Carissimi Gocciolati..
Sono giorni un po’ speciali, questi per me: pulsa forte ancora il cuore pensando alla cara città di San Donà lasciata da poco più di 24 ore. Le emozioni delle feste di saluto vissute assieme, il calore della gente, la stima respirata con l’affetto e la complicità. Nel sito della parrocchia, mi hanno avvisato, son perfino presenti le tracce audio dell’ultima omelia e del saluto. Grazie a tutti..
Ho di fronte, poi, il cammino verso Santiago de Compostella, che inizierò da Lisbona, attraversando il Portogallo, entrando in Galizia e raggiungendo la stessa Santiago per poi spingermi sulla costa fino a Finisterre.. credo si tratti circa di poco più di 800 km.
Parto questa notte quindi urgono preparativi e organizzazioni varie.. tornerò in Italia il 12 ottobre. Pensatemi..
Diverse persone mi hanno chiesto che fine faranno le Gocce. Troppo buoni: le gocce continueranno a disturbarvi (verbo non casuale.. il vangelo ci disturbi pure..)
oltre l’esperienza di San Donà. Il blog 29febbraio è mio personale. Fatene buon uso!
Durante il mese mi sto organizzando per spedire ugualmente le stesse Gocce che avranno, potrete comprenderlo, un tono un po’ più essenziale.
Non viaggerò con un pc portatile ovviamente ma solo con il mio iphone da cui cercherò di fare del mio meglio.
Non metterò foto sul blog, non sono un blogger.. (non ne sarei capace ne mi va di farlo). Manderò a qualcuno qualche whatsapp.. e basta.
Con un vangelo come questo.. volete pure la Goccia? Mi volete davvero umiliare. Non vi pare fin troppo esplicito, crudo, schietto?
Gesù guardingo chiede conto del gossip su di lui.. e poi li inchioda a prendersi la responsabilità della propria risposta personale di fede.
Da.. come parlano di GesùDioChiesaVaticanPreti.. al lavoro, in classe, in famiglia, in spogliatoio, a Zumba, per strada..
a.. e io? So parlare solo dei logori valori della religione cattolica? So dire solo cose, prestazioni?
Pietro mi ricorda la chiesa quando mette da parte Gesù o il vangelo.. miscelandolo di buonsenso, di luoghi comuni, di compromessi e tiepidezze varie. Lo annacqua.
Il vangelo puro è da vertigini, inebriante e soprattutto.. incredibilmente scomodo. Questo accade anche nelle nostre parrocchie e vite ordinarie. Nei nostri matrimoni e funerali “in ciesa”.
Rischiamo di lasciare Gesù appeso al crocifisso della chiesa dove ci siamo sposati e ci facciamo travolgere dai “risi” uscendo.. o dall’incenso.
Ma Lui vorrebbe tanto venire con noi.. ha promesso la Sua grazia a quella coppia.. e la Sua risurrezione.. a quella famiglia segnata dal lutto.
Carissimi: questa domanda facciamocela spesso. Sarà come guardarsi allo specchio e capire.. ascoltare, ripartire.
Andare dietro di lui.. sentire che siamo nel suo specchietto retrovisore.. pensare come Dio..
Bellissimo. Noi daremmo ragione a Pietro.. pensa da uomo.. e che dovrebbe fare altrimenti?
Gesù vuole che impariamo a pensare come Dio, col suo stesso amore, con misericordia, mitezza, bontà, audacia, fantasia..
Mette in imbarazzo solo a pensarlo. Come si fa? Come faccio a pensare come Dio?
Forse iniziando a mettere Gesù davanti.. alle mie scelte, sentirlo accanto, confrontarmi con Lui, chiedere per le mie scelte.. camminargli dietro e a fianco..
Io intanto inizio a camminare.. fate i bravi! Pregate per me.