XVIII a T.O. – Anno B

“Si sta
come d’autunno
sugli alberi
le foglie.”
(Ungaretti, Soldati)

(I can’t get no) satisfaction – Rolling Stones – 1965
I can’t get no satisfaction
I can’t get no satisfaction
‘cause I try and I try and I try and I try
I can’t get no, I can’t get no

When I’m drivin’ in my car
And that man comes on the radio
And he’s tellin’ me more and more
About some useless information
Supposed to fire my imagination

I can’t get no Oh, no, no, no
Hey, hey, hey. That’s what I say
I can’t get no…

When I’m watchin’ my TV
And that a man come on to tell me
How white my shirt can be
Well, he can’t be a man
‘cause he doesn’t smoke the same cigarettes as me

I can’t get no Oh, no, no, no
Hey, hey, hey. That’s what I say

I can’t get no satisfaction.
I can’ get no girl with action
‘cause I try and I try and I try and I try
I can’t get no, I can’t get no

When I’m ridin’ ‘round the world
And I’m doin’ this and I’m signin’ that
And I’m tryin’ to make some girl
Who tell me: baby, better come back letter next week
‘cause you see I’m on a losing streak

I can’t get no Oh, no, no, no
Hey, hey, hey. That’s what I say

I can’t get no I can’t get no
I can’t get non satisfaction
No satisfaction, No satisfaction, No satisfaction



Lettura dal Vangelo di MARCO 10,17-30

Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?”. Gesù gli disse: “Perchè mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”. Egli allora gli disse: “Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza”. Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: “Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!”. Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: “Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!”. I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: “Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio”. Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: “E chi può essere salvato?”. Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: “Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perchè tutto è possibile a Dio”.
Pietro allora prese a dirgli: “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito”. Gesù gli rispose: “In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà.

Vita eterna… lui vuole la vita eterna…cioè infinita…senza inizio ne fine… un eterno sabato sera, una domenica senza mai lunedì
eterna…cioè sempre bella. Per meno manco mi metto a vivere, sembra sottintendere….  voglio la vita…voglio vivere in eterno, per sempre.
In qualche modo voglio vivere oltre… lasciare un segno, non sopravvivere. Voglio essere fiero della mia vita e non avere paura della morte, perchè sarà solo
un secondo tempo…e il bello ‘ha da venì!

E Gesù gli da un po’ una risposta da parroco…. “benedetto..fa il bravo…va a messa, confessati, fa la comunione, rispetta i comandamenti…va ai gruppi, comportati bene…”
Secondo me lo stava un po’ pesando…..
Me lo vedo, il nostro eroe, a sbuffare come un ribelle adolescente che ne ha le scatole piene delle “solite cose”
“è da una vita che le faccio…ste cose…ma non profumano di vita eterna…sembra dirgli…se son qua a chiedere….”
Anzi, vorrebbe forse aggiungere..non mi hanno mai dato sapore o senso, mi sembra non mi siano servite a niente se son venuto qua a chiederti questo…
ma forse mi sbaglio…
e allora Gesù, visto che aveva davanti un puledro di razza, alza un po’ il tiro… esigente…visto che non gli è comunque stato chiesto poco….
e se lo vede andare via triste…
Lui che faceva vedere i ciechi, ballare gli storpi, cantare i muti…se lo lascia scappare…maledetta libert?..
sarebbe potuto essere un fantastico discepolo, un super apostolo, bravo a testimoniare ed evangelizzare..
maledetta libertà… troppi beni, troppe sicurezze, troppi “affari suoi” da coltivare…
meglio la bella vita alla vita bella..

