“Due giorni e mezzo chiusi qui dentro???” – Omelia Epifania 2016 – C

070116
Due giorni e mezzo: in questo 2016 staremo qui dentro almeno due giorni e mezzo. E senza bere ne mangiare. Tenendo conto che una messa tra arrivo e chiacchiere finali dura minimo un’ora.. per 52 settimane, 52 domeniche più Natale, Epifania, Pasqua, Ceneri, Santi e Madonne.. fanno almeno 60 ore che diviso 24 fa esattamente due giorni e mezzo. A pensarci bene viene almeno da rifletterci. 60 richieste di perdono, 60 omelie, 60 scambi della pace. Saranno una cosa da fare o un dono? So che saranno una grande opportunità, per tutti e per ciascuno. Perché la nostra fede va vissuta assieme e cresce, verifica e si rinforza sempre e solo in una precisa comunità cristiana stabile, concreta e reale.
Dico questo a partire da questo solenne annuncio del giorno di Pasqua che la liturgia ci offre ad ogni Epifania.
Mi pare interessante. Non è l’elenco degli appuntamenti a cui essere presenti, non servirebbe. Riascoltiamolo assieme.
Innanzitutto oggi per noi, l’Epifania “tutte le feste porta via” e quindi segna, ahi noi, il ritorno alla vita ordinaria, riapertura delle scuole, fine delle vacanze, la ripresa definitiva del tempo ordinario. E quindi siamo proiettati in avanti.. scrutiamo l’orizzonte temporale davanti a noi. E ci viene indicato il giorno di Pasqua. Ci viene detto che “nei ritmi e delle vicende del tempo”. Bellissimo. In quei ritmi forsennati di vita e lavoro di cui sempre ci lamentiamo perché “sempre de corsa” e “non abbiamo tempo”, nelle vicende, belle o brutte, dure o gioiose,  noi.. non verremo a messa, ma “viviamo i misteri della salvezza”. 60 ore qui dentro insomma avranno a che fare in modo anche misterioso con la nostra salvezza. Con la qualità delle nostre esistenze. Ci sarà qualcosa da cui salvarci e qualcuno che ci salva. Che facce avremo uscendo dalla chiesa? Da salvati o.. da salvare???
Poi va nello specifico spiegandoci che il centro di tutto è la Pasqua. E qui le cose si fanno interessanti perché se c’è una cosa a cui fatichiamo a credere come cristiani è proprio la risurrezione, la vita eterna (di qualità diversa) già qui ora e poi, dopo la morte, continuando in paradiso. “Siamo nati e non moriremo mai più” direbbe Chiara Corbello Petrillo.
Se dimentichiamo la risurrezione la nostra vita qui è già  spenta e rischiamo di agitarci per tante cose ma dimenticando l’essenziale. Si ridurrà così la nostra religione ad un’etica di valori, ad una morale di comportamenti da schiavi, ad un volontariato sociale, a semplice aggregazione qualunque.
Per spiegarci meglio la cosa poi l’annuncio ci ricorda che per noi cristiani ogni domenica è Pasqua. “Celebrando il memoriale della morte e risurrezione del tuo figlio ti offriamo padre..”. (diciamo sempre a messa). Domenica come Pasqua della settimana. Un ordine e un fine nuovo con cui vivere il nostro tempo, quei ritmi e quelle vicende. Ogni domenica è Pasqua. E’ un evento. La chiesa, cioè la comunità cristiana celebra ogni domenica questo evento in cui Cristo ha vinto il peccato e la morte. Lo rivive, lo celebra. Non uno spettacolo. La nostra settimana normale va verso una pasqua di risurrezione.. ogni settimana, ogni domenica.
“Beati gli invitati alla cena del Signore: ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato dal mondo.” (diciamo sempre a messa). Il peccato, il male, ci sono, tra quei ritmi e vicende. Ma Lui ci da la possibilità di affrontarlo e respingerlo. Così le nostre vite migliorano, si liberano, si salvano.
“Ma di soltanto una parola ed io sarò..salvato!” (ripetiamo da anni)
L’annuncio insiste: “anche nelle altre feste la chiesa pellegrina sulla terra proclama la pasqua del suo Signore.”
Tutto insomma ci parla di questa pasqua domenicale. Ci annuncia che siamo chiamati a vivere da risorti questo anno; allora questi due giorni e mezzo che trascorreremo assieme assumono un senso ed un significato diverso.
Nel vangelo i capi dei sacerdoti e gli scribi, cioè le persone devote, pie, molto praticanti e credenti… sanno rispondere alla perfezione ad Erode, citano a memoria le pagine della scrittura.. ma non si muovono, non cercano. Dicono parole vuote. Restano chiusi al caldo, nel loro palazzo. Un rischio anche nostro!?
Speriamo di no. La Parola ci indica i magi. In questi due giorni e mezzo di 2016, cerchiamo come loro, la luce, seguendo la stella: le stelle da sempre danno orientamento, direzione e prevedono il futuro.. quella stella è Cristo, stella che ci orienta e guida: ci faccia essere come i magi, mettere in cammino, per guidare le nostre conversioni, guarire le nostre tiepidezze, accogliere le nostre miserie, condividere quel che siamo per il bene più grande della chiesa. Allora staremo celebrando la nostra Pasqua personale, di settimana in settimana; usciremo da queste messe da salvati, 60 volte più uniti, 60 volte speriamo più felici.

 

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