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Ingresso Basilica a Betlemme..
.. una porta in cui per entrare ci si deve abbassare.
In Ascolto del Vangelo secondo San Luca 21, 22-30
Passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».
Non sopporto quando la gente ammiccando mi dice o fa capire che “siccome sei prete allora tu e Lui.. le tue preghiere.. tu si che.. tu che hai la vocazione, sei un addetto ai lavori..”: mi sembrano delle bestemmie devote. Che per mancanza di spirito critico e di verità ci si abbarbichi su questi luoghi comuni, dimenticando che facendolo si passa e trasmette una certa idea malferma di Dio.
Sono tutte puttanate.. come se DioBBuono facesse differenze. Abbiamo dei problemi se pensiamo questo, quando vediamo un prete o una suora.
Pur riconoscendo il loro ordine sacro e la consacrazione, titoli e titoletti.. studi e competenze, esperienza e tutto il resto.. ma davvero guai a noi!
Che meraviglia: stavolta parlo solo per me o meglio: tra me e me. Una meraviglia questo vangelo, assolutamente liberante nel provocare.
Occhio alla troppa confidenza. Al saper sempre cosa dire, come parlare di Dio, difenderlo, giudicarlo, farne le veci.
Noi addetti ai lavori (e non solo, ma oggi parlo solo per me) abbiamo bisogno di una pagina come questa per non farci sentire ne presumere troppo sicuri di noi stessi, di competenze, esperienze, meriti, metodi, sensibilità.. potremmo rimanere fuori.
Potremmo restare in coda mentre le prostitute ci passano avanti.
Troppo spesso abbiamo o abbiamo avuto bisogno di ridurre Dio ad un tema o a un argomento.. ad una merce da vendere come imbonitori, a qualcosa da inculcare, a cui convincere..
Mangiare e bere in tua presenza.. cioè la confidenza..
O si accettano queste due pagine, pur a denti stretti.. o capiremo mai niente del vangelo.
La cosa bella è che passi per operatore di iniquità.. il tuo affannarsi di devozioni, buone azioni, fioretti, studi, preghiere ecc. ecc. ecc. è iniquo..
vano, inutile…ingiustizia! E i lontani, gli ultimi.. ci precederanno.
Fantastico.
Siamo davvero servi inutili. Non serviamo nulla, non serviamo a nulla. Che enorme libertà ci dona Gesù. Non aspettarci nulla.
Anche se a volte ci fa piegare la testa e sussultare il cuore ma..


