XXXIIIa Domenica T.O. – C

09112016Ma ve lo ricordate Cesare Ragazzi?????

In Ascolto del Vangelo secondo San Luca 21, 5-19
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». 
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. 
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.
Uff.. oggi è proprio difficile. Va contestualizzato il periodo ed il contesto del tempo; vi ricordate l’anno 2000? C’era la sensazione sarebbe successo qualcosa di grandioso, unico, definitivo, apocalittico. Più o meno così a quel tempo; si attendeva un messia potente e liberatore, si attendeva la fine dei tempi, e la seconda lettura di oggi lo testimonia. Il messia avrebbe concluso i “tempi”; al tempo di Gesù e dopo, era questa la sensazione. Gesù viene confuso con quel messia e da li valutato.
Correnti religiose e filosofiche trattavano dell’escatologia, cioè della fine dei tempi, delle “cose ultime”; tutto questo era l’atmosfera che pervadeva ogni sentimento e condizionava ogni aspetto religioso e sociale della vita. Si preparavano tutti alla fine del mondo e quel presunto messia muore così? e perchè poi sto mondo non finisce più? quanto andiamo avanti?
“Molti infatti verranno nel mio nome”: Gesù ci chiede di stare in guardia dai falsi profeti e da quelli che parlano sempre e solo di LUI.. che dicono di venire nel Suo nome.
Oggi accade ancora? forse si; basta parlare di Dio, di Gesù e di Maria per esserne testimoni, interpreti e strumenti?
Abbiamo un certo spirito critico? in base a cosa ci fidiamo ?
Terremoti, carestie, pestilenze: niente di nuovo. Ancora oggi qualcuno interpreta questi segni come volontà di Dio e castigo. Ma ne hanno parlato a sufficienza radio e mass-media.
Metteranno le mani su di noi? ci perseguiteranno? A me? E perchè?
Oggi è facile o difficile testimoniare la propria fede altrove? Perchè finchè lo facciamo in oratorio o in parrocchia, è facile, ma poi?
Facciamo così: spostate le mani dalla tastiera del pc e mettetevi la mano destra in testa. Sfregatela tra i capelli, scompigliatevi il riporto, passatela sulla spazzola, sulla nuca, sul caschetto o tra i ricci. Contatevi i capelli. Per quanti ve ne caschino, non ne andrà perduto nessuno. Sono tutti contati.

“Io credo, risorgeròòòòòòò” – Omelia XXXIIa T.O. – C

07112016

La Risurrezione di Cristo è la nostra più grande certezza; è il tesoro più prezioso! Come non condividere con gli altri questo tesoro, questa certezza? Non è soltanto per noi, è per trasmetterla, per darla agli altri, condividerla con gli altri. È proprio la nostra testimonianza.
(Papa Francesco)

