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In ascolto del Vangelo secondo San Giovanni 2,13-22
Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà.Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Celebrare la festa della “Dedicazione della Basilica Lateranense” a molti sembrerà strano, ignoto, inutile..
Beh.. sinceramente.. lo penso pure io. Ma va ben dai, c’è di peggio.
Il senso di tale festa che se non fosse capitata di domenica.. sarebbe stata qualcosa da addetti ai lavori.. che c’entra con noi?
Dunque..
è un giorno di festa per tutta la chiesa universale: l’evento storico a cui si fa riferimento è la costruzione della basilica lateranense ad opera dell’imperatore Costantino al tempo di Papa Silvestro I (314-335) e la sua dedicazione al Salvatore e al Battista; ma la festa non riguarda ovviamente il monumento di cemento.. ma il suo significato.
L’edificio-chiesa è il segno della Chiesa-comunità di persone e la liturgia odierna allora festeggia il popolo sacerdotale di Dio, corpo di Cristo e tempio dello Spirito (cfr. 2a lettura).
Quella precisa basilica nasce come madre di tutte le chiese di Roma e del mondo. E’ un riferimento alla cattedra di Pietro e ai suoi successori, fino al buon “Francisco” e alla garanzia di unità mondiale-universale-cattolica..
Detto questo passiamo al vangelo, scelto per questa festa ci aiuta a riflettere brevemente sul significato della chiesa.
Gesù con forza si scaglia concretamente contro chi sta continuando a dare una idea di religione e di fede come di un commercio, uno scambio.
Ne emerge un volto di Dio “commerciale”. Dare, avere, meritare, acquistare, ottenere, permettersi, guadagnarsi, conquistare, avere diritto..
Sono elementi sottili, ancestrali, ben radicati in noi e nella nostra coscienza, nel nostro approccio alla realtà, a noi stessi, a Lui e di conseguenza agli altri..
Gi animali erano venduti per fare dei sacrifici (fioretti): dimensione e valore dell’animale a seconda della dimensione/gravità del peccato da espiare o della grazia da chiedere. Per caso in noi permangono aspetti simili? Nessuno magari sgozza colombe e agnellini prima di venire in chiesa ma davanti a Dio, nel fare il proprio servizio, mettendosi a pregare magari.. uno sente nella propria coscienza che..
Davvero quando entriamo nelle nostre chiese ci sentiamo a casa di Dio? Che effetto fa? Eccessiva confidenza o eccessiva paura, timore, senso di ospitalità un po’ imbranata e a disagio?
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