Sarai un o una ricercato-a ?Mercoledì delle Ceneri 2025

In ogni film western che si rispetti c’è sempre una ricompensa. 

È in quei manifesti (Gardaland!) ingialliti, appesi fuori del saloon, con la foto del cattivo e la famosa scritta “Wanted”. 

E più il tipo è cattivo e pericoloso, più la ricompensa è alta.

   In questa pagina si parla per ben 7 volte di ricompensa. Chi l’ha già ricevuta da solo e quella che il Padre ti darà. Le conosciamo bene queste parole di Gesù in Matteo, ogni anno accompagnano questo rito.

Chi l’ha ricevuta…è chi si accontenta. Fa delle cose per farsi vedere, recita come… una parte: 

1-racconta a tutti quanto è bravo, degno e meritevole, col curriculum del buon cristiano e il pedigree del parrocchiano sempre pronto a dare na man o del prete sempre tanto indaffarato da non disturbare…perché ha tanti impegni e 3 parrocchie..

2-fa vedere a tutti quanto è devoto, quante preghiere recita (mio dio che termine osceno…recitare le preghiere! chi è che recita in genere?…) quanto sa stare in ginocchio soprattutto quando non serve né è previsto dalla liturgia, come è bravo a fare la comunione come pensa sia meglio, manda tutti i messaggi wapp coi gruppi di preghiera, raccomanda o spaventa gli altri con discorsi sul diavolo, la madonna, la divina volontà e altre iniziative compulsive per vedere dio o il diavolo dappertutto…che ansia…quanti miei confratelli poi ancora invischiati nei titoli, nelle vesti liturgiche sfarzose, nel voler accentrare tutto alle proprie capacità e carismi perché son bravi e devuoti.

-infine quel bel vittimismo, quella rassegnazione antievangelica con cui digiunando o simili, ci sentiamo i cirenei della croce di chiunque, perché tocca a noi, perché tu si che sei serio, composto, zelante e quanto ti costa…digiunare o sacrificarti perché…il tuo ruolo di parroco te lo chiede…tocca a me, sapessi… cosa vuoi..

   Ecco: Gesù ci avvisa, dimostrandoci che facendo così,  praticamente ti arrangi da te a ricompensarti perché te la fai e te la mangi. E ci provi quasi piacere.

Ci richiama piuttosto a quello con cui il Padre ci ricompenserà. E qui le cose si fanno interessanti. Non vi sembra un po’ fuori luogo? Mica vorremmo un rapporto commerciale, con Dio, lo abbiamo denunciato più volte, Gesù ci ha lasciato le penne + per questo; e poi, suvvia, ricompensa sembra che sia qualcosa di dovuto, meritato, garantito perché..no, no!

E poi, un atto autentico è sempre disinteressato, no? Mica è uno scambio di favori. Se siamo bravi cristiani, puri e coerenti, saremo in grado di fare tutto senza attenderci nulla. Ma ne siamo proprio sicuri? È vero che ci dirà di riconoscerci servi inutili, ma ha anche più volte annunciato, il vangelo di ieri, che il padre ci ricompensa, che riceveremo il centuplo, che riconoscerà i nostri talenti…

Come la mettiamo? Ripenso a quando un genitore promette al proprio figlio un regalo: se verrai promosso, un premio bello e gratificante se dimostrerai di esserti impegnato, aver studiato.

Non è dovuto ma utile. A cosa? Ad incentivare. Ma..”è il tuo mestiere studiare non ti devo nulla…” vero, ma con una promessa, noi agiamo con un sogno, una fantasia e una immaginazione che ci  motiva e ci spinge oltre. 

Il profeta Geremia dice che Dio lo ha sedotto…tutte le vocazioni hanno qualcosa di erotico, “ti farò pescatore di uomini”, ci ameremo in eterno, cioè una carica di desiderio di… che ci spinge a fidarci, mollare gli ormeggi e andare oltre. Ma oltre cosa? Ecco la conversione. Gesù chiede a ciascuno una conversione. 