Tra poco diremo….che siamo….
“convocati qui nel giorno in cui Cristo ha vinto la morte e ci ha resi partecipi della sua vita immortale
che    i nostri defunti addormentati nella speranza della risurrezione
e che vogliamo che siano ammessi a contemplare la luce del Suo volto
Ma anche io….che Credo!...Aspetto la risurrezione dei morti, la vita del mondo che verrà amen
Ma noi?   vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento nell’attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro salvatore Gesù Cristo…
Ecco solo un assaggio dei molteplici riferimenti alla risurrezione e alla vita eterna che ogni domenica pronunciamo in modo forse a volte automatico e scontato… o con normali dubbi e speranze…
Eppure secondo un’inchiesta i cristiani oggi credono a tutto tranne che alla risurrezione….Sembra un taboo o una cosa troppo difficile, meglio lasciare stare… imbarazzo, silenzio, scetticismo…
Un giorno durante una confessione una ragazzina di 3a media che doveva ricevere la cresima…confessò che…non credeva alla risurrezione….. che lei credeva nella reincarnazione…e aveva letto perfino 3 libri sulla reincarnazione. Le ho chiesto quanti ne avesse letti sulla risurrezione ….nessuno! interessante… 
Anche noi forse siamo cosi… non sappiamo di cosa si tratta o ne abbiamo una idea vaga…. ma stiamo in qualche modo bene lo stesso…
Anche i preti hanno faticato…Guccini
“voi preti che vendete a tutti un’altra vita, se c’è come voi dite un Dio dell’infinito guardatevi nel cuore lo avete già tradito”…
Cosa resta in piedi del cristianesimo se togliamo la R?
Resta una buona e bella morale, ammirata da tutti, da non credenti e da persone di altra religione….un insieme di valori e di principi di comportamento per una bella convivenza civile..un galateo filantropico, ma anche qualcosa che ci fa agire da schiavi…
Cosa resta in piedi su Gesù se pensiamo che non sia risorto?
un bravo maestro, un guru, tipo Gandhi, uno che ha detto cose bellissime e vissuto in modo interessante….ma ormai un po’ fuori moda, un mito…certo… ma allora a che serve credere in un idolo morto? a che servono i sacramenti, la messa, la confessione? sono segni teatrali o potenza che riceviamo?
Cosa resta in piedi delle nostre visite al cimitero, delle tante lacrime per i nostri defunti, delle nostre fotografie ben incorniciate con la persona tanto amata…o con l’amico scomparso…
perchè se non c’è risurrezione non c’è nemmeno un posto dove poterli immaginare… e quindi, per essere onesti…bisognerebbe ammettere che non siano da nessuna parte… che siano davvero spariti e quindi non sia logico ricordarli…
Cosa resta in piedi della nostra speranza di fronte alla morte –sofferenza-dolore assurdo quando diciamo sconsolati che ora..il nonno….almeno ha finito di soffrire ed è con Gesù ..o in paradiso…al limite in cielo…. o..è diventato una stella…. o prega per noi… o..      .a volte non sappiamo come andarne più fuori per spiegare o comprendere…
Come viviamo la risurrezione? dovrebbero dircelo il nostro
-modo di vivere…sereno, affidato, sicuro….
-modo di considerare e percepire la morte…. una cosa…naturale…. che non significa “facile”…ma che fa parte della nostra realtà..che non possiamo escludere o ignorare o trattare sempre e solo con scaramanzia.
Non sto dicendo che devo essere certo felice di morire…ma neppure quel processo di rimozione …che viviamo oggi culturalmente…in basa a come vivo e come sento la morte capisco come sto percependo la risurrezione …e quanto sia distante… 
E’ il mio modo di vivere che fa trasparire il senso che do alla morte..ma anche a ciò che sento e credo esserci o meno dopo.
Eppure…cosa sappiamo della risurrezione e cosa viviamo di essa? 
Altrimenti, come all’inizio, diciamo solo parole vuote e meccaniche.
Quella che noi chiamiamo morte è solo la porta che ci farà abbandonare quella forma di vita fragile, ferita e provvisoria quindi in una parola UMANA che conduciamo in questo mondo prima di rientrare in quella di Dio..dove saremo rivestiti di un altro corpo..” incorruttibile, glorioso, pieno di forza spirituale” (1Cor 15, 42-43).
