Gesù è cintura nera di misericordia… Omelia IIIa Domenica di Pasqua -B ’21

Viene mio fratello più grande che fa karate…  Chiamo mio papà che… torno con mio cugino che è stato in carcere…

Da ragazzini, giocando per strada o al campetto, spesso qualche scaramuccia finiva con queste minacce belliche…

“Ma se qualcuno ha peccato…abbiamo un paraclito…” dice la seconda lettura, di San Giovanni… dal greco, paraclito=   “chiamato presso, vicino a noi”…

Chiami qualcuno che ti difenda, parli in tuo favore, testimoni per te che… 2000 anni fa in Israele, senza avvocati, funzionava così. Infatti una delle traduzioni di paraclito è proprio “avvocato”.

“Gesù il giusto…!”  giusto perché sa Lui cosa è giusto per noi. Viene a difenderci.

Noi no. Sappiamo al limite cosa è bene, ma il meglio… per noi lo sa solo Lui, che ci ha creato,

ha il nostro libretto delle istruzioni e si mette in noi.

1   La sua parola, il vangelo, la scrittura se la ascoltiamo bene… in noi

2   il suo corpo, nell’eucaristia che mangiamo… in noi

3   la sua voce, mediata dallo Spirito Santo nella nostra coscienza.. nel nostro bisogno quotidiano 

     e leggero ma persistente di luce, Verità, silenzio e pace, direzione e scelta del Bene… in noi

4   la testimonianza di qualcuno o la realtà che ci provoca … in noi

in noi= in mezzo       tra me e me stesso… eh? cioè?

La parte di me che attacca e quella che si deve difendere o soccombere

Giovanni dice…”se anche abbiamo peccato”… abbiamo un paraclito: ci ricorda che non siamo chiamati a vivere assieme al nostro peccato, subendolo… un peccato magari non moralistico ma…peccato, stai vivendo col freno a mano tirato…

La parte di noi che ci rinfaccia sempre un sacco di cose, almeno con tre registri…

A) che ci vuole BOICOTTARE

tanto non cambierai, sei fatto così, chi credi di essere, lascia stare, sei sempre il solito, cosa pretendi, non sei degno né all’altezza, non sei adeguato

B) che ci vuole SABOTARE:

-non devi…perdere la pazienza o arrabbiarti perché sei cristiano, non devi distrarti quando preghi se no chissà, Dio si scandalizza…non devi fare questo o quello se no

-devi….fare di più, fare meglio, obbedire, rispettare, amare, pregare, essere coerente…essere meritevole, puro, perfetto, giusto, pio…

-non puoi..  non ce la farai..

C) che vuole CENSURARE: 

i nostri desideri di bene, di pace, i nostri bisogni, le emozioni..la nostra umanità fragile ferita e vulnerabile, di cui ci vergogniamo perché… dobbiamo essere cristiani!!!! 

quella che si accanisce censurandoci a furia di…

non: vai bene, non fai abbastanza, non sei un buon cristiano, non sei un cristiano modello, non sei all’altezza, non sei amabile, non sei abbastanza bravo, buono, generoso e devoto… 

ma così non sei devoto ma devUoto!

Quanto abbiamo bisogno di Gesù paraclito che col dono dello SPIRITO SANTO ci dia pace, risurrezione, pasqua..passaggio …da questo ad una vita diversa… con lui come alleato, non controllore..

E si metta in mezzo a noi stessi per difederci da quella parte di noi, con la sua giustizia fatta di misericordia.

JC è cintura nera di misericordia…altrochè mio cugggggino.

-nel Credo.. diremo che Gesù Cristo è NOSTRO SIGNORE… =  Comanda Lui nella mia vita, vale più che Lui pensa di me che quel modo con cui io non mi sopporto. Davvero?

