“Perché dirsi cristiani, oggi..” – Omelia IVa Quaresima 2018

Dio ha tanto amato il mondo…è una frase da vertigini: che significa? a cosa pensiamo mentre ci viene annunciata? cos’è sto mondo, cosa c’entra con noi, la nostra vita e storia, il presente?
Dio ha amato: un verbo al passato, per indicare un’azione che è da sempre, continua nel presente e il mondo vi è immerso: 
-noi non siamo cristiani perché amiamo Dio. 
Siamo cristiani perché crediamo che Dio ci ama. 
-Non siamo cristiani perché facciamo cose religiose per lui, così da sentirci bene, bravi, riscaldati, appagati, sereni, tutti amici…
Siamo cristiani perché crediamo che Dio ci ama. 
-Non siamo cristiani perché frequentiamo la parrocchia, diamo una mano, organizziamo feste per gli altri, creiamo aggregazione, ci sentiamo indispensabili, facciamo 6 o 7 servizi,  come fossimo una pro loco cattolica o un centro sociale che organizzi eventi edificanti per anziani e bambini…devozioni e assistenzialismo…
Siamo cristiani perché crediamo che Dio ci ama.
Spesso rischiamo di ridurre la vita cristiana a cose fatte per… senza che Dio (tra l’altro) ce le abbia chieste. Mica serve andare a messa o pregare o ascoltare il vangelo…io do una mano in parrocchia. Oppure..sono andato a messa e questo basta e avanza, il resto della mia vita non conta. Così logoriamo la nostra fede e spegniamo le nostre anime, viviamo da schiavi, da anestetizzati o da attori.     Personalmente sono molto stanco e mi deprime parecchio sentire gente che non fa altro che elencarmi le cose che ha fatto o fa per la parrocchia…pa a ciesa: da cane del pastore vorrei finalmente iniziare a sentire persone che mi raccontino cosa il Signore ha fatto per loro. Ad es. in settimana abbiamo vissuto queste serate meravigliose, attingendo con d. Giorgio alla Parola di dio, alle sue provocazioni, ad altri testi con preghiere, silenzio e riflessioni…che bello, finalmente, sentire gente che racconti… ne è valsa la pena, ho messo ordine in me, ho fatto spazio al Signore, mi son messo in disparte e ho assaporato il vangelo, mi ha fatto bene, mi son messo in discussione, mi sento più libero…Insomma, sono riuscito a lasciarmi voler bene, amare da quel Dio. 
Mi sono fidato/a e gli ho permesso di farlo, di raggiungermi, mi sono messo nelle condizioni giuste. Ecco questo è l’essenziale.       Una parrocchia è chiamata ad avere come prima preoccupazione l’evangelizzazione: che più persone possibile possano lasciarsi raggiungere da quell’amore con cui Dio ci ha amato.
Tutto il resto è facoltativo, lo possono fare anche altri. 
Ma l’essenziale, il cuore di una parrocchia è aiutare le persone a lasciarsi incontrare da Gesù, vivere il proprio battesimo, ristorarsi in maniera comunitaria per poi ripartire da lunedì a sabato nei nostri luoghi di lavoro, nelle famiglie, nei condomini e per strada o con gli amici…Oppure penso a famiglie o coppie che scelgano di partecipare a dei gruppi adatti a loro o a persone che decidano di prendere sul serio la propria vita di fede iniziando a confrontarsi con un padre o una madre spirituale, con cui camminare.. a chi scelga di formarsi con le tantissime possibilità di ascolto della parola o carità presenti. Fidarsi e mettersi nelle condizioni giuste perché accada: Dio ha tanto amato il mondo…ma che significa Amato? Per me significa..lo dico in rima: perdonato, accettato, incoraggiato.
Perdonato…quando senti che le tue meschinità orgogliose e i tuoi peccati sono sciolti dal suo sguardo di misericordia e perdono.
Accettato..quando ti percepisci amato ad oltranza, senza giudizi o meriti ma accolto e prezioso per quello che sei, senza dover dimostrare nulla a nessuno. Gratis.
Incoraggiato..quando ti senti trattare da adulto, indicare la strada, invitare alla responsabilità e al dono di sé per essere suoi strumenti, vivendo da protagonisti la propria vita nel suo nome. Come anche nell’esperienza della croce, dell’impotenza o del fallimento sentire che Lui è al nostro fianco e non estraneo.
Dio vuole farci fare esperienza di questo suo amore, farci sentire perdonati, accolti, incoraggiati. Chiediamogli almeno di imparare a desiderare questo suo amore e che le nostre comunità con le tante attività ci aiutino in questo, mettendoci in ascolto e a Sua disposizione.

