Provare per credere… Omelia Ia Quaresima 2019-C

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Credere: essere sicuri, volere …il Credo e la previsione incerta.

Credo dice sia convinzione che dubbio. Oppure la parola Prova.

Mettere alla prova…o provare..(auto, assunzione, abito…) momento di massima fatica, opportunità di dimostrare valore.

Partiamo da qui: Lo Spirito sospinge Gesù nel deserto, quindi è una cosa in casa… la traduzione migliore è prova che tentazione.

Come possiamo immaginare non ci troviamo di fronte ad un fatto di cronaca: chi l’avrebbe potuto registrare? Luca in questa pagina ci offre una riflessione da tre punti di vista differenti. Vediamo di coglierne lo spessore: le tre tentazioni mettono in discussione l’identità di Gesù nel suo essere umano. Quindi riguardano ciascuno di noi. Pensiamo infine si tratti di un’immagine? no, non è il diavolo con la coda ma il maligno, la presenza in ciascuno di noi del male, di una sorta di istinto che ci illude. Infatti nel dialogo non chiede a Gesù di comportarsi male o essere cattivo…ma di comportarsi in maniera diversa, di essere diverso da come vorrebbe o sentirebbe.    Non è forse quello che accade in noi? pensiamo nella nostra coscienza. Ricordiamo Pinocchio: era continuamente messo alla prova…da una parte il grillo parlante, la sua coscienza che gli indicava il meglio, dall’altra proposte che lo illudevano e poi deludevano. Se seguiva il primo diventava più umano, se seguiva il resto veniva illuso, deluso e si ritrovava burattino, di legno, non vivo… metafora perfetta. Non è quello che accade in noi? san Paolo nella lettera ai Romani arriva a spiegare così quanto spesso accade in noi: c’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; 19infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. quando voglio fare il bene, il male è accanto a me.noi…

Dentro di noi, come in Gesù siamo messi alla prova: una parte di noi ci vuole far avvicinare al meglio per noi, la direzione di Dio e una parte di noi ci vuol convincere di arrangiarci, salvarci da soli, chiuderci, difenderci, proteggerci andando contro tutto e tutti. 

Ciascuno di noi è sempre messo alla prova, come Gesù: chi vuoi essere? come vuoi vivere? ecco la prova..chiamati a scegliere il meglio per noi…sapendo che il meglio per noi ce lo indica Dio.

Vediamo un esempio da vangelo: 1a e 3a..siccome sei figlio, sei Dio, fallo come ti conviene: uno che risolve i problemi, ci accontenta, ci evita il male e fa stare bene, ragiona insomma come noi ci aspettiamo; sfrutta il tuo potere per creare consenso, visibilità, apparenza e sicurezza. Agli uomini basta questo, basta il pane, non aver fame,  non preoccuparti di altro, falli stare bene e dà loro quel di cui credono di avere più bisogno: non vogliono più aver fame, la dimensione materiale…i bisogni primari… il resto non conta..  accade anche in politica, pur di avere voti…

Anche le altre prove hanno questo meccanismo: la relazione che vuoi avere con le persone è animata dal servizio, dalla carità o dalla sete di potere? sono degli oggetti da sfruttare, considerare inferiori o diversi? prima noi… 

Chi vuoi essere, un credente o un credulone? Ecco come ciascuno di noi ha sempre l’opportunità in sé di crescere, dare il meglio, essere generativo o chiudersi, difendersi, proteggersi..”chi vuol salvare la propria vita la perde, ricorda Gesù..chi la perde nel mio nome, cioè la condivide, la offre,..la riceve moltiplicata.

Chi ama vive una vita di senso, chi ama solo sé stesso e si illude, come pinocchio finirà per essere burattino di legno. Diavolo in greco significa “il separatore”, quell’istinto ad allontanarti, a prendere la distanza dalla voce di Dio e dalle sue prospettive evangeliche, che ti fa chiudere e sentire giusto, senza mai metterti in discussione…ti fa magari sentire religioso e giusto ma non figlio di Dio e fratello degli altri. Chiediamo al Signore di cogliere la sua presenza e la sua voce nelle nostre coscienze, ci doni l’umile consapevolezza che solo Lui ha il nostro libretto di istruzioni e sa come funzioniamo. Più lo ascolteremo più resteremo umani, cioè cristiani.

Non c’è più rispetto per niente… Omelia VIIa t.o. 2019-C

 

Questa pagina di vangelo è un termometro…o un metro: qualcosa insomma che dice la temperatura della nostra fede, se viva o morta; come pure la nostra distanza da questa prospettiva.

Amate i nemici, fate del bene, benedite, pregate per chi vi tratta male, non siate bravi solo con chi lo merita o si potrà sdebitare, non giudicate, né condannate…come vi suonano queste richieste?