Di saper affrontare, anche se non siamo dei valenti cow boy…quel cattivo e pericoloso in noi, una parte di noi, che ci vuol far restare dove siamo giustificandoci, a darci sempre ragione, facendoci sentire a posto o sempre quelli fatti così e quindi… 

   La ricompensa ti mette in moto, ti orienta ad affrontare con passione il tuo impegno, a imparare a scegliere, fare sacrifici, studiare meglio, fare delle rinunce, aver chiara la meta, dare un significato a quello che farai e sperimentarti. A vivere insomma!

È vero…riceverai la mancia o il motorino ma avrai anche lavorato su di te, ti sarai messo alla prova con dedizione, sperimentato che anche se è difficile ce l’hai fatta, verificato che hai fatto del tuo meglio e sei cresciuto…fuori di metafora… sperimentare che almeno desiderare di viver qualche pagina del vangelo te lo farà scegliere più volentieri. 

È questa la conquista, il premio, mica il motorino o la mancia, quelle servono per accendere un processo di crescita e di maturazione, in cui uno fa esperienza di sé e si piace, conquistando autostima, fiducia, credito, speranza…

Quante volte qualcuno mi dice stupito che da quando ha iniziato a celebrare la messa con maggior consapevolezza, a leggere il vangelo tutti i giorni, a vivere la carità e il servizio in modo nuovo, a prepararsi bene alla riconciliazione… le cose cambiano, insomma, che essere cristiani funziona davvero e da gusto e direzione alle vita, ti fa trovare significati nuovi e diversi… 

Ecco. Questa non è la ricompensa ma ha il potere in noi di attivare il desiderio di una vita diversa, divina, eterna, che la Pasqua ci confermerà. Passaggio, pasqua, movimento verso qualcosa, diventando qualcuno di nuovo. Ecco a cosa serve il tempo di quaresima, ecco le ceneri, come punto di partenza per desiderare di non essere persone che si riducono in cenere perché si spengono ma sanno ardere e come braci risplendere…

La ricompensa noi già ora la possiamo sperimentare e assaporare, assaggiare…quando siamo consapevolmente in comunione con il padre della misericordia e poi mettendoci in cammino (noi, pellegrini sulla terra ci ricorda la liturgia)… e questo magari ci renderà persone che in questo tempo sanno dire agli altri qualcosa di nuovo sul credere, la fede liberante nel Padre della misericordia e non nel diodeivalori, l’appartenenza a una comunità, a quanti magari ci considerano bigotti o sfortunati perché cristiani…forse rischieremo, sale e luce del mondo, granello di senape, di essere anche noi ricercati… non perché pericolosi e cattivi ma perché qualcuno si è accorto che abbiamo qualcosa da testimoniare e lui o lei ne sta avvertendo, tremendamente, il bisogno.

W l’ AMERICA….Omelia Domenica VIa t.o. -anno C, 2025 durante Cristo.

Dal Vangelo secondo Luca 6, 17.20-26

Sapete dove vorrei essere? Questa domenica vorrei essere in America e partecipare a una delle funzioni religiose cristiane, evangeliche ma non cattoliche, cui decine di milioni di americani parteciperanno devotamente, riempiendo palazzetti e chiese. 


Vorrei capire come i miei colleghi commenteranno questo pazzesco Vangelo in cui si dice beati i poveri, voi che avete fame, che piangete e siete commiserati, insultati e odiati. Non credo coincidano le letture della domenica ma insomma vorrei sapere come se la caveranno.


  L’America è sempre l’America, dai! i jeans, il rock e il rap, i film, Fonzie, gli occhiali scuri, la coca cola, i fast food e i cereali a colazione, le moto Harley, i Cow boy e la beat generation


tutte cose che sono state imitate e poi sono arrivate anche qui da noi…perché in America sono avanti e quindi non ci resta che aspettare pazienti, sospirando… nell’attesa.


