Solennità della Santissima Trinità, 26 maggio 2013 – Anno C

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Lettura dal Vangelo secondo Giovanni 16,12-15
In quel tempo disse Gesù ai suoi discepoli: ”Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

Da una vita ci facciamo il segno della croce. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Ma che vuol dire? Che significa per noi?
In quanti.. “dii” dobbiamo credere? Già ho i miei problemi con uno..
Eppure.. e fosse uno.. il rapporto sarebbe frontale.. vis a vis.. impari, asimmetrico..
Se fossero due.. sarebbe ancora impari, come una commissione d’esame di fronte al quale sostare.. loro due mi guardano e io mi sento in imbarazzo..
Sono tre.. come le tre dimensioni al cinema, il 3D, come un trepiedi che crea una tenda..
Solo in tre creano uno spazio in cui io possa entrare ed essere accolto.
La relazione d’amore tra il Padre e il Figlio.. mediata dallo Spirito Santo che è il loro desiderio d’amore.
Una famiglia insomma. Per noi Dio è una famiglia.. in cui essere accolti.
Attraverso lo Spirito Santo io posso fare esperienza di Gesù nei sacramenti, nella preghiera, nella messa, nella carità, nella mia coscienza e nel mio cuore.
Facendo esperienza di Gesù io sento Dio vicino, come un Padre.
Altrimenti a Dio farei dire e fare qualsiasi cosa.
Solo così posso fare una vera esperienza cristiana. Il mio riferimento è Gesù.
Questo mi garantisce un corretto rapporto con Dio Padre. Ma la mia vita cammina e vive con Gesù al fianco.. come compagno.. Lo Spirito è un mezzo, un router, una presenza che mi permette.. e così comprendo chi è Dio.
Gesù è la didascalia, l’interfaccia, l’immagine di Dio.
Ecco la Trinità: un Dio che è continua relazione d’amore di cui partecipare, da cui sentirsi creati, sostenuti, indirizzati, attesi e accolti.
Insomma.. Dio, Padre, Figlio, Spirito Santo.. continuiamo a chiamarlo “Trinità”.

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Domenica di Pentecoste, 19 maggio 2013 – Anno C

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Non so quanti se lo ricordino.. ma questo era..”l’AVVOCATO”.. e qui, dopo essersi avvicinato, sta parlando bene, in favore di..

Ricordo che sono molto graditi commenti sulla Parola ascoltata: mi permetteranno un ascolto sinfonico della stessa per preparare un’omelia più aderente alla realtà! Cerca di crearti un attimo di silenzio per preparare il cuore.. per lasciarti incontrare da Gesù.
INVOCA LO SPIRITO SANTO perchè sia Lui ad aiutarti a sintonizzarti con la Parola.
Altrimenti sarà come leggere dei bei fumetti..
Prova a ripetere a mente alcune volte l’invocazione allo Spirito Santo “Vieni Santo Spirito.. prega in me”
Leggi almeno un paio di volte il brano e chiediti alla fine cosa ti colpisca, quale volto di Gesù ti offra, come tocchi la tua vita.. come questo messaggio possa diventare attuale nella tua esistenza.. come appello, impegno, speranza, conforto..

Lettura dal Vangelo di Giovanni 14,15-16.23-26
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.“

Il mio commento oggi lo affiderei a questa famosa preghiera: una sintesi perfetta per comprendere il ruolo dello Spirito Santo. La terza persona della Trinità.. Padre, figlio e Spirito Santo, l’amore che li lega.
Tutto è vuoto, vano e inutile senza lo Spirito Santo.. come il router che ci permette di sintonizzarci e andare 24/24 in internet.. di stare connessi con il Padre ed il Figlio.
Il Vangelo lo chiama “paraclito”.. la cui traduzione a spanne indica la persona chiamata al fianco di un’altra per difenderla, per parlare in suo favore.. un avvocato insomma (!).
Lo Spirito Santo come avvocato che al nostro fianco ci sostiene, ci aiuta, ci suggerisce cosa dire e come dirlo;
è pronto ad insegnarci ogni cosa: come comportarci in una situazione, come pregare, come vivere, come entrare in una relazione, come affrontare una esperienza, come sostenere una croce, come guardare avanti al futuro, come perdonare o fare pace con noi stessi o qualcuno.. eccetera eccetera..
Che ci ricorderà.. ci permetterà di avere una memoria bella di Dio e del suo agire in noi, nelle nostre storie ed esistenze.
Guai se ci dimentichiamo del Signore e di come sia stato presente nelle nostre vite, se non impariamo a imparare a ringraziare..  riconoscerlo, percepirlo..
Gesù inizia non ad andarsene (Ascensione), ma ad essere presente in modo diverso attraverso lo Spirito Santo nostro avvocato e come dice questa preghiera qua sotto..

Senza lo Spirito Santo

“Senza lo Spirito Santo
Dio è lontano,
Cristo rimane nel passato,
il Vangelo è lettera morta,
la Chiesa è una semplice organizzazione,
l’autorità è una dominazione,
la missione una propaganda,
il culto una evocazione,
e l’agire dell’essere umano una morale da schiavi.
Ma nello Spirito Santo:
il cosmo è sollevato e
geme nella gestazione del Regno,
Cristo risorto è presente,
il Vangelo è potenza di vita,
la Chiesa significa comunione trinitaria,
l’autorità è un servizio liberatore,
la missione è una Pentecoste,
la liturgia è memoriale e anticipazione,
l’agire umano è divinizzato.”
(Ignazio IV, patriarca di Antiochia)

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Ascensione del Signore, 12 maggio 2013 – Anno C

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Un duomo bellissimo..
A tre giornate dalla fine le Juve è ASCESA al titolo di Campione d’Italia..

Lettura dal Vangelo di Luca 24, 46-53
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: “Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finchè non siate rivestiti di potenza dall’alto”. Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Siamo alla fine del vangelo di Luca, l’evangelista della misericordia di Dio e della gioia.
Le battute finali dello stesso vedono Gesù risorto salutare i suoi discepoli.. pagina difficile e asciutta, ammettiamolo: interessante notare innanzitutto il succo del suo messaggio.. che andrà in tutto il mondo cioè riguardo due cose:
1. la conversione
2. il perdono dei peccati
La fede cristiana ridotta all’essenziale passa per queste due cose, continuare a restare “in bolla” cioè nella sua direzione e non nella nostra, avere Lui come capo cordata e quindi convertirsi, correggere rotta, cambiare, rimettersi in discussione e in gioco.. come un timoniere che sappia la direzione, ma che spesso la ricalibri meglio.. e la seconda cosa il perdono.. da offrire e chiedere..
Gesù non è sparito, ma ha iniziato ad esserci in modo diverso: la Sua parola da accogliere, meditare, pregare, consultare, frequentare (con un Vangelo o una Bibbia spesso a portata di mano) nella sua eucaristia di cui ci potremmo nutrire la domenica, ma anche magari un altro giorno durante la settimana.. meno scontato, con più calma e semplice essenzialità.. la carità, il chiedersi “e adesso tu Gesù come ti comporteresti concretamente in questa cosa, con tale persona, davanti a questa situazione??” e tanti altri modi..
Non ha più i limiti fisici corporei.. che lo “inchiodano” nello spazio tempo 2000 anni fa in Palestina.. ora può essere con ciascuno, sempre, ovunque.
La comunione dei santi..
Con l’ascensione la sua presenza non è diminuita, ma si è moltiplicata.

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