La nostra vita e l’amore speso ci donano una identità precisa, la nostra storia terrena fatta di relazioni, sentimenti ed esperienze. Tutto questo non andrà dimenticato (buddhismo e reincarnazioni). Il patrimonio di bene e amore vissuto, patito e goduto non andrà sprecato ma risorgerà, trovando cioè finalmente pienezza e compimento. La qualità di amore che abbiamo vissuto qui troverà il suo vertice e compimento. Ameremo e saremo amati in maniera perfetta e definitiva senza ostacoli spazio-temporali. Tutto ciò che qui e ora ci fa vivere umanamente “limitati” di là sarà assunto da Dio e portato a pienezza; vivremo in un modo più pieno e completo. Nemmeno riusciamo ad immaginarlo.
Sia come quantità che qualità!
Come quel bambino dal grembo della mamma in quei 9 mesi, non riesca nemmeno ad immaginare che il mondo in cui sarà chiamato a vivere non sia una pancia ma qualcosa di totalmente diverso e bello. Così il Signore ci aiuti a credere e sperare nella nostra vita terrena nell’attesa di quel ritorno alla casa del padre che ci ama.
Gesù è attaccato dai sadducei, classe borghese e praticante che…alla fine come noi…non crede molto alla risurrezione… l’obiezione loro è basata su un presupposto falso..che la vita futura sia la continuazione (migliorata) di questa vita presente. 
Gesù invece non predica un risveglio dal sepolcro per riprendere il vecchio corpo, la vecchia vita, le relazioni ecc. ecc
Una cosa così sarebbe assurda.. (per qualcuno anche una enorme sfortuna!!!) e crudele da parte di Dio.
La vita con Dio invece ci viene annunciata come condizione completamente nuova.
L’uomo pur mantenendo la propria identità una volta inserito nella vita con Dio diviene un essere diverso, immortale, simile agli angeli.
Ma come sarà questa vita con Dio?
Innanzitutto il pericolo di proiettare nell’aldilà ciò che di positivo noi sperimentiamo qui…ma moltiplicato all’infinito..gioie, piaceri.
Sono in molti a credere questo…un po’ come i farisei di allora… e allora se fai il bravo meriti quelle gioie altrimenti sono guai!
La risurrezione di cui parla Gesù è completamente diversa.
Per Lui l’uomo vive sulla terra una gestazione, si prepara ad una nuova nascita dopo la quale non ce ne saranno altre, perchè il mondo in cui entrerà sarà definitivo.
In esso non sarà presente nessuna forma di morte.
Capiamo che ci stiamo muovendo in un terreno delicato e misterioso e che lo possiamo fare solo accostandoci a queste realtà delicate eppure sublimi, solo con la fede credendo che…”quelle cose che occhio non vide, nè orecchio udì, ne mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano (1 Cor 2,9)
Perchè invece di indagare su ciò che non siamo in grado di capire.. non ci soffermiamo sulle certezze che la risurrezione di Cristo offre…
in particolare sul fatto che non esistono due vite, la presente e al futura ma un’unica vita che continua sotto due forme completamente diverse.
La morte (come annientamento della persona) non esiste, è stata vinta, distrutta dalla morte e risurrezione di Cristo.
Quella che noi chiamiamo morte è semplicemente l’abbandono della forma di vita (debole, fragile, passeggera) che conduciamo in questo mondo per essere accolti nel mondo di Dio.
Il corpo che si ammala, invecchia, si dissolve e rovina non viene introdotto nel mondo di Dio ma viene “rivestito di un altro corpo “incorruttibile, glorioso, pieno di forza, spirituale” (1Cor 15, 42-43)
La seconda certezza è che la risurrezione di Cristo ha fatto quindi cadere tute le barriere che separavano i vivi dai defunti. Un legame intimo e profondo unisce tutti.
E così, solo grazie a questo possiamo pensarci felici, chiedere loro di pregare per noi e desiderare di ricongiungerci un giorno con loro.
L’altra parte della risposta di Gesù ai sadducei è costituita dall’affermazione chiara della verità della risurrezione.
Non possiamo immaginare come sarà la vita con Dio ma la fede ci dà la certezza che, dopo la morte, l’uomo continua a vivere. Come immaginare infatti un Dio che crea gli uomini stabilisce alleanza con loro, li ama .e poi li lascia morire e li abbandona nel nulla?
Oggi abbiano volato un po’ in alto ma la speranza è quella di aver almeno gustato qualcosa o iniziato a desiderarlo.
Tutto quello che poi diremo sulla risurrezione cerchiamo almeno oggi di pronunciarlo con maggior fede e consapevolezza. Già questo desiderio sarà il segno più bello della speranza che è in noi di credere in un giorno talmente diverso da non avere domani.