   L’altra sera, ultima tappa con le famiglie che si preparano al battesimo dei loro cuccioli. Ne è uscito un discorso interessante sui valori cristiani. Si sceglie il sacramento per questo, no? così come il funerale, il matrimonio, cresima, 1a comunione ecc. ecc.  siccome siamo cristiani, (ci raccontiamo), allora dobbiamo venire in parrocchia a fare-comprare quel che serve per far sì che noi cresciamo secondo tali valori.   Io credo che ormai oggi il 90% di tutti i sacramenti richiesti non abbiano nulla di religioso ma siano solo un rito sociale o tradizionale. Vanno fatti e basta, non chiederci altro! Dio o Gesù non c’entrano, non compaiono nelle motivazioni, ma solo tradizioni, valori e doveri, un galateo!

Ma, ho chiesto ai genitori, quali sono i famosi valori cristiani che i sacramenti dovrebbero garantirci? lo chiedo adesso anche a voi:

alcuni genitori hanno detto/aggiunto…il rispetto, la tolleranza, la bontà verso gli altri; li ho invitati a venire a messa oggi e ascoltare solo questo vangelo, poi uscire pure…

Spesso abbiamo annacquato il messaggio potente di Gesù trasformandolo in un brodo lungo di buoni sentimenti, molto politically correct, facendo di lui una sorta di guru motivatore.

  Se non siamo arenati o nascosti in una sterile fede bigotta, stiamo naufragando lentamente in un devozionismo serioso e austero fatto di pratiche religiose scollegate dalla nostra vita, utili solo come anestetico della coscienza o ansiolitico…Dove siamo?

Ho poi detto loro una frase che condivido: il famoso rispetto, è un valore cristiano? no, ne sono convinto! E’ un valore umano, come tutti i valori, ma noi cristiani non dobbiamo rispettare nessuno. Lo ha detto Gesù. Il rispetto vuol dire che la mia libertà si ferma dove inizia la tua, significa astenersi da qualcosa di sgradevole, è qualcosa di passivo, sterile, formale…ma Gesù mai ci ha chiesto di rispettare l’altro. Ci ha chiesto solo di amare. Non di alzare le mani e sentirci a posto ma di porgerle. Non di ragionare tipo..io ho già fatto la mia parte, non tocca a me, se mi vuoi son così..pensate all’amicizia o meglio alla vita di coppia: si sta assieme con il rispetto? o con l’amore? è l’amore che ti fa scegliere di perdonare, accogliere, fare il primo passo, andare oltre, sporcarti le mani..rileggiamo così il vangelo. Come vi suona questa prospettiva? una pagina difficile: che emozioni fa nascere in noi? distanza, chiusura, insofferenza, stupore, resistenza..un senso di “non fa per me” esagerato. Credo che in una coppia quando ci tengano a rispettarsi sia l’inizio della fine…

Sarebbe meglio allora che certe pagine non ci fossero eppure ci aiutano a metterci a nudo facendo verità su motivazioni e criteri di scelta. Noi cosa facciamo? ci giriamo dall’altra parte, essere cristiani significa fare del bene, organizzare eventi, assistenza sociale, garantire occasioni di incontro per cui siamo così bravi e rispettosi si..ma con che stile? Cerchiamo di essere comunità indaffarate ed efficienti o anche con un certo stile cristiano? Il problema nostro, primo chi vi parla è che ci giustifichiamo che si possa essere cristiani lo stesso, che decidiamo noi come esserlo non importa cosa ci annuncia o propone il vangelo. Quante volte anche nelle parrocchie: siamo tutti cristiani finché ci lasciano fare quel che vogliamo o abbiamo sempre fatto. E così con questa scusa e magari tanto rispetto ci dividiamo…invece di unirci ci separiamo, invece che crescere moltiplicando ci settorializziamo…e così si moltiplicano cori, iniziative, sagre, ruoli, feudi, …e il gioco è fatto siamo molto rispettosi ma anche molto ipocriti, ci interessa fare le nostre cose a modo nostro, avere la nostra fetta di palcoscenico per far divertire e star bene…ma con quale stile? 

Chiediamo al Signore di donarci una sana inquietudine non al rispetto ma a scelte concrete di accoglienza, disponibilità e speranza. Questa pagina sia non solo termometro ma bussola con il quale bonificare la nostra fede e darle una nuova speranza d’amore.

Mi viene caldo al cuore… Omelia Va t.o. C-2019

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“Guarda gente che non c’ha niente da fare! ma cosa succede? non so, ascoltano quel tale, chissà chi è, ah sì, è quello di Nazareth, il figlio del falegname; che balle starà raccontando, forse ora fa il venditore; ma andate a far qualcosa invece di perder tempo, non c’avete da lavorare? solo noi pescatori qua a faticare sotto il sole, per niente poi! che rabbia, tocca sistemare ‘ste reti, notte schifosa, non abbiamo preso niente, solo freddo e sonno, neanche un pesce! Dove avremo sbagliato, il posto pareva buono, le reti in ordine ma…Era meglio se ascoltavo Giacomo e Giovanni, che nervi, come facciamo adesso. Siamo gli unici andati a vuoto, niente da vendere, gli altri stanno già tornando da Magdala col pesce pulito ed essiccato e noi qua a pulire come dei cretini.   (…)

