Osare: rischiare o urlare? -Omelia XXXA to 2018

 

Unknown

(E. Munch, L’urlo-1893)

Un sinonimo di rischiare? osare…Come si dice “gridare” in dialetto? osare…

Lui (il cieco) grida ma la gente lo sgrida: c’è sempre qualcuno che mette il bavaglio ad un altro, in nome dell’opportunità, delle convenienze, e anche in nome di Dio. Ciò che più colpisce in questo versetto è il fatto che la folla è la stessa del v. 46, quella cioè che segue Gesù nel suo viaggio. Questa folla, apparentemente  religiosa e «discepola», vuole impedire che il cieco «veda», diventando ostacolo tra lui e Gesù. Coloro che seguono, che credono, che frequentano possono essere un ostacolo attivo all’incontro. Quante volte l’atteggiamento di noi preti, poca radicalità, sete di potere e apparenza, scandali, il famigerato vaticano, scandalizzano! 

ma anche molti pochi sorrisi e serenità tra voi laici, rivalità, divisioni, ipocrisie e chiusure come se la parrocchia fosse una setta…o essere cristiani un dovere scomodo…quante persone allontanano! (esser meglio di quelli che vanno sempre a messa…)    E’ il colmo….

  Quel cieco che essi incontravano ogni giorno davanti alla porta e che forse hanno notato o commiserato, ora viene emarginato ancora di più «in nome di Dio». E’ come se la folla dicesse: non gridare, taci, non vedi che disturbi la processione? Dobbiamo andare dietro a Gesù, non abbiamo tempo per te che già sei cieco. C’è sempre qualcosa d’importante e di urgente che impedisce di ascoltare le persone e la vita. Ricordiamo la parabola del buon samaritano? il levita e il sacerdote passano oltre per non far tardi al tempio o non sporcarsi!

Quante volte rischiamo, dovendo fare le nostre cose cristiane per sentirci qualcuno, di dimenticarci di Cristo… del suo messaggio, del suo stile, dei suoi atteggiamenti…siamo così impegnati a recitare, per mille buoni motivi, la parte dei bravi cattolici devoti impegnati che non ci chiediamo se quello sia la sua volontà. Se il nostro agitarci o il nostro “abbiamo sempre fatto così” siano evangelici. Riduciamo fede, messa, vita cristiana a spettacolo a cui assistere e noi a spettatori soddisfatti o a consumatori…di sacramenti o anestetici religiosi e sociali.

Spesso mi chiedo se non si sia barattato il senso per il consenso…

Il bisogno del cieco qui invece è più potente dell’indifferenza della folla: egli grida più forte. Egli….davvero osa…urla e rischia!

A questo proposito guardiamo come si comporta Gesù: quella folla che ostacolava il cieco, lui la responsabilizza, chiedendole di accompagnarlo a lui. Le sta insegnando ad accorgersi di chi soffre, prima che a sentirsi a posto perché lo sta seguendo..Le sta mostrando quali sono le cose più importanti…ricordiamo il vangelo in cui, qualche settimana fa, i discepoli volevano il monopolio del bene, lamentandosi di chi faceva buone azioni senza essere “dei nostri”..Gesù risponde chi non é contro di noi é per noi!  La folla ora educata dal maestro gli conduce il cieco. 

Non l’ha giudicata ne rimproverata: l’ha messa in condizione, aiutandolo di rendersi conto. Fa fare loro esperienza dell’essenziale, li ricalibra. Mostra loro come coltivare la vera fede: nella carità. Non nella pratica religiosa perfetta e asettica ma nel prendersi innanzitutto cura di chi soffre, di chi mendica per strada acciecato dalla vita…nella capacità di accorgersi..

E questo cosa si sente chiedere? “cosa vuoi che io faccia per te?”

Era ovvio che il cieco chiedesse la vista…ma per fortuna non é ovvio l’atteggiamento di Gesù. Non é un attivista, protagonista del “fasso mi”.. No, Gesù era diverso. Si mette a servire. Chiede al cieco, chiede a te, a ciascuno di noi di cosa abbiamo bisogno:

  “la tua fede ti ha salvato”.“Non sono bravo io, sei libero tu ora”…sembra sussurrargli. E lui vede di nuovo! non era nato cieco. Lo era diventato. Chissà cosa -a poco a poco- gli aveva fatto perdere la vista, cioè la capacità di vedere, di capire, di vivere…di accorgersi…facendolo restare ai margini della vita, a mendicare, a vedere vivere gli altri. Forse questo vangelo ci sta dicendo che in realtà la vera cecità era quella  la folla che non voleva vedere chi avesse bisogno.. Quante volte siamo anche noi acciecati dall’orgoglio, dall’indifferenza, dal disincanto, dal consumo obbligato, dall’apparire banale, da falsi idoli che stordiscono ….

Possano questa pagina del vangelo e questo volto di Gesù illuminare in noi ciò che ci annebbia la vista ridonandoci la capacità di osare..osare chiedere a Lui di ridarci la capacità di accorgerci in noi e attorno a noi, che Gesù è al nostro fianco e vuol prendere sul serio l’essenziale della nostra vita.

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