  Fa impressione l’idea di Trump di istituire alla Casa Bianca un ufficio della fede, in cui si è fatto immortalare tipo “Ultima Cena” assieme ad almeno una trentina di pastori e telepredicatori con decine di milioni di seguaci nelle chiese e on line…che pregavano con lui imponendogli le mani, convinti paladini di quella che è stata definita una teologia della prosperità, una fede cristiana un po’.. distante dalle beatitudini, diciamo così, ma di incredibile successo! Korea, India, Nigeria, America latina, soprattutto i più poveri…


Il nucleo di questa «teologia» è la convinzione che Dio vuole che i suoi fedeli abbiano una vita prospera, e cioè che siano ricchi dal punto di vista economico, sani da quello fisico e individualmente felici. Questo approccio trasforma le promesse di Dio in una sorta di contratto vincolante, in cui il credente assume una posizione dominante rispetto a un Dio che diventa un “fattorino cosmico” al servizio dei desideri umani…così cita Avvenire…


Non è questo il luogo ma mi chiedo: tra vent’anni questa mentalità e questa sensibilità arriveranno come una moda anche qui da noi?L’idea di una fede potente, efficace, forte, che riempie chiese e palazzetti, cui tutti danno ragione, cui ci si deve sottomettere, perché ha Dio dalla propria parte… e ti risolve la vita, pensiero positivo, realizzazione di sé, sii il tuo miracolo ecc.


Non mancano anche tra noi cattolici sintomi di questa sensibilità: nostalgie rancorose di bei tempi andati ma imminenti in cui si che si era tanti ecc. e il Papa è comunista e non ci son più i preti e ci manca il latino, le chiese son vuote, e la morale, il sesso, la divina volontà, la purezza e i meriti, i nostri valori e le nostre tradizioni…e per fortuna il sangue sulla statua della madonna era della mistica


 Dove è finito Gesù Cristo? E sopratutto la novità del suo vangelo, spesso così sociale, solidale a partire dagli ultimi e dal realismo della nostra umanità fragile e peccatrice, della scelta di una povertà di mezzi e strumenti. Ma dove finisce, soprattuto quanto Paolo magistralmente rinfaccia ai Corinti nella 2a lettura: 


quanti di noi (e quanto…) credono nella risurrezione?


Se Cristo non è risorto vana è la fede: la chiesa resta una onlus, i nostri oratori dei centri aggregativi da affittare e le tante attività pastorali semplici aggregazioni, le devozioni un lexotan spirituale e il dirsi credenti solo fare riti atei da compiere per tradizione e perché bisogna, da clienti del sacro, dio un orpello scaramantico alla mia vita… A volte temo che queste mode americane siano per certi versi già qui e all’opera, assieme a un preciso modo di pensare a sé stessi e alla realizzazione professionale o economica, figlia di un certo neoliberismo.


“Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini.” insomma se pensiamo questo si riduce Cristo ad un eroe del passato, un guru per persone fragili, un maestro del pensiero che ha detto cose potentissime e originali, il migliore…ma non al Figlio di Dio che ci fa vivere qui e ora da risorti. Non a quello che in questo 2025 durante Cristo è vivo, nostro contemporaneo e agisce in noi e con noi attraverso i sacramenti e ci accoglie ora, ci perdona, ci accompagna e ci mostra come essere beati dentro quella realtà umana e sociale così poco… americana. 


