Domenica XXIa T.O. – A

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

In Ascolto del Santo Vangelo secondo Matteo 16,13-20

Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Noi san Pietro ce lo immaginiamo come la pubblicità del caffè o le barzellette: li a fare il portinaio. In effetti è simpatica come immagine, le sue grosse mani callose da pescatore li a tenere un mazzo di chiavi d’orate e preziose…senza nemmeno un guanto bianco o un portamento adatto. Legare e sciogliere era considerato come criterio di discernimento per questioni morali, a cui riferirsi. Come pure sulla possibilità di interpretare correttamente la scrittura. In realtà, lo vedremo, è una facoltà riferita a tutta la chiesa, non solo a Pietro.
Interessante riflettere come poi questo incarico sia andato al pescatore, al passionale frettoloso, al traditore con la servetta attorno al fuoco mentre Gesù è processato… a chi non ha mai fatto una bella figura..nemmeno in mare, eppure… eppure è Lui a ricevere tale incarico. Non perchè bravo o meritevole. Solo, al limite, perchè disponibile. O forse perchè più di altri aveva bisogno di convertirsi… le chiavi sono sicuramente segno di potere: basti pensare a quante persone attorno a noi….sbavino per avere le chiavi…della chiesa, della canonica, dell’oratorio…da un senso di potere, confidenza, servizio, di feudo, di riconoscimento e distacco… quanta pazienza…
Questa scelta di Gesù ci aiuti a riconoscerlo per quello che è … tralasciamo la domanda…diretta e l’indagine sociologica del Cristo; ma ci aiuti anche a sentire la nostra vita della stessa pasta di Pietro.. ci aiuti infine a sciogliere tante cose in più che la nostra religiosità si è incapponita a credere rispetto all’unica buona notizia del vangelo di Gesù per noi.

Trasfigurazione del Signore – A

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

“Povera Patria”- Franco Battiato
(1991 Come un cammello in una grondaia)

 

In Ascolto del Vangelo secondo San Matteo 17,1-9

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

Pagina densissima, da smontare parola per parola quasi, per analizzarne la ricchezza di riferimenti e allusioni all’Antico Testamento e ad altri passaggi evangelici.
Non facile, certo, ci chiede di salire un po’ in quota.. e fidarci nell’essere avvolti da questa nube luminosa… dove non puoi vedere ne comprendere tutto ma solo per certi versi affidarti.
Delicatissimo Gesù che si china sui discepoli spaventati e li tocca…li aiuta a rialzarsi a non aver paura.
Fermiamoci poi sulle espressioni che il vangelo riferisce direttamente a Dio: forse ci sfugge la portata storico-culturale di tale passaggio..scrivere dei testi tramandati e metterci il discorso diretto di Dio…un po’ impegnativo, presuntuoso o…vero?!
Accade qui e all’inizio del ministero pubblico di Gesù, dopo il battesimo da Lui ricevuto al Giordano, dove Dio direbbe la stessa cosa: compiacimento e invito all’ascolto.
Siamo invitati oggi a metterci sul Tabor e guardare la realtà da lì, dalla parte di Gesù, contro i “profeti di sventura” o quelli del bicchiere mezzo vuoto, nostalgie e chiusure; quelli che scuotono la testa e guardano in basso rassegnati.
Trasfigurazione significa metamorfosi: evolvere, cambiare.. trasfigurare è mettere gli occhiali di Gesù e guardare la realtà dal suo punto di vista…
prima gli ultimi, tutti fratelli e sorelle, la natura è creata per noi, mitezza, bontà, giustizia, perdono, accoglienza, assenza di giudizio, misericordia…
stima verso di sè e gli altri, fiducia nel futuro, presenza ad oltranza, nessun sacrificio, merito o colpa… bellezza, luce, pace….
mettiamoli su ogni tanto sti occhiali…magari scapperà anche a noi l’idea che sia bello stare …non qui ma..così…

 

Domenica XVIIa T.O. – A

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

In Ascolto del Vangelo secondo San Matteo 13,44-52

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Da quattro domeniche, solo oggi con tre immagini, Gesù sta continuando a parlare del Suo Regno: pare ce la stia mettendo tutta, cercando di continuo immagini, cioè parabole, per dirci quanto sia prezioso cogliere questo Regno di Dio…e come viverlo, riconoscerlo, costruirlo…
Non possiamo continuare a far finta di niente: non possiamo accontentarci delle messe, dei rosari, delle devozioni, delle riunioni, del sentito dire e delle abitudini..
Qui solo il fatto che Gesù bello insista così tanto..quanto la liturgia, dovrebbe almeno un po’ provocarci. Da quattro domeniche non si parla altro…seminatori, terreni, spine, uccelli, strada, lievito, senape, perle, tesori… non se ne va fuori!
Il regno dei cieli: il modo di pensare, riflettere, osservare, considerare, credere..di Dio, che in Gesù si fa attenzione, premura, accoglienza, capacità, atteggiamento, stile.
Lasciarsi provocare dall’incontro concreto con questo volto di Gesù che ci annuncia tale regno.
Gesù è il biglietto da visita di Dio, la Sua ultima parola definitiva rivolta a noi. La vita concreta di Gesù, azioni, scelte, attenzioni, atteggiamenti, creano il regno, concretamente: mostrano come sarebbe il mondo se tutti cercassero di vivere così, o almeno lo desiderassimo. Ecco il tesoro, la perla..aver intuito che così la nostra vita è salva, ha una marcia in più, è di qualità diversa e per questo … tutto il resto non conta, viene dopo, questo regno diventa parametro e riferimento di verifica, discernimento e scelta. Ho capito che voglio vivere come Lui…e il resto sarà..di conseguenza. Per questo lascio tutto il resto (mentalità, abitudini, immagini mentali e spirituali…valori, idoli, pensieri…). Ecco il cristiano. Dopo posso fare tutto il volontariato e le devozioni che voglio…nemmeno me ne accorgerò di quanto bello sono diventato.