XXXIIa Domenica T.O. – C

temaa16Michelangelo, Cappella Sistina, particolare del Giudizio Universale.

In Ascolto del Vangelo secondo San Luca 20, 27-38
Gli si avvicinarono alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Per quanto la mia memoria sia buona non riesco a ricordare nulla di quanto stessi vivendo nella pancia di mamma.
E nemmeno sapevo cosa mi stesse per accadere, cioè venire al mondo, quel 24 agosto del 1975 a. C., vedere la luce, iniziare a vivere in modo diverso, inimmaginabile e completo, non immerso nell’acqua, al buio e raggomitolato su me stesso.
Nessuno ad oggi è in grado di immaginarsi cosa sarà di noi dopo la morte.
Possiamo balbettare qualcosa, al limite mettere un po’ d’ordine e rimuovere dati inutili e confusionari.
Ci aiuti questo vangelo: appare come una sfida. A pochi giorni dalle feste dei Santi e dalla commemorazione dei nostri defunti pare di venir costretti a permanere sull’argomento. Come se durante le due feste fossero sorti in noi o si fossero acuiti dubbi e domande e non potendo più evaderle fossimo chiamati dal vangelo ad inchiodarci lì. Oppure contro il rischio di rimettere via troppo presto il pacchetto “morte, cimitero e risurrezione, vita eterna”.. fossimo ancora costretti a sbatterci la faccia. I Sadducei sono una classe di ricchi: forse godendo bene della vita qui se ne fregano del futuro: infatti non credono nella risurrezione e nella vita dopo la morte.
Ma a quel tempo, dal punto di vista culturale, era indispensabile avere figli per poter sopravvivere. La propria discendenza quindi doveva essere garantita dalla legge del levirato, di cui parlano.. con l’esempio dei fratelli e moglie vari. Gesù ricorda loro che nell’aldilà non servirà più procreare per sentirsi vivi e sopravvivere perché la vita oltre sarà definitivamente segnata dall’immortalità. Ecco lo sfondo da cui nasce la provocazione.
Questo smantella il falso presupposto che la vita oltre la morte sia una semplice continuazione nelle stesse condizioni (piramidi, egiziani, salme imbalsamate assieme ad oggetti cari.. ).. Non avrebbe senso far morire per poi restituire vita e corpo come prima. No a proiezioni nell’aldilà di quel che viviamo qua.
Quella che noi chiamiamo morte è solo l’abbandono di quella forma di vita fragile, ferita e provvisoria che conduciamo in questo mondo prima di rientrare in quello di Dio..dove saremo rivestiti di un altro corpo..” incorruttibile, glorioso, pieno di forza spirituale” (1Cor 15, 42-43).
La nostra vita e l’amore speso ci donano una identità precisa, la nostra storia terrena fatta di relazioni, sentimenti ed esperienze. Tutto questo non andrà dimenticato (buddhismo e reincarnazioni). Il patrimonio di bene e amore vissuto, patito e goduto non andrà sprecato ma risorgerà, trovando cioè finalmente pienezza e compimento. La qualità di amore che abbiamo vissuto qui troverà il suo vertice e compimento. Ameremo e saremo amati in maniera perfetta e definitiva senza ostacoli spazio-temporali. Tutto ciò che qui e ora ci fa vivere umanamente “limitati” di là sarà assunto da Dio e portato a pienezza… vivremo in un modo inimmaginabilmente più pieno e completo. Sia come quantità che qualità!
Come quel bambino che non riesca nemmeno ad immaginare che il mondo in cui sarà sbattuto non sia una pancia ma..
Il titolo della goccia è anche titolo di un libro interessante..