Cristo primizia invece significa che 1) Lui è stato il primo a risorgere e in Lui tutti risorgeremo e continueremo ad essere in comunione, davanti al volto di Dio Padre coi nostri defunti e i santi, e questo ci dà direzione e senso, soprattutto speranza nell’al di là… ma 2) Lui col suo corpo ne è modello per noi che risorgiamo e risorgeremo con la nostra storia e vita, la povertà di quel che siamo ci dona la speranza di una beatitudine già qui possibile, che non ci risolve i problemi ma mantiene le sue promesse. Un noto teologo dice che la fede cristiana in realtà crede nell’al di quà, quando qui e ora, attraverso i sacramenti, la Parola, la giustizia e la carità facciamo esperienza per noi e per gli altri di un paradiso, di una speranza, di una buona notizia su noi stessi, di una primizia di risurrezione già ora possibile in attesa del suo compimento in cielo.


Chiediamo al Signore, di confermare in noi il desiderio di dirci beati perché cristiani, al di là della prosperità americana e delle sue mode; ci doni una coscienza critica e il dono dell’intelletto con cui lo Spirito santo ci custodisca cristiani svegli e attenti a quello che stiamo vivendo e ad alcuni subdoli inganni.


Omelia per la Domenica della Parola ’25

1) viaggio nel tempo, 2) nello spazio  3) applicazioni pratiche. ok?

1 Facciamo un viaggio nel tempo, prendete se vi va il foglietto e la prima lettura e andiamo a 2400 anni fa: il popolo d’Israele è rientrato da quasi 100 anni dall’esilio a Babilonia ma non si è ancora ripreso né è riuscito a organizzarsi un sistema di vita ed è allo sbando; il re persiano Artaserse, da cui la Palestina dipende, sente che il popolo è disorientato perché non riconosce più la Legge che il Signore aveva loro dato e quindi chiama il sacerdote Esdra per risolvere questa situazione…la prima lettura appena ascoltata, del libro di Neemia, spiega cosa succede, un processo di riorganizzazione a cui siamo debitori, vediamolo assieme…ci sono almeno 10 elementi interessanti… e un finale di cui andare fieri. vedete? la prima parte della Messa ci viene da questi nostri antenati…

Facciamo passare altri 400 anni e spostiamoci nel Vangelo ascoltato, che ci presenta il consolidamento di quella prima celebrazione con la Parola …Gesù prende il rotolo e lo apre l’evangelista vuol ricordarci che solo Gesù ci apre le scritture per la nostra comprensione, come Filippo con l’eunuco, che non capiva quel che stava leggendo, come a Emmaus in cui i due si accorgono quanto ardeva loro il cuore mentre lui gli spiegava le scritture…

Qualsiasi libro della Bibbia lo dobbiamo far passare attraverso Gesù. Solo Lui è la password con cui io posso comprendere e accogliere tutta la Bibbia…altrimenti le farò dire quel che vuole e mi attaccherò a qualche frase pur di giustificare la mia mancanza di fede…

e noi oggi?  lo viviamo molto simile ma aggiungerei…

Innanzitutto guardiamoci attorno… 2) viaggio nello spazio…

-c’è un leggio al centro delle nostre chiese, con un lezionario sempre esposto nella pagina delle letture del giorno e luci di cortesia, chi entra in chiesa può mettersi in ascolto della Parola.

-sulle porte di ingresso della chiesa di Fiera due frasi dalla Bibbia e dal magistero per provocarti a vivere quello per cui stai entrando in chiesa…

-A Selvana abbiamo i libretti con le letture del giorno per seguire la liturgia o la messa …

-i nostri due CPP hanno confermato il desiderio di offrite a tutti delle opere d’arte che commentano la Parola, ci aiutano ad immaginarla viva e ci provocano con punti di vista alternativi per fissarla

-la Parola ispira la scelta dei canti per le celebrazioni e sarebbe bello potesse essere letta prima di ogni riunione di qualsiasi tipo qui in parrocchia…quanto la parola è al centro e noi la ascoltiamo? Non ci dovrebbe essere attività pastorale che non ascolti la Parola…nemmeno quelle più pratiche o sociali…

Ma in particolare.. quello di cui io come prete e cristiano vado più fiero…. e ne approfitto per spiegare con calma una cosa.

