Fare la recensione su Dio…. Omelia IVa t.o. C-2019

Unknown“Lo sapevo, capitano tutte a me, son sempre il solito sfortunato, vedi? ecco, è sempre così…Ah guarda, F. è fatto così, non ne combina mai una di buona, La Sig.ra M. pensa che prima o poi il suo matrimonio finirà. Quindi si comporta come se fosse già finito, e così lo fa effettivamente finire perché mette in atto una serie di comportamenti che portano alla lite e generano discordia al punto da mettere una reale fine allo stesso.”

“Profezia che si auto avvera!“: così viene definita in psicologia quella tendenza inconscia con cui una persona, ostinandosi a guardare a sé stesso o agli altri sempre dal proprio punto di vista, cerchi solo le conferme di quanto abbia già deciso di sé, dell’altro, della vita. Il bisogno di conferme di cose brutte che ti fa cadere esattamente in quello che vorresti evitare ma…un circolo vizioso dove non puoi che continuare a fallire, scegliendo il negativo, mettendoti senza volerlo nelle stesse condizioni.

  Quante volte ci capita di vivere tale profezia, restando vittime di  noi stessi. Questo non ci aiuta realmente a crescere né vivere liberi. Fortuna che non è quella a cui ci invita il vangelo. 

  Gesù ha gli occhi di tutti addosso: è esattamente dove lo abbiamo lasciato domenica scorsa, lo conoscono bene ma sanno che ha fatto qualcosa di strano, sta diventando famoso e saggio: dice di essere il Messia, salvatore, dice parole di grazia. Eppure come si spiega che da meravigliati, tentino di ucciderlo? qualcosa non va.

Nessun profeta è ben accetto in patria: perché? loro cercano segni e prove ma Lui vuol dire loro ben altro.

Ma prima di proseguire chiediamoci: Chi è il profeta? in greco significa chi parla a nome di..una sorta di testimonial della pubblicità? chi ci parla bene per convincerci di quel prodotto? Dai soldi che ci spendono significa che funziona. Eppure chiediamoci: quante volte abbiamo scelto quella pizzeria, quel film, quel fisioterapista o quel negozio proprio solo perché una persona ce ne aveva parlato così bene e con passione? Ci fidavamo, certo ma… è stata una testimonianza efficace, ci parlava come a nome di… pensiamo ormai all’abitudine di consultare tripadvisor prima di scegliere un hotel o un ristorante…

  Nel battesimo ciascuno di noi è stato consacrato re, sacerdote e profeta, è la seconda unzione. Come 3 app che ci son state scaricate dentro, anche se non le conosciamo o usiamo.

Ciascuno di noi è chiamato ad essere profeta. Colui che parla a nome di.. di chi? di Dio, no? e cosa dire? ciò di cui abbiamo fatto esperienza. Altrimenti saremo al circo o in relazione con pacchetti di valori e tradizioni sterili, che non offrono nulla di utile alle nostre vite.

Come facciamo a dirci cristiani se non sappiamo raccontare nulla di Dio nella nostra vita? quella volta in cui mi son sentito accolto, l’esperienza di un perdono grande, la gioia dello stare assieme, la pagina di vangelo che mi ha decifrato e sostenuto, il consiglio di un prete che mi ha accompagnato, una messa in cui ho sentito il Signore davvero accanto, la gioia del servizio per gli altri vissuto nel suo nome… ecco perché vale la pena oggi essere e continuare ad essere cristiano…

questa è l’unica profezia che vorremmo potesse avverarsi, per ciascuno, per tutti…

Un giorno due vescovi si incontrano: uno vive in uno stato lontano dove i cristiani sono fortemente perseguitati. L’altro lo guarda affranto e gli chiede “come fate a vivere in un luogo dove siete così perseguitati?

L’altro lo ascolta, si fa pensieroso, aspetta, poi lo guarda e gli dice:

“io mi chiedo invece come facciate voi  a vivere da cristiani senza essere perseguitati.”

Annunci

Gesù ci passa in mezzo e noi…

 

Tempo lettura previsto: 4 minuti

In ascolto del Santo Vangelo secondo Luca 4, 21–30

Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

Se qualcuno di voi ha avuto occasione di essere in chiesa ad una messa presieduta da me o ha letto l’omelia sul blog sa che la pagina di Luca appena precedente a questa mi sta molto a cuore. Ho fatto un’omelia lunghissima!!! Quindi oggi sarebbe il caso di dire..dove eravamo rimasti? Gesù ha appena sconvolto tutti dicendo che oggi questa scrittura parla di Lui, è Lui il messia, non devono più attendere nessuno. Certo, usa parole di grazia, lascia tutti meravigliati, ha compiuto dei segni prodigiosi… ma in quattro e quattr’otto ..come leggete, pensano subito a buttarlo giù e ucciderlo. La folla cambia spesso idea…soprattutto quando la metti in discussione e non le dai i segni e le prove che chiedi…oppure quando non trasformi più l’acqua in vino o la smetti di far miracoli a tutti…e lasci qualcuno deluso. Succede assai anche nelle nostre devote e ferventi parrocchie…. basta che il parroco non mi accontenti ed è un ebete…era meglio quell’altro.

