questi anni: decine di trasmissioni televisive su come cucinare, chi sia il cuoco migliore, come sistemare un ristorante…al supermercato, ho contato coi passi, c’è più cibo per animali che per bambini, celiachia, intolleranze e scelte alternative…tassi di obesità a livelli incredibili quanto solo l’enorme problema dei disturbi alimentari tra i giovani…anoressia e bulimia.

C’è un intero mondo anche misterioso, dietro al nostro rapporto col cibo, forse per questo Cristo, che ci conosce bene…si è voluto fare cibo per noi. Entrare cioè in una relazione fondamentale.

   Una volta si andava a prendersi la pizza, ora si chiama “take away”, vai, prendi e porti a casa già pronto: gastronomie, supermercati.. Poi è arrivata la “consegna a domicilio”, ragazzi in motorino che consegnano ogni tipo di cibo scelto col cellulare a tutte le ore. Nel frattempo i ristoranti etnici, orientali ci hanno insegnato l’”all you can eat”.. mangia quanto vuoi ad un fisso.  Sciocchezze, se volete, me ne scuso. Eppure dicono il bisogno centrale per cui ci si ciba e quindi si viene all’eucaristia.

Innanzitutto per vivere; poi per stare assieme e celebrare la vita.

Una dimensione fisica, personale ed una sociale, affettiva.

L’una non esclude l’altra. La festa di oggi nasce nel medioevo, 13° sec. per confermare la presenza reale di Cristo nel pane e nel vino. Quasi a dire..fate attenzione a ciò che mangiate! Si dubitava…

Non serve adorarlo e basta in maniera intimistica. Sarebbe come mangiare sempre da soli…Non basta stare tutti insieme se non con un certo stile, ispirato e rinforzato in noi proprio da quel cibo…che non è solo nutrimento ma ispirazione, l’unico atto di “cannibalismo” voluto da Cristo stesso. Fate questo in memoria di me. Per renderci come Lui. Corpo e Sangue. Mangiare la verità di noi, di quello che siamo nel profondo di noi stessi fosse anche solo per accorgercene. Corpo e sangue.

Corpo è…storia, come entrava in relazione con le persone, scelte, atteggiamenti, stile, che sentimenti coltivava nel cuore; corpo sono i sensi, il modo di ascoltare, andare incontro, incoraggiare, servire.

Sangue è vita, passione, calore, fedeltà, sacrificio, dare il sangue…La vita personale e di una parrocchia c’entrano? cambiano?

O Signore non son degno di partecipare alla tua mensa… ma io sarò salvato. Mangiamo Gesù per essere più come Lui e venir salvati dalla peggiore versione di noi fatta di chiusura ed egoismo, che ci farebbe abbuffare dimenticando gli altri e sprecando…anche nei ristoranti all you can eat insegnano comunque giustamente a non buttare il cibo.

L’eucaristia ci salva ricreando in noi la vita stessa di Cristo.

Ecco la dimensione spirituale e personale.

Prendete e mangiatene tutti, il mio corpo per voi e per tutti… o anche…a lode e gloria del suo nome per il bene nostro e di tutta la sua santa chiesa. Ecco la dimensione ecclesiale e sociale. Farsi pane. Andare a prendersi la pizza, consegnarle a domicilio…diventare come quel pane, farsi pane, bontà, per gli altri. Ecco il senso dell’eucaristia per noi cristiani, ecco perché non ha senso dirsi tali senza frequentare la santa messa ne comunicarsi. Parleremo due linguaggi differenti. Ci nutriamo di Lui per nutrire altri con la nostra vita, nel suo nome. Non c’è vita cristiana ne parrocchia se non rimettiamo al centro l’eucaristia come sorgente di energia, fonte di salvezza e metro di misura per il nostro agire di credenti credibili.

Chiediamo al Signore di aiutarci giorno per giorno a desiderare di farci cibo nel suo nome, di lasciarci assimilare a Lui per rendere le nostre vite pane buono di vita eterna.

Santissima Trinità – B

(Tempo di lettura previsto: 3 minuti)

In Ascolto del Santo Vangelo secondo San Matteo 28, 16-20

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

La Trinità non è un accessorio. Un optional devozionistico a cui scegliere di credere… perché tanto basta credere in “Dio” o pregare la madonna perché è una mamma e mi capisce….o mandare i bacini a Gesù.. per non dire di quelli che non si accontentano dei tre qui sopra ma… si limitano -giustificandosi- che son (solo) tanto devoti a san qui, san là, padre su o padre giù…
o anche peggio chi fa la macedonia teologica e li prega tutti in ordine sparso…
Non è nemmeno un dettaglio. Ce lo dice da una vita, forse senza successo, il nostro segno di croce.
Il Dio rappresentato dal triangolo, il gesto della benedizione. 3 non 1.
Dio, tutte le volte che lo diciamo è … è solo, come dire…il cognome. C’é un Padre, un figlio Gesù Cristo, che ci viene a cercare per stare con noi, farci vivere Dio come un Padre e non come viene a noi, c’é uno Spirito che è l’amore che li lega e ci permette di sintonizzarci. Sono una famiglia per certi versi irregolare ma ben disposta… tutta brava gente.
Di cognome fanno …”Dio”. Uno e trino. Una famiglia, una relazione d’amore in cui contemplarsi.
Nel cui nome fare….. il segno della croce ce lo ricorda. Fisicamente con la mano ci tocchiamo fronte, spalle, pancia, i 4 segni cardinalinordestsudovest.. tutta la vita ed il corpo..
insomma ci lasciamo inserire, accogliere, accompagnare dentro questa relazione, incontro, fede.. un gesto di comunione, inclusione, complementarietà e corresponsabilità.
Ognuno fa qualcosa, gira il tutto.
Pensiamoci quando facciamo il segno della croce…o ce la tatuiamo al braccio o ci mettiamo catenina e orecchini….o appena alzati, davanti al cimitero, in chiesa o a casa..
siamo gente di famiglia.

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