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“(..) Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno (..)”
(Lucio Dalla, “L’anno che verrà” 1979)
In ascolto del Vangelo secondo San Marco 1,1-8
Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.Come sta scritto nel profeta Isaia:Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:egli preparerà la tua via.Voce di uno che grida nel deserto:Preparate la via del Signore,raddrizzate i suoi sentieriVi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Un grande teologo chiamato H. U. Von Balthasar diceva che l’esistenza cristiana è come “il dito di Giovanni Battista”.. perchè indica continuamente il Messia, sempre sbilanciata su Gesù.
Mi è piaciuta questa frase e la condivido volentieri: vivere sbilanciati. Riconoscere che il nostro baricentro è esterno a noi stessi.. che stiamo in vita ed in equilibrio solo grazie agli altri e quindi innanzitutto all’Altro. E che questa non è una privazione di libertà, ma un suo prodigioso riconoscimento e aumento.
Siamo fatti così, funzioniamo così, mai senza l’altro direbbe un famoso filosofo in un libro magnifico dallo stesso titolo: e questa nostra caratteristica incontra in Gesù che viene la potenzialità massima di significato ed espressione.
Siamo di fronte ai primi versetti del Vangelo di Marco: inizio del Vangelo di Gesù. Della “buona notizia”. Ascotando Marco ascolteremo una buona notizia. Siamo pronti?
Stiamo aspettando una buona notizia? Ma non il 25 dicembre.. in generale, cioè ora: sto aspettando una buona notizia? Mi posso concedere almeno il lusso di sperare?
Una buona notizia: vengono sempre da fuori, le buone notizie. Inedite, insperate, inspiegabili. Ci raggiungono e chiedono solo di accoglierle, farle entrare, dare loro credito.
Ci cambiano la vita o il modo di guardarla.
Come prepareremo il cuore a questo incontro? Con maggior impegno di quel che metteremo per il nostro bellissimo albero?
Come preparare la strada, in questo avvento, per non arrivare a Natale con le due solite frasi scontate di ogni anno: “già Natale..”
“Ah, io quest’anno Natale non lo sento per niente.. (variante “da qualche anno”)..”
Tutto qua?
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