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“Fear of the dark,
I have constant fear that something’s
always near
Fear of the dark, fear of the dark
I have a phobia that someone’s
always there”
I have constant fear that something’s
always near
Fear of the dark, fear of the dark
I have a phobia that someone’s
always there”
(Iron Maiden, Fear of the dark, Fear of the dark, 1992)
ebbene sì…
In ascolto del vangelo secondo San Giovanni 3, 14-21
In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: «E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
“Se guardi nel buio a lungo, c’è sempre qualcosa..” (W.B. Yeats)
“Dio ha tanto amato il mondo”.. ma sul serio? Che effetto ci fa leggere questa frase? Diremo “Gloria a te, o Cristo”, dopo averla ascoltata..
Quando la ascoltiamo.. non rischiamo di darla per scontata? Come un rigurgito vecchio del catechismo, ma che non ha la benchè minima attinenza con la nostra vita quotidiana? Dio ha tanto amato il mondo. In quel mondo ci sono anche io, la mia storia, i miei desideri, la mia famiglia d’origine, le mie ferite, i vuoti e i deserti, le cicatrici e le ammaccature.. le gioie, le soddisfazioni e le conquiste.
Dio ha tanto amato il mondo.. questo mondo.
Pensiamo guardando il crocefisso.. che sia/è il segno definitivo dell’amore di Dio per noi?
Che è quello il trono da cui Lui ci guarda? O che Dio è cattivo, ha condannato il figlio, non l’ha salvato, se n’è fregato..
Dio ha tanto amato il mondo. Ci sentiamo davvero oggetto di tale amore? Di quello sguardo ?
Quando guardiamo al crocifisso.. appeso nelle nostre camere o al collo.. o in chiesa.. segno d’amore incondizionato, ad oltranza, definitivo.. che pensiamo?
Diventasse un nostro “mantra”.. Dio ha tanto amato il mondo.
Rischiamo di guardare al crocifisso.. magari commuoverci un po’, ma poi sentire Dio distante. Estraneo. Schizofrenia spirituale..
Credo che la Parola, (cioè sentire che Dio ci parla attraverso quello che l’ascolto del vangelo provoca in noi, ) sia un segno d’amore per me?
Allora ne posso fissare alcune parole.. ”Dio ha tanto amato il mondo”.. ”abbia la vita eterna”, “salvato”.. ecc.. ecc..
Memorizzarle e ripetermele lungo la giornata, come un mantra.. la Parola ci soccorre, ci tiene compagnia, ci rischiara, illumina, ristora..
Lasciamola agire.. fidiamoci.. non è da capire, analizzare, commentare.. ma da lasciare che ci invada da dentro, lasciarla emergere in noi, frequentarla, darle spazio e voce in noi, mentre viviamo.. li dove ci sentiamo al buio, rattrappiti, spenti, disorientati.. non abbiamo nulla da perdere..
allora la nostra fede si farà più forte ed elastica, aderente alla nostra realtà, interpellata dalle nostre vite..
Allora le luci della domenica dell’ottavo giorno, quello senza tramonto, della risurrezione, inizieranno a toccare i nostri cuori.
Allora non avremo più paura del buio, (fear of the dark) la sensazione che qualcuno sia alle nostre spalle, nei nostri cuori, sensazione di ansia e disagio che ci stiàno per fregare.. non saremo schiavi della paura del buio, ma figli della luce.
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