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Sordi e De Sica: pagina mitica del cinema italiano. DA NON PERDERE!
In Ascolto del Vangelo secondo Luca 3,15-16.21-22
In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
“il popolo era in attesa”.. chiedendosi “se fosse quello là il Cristo che doveva venire”: immagine suggestiva.
Non li aveva convinti, il Battista: troppo austero, integralista, spartano. Non secondo i loro gusti o attese.
Noi come riprenderemo la vita ordinaria? Magari questa mezza settimana dopo l’Epifania ci ha visto tornare a scuola o in ufficio, al lavoro e a catechismo.. per tutti quindi da lunedì prossimo si torna definitivamente a regime, colore ordinario verde, vita normale, ritmi serrati, magia finita.
Spero almeno vi siate riposati. Chiuderemo presto le pratiche natalizie rimettendo presepi e alberi nelle scatole con la solita mestizia?
Pronti a fumarci o a farci la tisana col muschio del presepio, la sensazione che con la neve sarebbe stato tutto più suggestivo, che avremmo potuto mangiare meno, con la tuta nuova per andare a correre e l’abbonamento in piscina o palestra pronti?
Anche noi in attesa? Davvero? Di cosa.. di quel che non è accaduto o che ci saremmo aspettati? Magari..
La sensazione come gli ebrei del tempo che non ci sia piaciuto ne quel Battista ne questo Bambin Gesù. Il rischio di riporre tra le palline del Natale e le lucette.. anche altre “palline” più personali, cadute perché ci ritroviamo uguali a prima dell’Avvento.
Abbiamo atteso invano? Avevamo atteso? E’ cambiato qualcosa nella nostra vita cristiana, dopo questo ennesimo AvventoNatale? Avrebbe dovuto, avrebbe potuto?
Proviamo a ritagliarci un attimo e chiederci.. da queste feste mi porto a casa.. una convinzione, un desiderio, un impegno.. legati a qualche scoperta fatta tra le messe, le preghiere, le omelie e le devozioni.. ho scoperto che? Ho sentito che? Ho percepito, ho gustato, ho sentito.. e me lo porterò con me fino.. a Quaresima!
Gesù si mette in fila coi peccatori: questa pagina mi butta sempre via. Nessuna corsia preferenziale. La gavetta.. tutta, dall’inizio.
Quel bambino è diventato grande, ma lo stile è chiaro. Dal basso, dagli ultimi, come tutti. Parte da in fondo perché nessuno possa prendersi indietro e restare solo. Nessuno possa pensare di essere rimasto escluso, emarginato, ignorato.
Dio si compiace. Chissà cosa è accaduto veramente. Eppure ne parlano tutti i vangeli. La voce di DIO.. compiaciuto.
Umano, soddisfatto. Dice.. “l’è tutto so pare” (in italiano: Assomiglia tutto al papà”!)
Ecco lo stile di Dio. Che la nostra vita cristiana, che la nostra chiesa possa tornare di continuo a tale umiltà, a tale antipatia per i primi posti, per gli sconti e i “lei non sa chi sono io”.
Che la nostra chiesa sappia farsi piccola, anonima, debole, quotidiana, mai appariscente ne invadente. Sale e luce della terra.
Come ha fatto Gesù, come ci ha chiesto.. solo col suo stile, di fare.. senza tante parole, ma col suo esempio.


