Non trovi ma conservi… Omelia 5a Quaresima ’24 B

Più lo mandi giù e più ti … Ve le ricordate qualche pubblicità?  

(Megan Gale) Tutto intorno a tePower to you. A te il potere… Life is now. (Totti) Vivi la vita adesso…la famosa compagnia telefonica. Nessuna pubblicità è ingenua o innocua, con tutti i soldi che ci investono, c’è un’immagine che vogliono dare col messaggio, suggestionando chi ascolta per invitarlo a comprare, per credere che sarà proprio così!  A parte che mi pare siano le tre tentazioni di Cristo nel deserto, rifletteteci ma…lasciamo stare… credo dicano uno stile di vita in cui io sono al centro di tutto il mondo e mi “amo”. Alcuni tratti di narcisismo li abbiamo tutti, è naturale ma…      Chi ama la propria vita la perde. Chi la odia invece… facciamo chiarezza. Odiare o amare la propria vita? Calma, siamo chiamati ad amare noi stessi come il nostro prossimo. Ma la frase è ad effetto: la vita se la trattieni, la perdi, se ne sei geloso, se pensi sempre di bastare a te stesso e salvarti, di essere l’unico parametro di tutto, di essere l’unico che sa di cosa ha bisogno e cosa è giusto o sbagliato, che crede a modo mio. E gli altri, non dico i più vicini ma…son persone da guardare con sospetto, indifferenza, superficialità. Se sei insomma, come il dopobarba…l’uomo che non deve chiedere mai.

Ma, attenzione,la perdi anche se pensi solo agli altri, svalutandoti, fraintendendo il messaggio evangelico sull’amore al prossimo, la perdi se hai la sindrome della crocerossina che non deve mai pensare a sé stessa ma solo a salvare gli altri o quella del cireneo, che deve sempre farsi carico di tutti dimenticandosi di sé.. portando lui la croce magari a muso duro, facendo la vittima.. noi veneti un po’ la sindrome del fare a testa bassa ce l’abbiamo, come cattolici poi…messa no ma dar na man in parrocchia..istesso?

>l’amore è anche sacrificio, pare dire il vangelo, ti metti da parte senza paura di morire (amore=senza morte), di perdere nulla

un atto di volontà da vivere giorno per giorno, per cui allenarsi, abituarsi, da scegliere. Come una coppia di genitori coi figli, una prestazione sportiva da perseguire, una libertà per un obiettivo e non solo da quello che mi impedisce di far quel che mi va. Quanto è diverso vivere se ho voglia o volendo…ti sacrifichi per una meta

Cambiano anche le relazioni: ci accorgiamo degli altri e ci impegniamo a crescere con loro. Sarà per quello, meglio tardi che mai, che la pubblicità della famosa azienda oggi ci propina un interessante e dopo soli 8 anni…together we can: assieme noi possiamo…. ah! quindi adesso conta il poter fare assieme, vai avanti solo assieme, in relazione e fai meta…come nel rugby…

  Ma permettete un dettaglio che mi affascina e credo possa essere significativo: qual è il contrario di perdere? …Invece troviamo il verbo conservare..custodire in greco. Bellissimo.

Avrai la sensazione di perderti, finirti, sprecarti, di morire ma in realtà quando si vive sbilanciati, con amore intelligente e sano, la conservi per la vita eterna. Stai investendo sulla qualità eterna della tua vita, stai già un po’ gustando il paradiso, vivi con amore e questo ti rende eterno. Tu risorgerai cioè superi la morte, vivendo in un certo modo. Conservare, custodire, come del buon vino o del formaggio..la stagioni, le dai qualità, essa continua.

E questo, grazie a quanto la 1a lettura ci ha annunciato: noi funzioniamo così, abbiamo una legge scritta in noi da Dio, dice Geremia, sul loro cuore. Noi funzioniamo amando.. e prima lo comprendiamo meglio è: quando invece di guardarci l’ombelico noi amiamo l’altro, gli lasciamo dentro il meglio di noi stessi, la passione, sacrificio, dedizione, cose fondamentali…che l’altro poi, sentendosi amato/a trasforma in educazione, valori, insegnamenti; l’amore che ho ricevuto non ha sminuito la persona che me lo ha donato…e nessuno perde nulla, amando… ma si arricchisce, si moltiplica, non si divide o si perde, si fa aumentare mettendolo in circolo…ed è così anche con Dio Padre, ecco la nuova alleanza ed eterna alleanza iscritta

questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi.

sangue versato per voi e per tutti per la nuova ed eterna alleanza,

Fate questo in memoria di me. ci viene chiesto ad ogni messa…

Sia il caso di iniziare a pensare, in settimana, cosa ci sia da fare in sua memoria? farsi pane? farsi cibo per l’altro? Desiderare di credere almeno … che funzioni?

Quinta domenica di Quaresima ’24-B

Nel suo famoso Cristo Giallo, Paul Gauguin disegna Cristo giallo come le messi di grano da raccogliere…i chicchi che portano frutto…il corpo di Cristo spezzato per noi…fate questo in memoria di me.