-i NOSTRI CUORI… IN ALTO…SONO RIVOLTI AL SIGNORE? cioè orientati… 

o guardiamo sempre e solo noi stessi e quel che non va bene? Davvero?

promette una 

… NUOVA ED ETERNA ALLEANZA… (ecco un modo di esserci “paraclito”)

Sentiremo dire… “Il Signore ci ha donato il suo Spirito. Con la fiducia e la libertà dei figli…”   Davvero?

“Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni,
e con l’aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato
e sicuri da ogni turbamento,”   Davvero?

«Vi lascio la pace, vi do la mia pace», non guardare ai nostri peccati,
ma alla fede della tua Chiesa, e donale unità e pace
finalmente..unità interiore tra quelle due voci interiori, quella che subisce, si adatta, sta zitta, vittima…e quella che si muove nei 3 registri contro di noi.

E così ci ritroviamo contemperamento vittima e carnefice, carceriere, giudice spietato e aguzzino… e una parte di noi deve tacere, subire, morire, atrofizzarsi…e magari pensando così di essere più santa o religiosa!

“ma di’ soltanto una parola” che ben…
e io sarò salvato. da me stesso… 

“Ma io vi dico…”  continua a dire Gesù… benedetto quel “ma” che ci disturba…

“Buona notizia”..il vangelo lo è: c’è speranza in quel paraclito. Non siamo solo quella parte di noi…

“Non ci abbandonare alla tentazione ma liberaci dal male ..in noi…”

Ci sono tantissimi esempi, nel vangelo, buona notizia se lo accogliamo 

nella liturgia che ogni domenica celebriamo uniti nel nome di questo Gesù risorto…

Chiediamo come nel vangelo a lui che davvero

ci apra la mente …. per comprendere le scritture…. bella immagine plastica..

nei nostri ragionamenti e non solo, ci accorgiamo della sua presenza e gli diamo credito. Ci apra la testa in due e ci metta luce, pace e verità!

La risurrezione comincia in noi così..facciamola accadere, nella nostra comune responsabilità dell’essere figli e fratelli, sorelle nel suo nome.

Creduti, non credenti.

“Dacci uno sguardo…”Omelia Va quaresima B-21

La Gioconda di Leonardo, Monnalisa; uno dei quadri più famosi al mondo, sguardo misterioso, perché, come anche ad es. la ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer, lo sguardo ti segue e intercetta da qualsiasi parte tu vada. Pensi di essere tu ad osservare il quadro, hai pagato il biglietto, fatto la coda al museo, mentre sono… quegli occhi a seguirti, quasi a provocarti.

  Mi fa pensare ad una vecchia statua di Gesù: si trovava nella vecchia cripta della chiesa del mio paese, luogo silenzioso e fresco, sempre in penombra. L’ho scoperto per caso a 18 anni. Non ero certo uno che volesse diventare prete, anzi. Ma vi ero sceso per caso, cercando il fresco in una torrida estate e un po’ di silenzio. Avevo bisogno di quello. Silenzio, solitudine e fresco. 

E quella statua  mi ha colpito. Gesù.. mi guardava. Da allora vi sono tornato sempre più spesso. Rivederla per caso, poi, dopo anni, qualche mese fa all’improvviso, mi ha commosso.

Come i Greci del vangelo: anche io volevo vedere Gesù.

E la curiosità, si trasformava in bisogno, quel pezzo di legno mi provocava e faceva scoprire atteso, guardato, interpellato. Quegli occhi dolci, buoni, comprensivi, mi ammansivano, mi addomesticavano.

Il parlargli fu naturale, in preghiera come il riceverne pace. Saranno tanti altri poi i tasselli per accedere in me la fede ma questo fu tra i fondamentali. La relazione con Lui. Essere cristiano era, è un gioco di sguardi. Potrei chiedervi: Dimmi come ti senti guardare da Dio e ti dirò che cristiano sei. Come risponderemmo? 

 Questo cercano i greci, nel Vangelo. Vederlo: significa pesarlo, farne esperienza, capire se vale la pena.

