Il potere logora chi non ce l’ha… Omelia Cristo Re -2018

 

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Roma, 13 novembre 1964: Giovanni Montini, da poco nominato papa col nome di Paolo VI, sta celebrando in San Pietro. Compie un gesto storico, verso la fine della messa, deponendo la sua tiara o triregno sull’altare e lasciandola li: una preziosa corona che rendeva il papa “padre e principe dei re, rettore del mondo e vicario di Cristo sulla terra”; voleva far comprendere che lui non avrebbe voluto per sé quanto da essa rappresentato, una scelta quindi di povertà, dialogo coi non cattolici, rinuncia a qualsiasi forma di potere temporale e politico. Confermata in modo diverso, attraverso anche il Concilio Vaticano 2°, dai suoi successori: iniziava l’impegno per una nuova chiesa dopo che per secoli si era mescolata al potere politico e regale in tanti modi diversi. Teniamo sullo sfondo questo gesto per comprendere meglio la festa di oggi. Siamo alla conclusione dell’anno liturgico e celebriamo Cristo Re: istituita recentemente nel 1925, un periodo drammatico per l’Occidente, appena conclusa la 1a guerra mondiale, già pronta la 2a. In Europa andava diffondendosi un delirio assoluto per il potere: in Italia era iniziato il fascismo dopo la marcia su Roma, Stalin in Russia, il nazismo cominciava in Germania, Spagna e Portogallo stavano cadendo in mano a regimi totalitari. Tutti avevano la pretesa di dominare il mondo e sul popolo in modo assoluto. In questo contesto Pio XI istituisce questa festa per ricordare che la storia non appartiene ai potenti di questo mondo ma a Cristo. Personalmente questa festa non mi piace. Potendo, farei volentieri a meno di celebrarla. Non mi interessa. E’ invenzione umana, per rimarcare confini, superiorità, un certo tipo di fede, un volto di chiesa e di Dio che forse in quel preciso contesto storico, al limite, poteva avere anche un suo perché. Ma oggi…che senso ha? che frutti ha portato?

 È pur vero che nel vangelo Gesù a Pilato risponde di essere re: ma quando nei vangeli lo nominavano (gli altri) re..quando “andavano a prenderlo per farlo re”…Lui sempre si dileguava. Noi invece, caparbi, a metterlo sopra gli altari con la stessa nonchalance con cui lo schiafferemo tra paglia e muschio nel presepe. Non mi convince. Ci fa sentire sudditi potenti, ci rassicura, perché allora guardiamo il mondo dal carro dei vincitori. Pazzesco. Dovremmo sentirlo nella nostra coscienza al limite, solo lì vuole essere re… ma come?

La lavanda dei piedi, il servizio, la carità, scegliere i disponibili e gli ultimi: mi chiedo se oggi abbia un senso proclamarlo re, con tutto quello su Dio, chiesa, fede, clero che ne consegue. Se essere cristiani oggi sia come qualche decina di anni fa…o siamo irrilevanti? Al di là dei nostri asfittici microcosmi parrocchiali…cosa troviamo? Siamo noi e il nostro gruppo, il nostro modo di fare, i veri re che si vogliono imporre, scalzando gli altri dal palcoscenico parrocchiale dove siamo.

 Mi chiedo quale sia chiamato ad essere il sapore di una testimonianza cristiana oggi…che si impone, visibile, convincente, consensuale? oppure più evangelica? senape, fico, 12, piedi, Zaccheo; a me sembra che mai come oggi sia bello e gratuito annunciare il vangelo: ma abbiamo il coraggio di mettere in secondo piano tutto il resto? di fare verità di quello che conta veramente? di sopportare lo smacco della poca visibilità e presenza? del vangelo, insomma…quello vero, nudo e crudo! che agli occhi del mondo ci fa vedere come arretrati da medioevo, ridicoli, repressi, irrazionali, che non pensano con la propria testa…nel mondo la religione cristiana è la più irrisa e ostacolata, sono più di 300 milioni i nostri fratelli e sorelle perseguitati per la fede e noi restiamo qui a chiacchierarci alle spalle e lamentarci.