Dal Vangelo secondo Giovanni 12,20-33

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».  Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».  Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

Siamo sempre più immersi in un contesto in cui essere cristiani non serve; al limite mi dico di essere credente a modo mio e mi arrangio, pescando a caso suggestioni evocative e aspetti del sacro che io ritenga valide per me, in privato, per la mia crescita personale. Un macello, insomma… ma anche un punto di partenza. Ci si reputa cristiani, credenti ma senza praticare, senza che questo dia significati particolari o nuovi alla propria vita, senza che sia utile a praticamente nulla, senza che ri orienti la vita. Oggi il vangelo parte da questo desiderio di alcuni pagani curiosi, come quando vuoi vedere uno famoso che arriva in città…. e si innesca una catena di testimoni e conoscenze per arrivare a Gesù stesso. E Gesùbbbello, come il caso non fosse suo, si mette a discutere e annuncia una cosa speciale: che la confort zone di ciascuno… va lasciata andare. Mi piace solo far notare una cosa al volo:il contrario di perdere è trovare. Pensiamo alle chiavi di casa. Chi perdere “evangelicamente” la propria vita non la trova ma la conserva per la vita eterna. C’è una promessa speciale. Una continuità nel futuro, dopo la morte ma che inizia giù qui. Conservare vuol dire che è già in cantina e li resterà anche se ti sembra che tu la stia perdendo… ti sembrava, ti ha fatto soffrire, spaventato, umiliato, fatto tremare…ma la stai conservando. E magari, come i vini o i formaggi buoni, col tempo migliora, si stagiona, invecchia acquisendo non solo sapore ma valore. Quali sono le piccole grandi azioni d’amore disinteressato ma quotidiano, nascosto e anonimo magari, che scegliamo di mettere in atto per imbrogliare il meccanismo che, mentre mi fa sentire perso o smarrita perché non mi va…poi alla fine mi ritrovo…conservato, nuovo e vivo?Ecco forse oggi l’annuncio legato al “cosa serva essere cristiani” e perché magari (ri)avvicinarsi e credere: un’esperienza di salvezza da quanto in me mi impedisce di vivere la mia vita da protagonista, non secondo me ma secondo il Padre, che mi vuole Figlio, capace di amare e dare con l’amore senso, gusto e orizzonte a…

Ma che è successo giovedì scorso? Era il 29 febbraio e….

Abbiamo fatto una di quelle cose che in genere, nel buon senso comune, non si fa. Come Gesù nel Vangelo di domenica scorsa ha rovesciato tavoli, preso a frustate animali per farli scappare e fatto una piazzata al tempio contro chi faceva di Dio uno con cui contrattare e mercanteggiare… anche qualche matto si è ritrovato a Treviso. Per provare, anche solo per una sera, a dire: “ma chi sssene frega se non è una festa comandata, se è solo giovedì, se devo fare un po’ di macchina e piove e domani devo andare a lavorare…“. Ma che è successo? Abbiamo cercato di dare un significato diverso al tempo, a quello che può essere solo orologio e cronaca ma anche evento…e libertà. Un giorno in più. Direi che si è potuta celebrare, nel tempo, la vita. C’erano giochi da fare o far fare ai più piccoli, travestimenti e foto spiritose in compagnia, un po’ di sfogo artistico sul tema; e poi leggere cosa pensino del tempo da vivere decine e decine di bambine e bambini, studenti e studentesse delle medie e delle superiori che sono stati provocati sul tema da amici e amiche insengnanti; un video composto da tanti video arrivati sul giorno in più, un paio di poesie, le canzoni della cantautrice Erica Boschiero, il brindisi al prosecco con musica del dj e poi don Ivan che aizza la folla a battere le mani e ballare, camminando placido mentra suona il suo organetto, arriva sul palco e si sintonizza subito con il gruppo Sonabbash che inizia a suonare dal vivo la pizzica pugliese e la taranta…mentre alcune ragazze coinvolgono gli astanti a ballare sulle note della musica che avvolge… e poi ancora Mash Dj che continua a stuzzicare… Eravamo quasi in 300, da nonna Isetta di 89 anni al piccolo Leonardo di 10 mesi sul passeggino. Era bello vedere gente che non si conosceva o si rivedeva dopo tanto tempo, come pure leggere qualche sorriso di stupore, qualche dubbio sospettoso, o la gente in giro col lecca lecca in bocca…. La gestione del tempo non era facile, abbiamo tagliato alcune persone che avevano scritto dei brevi testi sul tema (e quanto me ne dispiace…ma li sto per mettere nel blog stesso); l’acustica, come dicevo nel mio saluto introduttivo, non sarebbe stata delle migliori ma non c’erano alternative. È stato un crescendo, come speravo, di gente che si è via via coinvolta e fatta coinvolgere…chi nelle settimane precedenti (video, poesie, testi, lavori a scuola…) chi la sera stessa. Impossibile piacere a tutti, coinvilgere ciascuno, sbagliare nulla o competere con Sanremo…ma volevo solo fare da volano perchè più gente possibile avesse la possibilità di fermarsi a riflettere e celebrare la propria vita…il tempo presente cioè dono, che abbiamo -e non solo- ogni 4 anni, no? Ci rivedremo nel 2028? Chissà…