Soffiare soffiare… Omelia di Pentecoste ’26 -A

La mamma che soffia su un ginocchio sbucciato per far passare la bua o su un boccone caduto per terra, così torna subito buono; soffiare sul brodo caldo per berlo prima o per far asciugare il colore su un disegno, il soffio del vento sulla faccia in bicicletta, soffiar via la polvere dalle pagine di un vecchio libro, in un palloncino colorato, per dare gioia ad un bambino o sulle candeline ed esprimere un desiderio speciale e soffiare piano espirando, per regolare il respiro e ritrovare pace ed equilibrio, o nella respirazione bocca a bocca per salvare una persona… ma c’è un altro gesto che mi emoziona sempre:

   …il giovedì santo, nella messa del crisma, il vescovo consacra gli olii santi e per farlo, su quello destinato alla cresima, olio del crisma, prima mette dei profumi speciali e poi, chinandosi lentamente, ci soffia dentro il suo respiro, ci immette lo Spirito Santo. È un gesto semplice ma molto evocativo. Quell’olio con cui siamo stati cresimati, ha profumato la nostra vita cristiana di buono.   È l’olio con cui ieri ha unto la fronte e profumato la vita di 46 cresimati/e delle nostre comunità in una cattedrale piena.

  Un soffio: la prima cosa che parla di Dio nella Genesi, la sua prima azione, il suo respiro aleggiava sulle acque, Dio sta per iniziare a creare tutto, con quel suo soffio potente di vita.

Il soffio, come il vento, evoca la presenza di Dio nello Spirito Santo, una presenza invisibile direttamente, non palpabile ma riconoscibile nei segni che compie e negli effetti che produce. Foglie che si spostano, bandiere che sventolano, cuori che decidono, atteggiamenti che si convertono, comunione da scegliere.

  Dio con noi non è mai esplicito, oggettivo, inconfondibile ma sempre delicato, fermo, appassionato. Provoca e suggestiona, ecco la sua pedagogia adulta con noi. Come a Mosè nell’Esodo, lo cogli sempre “di spalle”, dopo che è passato, da quel che rimane… serenità, pace, luce, consolazione, speranza, libertà.

Oggi, solennità di Pentecoste, celebriamo proprio questa sua presenza in noi, delicata e ferma come un soffio di vento:

alito o burrasca, si fa dono: lo Spirito santo possiamo coglierlo agire in noi mentre scegliamo che fare dei suoi doni in noi: l’intelletto, la sapienza, il consiglio, il timore,  la fortezza, la scienza, pietà. È l’amore di Dio che si fa azione in noi.

Possiamo imparare ad invocarlo, mentre ci mettiamo a pregare, perché, come dice Atti nella 1a lettura, ci dia la capacità di esprimerci nelle relazioni. Imparare a parlarci e parlare meglio, come figli e non come suoi clienti o con indifferenza o paura.

Imparare a pregare perché lo SS ci doni la capacità di comunicare, dire le cose con carità, scegliere la verità e la trasparenza, essere più autentici e non solo istintivi, impauriti, indifferenti, rassegnati. 

Quanto sento che questo Spirito può accompagnare la mia preghiera personale, cioè il dialogo spontaneo col Padre nella misericordia e nella confidenza? Poi ci metto anche il pateravegloria

   Come pure in quanto comunità: imparare a pregare per agire verso un bene comune, dice Paolo ai Corinti che si raggiunge riconoscendosi diversi (parla infatti di attività, carismi, ministeri) ma accordati in un unico, cognome, potremmo dire noi. 

Saremo comunità non se siamo indaffarati per conto nostro ma corresponsabili e complementari, insieme. 

Sarà l’unità, fare assieme, non l’ansia del protagonismo o della prestazione a tutti i costi, a renderci credibili agli occhi dei non credenti. Quando capiremo e pregheremo per questo? Quanto siamo umili nel riconoscere che questo è il primo dei criteri, unità, non utilità e se lo perdiamo di vista saremo anche noi cristiani, per quanto magari in parrocchia tutti da soli, autonomi o tutti contro tutti?

Il Signore ci doni quella sua pace: nessuno di noi è in grado di donare o donarsi pace, è sempre un dono suo. Ci chiede innanzitutto di chiederla, accoglierla e poi ci manda a diffonderla, nel suo nome. E quella pace, potrà anche sembrare solo un soffio, per ciascuno di noi… ma se soffiamo assieme, lo sento, mi sa tanto che qualcosa succede…

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