Domenica XXIIIa T.O. – B

(Tempo di lettura previsto: 7 minuti)

010915

Franco Battiato

https://youtu.be/rTRM9ub6a2E

In Ascolto del Vangelo secondo San Marco 7,31-37
In quel tempo Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

Gesti plastici, inediti: intimi tanto da apparire quasi invadenti; l’umidità della saliva, quella che ti scompare dalla bocca quando hai paura o sei sfinito.. lasciandoti a bocca asciutta.
Le dita negli orecchi, i ciuffi di capelli da spostare, lo sguardo al cielo, la testa di quella persona tra le mani e.. delicatissimo.. quel sospiro emesso, quasi un gemito.. Apriti!
Immagine delicata, sacra. “Adesso mi prendo io cura di te”, sembra dirgli.
Un gesto simile, non così maestoso, lo abbiamo ricevuto tutti noi, battezzati. Nel rito infatti è l’ultimo segno che il sacerdote compie sul bambino.
Toccargli labbra e orecchie con un segno di croce, sussurrando la stessa parola. E’ stato fatto anni fa a ciascuno di noi.
Perché non toccarci ora per un attimo le labbra e le orecchie, ripensandoci? Cogliendone il senso?
Fatto?..

Sei muto perché non sai ascoltare. AFFASCINANTE.
I vangeli di queste domeniche ci hanno bacchettato abbastanza su questo. Che cuore hanno trovato? Siccome non ascolti.. non sai parlare.
O meglio.. sai dire cose cristiane-cattoliche, sai biascicare risposte ad hoc ma non sai parlare da cristiano, ne pensare ne vivere. Bene.
Più Lo ascolto, più saprò parlare.. anzi non potrò fare a meno di dire “grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”.
Il resto è volgarissima, meschina, subdola e ipocrita religione civile.. sbandierata ai quattro venti da certa pseudo politica e da associazioni varie che si fanno baluardo del credo cristiano solo perché “fan tanto volontariato, tanto del ben”. Che palle ‘sta fede da Nord Est. Non c’è davvero altro?
Sono fiero di un veneto operoso, attivo, propositivo. Sempre in prima linea con le maniche tirate su. Ma non sono ne cieco, ne baucco.
Fare mercimonio della fede per un pugno di voti, consensi, tradizioni, abitudini e feudi di potere, gratificazione e riconoscimento parrocchiale, facendosi i gargarismi con parole come “cattolico”, “valori”, “tradizioni” e roba varia.
Effata.. apriti.
La vedo come una cosa di cui abbiamo estremo bisogno. Apri le orecchie, resta in ascolto. Il cristiano, se non è in Suo ascolto quotidiano, non è cristiano.
E poi parla.. racconta, narra, testimonia.
La vedo, con un’immagine rubata all’informatica.. come la possibilità, per la nostra vita spirituale, di continuare a scaricare gli aggiornamenti e gli antivirus necessari alla nostra vita di qualità, libera, liberata e liberante. Resto “sul pezzo” ascoltando il Vangelo e provando a vivere così.. non sempre e solo come mi va.
E poi il parlare. Se non ascolti, non sai dire. Spesso siamo totalmente analfabeti delle nostre emozioni, non sappiamo ne esprimerle, ne viverle, ne raccontare; così per la nostra fede. Cantiamo le belle parole dei canti ma ci rivolgiamo sempre e solo in 3a persona a Gesù, con un timore.. che fatica dargli del Tu, prestargli labbra e orecchie e dirgli, nel silenzio del nostro cuore.. aprimi all’ascolto della tua parola, rendimi tuo testimone, fai traboccare in me la tua buona notizia.

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4 pensieri su “Domenica XXIIIa T.O. – B

  1. Eugenia59

    Dolcissimo, emozionante, il Signore che ci dice, con un sospiro, “effatà, apriti”!
    Come non lasciarsi prendere dalle Sue Parole: Apriti, sono con voi tutti i giorni, apriti, c’è qualcuno che ha bisogno di te che sta chiedendo aiuto, apriti, prenditi cura del creato che ti ho affidato…
    C’è da fare per ognuno di noi, se davvero Lo amiamo, ascoltiamolo, mettiamo in pratica la Sua volontà!
    E’ questa la gioia vera.

  2. Maria G.

    Aprire,in grammatica,è un verbo,indica un’azione,un passaggio da una situazione a un’altra:
    aprire le finestre per passare dal buio alla luce,per far entrare l’aria da respirare a pieni
    polmoni…aprire la porta a un figlio,a un amico…aprire le braccia per accogliere,aprire
    l’animo all’altro per comunicare,per ascoltare,per parlare,…per chiarire,per …per…
    Quanti bei significati hanno le parole”” aprire ascoltare,parlare!”
    “Aprite le porte a Cristo”tuonava con voce vibrante papa Vojtila rivolto ai giovani,a noi
    tutti.Gesù è lì fuori,aspetta solo che tu gli apra il tuo cuore,la tua mente,vuole coinvolgerti
    nel suo progetto perchè diventi anche il tuo progetto di vita…che poi inevitabilmente
    coinvolgerà anche gli altri.
    Effatà ,apriti |E’ quasi una preghiera sussurrata al nostro orecchio,esaudiamola,per il nostro bene.

  3. Roberta

    “lo pregarono di imporgli le mani”, mi piace questa richiesta, mi piace questo Gesù che per guarire si serve innanzitutto del contatto. Toccare, abbracciare, stendere la mano tutti gesti grazie ai quali si può creare un unione per sempre…non un possesso, ma un gesto che invia, infonde coraggio per ripartire in maniera nuova. Così quell’apriti, “effatà”, non è la magia e neanche un ordine, ma è come Gesù dicesse:” respiro insieme a te”. Alle volte prima di pregare chiudo gli occhi, faccio dei respiri profondi; mi serve per creare quel “stare in disparte”, per creare intimità. Mi piace anche “gli portarono…Lo pregarono”…c’è sempre qualcuno che ti parla di Dio, che te lo fa conoscere, che te lo testimonia, ma poi le stesse persone che ti hanno portato, vengono allontanate perchè davvero Gesù possa venire a contatto con te. E come si fa poi a stare zitti, come si fa a non dirlo a nessuno? Ci manca un po’ di stupore oggi, un po’ di spontaneità…si pensa troppo….o pieni di paure diciamo a noi stessi…faccio bene faccio male…Ma se senti qualcosa di bello…dillo e se il tuo parlare è come un bene-dire, benedici, parla, fatti sentire. Se poi Gesù, che come dice l’ultima frase del Vangelo “ha fatto bene ogni cosa…”è finito in croce…siamo a cavallo!Ci pensa il profeta Isaia che mi ricorda nella prima lettura di questa domenica:”Coraggio, non temete!”.
    Grazie
    Roberta

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