“Per chi ho votato..” – Omelia IIIa Quaresima 2018

…andrò a votare: entrerò in cabina e con quella bella matita voterò…Buriàn,…quel vento freddo e molto forte che ci ha scossi negli ultimi giorni; viene dall’est, da dove sorge il sole, la luce, come Cristo. Per questo le nostre chiese sono rivolte a est, dove sorge il nuovo giorno, la luce del mondo, per questo si dice orientare..dare la direzione giusta.
Voterò Burian perché aveva promesso e ha realizzato due cose: spazzare via e raffreddare.
-Spazzare via..si, con la sua forza, foglie vecchie, alberi morti e cartacce. Come Gesù nel tempio, con questa scenata improvvisa e inattesa. Spazi via tutto ciò che rende le nostre parrocchie e comunità dei mercati del merito, della prestazione devota, dei sacrifici; quanto rende la nostra fede una tiepida religiosità da schiavi a testa bassa, ansiosi e indaffarati, pronti a fare quel che si deve, solo per tradizione o abitudine, anestetizzata l’ansia di sacro e il bisogno emotivo di sentirsi a posto, perché ci hanno insegnato così, senza pensare ne andare mai oltre, una compravendita di sacramenti e cose da fare per gli altri, per inerzia o scaramanzia. Spazzi via quanto ha reso la nostra appartenenza una convenienza sociale e non una scelta di vita secondo la proposta del vangelo…
Il vangelo di Gv, poche volte coincide coi 3 sinottici: oggi si. Che vuol dire? tutti e quattro i vangeli riportano tale brano. Raro. Significa che è stato una cosa forte, memorabile. Con quale precisione incalzante e dettagliata, l’evangelista descrive la cronaca dei fatti: la frusta, il gettare a terra, rovesciare i banchi…me lo immagino con gli occhi fuori dalle orbite, tutto rosso e sudato, i capelli incollati alla fronte, le mani ad artiglio, lo sguardo feroce, la voce rauca, lo sforzo nel prendere i tavolini e buttarli giù mentre le gente avrà pensato “questo è impazzito, chiamate le guardie”…Non possiamo far finta di niente davanti a questa pagina..E’intensa, drammatica, eversiva! Cosa c’entra con la nostra fede? caspita se c’entra! come Buriàn, Gesù vuole spazzar via tutto quello che ci allontana da lui, purificandoci dalle immagini sbagliate di Dio, per cui confondiamo la religiosità vaga con la fede nel Cristo morto e risorto per noi, e che ha una parola bella e utile per le nostre vite, qui e ora!
-Raffreddi: Burian, come Gesù nel tempio, raffreddi i bollenti spiriti delle persone che pensano di essere accolte da Dio solo perché dicono “Signore, Signore”. Dio è diventato oggetto di compravendita. I furbi lo usano per guadagnarci, farsi pubblicità, voti o garanzie, i devoti per guadagnarselo. Dare e avere, vendere e comprare sono modi che offendono l’amore. L’amore non si compra né si mendica, non si impone né si finge. Non adoperiamo con Dio, la legge scadente del baratto dove tu gli dai qualcosa perché Lui dia qualcosa a te. Come quando pensiamo che andando in chiesa, “prendendo messa”, compiendo un rito, accesa una candela, lavorato in sagra, detta quella preghiera, fatta quell’offerta, abbiamo assolto il nostro dovere, abbiamo dato e possiamo attenderci qualche favore in cambio o che non ci accada nulla di male. Dio non si compra ed è di tutti. Dio è amore, chi lo vuole pagare va contro la sua stessa natura, lo tratta da prostituta e riduce sé stesso a cliente. Oggi è molto forte ancora il rischio di ridurre la fede a una bottega in cui ognuno si serve a piacimento secondo i propri gusti, una sorta di “supermercato del sacro” legato alle manie, alle nevrosi, alle opinioni di ciascuno; anche noi pastori non siamo immuni da tutto questo, anzi..basta leggere con attenzione il vangelo o la cronaca…ma talvolta la religione del fai-da-te suona veramente offensiva per Dio e per coloro che credono sinceramente al suo amore. Col pretesto di pagare si ritiene di ridurre il prete uno stregone che compie i riti desiderati, alle condizioni poste dal committente! Col pretesto di pagare si ignora tutto ciò che suona come scomodo e si sceglie il pacchetto più congeniale. Col pretesto di pagare ci si illude di poter mettere le mani su Dio. E quando si riceve un no, si ricorre a qualche altro confratello compiacente che si presta al gioco sporco, quello di rinunciare alla comunione ecclesiale pur di acquisire, a poco prezzo, un certo facile consenso, mendicando consolanti gratificazioni senza capire che in realtà sei stato solo strumentalizzato. Per questo voterò Burian, perché Dio è come il vento: non lo vedi.. ma lo senti, lo puoi riconoscere solo dagli effetti che fa sulle cose.
Io per primo sia scosso nelle mie poche sicurezze e come cane del Bel Pastore possa camminare assieme a voi verso oriente, piano piano, con lo sguardo rivolto oltre i nostri limiti meschini, ma che guarda lontano, con audacia consapevole e inossidabile speranza.