   Cosa avrà da chiacchierare ancora il tipo coi capelli lunghi là, tutti gli pendono dalle labbra, son curioso: quasi quasi vado ad ascoltare…to! che mi abbia sentito? cosa vuole, si avvicina, chi lo conosce; come dici? lasciar qua il lavoro e …la barca? più in là? per parlare meglio? che sguardo, però, sembra simpatico, è gentile. Mi pare di conoscerlo da una vita. Va ben dai, così ti ascoltiamo anche noi poveri ignoranti, ma ci spostiamo solo qualche metro però…e cerca di far presto che non vedo l’ora di andare a casa a dormire, almeno quello, siamo stanchi noi, abbiamo lavorato tutta la notte. (e per niente…)

  Ma cosa dice? eh si! ha ragione, pare mi conosca da una vita, è vero, capita anche a me, bello, in effetti come dargli torto? Deve averle vissute ste cose…è molto profondo, magnetico, quante volte mi son sentito così, non ci avevo mai pensato, ha ragione. Mi vien da piangere ma mi sento bene, tutto giusto, pare stia parlando proprio per me. Ti legge dentro, continua ti prego…e quindi?

   Come dici? uscire adesso? al largo? ancora? dopo una notte così? in pieno giorno! son mica stupido, rideranno tutti e io che volevo solo andare a riposare. Son stanco morto…ma mi guarda, sorride, mi incoraggia senza parlare, come faccio a dire di no, mi fido…abbiamo preso solo freddo, è più matto lui a chiederlo o io ad accettare? 

Ma si, va ben dai, andiamo…mi fido, sembri in gamba, getterò le reti, tanto peggio di così, rideranno tutti, pazienza. Andiamo su, lasciate là, finiamo dopo, decido io, torniamo al largo! (….)

Ma cosa sto facendo? si sa che i pesci son sul fondo di giorno e le reti son corte, son stupido, è un falegname, non ne sa niente di pesce, faremo ridere, già lo immagino, son rimasti tutti a riva ad aspettare, magari per prenderci in giro.

 Come? No! senti qua, non ci credo, le reti tirano…tirano eccome, guarda che roba, senti che peso, non è possibile, non ci credo, qua cappottiamo la barca, chiamate gli altri, piano, si strappa tutto! guarda quanto pesce…è incredibile! E io che non volevo fidarmi, son sempre il solito testone! Lo cerco con lo sguardo, mi sta aspettando con gli occhi, sorride ma non mi sta prendendo in giro, mi vien da piangere, mai visto così tanto pesce, va’ che roba, siamo a posto altroché…tira su tutto, dai! ci guardiamo, sorride ancora, com’è bello, mi avvicino, mi vien da piangere, ho caldo al cuore, cado in ginocchio, mi mette una mano sulla spalla: Signore, va via, allontanati da me, son un disgraziato, malfidente, ti avevo giudicato male, sono un peccatore ma…è come se tu già lo sapessi, mi leggi dentro, mi fai sentire capito, come ci conoscessimo da sempre, mi abbracci con gli occhi, mi sento amato.     Come dici? io? pescatore di uomini, con te…cosa vuol dire? son solo un miserabile, sono una bestia, son bravo solo a pescare…Non devo aver paura di niente, tu sei con me…salvare le persone, ridare loro vita..io? con te..già non ho più paura e allora si, dai, andiamo, lasciamo qua tutto, pazienza, veniamo con te.”

       PAUSA LUNGA…

E allora si entra in seminario, ci si sposa consapevolmente, si dà disponibilità a fare qualsiasi servizio in parrocchia ma nel Suo nome, si riprende ad andare a messa, ci si rimette in discussione grazie ai sacramenti dei figli, a pregare davvero, riconciliarsi con consapevolezza, a leggere il vangelo, avere uno stile cristiano, si impara a volersi più bene e a voler il bene per l’altro e la giustizia per tutti, a chiedere ai colleghi di non bestemmiare, entrare in chiesa al silenzio ogni tanto; e allora si fa un’esperienza di fede che è un incontro-quotidiano di salvezza, misericordia, accoglienza, ci si sente conosciuti, amati, incoraggiati…da una persona vivente e in forza di questo si traballa nel cercare di testimoniare in tanti modi diversi il bene e la luce che si son ricevuti senza meriti, coi dubbi, le paure e le fragilità di sempre ma solo fidandosi gratis di Lui, come ha fatto Pietro; quello che deve aver vissuto è quello che siamo chiamati a vivere noi, nel nostro cuore; allora getti le reti anche se sei stanco e orgoglioso, ferito e assetato…perché è Lui a dare fiducia e a garantire che assieme sarà tutta un’altra cosa, tutta un’altra vita. Essere cristiano comincia e non può che continuare oggi, ad essere così.