Accorgersi di una goccia… Domenica XXXIIa to -B 2018

 

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Tempo lettura previsto: 5 minuti

In ascolto del Santo Vangelo secondo Marco 12, 38-44

Diceva loro nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Farsi vedere…saluti, titoli, apparire, cercare conferme, riconoscimento, fare per sentirsi bravi, utili, INDISPENSABILI..e farlo magari pagare con un sottile ricatto…ne abbiamo già parlato qualche domenica fa…non c’è molto da aggiungere. Per fortuna sta morendo, pur con grande fatica, un volto di chiesa così..lo sta uccidendo l’indifferenza della gente che giustamente sa che la sacralità è altrove e la credibilità va conquistata sul campo, non a priori. E che comunque non passa di qui il vangelo né così…

Ma quello che mi fa morire..è Gesù bello che si prende del tempo per osservare. Me lo immagino seduto li, i sandali slacciati e i piedi incrociati a guardare la gente, che come diceva Bukowski…è sempre uno degli spettacoli più belli al mondo… e lì fa una cosa meravigliosa …si accorge. Accorgersi per me è un verbo magnifico che dice un’azione rara e fondamentale, delicata, discreta ma bellissima e necessaria. Accorgersi che qualcuno sta dormendo vicino a te e abbassare la voce, che qualcuno ti sta aspettando mentre parli al telefono… che è finita la carta igienica e sostituisci tu il rotolo, che una persona è triste e vorrebbe che qualcun’altro se ne accorgesse…ecc. ecc.

Bella questa attenzione quasi pedagogica… anche perché quei due spiccioli sono in realtà un atto di fede grande. Rappresentano forse la vita della povera vedova, un gesto audace, coraggioso di abbandono. Insomma non ha donato il superfluo, non ha svuotato finalmente gli armadi al cambio stagione rifocillando la Caritas di roba che è ancora buona …ma la porto qui…(ma se è buona tienila, no?) …

E se permettete…Gesù fa circa quella che “i scAut” chiamano “catechesi occasionale”… insegna loro qualcosa di importante a partire da quel che accade…li richiama all’ordine e mostra come professoressa la stessa vedova…a loro che volevano i primi posti..

Li aiuta ad accorgersi…..

Di cosa vorresti imparare ad ACCORGERTI..questa settimana?

COMMENTA

 

Vivere in ascolto. Omelia XXXIa t.o. 2018-B

 

Unknown

Padre, ho pregato tanto, ma il Signore non mi ha ascoltato…Si signora, ma noi prima dovremo ascoltare poi pregare…

Prima cerchiamo di ascoltare cosa e come lui abbia da dire alla nostra vita..poi preghiamo per avere la forza di realizzarla…allora si le cose cambiano e siamo cristiani sul serio…

 Qual è il 1° dei comandamenti si sente chiedere Gesù…

Significa l’architrave sul quale tutti gli altri sono appoggiati. Volendo osservare, sarebbe già sufficiente la sua risposta mentre cita la tradizione ebraica, lo “schèmà Israel” biblico…appunto ascolta.  1a lettura, Deuteronomio 6

Tutto parte con il mettersi in ascolto. Percepire una presenza, relativizzarsi, mettersi da parte, in discussione, a confronto. Sapere, come primo atto di fede, che c’è Qualcuno che per primo ti ha voluto rivolgere la parola. Che la vita, prima che orgogliosa iniziativa epica e solitaria, a volte disperata e struggente, può essere risposta, vocazione.

E che ha qualcosa di bello e promettente da sussurrarti. Un vangelo, appunto “buona notizia che sorprende” … per meno non ne vale davvero la pena…saremo cristiani schiavi e impagliati.

L’amare ed il fare vengono dopo, altrimenti sarà imposizione morale, virtuosa, volontaristica o melensa scelta etica, relativa e indefinita…

Cuore, mente, forza, anima dicono bene l’organicità della risposta. Non solo devozioni, non solo “fare”, non solo preghiere e valori ma intelligenza, spirito critico, conoscenza, passione, entusiasmo, interesse.

Ascolta…è il primo atto di fede, di ciascuna delle nostre vite: se scelgo di ascoltare sto intanto credendo che non sono solo.

Che c’è qualcun altro. Se lo ascolto mi fido che abbia qualcosa da dirmi. Se scelgo di ascoltare gli lascio l’iniziativa: cerco di offrire solo un cuore disponibile a lasciarsi stupire e mettere in discussione. Solo così potrà scaldare e guidare la mia esistenza, darle sapore e significato.

Penso a quanti di voi vengono qualche minuto prima in chiesa cercandovi un po’ di pace, di silenzio, col foglietto in mano per leggere per conto proprio le letture…

A quanti pregano per conto proprio la Parola di Dio, magari coi sussidi che troviamo in fondo alla chiesa…o scelgono una messa durante la settimana, a quanti ti cercano per fare due parole, per riconciliarsi con calma, per sfogarsi o chiedere un parere, un confronto, per non vivere a caso…restano in ascolto di sè stessi e di ciò che Dio vuole sussurrare nei loro cuori. Ma anche a quanti vivano nel proprio quotidiano la fatica a farsi ascoltare, ad essere ascoltati e creduti, come pure il sacrificio di un ascolto impegnativo e faticoso di certe realtà da vivere e condividere.

Se mi metto in ascolto e ci credo…l’atto di fede più grande e sensato  é che Lui mi voglia felice. Ed io ci creda.

Ascoltare. Dare la precedenza: credere che Lui ci sia e abbia qualcosa di bello da dirmi, da farmi scoprire e gustare, con cui ristorare e illuminare la mia vita. Vivere in ascolto. Vivere orientati…da oriente..da dove nasce Cristo luce del mondo…se cerchiamo questo non siamo lontani dal regno di Dio… che è già anzi vicino, prossimo a noi…

Quanto mi piacerebbe uscire da qui col cuore desideroso di restare di fronte a questa consapevolezza. Chiediamo al Signore questa disponibilità…preghiamolo di concederci l’umile determinazione di farlo…essere cristiani sia desiderare di vivere in ascolto.