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Rimaniamo su Van Gogh con “Il buon samaritano” (1890)
“Prendi posizione. La neutralità favorisce sempre l’oppressore, non la vittima. Il silenzio incoraggia sempre il torturatore, mai il torturato.”
(da “Gabbie vuote”, di Elie Wiesel – 1928-2016, riposi in pace.. e se non avete letto il suo terribile “La notte”.. affrettatevi a farlo.)
(da “Gabbie vuote”, di Elie Wiesel – 1928-2016, riposi in pace.. e se non avete letto il suo terribile “La notte”.. affrettatevi a farlo.)
In Ascolto del Vangelo secondo San Luca 10, 25-37
Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».
Pagina magnifica.. Gesù usa come modello un samaritano, considerato peggio di uno zingaro per noi oggi..
Ci sarebbero da dire un sacco di cose interessanti, ma mi limito a farvi notare, se non l’aveste già fatto una cosa fondamentale..
Il dottore della legge, religioso e devoto, chiede.. “chi è il mio prossimo”.
Gesù gli gira la domanda.. ”chi ti sembra sia stato il prossimo..”
Gesù smaschera i sentimenti del dottore, che in cuor suo pensa che si possano aiutare certe persone, ma non altre. Vuole mettere confini e limiti all’amore, facendolo dipendere dal destinatario.
Quasi non volesse sprecare il proprio dono con chi non lo meriti..
Peccato però che l’amore non possa essere definito in funzione dell’identità, della qualità o dei meriti del destinatario (chi è il mio prossimo?), ma è un compito, un dovere cui ciascuno è chiamato. (Chi si è fatto prossimo?).
Non l’oggetto dell’amore è il prossimo, ma il soggetto che compie azioni d’amore.
Non ci si domanda chi è, ma ci si fa prossimo, uscendo da sé stessi, accorgendosi al momento giusto di chi abbia bisogno..
Il tuo prossimo è colui che tu decidi di rendere prossimo..
Luca è preciso nel caratterizzare i personaggi, nello sceglierli: dottore della legge, sacerdote, levita, samaritano..
Della vittima invece dice solo che era “un uomo”. Questo basta e avanza per rendercelo prossimo..
Al di là della provenienza, dell’età, del sesso.. basta che sia un essere umano come noi..