A quel tempo la Grecia era già stanca di filosofie, saggi, teatro, cultura e molto altro, la culla del pensiero e della civiltà occidentale. Quindi chissà: loro cercano Gesù per capire se fidarsi di lui, come il giovane ricco, stanco di essere solo religioso e devoto; fanno un po’ quelli che vogliono esser raccomandati dell’amico, il cugino e quindi Andrea e Filippo, fino a Gesù. Vogliamo vedere. Segni, concretezza, garanzie. Gesù nemmeno si mette. Mica è un mago: va al cuore. Volete vedermi? Cercate l’amore. Cercate chi sceglie di compiere gesti d’amore. Così mi “vedrete“ cioè farete esperienza di me.

San Paolo ad Atene, in Grecia, si incontrerà con loro, con la cultura greca (allora all’avanguardia!): (Atti 17) il suo racconto su Gesù li provoca ma quando annuncia la risurrezione si sente dire, “Si va bene tutto ma su questo ti sentiremo un’altra volta…ciaone!”

Diversi studi interessanti ci ricordano che se c’è una cosa a cui noi cristiani non crediamo più da decenni è la risurrezione, passare dalla morte alla vita, risorgere con la nostra vita. Cioè il cuore della fede. 

Ci interessa fare delle cose religiose, che si senta il nome del defunto per cui abbiamo segnato la messa, portarci a casa l’ulivo benedetto, non perdere la pazienza, far tanto del bene, che i nostri figli nipoti vadano a messa…ma della risurrezione? della Pasqua? della vita eterna?

Siamo tutto “quaresima” ma… e le 6 domeniche del tempo di Pasqua? Del diritto a vivere da risorti, come annuncia Gesù ai Greci e noi?

 Un anno fa ci siamo accorti che medici, infermieri, forze dell’ordine, cassiere e corrieri, che per lavoro e senso del dovere…si dedicavano agli altri a costo della vita erano degli eroi da celebrare. E l’abbiamo fatto. Bene! Ma stavano solo vivendo la logica evangelica del chicco di grano. Pensa prima agli altri, ma non con falsa umiltà o senza volerti bene ma ..relativizzati, non pensare sempre e solo per te, ai tuoi diritti. Sbilanciati fuori di te e…ti ritroverai..in equilibrio e gusto. Scendi dal trono e accorgiti dell’altro, perdi la tua vita, anche se ti sembra di morire mentre ami..ma vedrai che così risorgi, ritrovi la vita piena, quella che Gesù offre al giovane ricco e ai greci stessi. Gv nel Vangelo, narra che proprio dicendo questo, Dio padre sbotta volentieri “l’ho glorificato e lo glorificherò ancora” cioè…è così! Questa è la vita vera e la sola fede necessaria. Questo ti permette di vedere Gesù in azione, quando senti che puoi provare ad amare come Lui ti ha suggerito, lo vedi agire in te. Questo ti permette sentirti guardare non dalla gioconda ma dal Padre in maniera nuova. Questo da sapore e significato. Per questo vale la pena vivere in relazione con Lui. Avviciniamoci alla settimana santa con questo desiderio.

Che bel corpo a corpo è la fede cristiana… Omelia IIIa Quaresima B-21

Cosa vi sembra di questo vangelo? come vi fa sentire

Quello che Paolo raccomanda a Corinto, in Grecia è attualissimo e descrive quanto accade anche oggi: siamo in quello che molti chiamano mercato globale, tutto passa per questo criterio, tutto ha un prezzo, si può comperare: siamo sempre e solo trattati da consumatori, possiamo comperare tutto e subito, e questo crea in noi una certa mentalità…ad un mercato si va e si cercano 1) segni, prove di qualità e si 2)cercano affari, che ne valga la pena.