-liturgie quotidiane assieme alla celebrazione delle messe…

perché al centro c’è la comunità cristiana non gli impegni del parroco…ciascuno ha diritto di sapere che se vuole pregare e stare col Dio alle 18:30 in chiesa troverà una comunità in preghiera..o con la messa o con la liturgia… abbiamo i ministri straordinari dell’eucaristia e le due cooperatrici Laura ed Elisabetta che presiedono la celebrazione …rosario, liturgia delle ore, vespri, liturgia della parola e distribuzione dell’eucaristia..  non come supplenti, qui manca la conoscenza della nostra fede e il valore che diamo ai sacramenti, del battesimo, del matrimonio, della consacrazione .. rischiamo di perdere occasioni… mi spiace a volte sentire che qualcuno pensa che vale solo la messa e non la liturgia…se poi ci son le donne… a posto…c’è poca gente o tanta, non importa… siamo li per pregare e stare col Signore o per una compulsione..che tristezza… adempio il precetto, mi sento a posto, son le anfore di pietra di domenica scorsa..

 Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, e in modo speciale

nelle azioni liturgiche. dice SC al n 7 e aggiunge È presente nella sua parola, giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura.   dove 23 sono riuniti… 

Infatti quando io dico Parola del Signore voi rispondete …

dando del tu a Cristo, mica parlando con me… bellissimo.

-In questi anni abbiamo organizzato e organizziamo delle serate di formazione sulla Bibbia, e son venute solo bibliste…donne e laiche…bellissimo… sdoganando che la bibbia la commentano solo i preti ma è un patrimonio di tutti i cristiani.

E dopo il viaggio nel tempo e nello spazio ecco 3) le applicazioni..

E questo perché? La Parola va frequentata…Trump ha giurato sulla Bibbia….  e con lui tanta altra gente che è d’accordo….e si dice cristiana.   vi giuro, mi ha fatto profondamente indignare….

Credo sia importante sentirsi non lettori ma destinatari, quella parola è per me, è un mio diritto

di cosa sono povero, oggi, o Padre? cosa vuoi donarmi?

-il libro del giornalista del Corriere Aldo Cazzullo, “il Dio dei nostri padri” sulla forza della Bibbia, è stato il più venduto del 

2024 in Italia, 

Solo frequentando il vangelo, anche quotidianamente, ci sono applicazioni, mail da ricevere, blog e siti, la possibilità di ascoltarli dal cellulare o guidando in auto mentre vai al lavoro 

la Parola di bonifica da tutte le idee superflue o sbagliate su Dio e la religione, ti disinstalla le zavorre moralistiche che spesso pensiamo siano il nocciolo della fede, ti pulisce come una doccia fresca, acqua viva…  ti ri-evangelizza, cioè di dona la buona notizia di cui hai bisogno, ti dona l’unico punto di vista che per noi cristiani conta, che non è il mio ma il Suo

Conta più quel che Dio pensa e vuole fare di me di quel che io penso e credo a modo mio… fare esperienza che la Parola di Dio parla di te e di quel che provi mentre la leggi, mentre la leggi, è lei che ti legge…affezionarsi a qualche pagina, non è un libro che conosci e siamo a posto così ma da frequentare… c’è una pagina che ti commuove, che ti scalda il cuore, che ti emoziona forte, anche che ti fa arrabbiare e indignare? bene fare esperienza di una parola viva, di un Dio che ti rivolge la parola e ti interpella…. ti motiva… va e anche tu fa lo stesso…

quante volte qualcuno mi confida… mi pareva che questa pagina fosse scritta proprio per me… che bello… o che stupore quando si inizia a leggere magari i salmi, o i vangeli, san paolo..quanta bellezza inedita.. quanta qualità di vita, quanta pace, quanta libertà… è tutto più semplice… liberante…saporito…

Parola di forza, di luce, di gioia…