Gesùùùbbbbello certo non se le risparmia mai, mica le manda mai a dire..non perde un’occasione per rivoluzionare tutti e farle girare a tutti….ma lo fa riportandoci alle misure e ai parametri di Dio…che stupisce sempre sconvolgendo le nostre misure e attese. La sensazione comunque è che noi si stia bene lo stesso senza Gesù…è il figlio del falegname, insomma lo conosciamo, siamo stati a catechismo da piccoli, conosciamo qualche pagina .. possiamo andare a messa, grigliare polenta in sagra, fare “scout”, cantare nei cori a messa…essere preti e suore, ma cosa ci interessa di Gesù? noi andiamo a messa, facciamo i bravi, siamo quasi generosi con tutti ma… Non gli permettiamo di essere per noi “relazione quotidiana”…. almeno mi sembra spesso.

Preferiamo sentirci a posto (precetti, norme, devozioni, tradizioni) che felici…è molto triste.

Mi butta via infine, la leggerezza con cui Luca conclude la pagina…”passando in mezzo a loro si mise in cammino”… non lo riconoscono? non se ne accorgono? chissà cosa è successo e cosa cerca di dirci Luca ma mi piace questa sottolineatura…non lo vedono perché si aspettano altro, hanno un loro format di Gesù e Lui invece..riprende il cammino, troverà altri disposti a seguirlo e far strada con Lui…come i due di Emmaus…se ne accorgeranno ma dopo… e noi? che intenzioni abbiamo?

COMMENTA…

Oggi o mai più. Omelia IIIa t.o. C-2019

image.jpg

Oggi si è compiuta: a posto, ora ci penso io…

Valore performativo l’azione coincide con quel che stai dicendo…quando dici quello che stai facendo, la parola è in azione…

Non credete ai preti… Le faccio i miei complimenti

Ma cosa vuol dire? La logica con cui oggi viene vissuto e gestito il desiderio è sbagliata. Ognuno di noi desidera…ma siamo immersi in un contesto in cui il mercato e il marketing la fanno da padroni; far consumare per vendere e guadagnare è la cosa fondamentale. Interessiamo solo in quanto potenziali consumatori. Vogliono i nostri soldi. A qualsiasi costo. I bisogni vengono creati ad arte, indotti, con tecniche precise, la sirena del nuovo, dell’ultimo, del conveniente ci fa accaparrare di tutto, metter via, approfittare. 

È però un desiderio figlio di un’impostazione capitalistica, che deve consumare sé stesso, creando una domanda che di fatto non c’è, un desiderio che strutturalmente non si accontenta mai e insegue, vivendo una continua ossessione e insoddisfazione profonda…e così il black friday, il natale e via coi saldi, frittelle e crostoli ancora prima dell’epifania e poi sanvalentino, la festa del papà, della donna, della mamma, pasqua e pasquetta… e saldi e black friday e via così…Cosi ci abituiamo a vivere in ansia e all’inseguimento dell’ennesima novità, sempre in colpa o in debito perché non siamo aggiornati ma quindi sempre insoddisfatti… perché questo desiderio capitalista…ci convince a vivere come se la salvezza, ecco il punto, fosse sempre un po’ più in là…da raggiungere, facendo quantità.. ottenendo..molto infantile, vuoi il gioco che ha il bambino al tuo fianco ma appena lo hai ottenuto lo snobbi e pensi subito ad avere altro…l’erba del vicino è sempre più verde, non ti basta mai e allora acquisti o cambi, esperienza, partner, amici, sport, passatempi, mode…all’inseguimento.

Gesù invece ci offre una salvezza diversa, che non è oltre il nostro orizzonte né da comperare ma da vivere qui e ora: tutto e subito, potremmo dire ed è vero. Che non sta nella quantità di cose con le quali anestetizzarsi, da idolatrare, ma nella qualità di una relazione, da vivere oggi. Il nostro desiderio più profondo è quello di essere riconosciuti in una relazione che ci fa vivere. Nel rapporto con Lui allora oggi siamo messi a nudo, ci aiuta a fare verità di noi, oggi ci aiuta a valutare l’ossessione di bisogni o l’erosione del desiderio..spasmodico…la Parola può illuminarci, dire la verità di noi, oggi smascherare paure, ricordare priorità, sostenere scelte e sforzi, cambiare prospettive.

ha offerto ingredienti, non ricette…la salvezza o è oggi o non lo sarà mai!

 Gesù davanti a questa piccolissima comunità, durante quel momento di preghiera presenta il suo sogno di un mondo nuovo. E sono solo parole buone, di speranza per chi è disorientato, o è vittima, o non ce la fa più: sono venuto a incoraggiare, a portare buone notizie, a liberare, a ridare vista. Testo fondamentale e bellissimo, che non racconta più “come” Gesù è nato, ma “perché” è nato. Che ridà forza per lottare, coraggio per sperare, luce per procedere. Poveri, ciechi, oppressi, prigionieri, insoddisfatti e consumatori consumati: questi sono i nomi dell’uomo. Adamo è diventato così, per questo Dio diventa Adamo, dice molto bene Ronchi, ed il suo scopo non è quello di essere finalmente adorato e obbedito da questi figli distratti, meschini e splendidi che noi siamo. Dio non pone come fine della storia se stesso o i propri diritti, ma uomini e donne dal cuore libero e forte, un regno, cioè una società più giusta, equa, umana per tutti, in primis i poveri. 

Ecco allora perché alzarsi in piedi, perché baciare questo libro, cantare alleluja, incensarlo illuminarlo, portarlo in processione dargli del tu… come la liturgia, fregandoci, ci fa fare…il prete dopo il vangelo dice “parola del Signore” e l’assemblea risponde…dando del tu..oggi, adesso a Gesù..lo lasciamo li?