Eppure è proprio quel vangelo che cambia il mondo e continua a stupire, che ha sconvolto gli atei, gli artisti, Dalì, Pasolini, De Andrè, i filosofi e gli atei; solo Gesù inquieta, affascina, provoca. Perché molti (non certo tutti) apprezzano papa Francesco ? perché vive il vangelo!  Il dialogo tra Pilato e Gesù è bellissimo. Un condannato a morte che non ha nulla da perdere e il potente militare romano. Gesù a testa alta controbatte colpo su colpo. Pilato arranca. Cosa è la verità? rischia il posto se la popolazione insorge, deve difendere l’imperatore romano. Gesù dice di essere venuto al mondo per dare testimonianza alla verità. Pilato non saprà uscirne da questo discorso. Cos’è la verità? Se lo chiede anche Vasco Rossi alla radio…. quando diciamo che questo è “vero” caffè? quando una borsa non è taroccata? ma soprattutto..quando ci siamo sentiti veri nella nostra vita? cosa stavamo facendo? l’altro giorno a scuola con gioia una maestra diceva a un papà che suo figlio era molto generoso perché prestava a tutti i pennarelli; si è sentita dire che non era generoso ma “poco furbo”, che lui portava a casa i soldi mica per i pennarelli agli altri! ma oggi per caso educhiamo ad essere furbi? quando si vanno a vedere le partite di calcio dei figli…o nei confronti degli altri…quale è la verità della persona a cui rimandiamo nell’educare? un uomo vero per il mondo è quello che se ne frega degli altri, pensa prima per sé, fa quel che gli conviene e piace perché è furbo e scaltro…ma ne siamo convinti? non li vediamo i risultati? complice anche una comunicazione sociale e mediatica di tanta politica che ci vuole solo incattivire, per carpire il consenso…non per orientarci al senso…al vero senso della vita. Gesù si pone come il vero senso della vita..io sono la via, la vita, la verità..dirà ai discepoli..chi cerca di vivere come me è cristiano. 

Venga il tuo regno, diremo nel PN, venga il mondo come lo hai sognato tu, coi tuoi criteri di giudizio e valori precisi, venga è: augurio, desiderio, speranza, impegno, dono! ne abbiamo così bisogno, per imparare che se prima non sei tu il re delle nostre coscienze e vite, non servirà nulla innalzarti sugli altari e indossare le nostre tiare preziose per sentirci bravi cristiani.

Aiutaci, Signore, a riconoscerti nel bene che ci provochi a fare ogni giorno, donaci di essere cristiani, non furbi e sentirti compagno di viaggio in questa vita che così spesso ha bisogno della tua giustizia, della tua speranza e della tua pace.

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N. S. Gesù Cristo Re dell’Universo -B-2018

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La Verità?

 https://www.youtube.com/watch?v=skJ7nng6eUI

In ascolto del Santo Vangelo secondo Giovanni 18, 33b-37

Pilato allora fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

E mentre già ci chiediamo i programmi per Capodanno, iniziano a lampeggiare le lucette e i panettoni ci accolgono all’ingresso del supermercato ecco la festa di Cristo Re. Ci porta in un viaggio temporale strano in un’atmosfera che i più sanno essere Pasquale più che Natalizia…Gesù condannato a morte in dialogo col politico che governava la città e aveva potere… il dialogo è famoso e non facile; il vangelo di Giovanni che lo riporta poi…fa il resto.

La festa di Cristo Re non mi piace. Potendo, farei volentieri a meno di celebrarla. Non mi interessa. E’ invenzione umana, recente, qualche decina di anni, per rimarcare confini, superiorità, un certo tipo di fede, di volto di chiesa e di Dio che forse a quel tempo e nel preciso contesto storico di allora….al limite …poteva avere anche un suo perché.

Ma oggi… e poi è vero che oggi Gesù a Pilato risponde di essere re..ma quando nei vangeli lo nominavano (gli altri) re..quando “andavano a prenderlo per farlo re”…Lui sempre si dileguava. Ma noi invece, caparbi…a metterlo sopra gli altari con la stella nonchalance con cui lo schiafferemo tra paglia e muschio nel presepe. Non mi convince.

La lavanda dei piedi, il servizio, la carità, scegliere i disponibili: mi chiedo se oggi abbia un senso proclamarlo re, con tutto quello su Dio, chiesa, fede, clero che ne consegue. Se essere cristiani oggi sia come qualche decina di anni fa…o siamo irrilevanti? Al di là dei nostri microcosmi asfittici parrocchiali…cosa troviamo? Mi chiedo quale sia chiamato ad essere il sapore di una testimonianza cristiana oggi…che si impone, visibile, convincente, consensuale…oppure più evangelica? senape, fico, 12, piedi, Zaccheo; a me sembra che mai come oggi sia bello e gratuito annunciare il vangelo: ma abbiamo il coraggio di mettere in secondo piano tutto il resto? di fare verità di quello che conta veramente? di sopportare lo smacco della poca visibilità e presenza? del vangelo, insomma…quello vero, nudo e crudo!

