Domenica XXIIIa T.O. – A

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

In Ascolto del Santo Vangelo secondo Matteo 18, 15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Abbiamo diritto di comunicare, far comprendere all’altro che ci ha feriti: senza volerlo, in buona fede, per un raptus di rabbia, stanchezza o altro…ok, ma ne abbiamo il diritto. E’ il primo modo in cui iniziamo a volerci bene, farci rispettare, crescere, permettendoci di essere quel che si è. Nessuno è abusivo.
Il cristiano non è quello che deve ingoiare e mandare giù…magari invocando la guancia da porgere..perchè allora…Pensiamo a quando Gesù alla guardia che l’ha schiaffeggiato, gli chiede perchè lo abbia fatto, se ne sapesse il senso. Mica gli ha dato la mascellona pelosa da percuotere….Il cristiano non è buono ma è chiamato ad essere giusto e misericordioso come il Padre!
E poi la delicatezza progressiva del chiamare qualcuno assieme,come testimone e aiuto, sostegno, infine la comunità.
La fatica del singolo si ritorce sempre contro gli altri, famiglia, gruppo di lavoro, squadra, parrocchia…
pagano e pubblicano chi erano? ci verrebbe da dire che la soluzione sia quella di allontanare, rinunciare, lasciare perdere
invece se pensiamo a Gesù sono le due categorie a cui maggior amore andava riservato, uno sguardo di particolare misericordia.
Come quello da rivolgere a sè stessi, nel chiedere giustizia e carità.
La cosa fondamentale comunque è che alla base di tutto..per certi versi ok,l’ho detto, è importante farsi rispettare; ma fondamentale è che così al centro c’è il recupero del fratello, di chi sta sbagliando e va orientato diversamente.
La storia del legare/sciogliere è di due domeniche fa: era riferita a Pietro, con le chiavi.
Oggi ci viene ricordato che è un diritto dovere di ciascuno di noi. Riconoscere potremmo dire il giusto e lo sbagliato, il bene e il male, cercando di educare la coscienza ma anche di saper denunciare ciò che non va.
La domanda di fondo potrebbe essere: quanto mi sta a cuore la vita dell’altro?
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“Cristiani sedotti e seducenti..” – Omelia Domenica XXIIa TO – A

Quando Claudio mi consiglia un libro sento che lì dentro c’è una parte di sè. E lo compro. Quando Roberto e Filippo mi girano il nome di un gruppo rock da ascoltare, so che ne sono stati emotivamente travolti. Quando mi hanno consigliato una pizzeria, un film al cinema, un bravo specialista o un negozio…ho preso e mi son messo in gioco, ci sono andato, l’ho voluto provare. Chi non fa così? non ci muoviamo mai perché una cosa è giusta o vera ma perché ci appare promettente e bella…ci fidiamo della persona che ci parla, del modo in cui lo fa e ci lasciamo sedurre; in latino significa che ti porta via, ti attira come le sirene di Ulisse. 
Per un outlet, un concerto, una parrucchiera..facciamo km! 
Il verbo è di quelli magnetici, come una donna o un uomo seducenti.. è ben famoso nel passaggio della prima lettura del profeta Geremia. Mi piacerebbe che ognuno si portasse a casa questo verbo come un dono, una sana inquietudine con cui assaporare la propria vita di fede da questa nuova prospettiva: dice..”tu mi hai sedotto, Signore…ed io mi sono lasciato sedurre!” bellissimo…altro che “valori della tradizione cristiana”, essere coerenti e perfetti agli occhi di un Dio che ti controlla e giudica…ma lasciarsi sedurre cioè affascinare, coinvolgere: far percepire che l’incontro vivo con Dio ti ha sedotto, come quando ti innamori, un fascino che ti porta verso di sè, a mettere in relazione la tua vita con Lui. Non è facile ne spontaneo certo, lo dice Geremia stesso, ma ti fa sentire un fuoco ardente nel cuore; qualcosa che ti muova dentro la voglia di conoscerlo, annunciarlo, testimoniarlo,…con la vita, la carità, con la giustizia e la speranza. Abbiamo ridotto il cristianesimo a religione o peggio ad una morale…invece è una relazione. Essere cristiano deve essere soprattutto bello! Altrimenti qualcosa non va…E’ così bello che nulla è più come prima, la gerarchia delle cose importanti si capovolge e non consideri più una perdita di vita il donarti agli altri o lo spendere tempo con e per Dio.
   Mi domando se da fuori le nostre comunità cristiane siano seducenti. Cioè attirino le persone a partecipare… in base a cosa? chi si avvicina alle nostre parrocchie incontra preti religiose e laici sedotti? da chi? da cosa? quali sono le priorità per cui ci spendiamo, appassioniamo? Gesù nel vangelo ci chiede di non pensare col buon senso del mondo, come Paolo ai Romani, alle mentalità comuni e vuote, ma di seguirlo. Essere cristiani è seguire Gesù perché il suo vangelo ha sedotto la nostra vita. Tanti anni fa la vita di don Stefano mi aveva provocato, forse sedotto
A volte mi chiedo se la mia vita di prete possa sedurre cioè provocare. Ci si lamenta perché non ci sono preti ma come oggi si guarda al prete? per cosa?! la mia vita può provocare un giovane ad interrogarsi? il clima che si respira nelle nostre comunità può affascinare e coinvolgere tanto da mettere in discussione una vita per il Signore ed il Suo regno? 
Geremia era profeta: i profeti, allora come oggi, sono quelli che parlano a nome di Dio, gli fanno pubblicità, coinvolgono gli altri con la propria testimonianza. Spesso senza accorgersene. s
Sedurre forse inizia così..la nostra vita parla agli altri di Dio:
Signore Gesù, che il tuo vangelo continui ad essere seducente, aiutaci a seguirti, donaci di essere profetici.

Domenica XXIIa T.O. – A

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

In Ascolto del Santo Vangelo secondo Matteo 16,21-27
Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni
Domenica scorso Pietro si sente dire “Beato te…”; oggi “vai dietro, a cuccia! torna da dov’eri. Abbassa le orecchie” (attualizzazione personale..)
La liturgia a mio avviso, coltiva una sottile pedagogia ironica nei nostri confronti. Spiazzante, non c’è che dire. Ma anche, come amo, liberante.
Dio in persona ci scampi dalla mentalità comune, dal buon senso, dalle frasi fatte e dai luoghi comuni, dalle espressioni vacue buone per ogni circostanza, dal confortante e rassicurante rifugio delle parole sagge, dall’incapacità di fare silenzio e far posto all’altro e a quanto viva, delle cagate su Fb, dei pensierini efficaci con gli orsacchiotti e i cagnolini, delle massime orientali decontestualizzate, degli slogan da maglietta, delle frasi emozionanti vicino alla tazza da caffè col buongiorno mondo, delle immagini motivanti e dei pensieri pensierosi…
dalle mentalità fuorvianti con cui spesso ci ritroviamo aggrovigliati cuore, mente e coscienza, barattando il Vangelo e la Risurrezione, la Creazione e la Redenzione per una manciata di pseudo valori pseudo laici con cui fare i gargarismi.
Se qualcuno…
Fantastico. Libero, liberato e liberante. Fa strada Lui, tu cammina e svegliati, segui il passo, tieni il tempo…
Pensare secondo me o secondo Dio? dove sta la vera novità? Dove la vita eterna perchè di qualità?
Perdere la vita per causa tua: così la ritrovo. Chissà quando il mio ministero, la mia vita, il mio essere cane da pastore con 3 greggi…potrà balbettare un incerto e meschino SI a questa prospettiva…