    Giudei chiedono segni: sono quelli contro cui Gesù si scontra sempre. Gli ebrei che credevano a quel che oggi chiamiamo Antico Testamento…che attendevano (e ancora attendono) un messia vincente e convincente, mandato da un dio forte, giusto e risolutivo contro i romani invasori da cacciare, erano bravi ebrei perché credevano con le loro tradizioni, usanze, che Gesù contesta sempre; rappresentati, educati e accompagnati da quegli scribi e farisei che rifiutavano lo stile mite di Gesù e il Dio Padre che annunciava. Perché farlo, poi? perché fidarsi di Lui? Lo rifiutano, vogliono ucciderlo e lo mettono in croce. Gesù muore da bestemmiatore maledetto perché annuncia un dio, un modo di vivere e credere diverso, per loro molto scomodo.

Allora, perché dovremmo crederti? mostraci dei segni per cui valga la pena cambiare idea, atteggiamento, comportamento.

E’ quello che accade nel vangelo! È molto simile oggi a tutti noi cristiani che in tanti modi e tonalità continuiamo a credere a un dio a modo nostro, come ci hanno insegnato, raccontato a catechismo 40 anni fa ecc…cristiani per convenzione, inerzia, abitudine! un dio che non ci fa vivere ma paura, che ci vuole succubi e indaffarati per lui. E cosa fanno? loro chiedono, pretendono forse segni. non si fidano. vogliono capire, verificare!

Perché la gente si è allontanata dalla chiesa e da dio? perché fatica a tornare se non per qualche sacramento (matrimoni, funerali, battesimi, prime com. e cresime) che ha un sapore più sociale che cristiano? cose da fare… perché male non fanno e..bisogna…

Perché cambiare idea su dio e viver da figli del padre? lasciare la strada vecchia, la religione ebraica e diventare cristiani? dio-Padre

  Greci cercano sapienza: vogliono fare un buon affare.

C’era letteralmente un panteon, come quello qui a Roma, di divinità, mentalità, religiosità, gli dei greci, mitologie, le filosofie con i vari filosofi e scuole di pensiero… Molto simile a oggi in cui la proposta cristiana, da anni ormai minoranza, è una delle tante proposte cui dare credito in un mare vago di mentalità diverse, il mercato del sacro, altre religioni, spiritualità e pratiche orientali, buddhisti, yoga, sette pseudo cristiane e movimenti di ricerca interiore, santoni e guru per essere potenti, performanti,    loro, greci, cercano…vogliono essere convinti, sedotti, la fede è come un prodotto da acquistare…per stare bene. come noi oggi.

Io scelgo. Non c’è più la contestazione come qualche decennio fa, in cui si era contro la chiesa, contro dio, si era atei. Oggi nessuno ce l’ha più con Dio ma si è semplicemente indifferenti. Si sta bene lo stesso. Fateci caso…è cambiato tutto.

  Oggi, non viviamo più in un mondo cristiano, perché la fede – soprattutto in Europa, ma anche in gran parte dell’Occidente – non è più un presupposto scontato della vita sociale. E’ allora evidente che è necessaria una nuova evangelizzazione o una ri-ev!”. 

Ecco due sfide culturali allora per essere chiesa in apertura in una dimensione missionaria, non di conservazione rancorosa e spaventata, nostalgica ma viva, bella, liberante. Gesù propone il suo corpo, come agnello di Dio, ultimo sacrificio possibile per cambiare stile di credere. Il Suo corpo, come per i nostri, è il mezzo con cui si vive la relazione. il frequentarlo nella preghiera, non solo dicendo le preghiere, nell’eucaristia, nel perdono della riconciliazione, nell’attenzione agli ultimi, nella carità come scelta non come dovere, nella pace da vivere, nella vita spirituale da far crescere non solo nelle devozioni da coltivare.

Essere cristiani è vivere la relazione con lui, corpo a corpo, il nostro ed il suo, insieme, per essere salvati. Chiediamo al Padre di vivere con questo desiderio il tempo di quaresima, sarà davvero il migliore affare che possiamo fare!