Penso a tutti noi, magari in parrocchia o in oratorio da una vita, scout, animatori, catechisti da una vita….e ancora qualcosa non va…
la paura, la timidezza, l’imbarazzo, l’apatia, la routine, la noia…  faccio le cose cristiane…ma Cristo l’ho scoperto, percepito, gustato per me?
liberante, amico, fedele ad oltranza?

o sono sempre e solo “in ricerca?” da una vita magari…eterno indeciso…se valga la pena o no buttarsi, scegliere…o ammettere di essere gi? stato scelto.
Arrendersi, lasciar fare a lui….

da una vita faccio il cristiano, coi i gruppi e i ragazzini…ma Cristo non ha mai fatto me..non glie l’ho ancora permesso…
perch? per la preghiera, la catechesi, il deserto, gli esercizi spirituali, la messa, il vangelo, la confessione….. che difficile,
che palle…tanto si pu? continuare a fare i cristiani lo stesso, ad essere scout o azione cattolica lo stesso…chi mi controlla?
non ho tempo…basta fare servizio…basta star coi ragazzini, o far servizio in sagra, cuocere salsicce o spinare birra, fare il grest, animare…
ma poi a 27-30 anni…sar? da RI ANIMARE…
fare, fare, fare…. ma con la mia vita non c’entra niente, con le mie scelte morali, sociali, umane, famigliari…..

si, ma a cosa serve?

se non ti cambia la vita, se non glie lo permetti…a cosa serve?

chi può salvarsi?
tu ti vuoi salvare? cose o relazioni? il tempo che dedichi alle une o alle altre…lo dice… anche se a volte il tempo per le une ricade sulle altre ma…può diventare alibi!
Tu cosa hai lasciato?  per poterti veramente fidare di lui….per te essere cristiano, finora ha significato lasciare qualcosa? mentalità, immagine di te o di Dio, alcune cose, compagnie, passatempi, abitudini…

XXVII a T.O. – Anno B


    Lettura dal Vangelo di MARCO 10,2-16

Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro:
«Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

Qui ci sarebbe da scrivere per giorni…
“una sola carne”…
lasciare padre e madre…per unirsi in una nuova famiglia…
durezza del cuore
i bambini…
i discepoli adulti rimproverano i bambini: fanno perdere tempo, non servono a niente, sono impuri, Gesù ha cose più serie a cui pensare….
Lui invece li addita loro e a noi come esempio.
Marco sottolinea che “si indignò”…non che li richiama un attimo, i discepoli…che li corregge… Si arrabbia proprio, prima di sparare quei due
imperativi: “Lasciate! non impedite!”
Come accoglie un bambino il regno di Dio? regno di Dio: il mondo come Dio lo ha sognato, programmato e affidato alla storia umana…un regno da riconoscere, percepire, annusare…
un bambino lo accoglie forse con semplicità, ingenuità, stupore, disponibilità creatività, fantasia, fiducia, abbandono, gioco,…. vivendo così. Con una percezione innata del totalmente altro, dell’oltre, del vicino..del presente per te.

XV a T.O. – Anno B



Lettura dal Vangelo di MARCO 9,30-37
Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro:
“Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà.
Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. Giunsero a Cafàrnao.
Quando fu in casa, chiese loro: “Di che cosa stavate discutendo per la strada?”. Ed essi tacevano.
Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro:
“Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti”.
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro:
“Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato”.

Essi tacevano…sottile, candida, fraterna ironia quella con cui Marco vuole salvare in corner i poveri discepoli.
Tacevano…li vedo, li, assieme…a guardare in basso, le mani in tasca (anche se le tuniche del tempo credo ne fossero sprovviste…) intenti a guardarsi con attenzione
i sandali o le unghie dei piedi per l’imbarazzo… a pensare…”che figura di m… che abbiamo fatto, ci ha sgammato in pieno…!”
chi fosse il più grande, quello più importante, titolato, gratificante…
quello più in vista, l’indispensabile, il prezioso, l’originale…  il più in vista e riconosciuto
quello da salutare per primo
quello di cui parlare
quello che sa sempre cosa dire, come fare e perchè…
quello che sa sempre tutto
un bambino….
che fantasia, sto Gesù Cristo…dovremmo stamparcela bene in mente questa scena..a quel tempo i bambini valevano cosi poco..
anche se..ora…pur essendo cambiate le cose…mi domando…quanto valgono (il loro futuro, la loro intelligenza, il loro equilibrio, la loro crescita…)
chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Gesù non perde una occasione per dirci che possiamo conoscere e comprendere il vero Dio solo guardando lui…
non facendoci strane idee inappellabili…. che l’unica esperienza di cui possiamo balbettare qualcosa su Dio passa per la sua conoscenza e frequentazione….
più lo conosco e meno mi farò strane idee superflue su Dio