“Solo” – Omelia IIa Quaresima 2018

“se non Gesù solo…con loro..”Solo: stasera mi fermo solo qui…una parola: troppo o troppo poco? Ha almeno due significati: solo nel senso di..tutto qua? tocca accontentarci, farcelo bastare, così poco…mi aspettavo di meglio…vivo delusione e frustrazione, amarezza e rassegnazione; oppure nel senso in cui Vasco cantava “Siamo solo noi”, o “solo lei poteva battere questo record!” vivere quindi unicità, esclusiva, riconoscimento di qualcosa di grande e irripetibile! Allora gioia, entusiasmo, privilegio, sicurezza, soddisfazione.
Marco lo sottolinea…ma in quale momento? Appena dopo la trasfigurazione: hanno sentito la voce di Dio, sono apparsi loro Mosè ed Elia, Gesù si è trasfigurato di luce…insomma, una cosa mica da poco, da perdere il fiato, un fatto importante, memorabile, emotivamente coinvolgente: infatti Pietro suggerisce come di fermare il tempo, fare delle tende, si sta così bene, siamo così fortunati, chi ce lo fa fare di scendere e tornare alla vita di tutti i giorni…restiamo quassù al caldo. E invece…puf! Niente…
Spesso ci sarà capitato di vivere qualcosa di simile, magari da più giovani, di aver sentito davvero il Signore vicino, quando facevamo servizio in parrocchia, ad un camposcuola, il giorno del ns matrimonio,..ho sentito così viva la fede che mi pareva tanto facile essere cristiano, viverlo da convinto che o in famiglia..
Penso a forti esperienze coi giovani, incontrare il papa, un ritiro, un pellegrinaggio, la visita in Terra Santa…che bello, come mi sento bene, forte essere cristiani, insomma sentire gioia, sicurezza, entusiasmo, privilegio, soddisfazione!
Ma poi tutto finisce, si torna a casa, a scuola, al lavoro, alla messa in parrocchia col mio prete e tutto ritorna monotono, ordinario e anonimo come prima…non è più facile ed emozionante essere cristiano, non ci dà più gioia ma noia. Siamo soli con noi stessi e le ceneri di quella cosa bella che ora è solo ricordo. E allora delusione e frustrazione, amarezza e rassegnazione..
Gesù solo…nel primo caso: ci resta solo Lui per andare avanti anche quando ci sembra così poco o difficile, riconoscere che
abbiamo soltanto Lui, per fare esperienza di Dio, viver da figli, essere chiesa. Ci piaccia o no. Dio non vuol più essere disturbato. Ne santi ne madonne..verrebbe da dire. Solo Lui, Gesù: le sue maledette beatitudini, così strane, il suo giudizio universale basato sulla carità e non sui meriti, la parabola del servo dell’ultima ora che prende tutto lo stipendio, il suo scrivere sulla sabbia con l’adultera senza giudicarla, la mitezza e la capacità di indignarsi, rovesciando i mercanti del tempio e il loro dio lontano ed esigente, il lavare i piedi, farsi servo e ultimo, il suo invitarci ad essere sale e luce della terra,  continuo? Solo Lui. Se non ci basta troveremo senz’altro alibi e scuse, deleghe e giustificazioni. Faremo finta di niente…Anche la messa a volte ci pare così poco, vorremmo i fuochi di artificio. Il vangelo ci diciamo, è sempre quello, lo conosciamo, in parrocchia ci siamo stancati, la fede sembra inutile, prego e mi dico cristiano per abitudine…quel Gesù è troppo poco, bo…Oppure solo Lui è il messia, il nostro salvatore, l’agnello che toglie i peccati del mondo, colui che venne ad abitare in mezzo a noi, morto e risorto per i nostri peccati, per mostrarci il Padre e donarci vita eterna…
In entrambe i casi, che si intenda questo solo…Gesù ci riporta all’essenziale, lui che dirà di essere via, verità e vita. Ci piaccia o meno! Essenziale, purificando le nostre idee sbagliate su Dio, ricollocandoci di fronte al volto evangelico del Padre e di suo figlio, nostro fratello, Cristo, che cammina al nostro fianco. Essenziale, ridonando vigore e direzione alla nostra fede, sapendo non disperare per scendere dal Tabor delle nostre esperienze belle per continuare a scoprirlo soprattutto qui, nella vita ordinaria, imparando a farcelo bastare senza scappare altrove, in scorciatoie emotive perché non è lo stesso pregare i santi, le madonne e Gesù Cristo ..no..non lo è. Essenziale perché così ci fa mettere in discussione, chiamati a chiedere..cosa cerchi? e perché?
Chiediamo al Signore di desiderare solo Lui, in questa quaresima e facciamo nostre le parole di Paolo ai Romani, 2a lettura: Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio figlio…, non ci donerà forse ogni cosa insieme a Lui?
L’essenziale, al di là di tutto..è…. SOLO…questo.