VIa Domenica t.o, 2022 durante Cristo

Dal Vangelo secondo Luca, 6.27, 20-26

In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne. Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

Siamo al capitolo 6, un quarto circa del Vangelo; per quanto abbiano già cercato di ucciderlo e lo stiano contestando, Gesù è comunque seguitissimo da ogni tipo di persona; frequenta zone geografiche altamente sconsigliate per la sua credibilità ed il futuro della sua fama, vive in modo comunionale con quanti aveva chiamato a seguirlo ed è amorevolmente tormentato da quanti hanno bisogno di guarire…da tutti i punti di vista. È probabile che la maggior parte cerchi guarigione fisica, mentale e anche spirituale. Oggi pare quasi voler mettere in chiaro le cose. Sono le parole che contraddistinguono le beatitudini secondo Luca, versione un po’ differente rispetto a quelle forse ben più note di Matteo. Mi da la sensazione che la fama, il consenso commerciale, la dipendenza carismatica e gli applausi inizino a stargli un po’ stretto e per questo abbia come la necessità di mettere i puntini sulle “i”… quasi a dire: io ve lo dico, chi sta con me, questi sono i patti e le prospettive. Penso a quante volte anche noi rischiamo di viver della dolciastra nostalgia (una terribile malattia spirituale -cfr. popolo di Israele che scappato dalla schiavitù in Egitto, vorrebbe tornarvi per mangiare aglio e cipolle Nm11,5) di quando c’erano le fantomatiche “chiese piene” (di chi? e perché?) o un sacco di giovani in oratorio ecc. ecc. Ma anche, nella nostra vita spirituale, di fede, quando pensiamo al fatto che “una volta si ero un cristiano migliore perché avevo più tempo per il Signore, ero giovane e sempre in parrocchia….” e stupidaggini varie. Queste cose ci svalorizzano, preoccupano, fanno fare propositi volontaristici e devoti che si ritorceranno contro di noi… andiamo bene così, adesso. Viviamo qui e ora la nostra fede. Non serve la nostalgia canaglia… ma una memoria di quel che il Padre ha fatto per noi. Se non ce l’hai, lavora su quella e lascia stare le cipolle.

IIIa Domenica t.o., 2022 durante Cristo – C

…”The answer is blowin′ in the wind…” (Bob Dylan)

Dal Vangelo secondo Luca 1,1-4.4,14-21

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

«Questo libro, che conoscete da sempre, parla di me… sono io quello che è venuto a compiere quel che avete sentito e conoscete a memoria, che forse in tante occasioni avete ascoltato con trepidazione, accolto commossi, magari fantasticandoci su con desideri di rivalsa, ripicca o redenzione… insomma sono io, io che voglio fare tutto questo per voi e per tutti… io che ho a cuore la vostra vita e sto con voi, dalla vostra parte. Io vorrei proclamare la grazia del Signore…». Ecco credo che le parole di Gesù possano aver provocato questo in chi lo ascoltava. Permettere l’attualizzazione… Ma questa scrittura si è compiuta visto che ora il Verbo in persona, dirà Giovanni, si è fatto azione, carne, vi rivolge la parola. La Parola ci rivolge la parola. Relazione. Viviamo in ascolto di chi continuamente è rivolto a noi. Compiuta significa definitiva. Non serve attendere altro. Né sperare altro, magari di diverso, più opportuno, più consensuale o religioso o..scontato. A nostra misura. Nein! Niet! Renderemo lode e non lamentale e scrupoli a chi vuole tutto questo con noi? In Lui abita lo Spirito Santo, ce lo comunica per sintonizzarci con la Sua presenza, la password unica e garantita per accedere al Padre, non a dio. Che la nostra vita e le comunità cristiane che forse abitiamo, frequentiamo, serviamo…possano tenere all’orizzonte, alla spalle tutto questo…e come un vento sulle vele.. continuare il viaggio.

IIa Domenica t.o. 2022 durante Cristo – C

Nozze di Cana, Tintoretto, S. Maria della Salute, Venexia.

Dal Vangelo secondo Giovanni 2,1-11

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Ma dopo trent’anni di nulla… con tutto quello che poteviavrestipotutodovutofare… 30 anni, sparito! …dalla mangiatoia, rispunti fuori nel fiume Giordano? Ma che hai fatto per 30 anni da single in un villaggetto sperduto: va be che avevi l’azienda di famiglia da portare avanti, piccolo artigiano di provincia con la falegnameria avviata…30 anni di nulla, silenzio, in ascolto, come nelle botti di barrique..a far gavetta e comprendere di cosa avremmo avuto davvero bisogno, e di come annunciare un Padre diverso dai nostri idoli mentali, spirituali e materiali….. e con tutto il bene che avresti … ecc.. c’erano malati da guarire e prediche da fare.. bene da compiere… tu che fai? moltiplichi l’acqua in vino. Con un sorriso, certo..ma non è fantastico? La gioia di una festa di nozze, per quella nuova famiglia. L’acqua sporca di un Dio permaloso da temere e che ti fa rigare dritto… e lui tira fuori il vino “bono”, mica quello in cartone. Giovanni in questa pagina, all’inizio del suo vangelo è strepitoso. Uno magari è ancora stordito dal primo capitolo, il Prologo di Natale… Gesù è Verbo, Dio, luce, verità..i suoi non l’hanno accolto né riconosciuto ecc. Giovanni ci porta “in altissimo” a livello teologico e la pagina dopo? inizia il capitolo e il Verbo eterno di Dio si mette a trasformare acqua vino, durante una festa… ma non è comico? mi fa morire…Colui che viene descritto in modo vertiginoso, atteso da sempre, che salverà tutti e farà tutto…difficile e crudo… poi lo vediamo subito a magnare e bere…e a raddoppiare le dosi…. ma come si fa a non accogliere uno che trasforma l’acqua in vino, pare dire Giovanni a posteriori. Ecco insomma… non ho nulla da dire. Ma questa pagina di vangelo=buona notizia…non fa venire voglia di essere cristiani e basta? un po’ come la vita di David Sassoli e come gli altri ce l’hanno descritta…un incredibile profumo di vita piena nello Spirito. Non ti viene da voler annunciare uno stile di vita così? non è forse, la sua, l’ennesima testimonianza che il vangelo funziona …e funziona eccome?