COMMENTA

 

 

Certe parole non passano… Omelia XXXIIIa to 2018-B

 

Unknown

https://www.agi.it/cultura/zanichelli_graffiti_marciapiedi-4513375/news/2018-10-20/

Avete presente l’ipocrisia dei locali con slot machine distanti 450m dalle scuole?

La casa editrice Zanichelli, quelli dei vocabolari, ha fatto scrivere in alcune città italiane, dei graffiti con parole in estinzione ed il loro significato proprio vicino alle scuole! per dare loro visibilità! Ecco una bellissima trasgressione…

Alcune parole se non le usi più passano, ne perdi soprattutto il significato, cioè che esprimono! Non ci fai caso ma si resta più poveri di possibilità comunicative. Allora ecco una campagna per salvarle! interessante forse notare come a sparire siano davvero certe parole…come mai? sarà mica sintomatico….. quasi strategico?   ad es.

Insigne non è solo un giocatore ma…una persona di qualità da riconoscere…non va molto di moda, eccellere in positivo!

denigrare…lo fa troppa nostra politica, non si sa argomentare in maniera diversa, forse sparisce proprio per diventare scontato e consacrarsi come unico modo di fare…da regime!

solerte: pronto a sporcarsi le mani, a non richiamare solo e sempre i propri diritti ma soprattutto i necessari doveri..interessante!

Senza parole, con un vocabolario scarso, non sapremo comunicare, dire noi stessi, o decifrare quello che viviamo né dirlo a chi ci sta a cuore. Un problema di comunicazione molto grave! Anche perché chi saprà farlo a suo favore ci intorterà al meglio…serviamo ignoranti a tanta economia, finanza e cultura…purtroppo è così. Si baratta il senso per il consenso…

  Il vangelo pare molto attuale, anch’esso parla di parole. 

Ci garantisce che alcune parole non passeranno: non è questione di vocabolario ma di contenuti. Il vero problema della comunicazione oggi è avere qualcosa da dire! Ci sono tantissimi corsi per imparare a comunicare in maniera efficace o persuasiva, soprattutto per vendere ma come fai se non hai nulla da dire? Certi venditori, giornalisti o politici non hanno nulla da dire ma lo sanno confezionare e strumentalizzare bene.

Ma non si va avanti con la forza se non con la forza degli argomenti…(Caparezza!) quanta strumentalizzazione oggi, in chi non ha nulla da dire ma sa pilotarlo per guidare consenso e voti.

   Gesù nel vangelo parla di luna, stelle, sole…A quel tempo alcuni re, nobili e potenti, dicevano di essere discendenti del sole, si facevano adorare come stelle, gli astri erano considerati divinità. Pensiamo oggi alla traduzione di stelle in inglese, “star” cioè persone importanti. Gesù sta smascherando persone che fanno di sé degli idoli (influencer, artisti..ecc. vip… ) ma non hanno qualcosa da dire o dare davvero! A proposito di astri, pensate a quel programma televisivo di qualche tempo fa..”meteore” persone famose per poco tempo, solo perché apparse alla tv ma poi tornate dal nulla da cui arrivavano.

  Gesù poi annuncia che ci sarà accanto, manderà angeli: 4 venti, due estremità per dire il tutto, definitivo, potenza e gloria.. si ma nello stile di Gesù, attraverso il servizio e le persone con il quale raggiungerci, come angeli, a prendersi cura e collaborare.

La sue parole non passeranno…significa che ci sono, le possiamo accogliere, non ci tradiranno perché sempre valide. Valide perché vere. Vere perché dicono qualcosa di vero di noi e lo fanno per il nostro “meglio”. Accogliamo il vangelo con questa fiducia? quando celebriamo la messa e ascoltiamo o se riusciamo a leggere il vangelo del giorno, magari grazie ad un app nel cellulare, sentire che è il Signore che ci rivolge una parola, magari proprio quella di cui avevamo bisogno. Gesù parlava semplice: le parabole, gli esempi, le immagini della vita quotidiana perché tutti lo potessero comprendere sentendosi preziosi e destinatari di una buona notizia, vangelo appunto. Ci raggiunge, decifrando quel che stiamo vivendo, una parola che parla di quel che sta accadendo in noi mentre la ascoltiamo.

Il vangelo vuol proprio fare quello che le parole manifestano, offrirci possibilità di essere compresi, decifrati, sostenuti, illuminati, accolti…

lampada ai miei passi è la tua parola..bellissimo questo salmo

Da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna (Pietro scazzato a Gesù!)

proteggimi o Dio in te mi rifugio, abbiamo detto nel salmo di oggi

parole da conoscere e mettere in tasca, cioè nel cuore e nella testa perché tornino utili al bisogno, dando voce a chi al nostro fianco, anche grazie al dono dello SS sta facendo strada con noi.